Domani la presentazione del libro IL TEVERE E UMBERTIDE

Sarà presentato nel giorno più importante per gli umbertidesi, l'8 settembre presso il Museo di S.Croce alle ore 17, il nuovo libro curato da Sestilio Polimanti ed edito dalla Società Storica Umbertidese (stampa Digital Editor). La pubblicazione, dal titolo "Il Tevere e Umbertide" è in realtà una ristampa dell'edizione del 1995 realizzata nel progetto dell'Atlante Linguistico dei Laghi Italiani (ALLI). Si tratta di un'importante ricerca avviata da Giovanni Moretti, docente di Dialettologia Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia, riguardante le lingue locali delle zone lacustri, poi allargata anche alle zone lungo il corso del Tevere. Per questo, tre dei ricercatori facenti parte del progetto, Lorena Beneduce Filippini, Fausto Minciarelli e Maria Cecilia Moretti, si focalizzarono proprio su uno dei principali insediamenti lungo il Tevere: Umbertide appunto. Qui, vennero rinvenute e documentate importanti testimonianze culturali, etnolinguistiche ed economiche del rapporto quasi simbiotico della nostra comunità con il suo fiume, il Tevere. La ricerca dialettologica meritava di avere un pubblico ampio per questo il Prof. Moretti mise a disposizione i risultati e incaricò Sestilio Polimanti di curare una versione divulgativa, che si trasformò poi nella pubblicazione che oggi è andata in ristampa. «Dopo ventanni ho potuto sentire quanto la distanza da quel mondo legato al Tevere sia oggi ulteriormente aumentata - spiega lo stesso Polimanti nella presentazione del libro - un mondo fatto di pescatori, traghettatori, ciaccabrécce che facevano del fiume la propria fonte di sussistenza, una comunità con uno spirito e un senso pratico diverso da oggi, che vedeva nelle piéne non solo e ovviamente un pericolo, ma anche un’opportunità economica per procurarsi legname o altri materiali che venivano trasportati dalla corrente, o che godeva del fiume come spazio ricreativo per una nuotata o per un giro in barca nelle giornate afose. Oggi il Tevere per Umbertide è sicuramente un’altra cosa: è cambiato ed è stato adattato ad un progresso che ne ha ridefinito non solo gli argini e ne ha imbrigliato il corso, ma ne ha trasformato il ruolo e l’importanza nella vita quotidiana degli umbertidesi. Oggi il nostro tratto di Tevere continua ad essere un’importante presenza per il tempo libero e per l’economia locale: è stato dotato di un piacevole percorso pedonale e ciclabile, è diventato un campo gara nazionale e internazionale

per la pesca sportiva e ospita una centrale idroelettrica all’avanguardia per la produzione di energia, dove è stato allestito l’Ecomuseo del fiume. Inoltre negli ultimi anni sono stati fatti lavori per la ripulitura delle sponde e la sistemazione dell’alveo che lo presentano probabilmente più elegante e tranquillo di quanto fosse nel passato, ma ogni tanto ritorna capace di piéne preoccupanti, come nel novembre 2005, gennaio 2010 e novembre 2012, solo per citarne alcune, che ci ricordano il vecchio adagio secondo il quale l Tévere amprèsta man vénde, e cioè il Tevere presta i terreni lungo il suo corso, ma non li vende: se li può riprendere quando vuole».

Un ulteriore enorme contributo alla documentazione del dialetto umbertidese, per cui ringraziamo Polimanti e tutti coloro che hanno partecipato a questa grande ricerca.


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