Storie di Covid: dopo 49 giorni di ospedale Adriana torna a casa

Dopo 49 giorni di ospedale, è tornata finalmente nella sua casa di Pierantonio la Signora Adriana, che era stata inizialmente ricoverata per un intervento al femore ed aveva successivamente contratto il Covid. La sua storia raccontata dalla figlia Simonetta:

"Ringraziamo tutto il reparto di Medicina 3 e la RSA dell'ospedale di Spoleto, per la generosità e la cura nei momenti peggiori della vita di mia madre". 
La figlia Simonetta se l'era ripromesso: "non appena mia madre sarà dimessa e potrà tornare finalmente a casa, scriverò ..."
Mamma Adriana classe 1943, di Pierantonio nel comune di Umbertide, lo scorso 7 gennaio alle 5.30 del mattino è stata trasportata in ambulanza all’ospedale di Città di Castello per rottura del femore; in ingresso tampone Covid risultato negativo.
Intervento chirurgico e nei giorni successivi, in previsione di trasferimento alla clinica Prosperius per riabilitazione, altro tampone risultato negativo, così come furono negativi gli accertamenti Covid del 15 gennaio durante il ricovero ad Umbertide.
La sera di giovedì 21 gennaio a seguito di sintomi, è risultata la positività e la necessità di radiografie e altri accertamenti; trasferimento nel pomeriggio del 22 alla prima struttura Covid con posto letto disponibile: in questo caso l'ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto. Polmonite da Covid e trombi agli arti inferiori la diagnosi. Ossigeno giorno e notte nei primi 25 giorni.
Adriana Dispendi e la famiglia ringraziano dal profondo del cuore tutti gli operatori sanitari di Spoleto che per 34 giorni si sono presi cura di lei. 
In tutto sette settimane senza mai vedersi, senza possibilità di visita alcuna in nessuna delle tre strutture ospedaliere che l'hanno accolta da quel 7 gennaio; Unico contatto possibile tramite cellulare, un semplice cellulare per anziani, con cui mantenere vivi i rapporti.
Ma finalmente un pezzetto di strada è arrivato al traguardo, con le dimissioni dello scorso 25 febbraio. 
Ora inizierà un altro percorso; la riabilitazione che sarebbe dovuta avvenire a suo tempo e il reinserimento nella quotidianità, dopo aver affrontato giorni molto duri, sia del punto di vista del Covid sia dal punto di vista psicologico. 
 
Adriana è crollata molte volte, passando tanti pomeriggi a piangere, a contare i giorni, lunghi, tanti, troppi.
Ha comunque trovato il conforto di chi , purtroppo abituato a questa nuova modalità di lavoro, con una semplice battuta o sorriso sapeva che in quelle ore sarebbe stato l'unico contatto possibile.
 
La figlia Simonetta e tutta la famiglia concludono sottolineando che è stata posta fin dai primissimi momenti attenzione al contagio diagnosticato in Prosperius, ben prima che uscisse la notizia sui media (infatti Adriana si trovava a Spoleto già da circa 4/5 giorni); 
La necessità di alcuni chiarimenti e informazioni resterà una delle priorità. 
Ora più che mai resta la gioia di riprendere in mano la propria vita e, speriamo, di lasciarsi alle spalle gli incubi peggiori.
 
Alla fine, si è fortunati quando tutto si può raccontare.

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