Operazione Dragone in Alto Tevere

Si intensifica l’attività di contrasto al lavoro nero e immigrazione clandestina. . Nel corso del mese di maggio e giugno 2013 il Commissariato di Città di Castello aveva dato vita all’operazione “Dragone”; nello specifico era state passate al setaccio le 38 attività di confezionamento tessile gestite da Cinesi sia come imprese individuali che collettive insistenti sul territorio dell’Alto Tevere.

Obiettivo principale era l’attività di contrasto dell’immigrazione clandestina ed irregolare, emersione del lavoro nero e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Numerosissime le irregolarità; in particolare verificate 192 posizioni lavorative, 44 quelle inesistenti cd “in nero” e 33 le posizioni lavorative irregolari, in buona sostanza lavoratori assunti part-time, ma di fatto impiegati per molte più ore.

L’attività svolta di concerto con la Direzione Provinciale del Lavoro e la locale Asl, aveva coinvolto anche le Amministrazioni Comunali sul cui territorio insistevano gli insediamenti produttivi, chiamate in causa per verificare l’effettività delle residenze e la rimozione di eventuali opere edilizie abusive.

Avuto sentore di una certa recrudescenza del fenomeno, è stato dato il via al seguito dell’operazione chiamata “Dragone 2 “.

La scorsa settimana sono stati controllati due laboratori tessili cinesi.

All’interno di entrambi vi erano in totale 11 operai intenti a lavorare; 6 di questi sono risultati “lavoratori a nero”, 1 con contratto part-time irregolare.

I controlli hanno permesso di appurare la presenza di un soggetto cinese clandestino, 2 con irregolarità nei permessi di soggiorno.

Alla competente A.G. sono stati stati segnalati i due datori di lavoro per “sfruttamento della mano d’opera”, mentre le segnalazioni rito sono state inoltrate agli Uffici competenti al fine di valutare i presupposti riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro.


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