Il Movimento 5 Stelle di Umbertide attacca il Comune sul PUC2

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Movimento 5 Stelle umbertidese

"Sabato 15 Febbraio sarà inaugurato il PUC 2, ex stabilimento tabacchi. Premesso che non vogliamo indagare circa l’aspetto tecnico, aspetto su cui molti illustri tecnici hanno già espresso i loro dubbi e il loro dissenso, noi vogliamo fare delle serie riflessioni sulle domande che molti cittadini si pongono con disperazione: era veramente così necessaria, così utile e urgente, quest’opera? Perché per noi tanti sacrifici, tasse, privazioni, disoccupazione, ecc, mentre tonnellate di euro sono bruciate per realizzare monumenti che sono “testimoni muti” della vanagloria di politici che, ignorando di essere anche amministratori, continuano a costruire, ancora oggi, la “torre di Babele”?
Facciamo un po’ di conti; nel nostro Comune, negli ultimi tre anni, sono stati spesi: per il PUC2 e per il “forum” del PUC2 2.730.328 euro (cribbio!), mentre 2.625.053,49 euro per l’ampliamento di quell’altro capolavoro del Sottopasso Ferroviario. E pur tralasciando il parco della Regghia, l’aria di fronte alla Torre, quella davanti alla stazione F.S., ecc, il Comune ha sborsato, in questo breve tempo, 1.233.432 euro per opere che, servono più alla loro nullità amministrativa che ai cittadini. 
Ebbene, se consideriamo il momento di profonda crisi che stiamo vivendo, noi pensiamo che questo sia un atto di disprezzo verso quelli che non riescono a pagare le tasse, verso i disoccupati e quelle famiglie che stanno vivendo in un contesto di povertà senza precedenti. Pensiamo che sia un atto immorale verso le p.m. imprese e verso quei commercianti che, avendo grande dignità, non chiudono per pudore e per garantire lo stipendio ai loro dipendenti. Ecco, a questi si doveva dare priorità, di questi ci si doveva preoccupare, senza tralasciare le altre cose. Ma forse, per fare il bene della comunità, si ritengono più vantaggiosi e interessanti i grandi appalti, quelli a sette cifre, anche se inutili e costosi. Forse perché alcuni progetti creano più attrattiva, più sono costosi e più affascinano la fantasia di cert’uni, in questo modo li si può vestire di voluttà e creare nei cittadini l’illusione che anch’essi sono partecipi del”progetto”.
Ci scusiamo con i cari “numerocratici” ma nonostante tutti gli sforzi che facciamo, per trovare in loro una parvenza politica, non ci riusciamo. La colpa è di tutti quei sinistri individui che da anni usano come prostituta l’Italia assumendo l’unico ruolo possibile, quello del “cassiere” delle prestazioni altrui. Tra le tante voci di spese, di questo inutile sciupìo di cifre astronomiche, se ne poteva baggettare un’altra: “Aiuto alle imprese e alle famiglie”. Ciò li avrebbe nobilitati agli occhi dei cittadini. Purtroppo, sono anni che essi non percorrono più le vie del bene comune, sono anni che hanno dimenticato che le Persone non sono l’oggetto della politica, ma il soggetto di essa, anni che hanno sposato la presuntuosa logica del “Io sono”. Per questo tutto viene calato da altri poteri, la colpa non sarà mai di nessuno e nessuno sarà mai tenuto a confrontarsi con il presente e i reali bisogni dei cittadini. Sanno che il presente è povero, sanno che è un presente colmo di difficoltà, senza speranza e senza futuro. 
Sarebbe bello se, i politici, invece di essere costruttori d’illusioni fossero progettisti di riflessioni etiche. Auspichiamo, per loro, l’apprendimento di un alfabeto che sappia dialogare e condividere il linguaggio di chi sta vivendo con sofferenza e in modo drammatico la crisi economica".


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