La pallacanestro femminile vista da Valter Giacchè, Presidente dell'ASD Basket Umbertide

Presidente, da quando è dentro al mondo della pallacanestro?

Confesso che la pallacanestro è sempre stata una mia passione fin da quando frequentavo le medie nei primi anni ’80 e andavo a seguire il Fratta alla palestra delle scuole. Non ho mai praticato Basket anche perché diciamoci la verità dal punto di vista atletico non sono un gran che, forse ci proverò in un'altra vita. Sono ricordi bellissimi, la piccola palestra stracolma di gente ed il rumore assordante, tanto rumore che non si riusciva a parlare neanche con la persona che ti stava vicino, c’era tanta passione come del resto c’è sempre stata per il questo sport ad Umbertide. Per diversi anni non sono riuscito a seguire le vicende del basket umbertidese anche se il lunedì confesso il primo sguardo sul giornale era sempre per i risultati del Fratta. La passione si è riaccesa quando mio figlio prima e mia figlia dopo si sono avvicinati al mondo del basket e da lì convinto da alcuni amici di vecchia data sono entrato nel consiglio direttivo di Basket Umbertide per poi successivamente diventarne il presidente.

Qual è lo stato attuale di salute della pallacanestro femminile ad Umbertide?

Per quanto riguarda la mia esperienza in Basket Umbertide fino ad oggi è stata positiva anche se in alcuni momenti confesso bisogna navigare a vista. Abbiamo cercato in questi anni di fare una programmazione a lungo termine incentrata sul settore giovanile anche con qualche buon risultato e abbiamo un bel gruppo di ragazze che ci mettono passione ed impegno, ma nel mondo del basket femminile locale c’è un consistente calo di tesserati dovuto forse anche alla concorrenza di sport come la pallavolo che al momento viaggia sulle ali dell’ entusiasmo specialmente nella nostra regione ma anche purtroppo per i rapporti tra le associazioni del nostro territorio e su questo argomento ci sarebbe da intavolare un discorso molto più ampio ma mi limito per ora a dire che in effetti in un comune come quello di Umbertide che conta circa 16000 abitanti due società di basket femminile sono “troppe”. Noi fino ad oggi abbiamo cercato di portare avanti un progetto incentrato principalmente sul settore giovanile andando a coprire una lacuna che per varie vicissitudini si era formata negli anni passati e che rischiava di far morire un movimento che grazie proprio alle ragazze “Made in Umbertide” aveva permesso di arrivare al meraviglioso traguardo della Serie A. Nel nostro piccolo con un grande sforzo siamo riusciti a creare una squadra senior che partecipa al campionato di serie C ed composta per il 90% da ragazze provenienti dal nostro settore giovanile. In questa stagione le ragazze hanno dimostrato una grande crescita caratteriale ed atletica ma purtroppo l’ avventura si è conclusa anticipatamente per le note problematiche legate al Corona-virus e di sicuro avevano ancora qualcosa da dimostrare.

Presidente quale ricetta per far crescere il movimento del basket femminile?

Non esiste una ricetta particolare, ma piuttosto dei tentativi per arrivare ad un confronto onesto e leale con tutti gli interlocutori di questo movimento. Per quanto mi riguarda non chiudo la porta in faccia a nessuno e di questo forse tutti me ne devono dare atto. Comunque, le idee e la voglia non mancano di sicuro. Da parte mia c’è un impegno costante, pazienza, ma soprattutto grande voglia di far crescere le nostre ragazze in ambiente sano e corretto, poi arriveranno anche i risultati sul piano tecnico e per questo ci penseranno i nostri istruttori.

Voglio tirare ancora in ballo la situazione particolare di Umbertide e sulla convivenza di due società di basket femminile
Le società del nostro territorio devono unire le forze e faccio i nomi PFU e BASKET UMBERTIDE. Tutte è due hanno il potenziale e le competenze per fare grandi cose e solamente con l’unione potremo riuscire a competere a livello giovanile con le altre realtà regionali e perchè no anche nazionali. Da soli, ci si dovrà accontentare di campionati di medio livello.

Concludiamo con un suo desiderio

Tutto quello che ho detto in precedenza nasce dal desiderio di collaborazione e crescita. Al momento non è così e perché questo avvenga bisogna andare oltre a personalismi e politiche aggressive soprattutto in ambito cittadino. Che tutti capiscano che l’unione fa realmente la forza, che per collaborare non è necessario essere per forza essere amici, ma sarebbe sufficiente valorizzare le competenze altrui. Il mio desiderio è anche di rivedere le palestre aperte, e questo significherebbe aver sconfitto questo maledetto corona-virus magari palestre non vuote ma piene di ragazze e ragazzi che corrono per il campo cercando di mettere il pallone dentro il canestro.

 

A cura dell'Asd Basket Umbertide


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