In memoria di Paolo Burzigotti

La morte è sempre difficile da accettare, ci lascia spesso increduli, soprattutto quando ad andarsene è una persona giovane, come Paolo Burzigotti. La sua vita si è fermata lo scorso 2 febbraio, a 44 anni, per colpa di una malattia che non gli ha lasciato scampo. Il primo pensiero è per lui, per l’interruzione del suo progetto di vita, per sua moglie Alessia e le sue due splendide bambine, Azzurra e Aurora, per lo sforzo che dovranno fare per sopravvivere ad un dolore così grande, per gli amici e poi per tutti noi. Già perchè il senso di impotenza che si prova davanti ad una simile scomparsa ci spinge irrimediabilmente a riflettere, a interrogarci, a ricercare un senso nella perdita. E una vita che si spegne troppo presto toglie un po’ di futuro e di fiducia a tutti. 

Abbiamo scelto di ricordarlo, per il ragazzo che è stato, per l'uomo, il marito, il padre che è diventato, e per il professionista che era, con una brillante carriera avviata presso l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). 

Paolo Burzigotti è nato e cresciuto ad Umbertide, dall'amore dei genitori Italo e Laura, e qui ha vissuto la prima parte della sua vita, studiando al Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" e diplomandosi con il massimo dei voti. Ha dimostrato un'intelligenza fuori dal comune fin dall'adolescenza, una mente aperta e acuta, che Paolo da ragazzo serio e modesto qual era, non ha mai ostentato. I suoi studi sono poi proseguiti a Perugia, dove si è laureato in Ingegneria Elettronica nel 2000.  

Da lì in pochi mesi è iniziata la sua carriera in Space Engineering S.p.A. a Roma, dove è rimasto a lavorare per 5 anni. Nel 2005 si è sposato con Alessia, anche lei ingegnere, forte e intelligente ma anche umile e semplice, proprio come il suo Paolo. Dopo un solo anno di matrimonio è arrivata una delle scelte più importanti per la vita lavorativa e non solo: accettare un ruolo importante per l'ESA, che lo avrebbe portato a lavorare fuori dai confini nazionali, in Olanda. Paolo, da uomo determinato ha accettato dando avvio ad un'importante carriera, che lo ha portato a seguire il progetto IRIS, la soluzione di telecomunicazione satellitare per la gestione del traffico aereo, diventandone Project Manager. Proprio l'Agenzia Spaziale Europea lo ha ricordato con un lungo messaggio commosso: "[...] Iris era particolarmente vicina al suo cuore; ha sostenuto il progetto dall'inizio fino a diventarne forza trainante. Supportato dalla sua visione, ha sempre fissato standard elevati per se stesso e il suo team, sottolineando l'importanza della trasparenza, dell'obiettività e dei risultati. Il talento e la leadership di Paolo sono stati riconosciuti e apprezzati sia all'interno che all'esterno dell'ESA, attraverso la sua collaborazione con i principali operatori delle telecomunicazioni, nonché con l'industria spaziale europea, l'industria aeronautica, le delegazioni e le istituzioni europee come SESAR e Eurocontrol. La sua scomparsa è uno shock per tutti quelli che lo conoscevano: abbiamo perso un collega stimato, un manager brillante, una persona fantastica e, per molti, un caro amico. Le qualità eccezionali e gli ottimi ricordi di Paolo rimarranno con tutti noi".

Ma la carriera, seppur importante ed impegnativa, non ha compromesso gli affetti e la famiglia, sempre una priorità per Paolo, capace di trasmettere alle sue figlie principi e basi solide per affrontare la vita, ma anche il suo straordinario sorriso e la sua grande determinazione. 

Paolo, sapeva di avere davanti una malattia difficile da sconfiggere, e assaporava ogni istante perchè aveva ben chiaro che il tempo è un dono prezioso. Amava la montagna e le sfide: la prima volta che ha indossato gli sci aveva 42 anni, ma anche in questo è stato subito molto bravo. Amava il buon cibo e il buon bere, quasi come se assaggiando una pietanza o sorseggiando un bicchiere di vino, riuscisse a sentire il gusto della vita ancora più pieno. Nell'ultimo periodo aveva aggiunto proprio la cucina tra le sue numerose passioni: concentrandosi a guardare video e ricette di chef stellati e impegnandosi al massimo come era abituato a fare per ogni cosa. Paolo poi amava le persone, conoscerne di nuove e parlare con loro, perchè era convinto che dagli altri si può sempre trarre un arricchimento.  

Fino alla fine ha cercato di contrastare la malattia con la forza e la vitalità che lo contraddistinguevano. 

Da oggi, il suo ricordo sarà per tutti un faro ispiratore, ed un testimone da raccogliere e tramandare con responsabilità. 


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