Presentate le tele restaurate della Collegiata di Umbertide

E’ stata definita “una vera e propria pinacoteca” dal parroco don Pietro Vispi e la Chiesa Collegiata lo è davvero vista la rilevanza delle opere che vi sono contenute, oggetto di un importante intervento di restauro, appena conclusosi, che ha permesso di riportarne in auge l’antico splendore. In particolare sono quattro le tele, datate tra il XVI e il XVIII secolo, finite tra le mani esperte della restauratrice Giorgia Feligioni, del laboratorio di restauro “Tabula Picta” di Umbertide, sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Umbria: “La Trasfigurazione di Cristo e Santi” del Pomarancio (1578), “San Gaetano e Cristo Stauroforo” di Giovanni Alabornà (1749), la “Beata Vergine di Loreto con S. Andrea Avellino e S. Ubaldo” sempre di Alabornà (1749) e “Beata Vergine Maria tra i Santi Patroni di Umbertide” di un autore sconosciuto risalente ai primi del Cinquecento.

Le opere restaurate sono ora esposte al Museo Santa Croce dove martedì 24 giugno si è tenuta la presentazione ufficiale di fronte ad una sala gremita, alla presenza del sindaco Marco Locchi, dell’assessore alla Cultura Raffaela Violini, del vescovo della Diocesi di Gubbio mons. Mario Ceccobelli, di don Pietro Vispi e della dottoressa  Feligioni.

L’intervento è avvenuto in concomitanza con i lavori di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo che stanno interessando la chiesa Collegiata e che termineranno presumibilmente entro il prossimo mese di settembre. Il restauro,  finanziato in parte dalla Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Umbria ed in parte da privati, è durato circa sei mesi ed è consistito nel consolidamento e nella ripulitura delle tele, nella chiusura delle mancanze e nel ripristino pittorico. Particolarmente piacevole è stata la scoperta della tela raffigurante la Beata Vergine Maria con i Santi Patroni di Umbertide, della quale è stata ripristinata anche la forma originaria, rettangolare, procedendo alla rimozione della centina, applicata solo successivamente. Le opere restaurate resteranno in esposizione al Museo di Santa Croce ancora per un po’, dove potranno essere ammirate da vicino nei giorni di apertura del museo, dopodiché verranno riposizionate all’interno della Collegiata, alla loro altezza originaria di 15 metri da terra. 

 


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