Ex- FCU. Le proposte di Umbertide Cambia

Riceviamo e pubblichiamo

“Riguardo al futuro delle infrastrutture del comprensorio, Umbertide cambia pretenderà trasparenza, partecipazione, razionalità e lungimiranza, pronta a discutere senza preconcetti ideologici, ma con il vincolo assoluto che prima di tutto si decida di investire concretamente su una ferrovia moderna in grado di alleggerire radicalmente il traffico pubblico su gomma, tenendo conto non solo della compatibilità ambientale, ma anche della sostenibilità economica delle fasce più deboli”. Il candidato sindaco di Umbertide cambia, Claudio Faloci, ha concluso con questa affermazione l’iniziativa “Ferrovia tradita”, la prima delle occasioni programmate da “Umbertide cambia” per affrontare i temi più rilevanti che coinvolgono gli interessi dei cittadini umbertidesi e non solo, dalla quale sono emersi fatti e proposte concrete. Protagonista dell’incontro, raccontata da due esperti, Mario Tosti e Alessio Trecchiodi, la “Ferrovia”, per l’influenza fondamentale che ha avuto nello sviluppo economico e sociale  della comunità altotiberina durante il primo secolo di vita, “tradita”, per la situazione di degrado ed abbandono in cui è venuta a trovarsi negli ultimi lustri, mettendo in pericolo non solo un servizio importante per i cittadini ma anche dei posti di lavoro. Ne è stata ricordata l’epopea delle origini, la tempestività della ricostruzione della tratta Terni – Sansepolcro dopo la catastrofe della guerra, il declino indotto dalla concorrenza dell’auto privata e dal trasferimento della pianificazione a livello regionale, che si è rivelata priva di una visione strategica e fonte di sprechi incredibili, tuttora in atto. Come, ad esempio, la montagna di traversine e le rotaie accatastate da anni a Pierantonio, che aggiunta ad un altro finanziamento di oltre 500.000 euro sollecitato nei giorni scorsi dal Comune, può ben rappresentare l’emblema della dilapidazione delle risorse, in quanto destinate al completamento di un raccordo ferroviario adibito al trasporto merci che non entrerà mai in funzione. Si pone infatti in totale contraddizione rispetto alla collocazione – comunque assurda ed opaca – della piastra logistica di San Giustino, con cui la Regione ha sancito la condanna a morte del trasporto merci su ferro. Questa scelta, opposta alla sempre declamata priorità del ferro sulla gomma, è passata in sordina, sopra le teste della comunità, in totale disprezzo della trasparenza e della lealtà. Alle critiche oggettive, sono seguite valutazioni della competitività potenziale della ferrovia, basate sull’analisi del bilancio della FCU, sulle statistiche dei passeggeri giornalieri rispetto al bacino d’utenza, sul grado di onerosità complessiva (indice sintetico di costi e tempi di percorrenza) raffrontata ai mezzi alternativi. E sono state presentate ipotesi di rivitalizzazione, fra cui il sistema tram-treno, utilizzato in varie città europee. Se questo è un progetto strategico, l’iniziativa di Umbertide cambia ha individuato anche interventi immediatamente realizzabili, illustrati da Spartaco Ceccagnoli. “Valorizzare la ferrovia come strumento per l’organizzazione della mobilità sostenibile. Realizzare una rete intermodale di trasporto (corse autobus di adduzione al treno) che consenta spostamenti più veloci ed economici di quelli realizzati dagli autoveicoli privati, ed un sistema di integrazione tariffaria o biglietto unico che favoriscano gli spostamenti casa-lavoro-scuola. Effettuare corse treno che partano da Umbertide per i lavoratori o studenti che debbano recarsi nella zona Silvestrini. Prevedere collegamenti diretti con Ponte San Giovanni e quindi con l’aeroporto di Sant’Egidio in coincidenza con l’arrivo e la partenza dei voli aerei per favorire anche questo scambio intermodale”.


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