“So che puoi raccoglierlo”: l'esempio virtuoso di Marco Rossi

Cresce la sensibilità ambientale tra gli italiani che nell'ultimo periodo, complici anche gli innegabili cambiamenti climatici, sembrano aver sviluppato un'attenzione particolare al tema dell'ecologia. Quello che potremmo chiamare "effetto Greta Thunberg" (la sedicenne svedese che sciopera per combattere il cambiamento climatico) è arrivato fino a noi, contribuendo ad una vera svolta green per molti cittadini che stanno iniziando a modificare le proprie abitudini quotidiane. Dall’attenzione alla raccolta differenziata, agli elettrodomestici a basso consumo, passando per alimenti biologici e auto elettriche che fanno sperare in una presa di coscienza e cambiamento culturale a favore del nostro futuro. E qualcosa si muove anche a livello locale.

Ne abbiamo avuto prova con la nascita, poco più di un mese fa, di una pagina facebook lanciata da un cittadino umbertidese particolarmente attento alle tematiche ecologiche: Marco Rossi. "So che puoi raccoglierlo" è il titolo della pagina, o meglio la community, lanciata online il 17 agosto scorso, che in pochissimo tempo, ha raccolto l'attenzione e le adesioni di oltre 3450 persone. Un risultato davvero inaspettato che ci siamo fatti raccontare dallo stesso Marco Rossi. «Proprio il 17 agosto ho preso l'importante decisione di smettere di fumare e come qualche ex fumatore ben saprà, uno dei primi effetti collaterali della dipendenza dalla nicotina è l'insonnia. Quindi non riuscendo a dormire ho deciso di andare a correre e dopo pochi metri mi sono reso conto che lungo la strada c'era una grossa quantità di rifiuti. Mi sono messo a raccoglierli e da lì mi è venuta l'idea di lanciare questa pagina su facebook. "So che puoi raccoglierlo", un monito a fare qualcosa di concreto per l'ambiente: iniziando a liberare dai rifiuti il territorio che viviamo quotidianamente.»

Un'idea semplice, che presuppone la voglia dei cittadini di unirsi nel raccogliere i rifiuti che giacciono lungo le strade o addirittura nei pressi delle aeree verdi. Bottiglie di plastica, cartacce, confezioni di cibo, ma anche cartucce per la caccia e sacchetti pieni di spazzatura. Nelle sue passeggiate, armato del suo bastone da nordic walking, Marco fino ad ora ha trovato un po' di tutto e lo ha documentato, giorno per giorno, nei diversi video caricati online. «All'inizio ho anche pensato di rischiare di sembrare esibizionista, con questi video che pubblicavo, ma poi mi sono reso conto che le visualizzazioni crescevano e anche le persone interessate all'argomento. Sono convinto che iniziare a fare le cose, dare l'esempio, sia l'unico modo per far sì che le persone inizino ad "imitarci". Me ne sono accorto in un'occasione particolare, mentre ero in vacanza a Corfù. Camminavo lungo una via e ho iniziato a raccogliere alcuni rifiuti che erano per terra. Alcune persone sembravano "scioccate" dal mio comportamento, poi invece ho visto  che dietro di me altri avevano iniziato a fare lo stesso. É un comportamento contagioso ed è rincuorante pensare che in un certo senso siamo ancora in tempo per fare qualcosa, per riportare il luogo che viviamo in una condizione ottimale. Dopotutto ho calcolato che se durante una delle mie passeggiate raccolgo, per esempio circa 50 bottiglie, ci vorrà molto tempo prima che qualche maleducato riesca a gettarne altrettante. Soprattutto quello che mi ha fatto riflettere è che dopo molto tempo, i rifiuti di plastica si deteriorano, trasformandosi in microplastica, ancora più dannosa per l'ambiente e per la nostra salute, quindi diventa fondamentale raccoglierla quando ancora può essere riciclata». Di certo non a tutti sarebbe venuto in mente di uscire di casa per fare una bella raccolta di rifiuti ma può essere un modo davvero efficace di riportare il nostro bellissimo territorio ad un aspetto senza dubbio più "sano".

«C'è gente che ancora butta la spazzatura dalla propria auto in corsa. Manca l'educazione ma manca anche una forma di educazione al riciclo, che dovrebbe iniziare già a livello scolastico. Sapere dove smaltire correttamente i rifiuti è una prima forma di cultura ecologica: io ad esempio ho scoperto da poco che un bicchiere rotto non va gettato nel contenitore blu (quello della plastica) ma nell'indifferenziata. Piccole cose che però fanno un enorme differenza. Per questo all'interno di "So che puoi raccoglierlo" pubblico contenuti anche informativi o esempi virtuosi di altre città. Sempre attraverso la pagina è nata l'idea di organizzare eventi pubblici per potersi ritrovare in determinate zone della nostra città e dare una bella ripulita. Non solo si potrebbero anche raccogliere segnalazioni su situazioni critiche e soprattutto denunciare eventuali "geni" di turno che abbandonano rifiuti». In fondo a pensarci bene Marco Rossi non ha fatto niente di speciale. Ciò che ha fatto lui potevamo farlo tutti ma siamo rimasti indifferenti fino a quando, un suo video online o la sua storia raccontata su un giornale locale, ha smosso le nostre coscienze. Complimenti Marco e buona "raccolta" a tutti. 


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