Matteo Baldelli: professione commercialista

Continuiamo il nostro ciclo di interviste ai professionisti del nostro territorio.

Abbiamo già conosciuto il Dott. Matteo Baldelli nelle pagine del nostro giornale come presidente Aimet, ma la sua attività principale resta la professione di commercialista che esercita da diversi anni. Come ha iniziato il suo percorso?

Ho aperto lo studio nel 2009, partendo da zero. Ma quella di sei anni fa è stata soltanto la conclusione di un percorso cominciato nel 2005 con la laurea magistrale in economia e commercio, seguita da anni di pratica e dall'esame di stato per l'abilitazione.

È appena finita la maratona estiva delle dichiarazione dei redditi, periodo intenso per i commercialisti.

Si, l'estate è un concentrato di scadenze. Per esperienza posso dire che gestirle al meglio significa tutelare il contribuente in tutte le fasi, non solo quella dichiarativa. Io analizzo con anticipo la situazione del cliente, professionista o imprenditore che sia, valuto l'andamento dell'attività, lo informo e consiglio sulle conseguenze di determinate scelte. È fondamentale non arrivare all'ultimo momento impreparati e magari con delle cifre importanti da dover pagare.

Qual è secondo lei la difficoltà maggiore della sua professione?

La mancanza di certezza del diritto. Le regole sono in continuo cambiamento, spesso create su esigenze erariali, più che sulla base della logica dell'attività di impresa. Sarebbe meglio avere poche norme, semplici e precise, piuttosto che mille regole con altrettante interpretazioni che servono sono a far regnare il caos in materia fiscale. È tutto il meccanismo che andrebbe riformato. E poi ci sono tanti inutili adempimenti burocratici che andrebbero eliminati. Sono soltanto un costo, sia per i contribuenti che per lo Stato.

Specializzazione o generalizzazione. Come può un professionista rispondere alle esigenze della clientela?

Una visione generalista è necessaria per riuscire ad inquadrare le varie questioni. Non si può rispondere ad esempio ad un problema di natura fiscale senza conoscere le implicazioni a livello societario oppure sul tema del lavoro. Allo stesso tempo non si può avere una conoscenza dettagliata di ogni argomento e quindi ci si deve avvalere della collaborazione di altri professionisti. Con me lavora mio fratello Marco. È giovane ma già molto titolato: una laurea in economia aziendale, una in consulenza giuridica e aziendale, il praticantato e poi un Master in gestione del personale e un Master in contenzioso con il lavoratore. Ha completato il suo ricco percorso di studi con l'esame di stato per l'abilitazione a consulente del lavoro.

Non si occupa solo di paghe, contrattualistica e consulenza del lavoro, ma anche di gestione del personale per le aziende, budget del lavoro e transazioni sindacali.

Il cliente che entra nello studio deve uscire con delle risposte chiare e precise, sotto tutti i punti di vista. Per questo ci avvaliamo anche della collaborazione di due avvocati, Carlo Smargiassi e Raffaela Violini.

 

In un'epoca in cui la comunicazione è alla base di tutto, come può uno studio di una realtà come Umbertide stare al passo con i tempi?

Proprio grazie ai mezzi di comunicazione riusciamo ad avere un rapporto stretto e costante con il cliente. Comunicazione diretta con E-mail, e poi un profilo Facebook dove riportiamo scadenze e analisi delle tematiche del momento. Siamo uno studio giovane e dinamico, con i nostri clienti comunichiamo anche attraverso whatsapp.

Ma noi non siamo una realtà virtuale e per venire incontro alle esigenze dei clienti ci siamo trasferiti in una sede più adeguata presso il Centro commerciale Fratta.

 

Come si gestiscono i cambiamenti in un'epoca in continua evoluzione normativa?

Il nostro studio è attento a capire l'evoluzione delle regole che disciplinano l'andamento delle aziende. Non si può pensare di consigliare il cliente senza essere attenti alle prospettive future, anche in considerazione di un contesto in continua evoluzione. La crisi ha portato ad una rottura con il passato, le aziende devono occuparsi di aspetti nuovi, che prima non rappresentavano un problema, e devono avere gli strumenti necessari per prendere le decisioni più opportune.

Proprio per questo l'aggiornamento rappresenta una costante dello studio che punta sempre di più a svolgere la funzione di costola dell'azienda ma esternalizzato dalla stessa. L'obiettivo è quello di creare uno strumento di qualità al servizio dell'imprenditore che riduca i costi rispetto ad un ufficio interno.

Molto spesso arrivano da noi clienti che si sono rivolti - magari con la speranza di risparmiare - ad associazioni o centri di elaborazione dati e che poi si trovano davanti a seri problemi causati dalla mancanza di professionalità e di aggiornamento.

Siamo in un'epoca che ci impone di considerare il problema sotto tutti i punti di vista. Per fare questo occorrono professionisti con differenti profili, specializzazioni e competenze uniti da un comune interesse: fare il bene dell'azienda.

 


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