Raccolta cibo 2014 a Umbertide

15 - 16 MARZO: UN PICCOLO DONO, UN GRANDE GESTO PER LA VITA. A Umbertide parte la raccolta cibo. Pubblihiamo l'intervento dei ragazzi della Chiesa di Cristo Risorto.

«Driin!»

«Chi è?»

«Siamo i ragazzi della Parrocchia! Stiamo raccogliendo cibo per le missioni della Bolivia!»

Sono ormai quasi venti anni che gli Umbertidesi si sentono suonare alla porta e ripetere queste parole.

Era il lontano 1994, quando è iniziata l’“avventura” della Raccolta Cibo diocesana, un’esperienza di carità organizzata dalla Chiesa eugubina, a cui Umbertide appartiene, per aiutare i poveri di alcune missioni del Perù e della Bolivia. Nella nostra città era stata preceduta fin dal 1976 da raccolte di carta, stracci e ferro per sostenere le missioni andine dell’Operazione Mato Grosso, di cui fa parte anche il nostro concittadino don Vittorio Lucarelli, parroco di Huacrachuco in Perù.

Perché i viveri?

Perché in Sudamerica questi prodotti sono molto costosi e di bassa qualità e perché in questo modo si cerca di dare al più ampio numero possibile di famiglie l’opportunità di contribuire anche con un piccolo dono (tutti abbiamo qualcosa in casa da poter donare).

In missione il cibo è fondamentale: viene donato ai più poveri (anziani soli, vedove, orfani che non possono provvedere da soli al necessario per vivere), utilizzato per pagare lo stipendio degli operai, a cui la parrocchia stessa dà lavoro, o per preparare i pasti negli oratori, che accolgono centinaia di bambini provenienti dai diversi casearios (villaggi) del territorio parrocchiale.

Da quando un altro sacerdote umbertidese, don Leonardo Giannelli,  è parroco a Santiago de Huata, in Bolivia, il container dei viveri è destinato proprio alla sua comunità.

La raccolta viveri è un’attività che richiede impegno, tempo e disponibilità, per questo rappresenta un momento estremamente formativo nel cammino dei giovani e dell’intera comunità;  non è un caso che si svolga da sempre all’inizio della Quaresima. Essa prevede alcune fasi di lavoro fondamentali: il volantinaggio e la successiva raccolta casa per casa, l’inscatolamento dei viveri nel salone della Parrocchia di Cristo Risorto, la cena del povero con la serata di divertimento e riflessione, il trasporto degli scatoloni a Gubbio ed infine il carico del container. Questi sono tutti momenti che aiutano i ragazzi a crescere mettendosi al servizio di chi ha bisogno e a vivere la carità, non come semplice gesto di donazione, ma come autentico atto di giustizia nei confronti delle disparità presenti nel mondo. Il momento culminante è proprio la cena del povero, durante la quale si consuma un frugale piatto di riso, che rappresenta invece un pasto privilegiato per i bimbi della missione di don Leo. Sono le offerte ricevute per la cena a permettere di finanziare la spedizione del container, che quest’anno partirà il 10 aprile da Gubbio; in seguito, dal porto di Livorno, attraversando Mar Mediterraneo, Oceano Atlantico, Canale di Panama e Oceano Pacifico, raggiungerà il Cile e da lì, via terra, la Bolivia.

È sempre più difficile nella cultura odierna calarsi in questa realtà di servizio, tant’è che negli ultimi anni si è andato via via riducendo il numero dei ragazzi che collaborano e si è affievolito anche l’entusiasmo di partecipazione unitaria delle parrocchie, ma la bontà dell’iniziativa fa sì che valga la pena continuare questa esperienza.

Non è neanche più semplice andare a bussare casa per casa, scelta che invece fin dall’inizio era apparsa il modo migliore per stabilire relazioni personali ed evitare donazioni anonime e con incerta destinazione: in effetti il contatto diretto tra chi dona e chi raccoglie il dono serve a garantire che nulla andrà perso e che tutto arriverà nelle mani giuste.

 

Oggi si percepisce più che mai come in questi venti anni l’atteggiamento delle persone sia molto mutato. Si è ormai in presenza di una doppia diffidenza: da un lato la paura di chi apre la porta e dall’altro il timore dei ragazzi e degli adulti accompagnatori di suonare a porte sconosciute. A testimonianza di questo clima che si sta diffondendo anche nella nostra piccola città, lo scorso anno, un compaesano ha addirittura allertato la Polizia provinciale, la quale ha in seguito verificato la presenza dei permessi dovuti. A tale proposito vogliamo tranquillizzare gli Umbertidesi ricordando che, da sempre, viene presentata una richiesta di autorizzazione ai Vigili urbani, mentre i Carabinieri sono avvertiti verbalmente. Purtroppo non sono mancati lati ancora più spiacevoli e ci sono state segnalate persone non facenti parte dell’organizzazione che, approfittandosi della buona fede dei cittadini, hanno bussato alle porte per chiedere cibo e soldi. Per tale motivo, a partire da quest’anno, saranno resi immediatamente identificabili a vista gli incaricati alla raccolta.

Nonostante le difficoltà la Provvidenza ci ha sempre aiutato. Lo scorso anno, grazie a chi ha partecipato in prima persona, ai Molini Popolari Riuniti che hanno donato la farina, ai negozi di generi alimentari che molto gentilmente si sono prestati ad accogliere i volontari e gli scatoloni e soprattutto alla gente di Umbertide, sono stati raccolti 45 quintali di derrate alimentari.

Anche quest’anno speriamo nel vostro aiuto! L’iniziativa si svolgerà il 15 e il 16 marzo: non perdiamo questa opportunità di costruire un mondo più giusto!

 

 

«Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma non abbastanza per soddisfare l’ingordigia di pochi.

I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo». (Mahatma Gandhi)

 

Per informazioni ed iscrizioni alla cena:

Santinelli Nicola e Claudia    3483995617 –  3403464616

Locchi Ilaria     3407242871

Alunni Nicola   3382363001

Salciarini Giuseppe   3387552597


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