MONTANARI TESTONI: a Norcia oltre il sisma e l'emergenza

Sono passati 120 giorni dall’ultima devastante scossa che ha colpito il centro Italia, mettendo in ginocchio Norcia e dintorni e distruggendo la perla dell’Umbria: Catelluccio. 120 giorni di paura, che ritorna prepotentemente ad ogni piccola scossa, ma anche di tanta forza e coraggio, di una popolazione che non si è mai arresa. Perché i nursini sono così, uomini e donne di montagna, forti e testardi, che ad abbandonare la propria terra non ci hanno mai pensato. Sono rimasti lì, anche quando gli hanno tolto le tende pensando che fosse la soluzione migliore e sono lì ora che le prime 18 “casette” sono state consegnate.  Sono rimasti a Norcia anche 9 giovani ragazzi che dopo il terremoto hanno deciso di rendersi utili e aiutare i loro compaesani fondando un’associazione “Montanari Testoni”, che racchiude in due parole tutta la loro tenacia. Matteo Polito, è uno di loro, lo abbiamo incontrato e chiesto qualcosa di più sull’associazione e sulla situazione del post emergenza a Norcia.

«“Montanari Testoni” è un’associazione costituita dopo il sisma del 30 ottobre, a Norcia, dentro una tenda da campo.  Siamo 9 giovani soci fondatori, nursini e casciani, riuniti dalla necessità di non rimanere dei “terremotati passivi”. Non sopportavamo l’idea di rimanere a guardare e così ci siamo uniti per cercare di aiutare quanto più possibile. Siamo partiti, in piena emergenza, riempendo il baule di un’auto con il necessario da consegnare dove ce n’era bisogno e ci siamo ritrovati poco dopo con un vero campo base. Ad oggi la "sede" consta di una tensostruttura 4x8, un camper, una roulotte per i volontari, due container cargo, una roulotte adibita a toilette e un container da 60mq adibito a spazio sociale, che proprio nei prossimi giorni, il 26 febbraio, verrà inaugurato.» 

Uno spazio-simbolo per tutta la comunità che i ragazzi dell'Associaizone hanno fortemente voluto. «Lo "Spazio Solidale 24", così abbiamo chiamato questi 60mq luminosi e riscaldati a disposizione di tutta la popolazione, è frutto di tanti sacrifici e donazioni e della nostra collaborazione con i volontari delle Brigate di Solidarietà Attiva (BSA)che ci hanno aiutato fin da subito. Lo spazio nasce dalla necessità di restituire alla popolazione un luogo di socialità e di ritrovo. Il terremoto ha portato un'enorme disgregazione sociale e con questo luogo speciale realizzeremo eventi e attività, accoglieremo associazioni, gruppi o semplici persone che hanno bisogno di un posto dove riprendere a praticare le proprie passioni, che per molti mesi sono state messe da parte.»

Oltre allo creazione dello Spazio Solidale che tipo di attività avete svolto fino ad ora? «Ci siamo mossi cercando di capire, sempre più precisamente, quale fosse la situazione attorno a noi e quali le reali necessità. Subito dopo il sisma avevamo una dimensione prettamente di "spaccio", occupandoci della distribuzione di beni di prima necessità, riuscendo a servire pù di 900 unità. Poi piano piano, grazie ai volontari delle BSA, già attivi ad Amatrice e negli altri territori colpiti, ci siamo strutturati.» 

Il maltempo e la neve del mese scorso hanno sicuramente gravato sull'emergenza. «È stata un'emergenza nell'emergenza. Ad esempio a Forsivo, un piccolo borgo a 14 km da Norcia, i pochissimi abitanti rimasti, si sono ritrovati con la tensostruttura nella quale dormivano, ceduta a causa del peso della neve e con probelmi di corrente elettrica. Grazie alle donazioni siamo potuti intervenire sia con generi alimentari e piumini ma soprattutto dando, in comodato d'uso, un generatore da 6kw. »

Cosa pensi del futuro di Norcia e del vostro territorio? «L'unica certezza che abbiamo è che con il terremoto dovremo imparare a conviverci, purtroppo. L'importante ora è ristabilire a pieno ritmo il ciclo produttivo delle nostre zone, con tutti i prodotti e il turismo che ne derivano. Ad esempio il terremoto ha distrutto Castelluccio e soparttutto le vie d'accesso che portano alla piana, che sembrano letteralmente masticate da un gigante. Un isolamento che rischia di non permettere la nuova semina della lenticchia (che va fatto entro breve tempo) e la fioritura che da essa deriva. Uno spettacolo mozzafiato che ha attirato turisti da tutto il mondo e che giustamente è stato più volte utilizzato come biglietto da vista della nostra regione. Salvare Norcia, Castelluccio e i territori circostanti significa anche e soprattutto salvare i nostri prodotti. Noi ce la mettiamo tutta per ricreare una nuova normalità, creando spazi di condivisione e socializzazione ma tutti devono fare la loro parte..»

Per maggiori info e donazioni visitate il sito http://www.montanaritestoni.it/.


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