RU486, ad Umbertide la raccolta firme si conclude ma non l'impegno delle promotrici

"Il 27 luglio 2020 iniziava un percorso di condivisione con la cittadinanza umbertidese a difesa della libertà di scelta delle donne; oggi la raccolta firme iniziata oltre due mesi fa contro la delibera regionale della Presidente Tesei sul divieto di ricorrere all’aborto farmacologico in regime di day hospital, domicilare o consultoriale, si conclude, ma il nostro impegno continua perché c'è ancora molto da fare e soprattutto perché ci sono tante donne e uomini che condividono con noi il desiderio di difendere il diritto alla libertà nella sua accezione più ampia.

La raccolta firme ci ha viste promotrici e sostenitrici di una libertà di scelta che con questa delibera continua ad essere negata. Ancor oggi, nonostante il Ministero della Sanità abbia già da oltre un mese emanato le nuove linee guida che ristabiliscono la possibilità di ricorrere all’aborto farmacologico in regime di day hospital, domiciliare e consultoriale, la situazione non è cambiata. Si continua a costringere la donna che vuole ricorrere all’aborto farmacologico a rimanere in ospedale per 3 giorni.

Il 5 agosto abbiamo depositato le prime cento firme, raccogliendo il sostegno di donne delle più svariate professioni - medici, ostetriche, insegnanti, dirigenti scolastici, impiegate, avvocati, commercianti, psicologhe, assistenti sociali e casalinghe- e poi le successive sia in Comune che in Regione; abbiamo chiesto in maniera pacifica e costruttiva un confronto sia con l’Amministrazione comunale di Umbertide, sia con la Presidente di Regione, senza ottenere ad oggi alcuna risposta. A due mesi di distanza dalla presentazione del nostro manifesto sulla libertà di scelta, decidiamo oggi di chiudere la campagna per la raccolta firme non senza rammarico per non aver avuto la possibilità di discutere e confrontarci con gli organi istituzionali dai quali, sinceramente, ci saremmo aspettati una maggiore sensibilità.

Ciò che rimane è la consapevolezza che l’argomento trattato è stato e continua ad essere fonte di grande discussione, non solo locale ma anche nazionale, e auspichiamo che ciò contribuisca a far ritirare al più presto la delibera cosiddetta della vergogna. La soddisfazione più grande per noi è stata la possibilità di parlare e scambiarci opinioni e punti di vista con donne e uomini, con la consapevolezza che in tema di diritti delle persone c’è ancora molto da fare. Per questo il nostro impegno non termina con la chiusura della raccolta firme ma continuerà in maniera ancora più forte sulla difesa dei diritti delle donne e delle persone in genere, certe che in questa battaglia non saremo sole".


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