Comunicato stampa del comitato di Umbertide per il No al Referendum costituzionale

Riceviamo e pubblichiamo 

Il Comitato per il NO al referendum di Umbertide, che ha ricevuto delega da parte del Comitato Nazionale per il NO presieduto dal Prof. Gustavo Zagrebelsky di rappresentarlo nei confronti degli Enti locali e di ogni altra autorità amministrativa, esprime il proprio sconcerto rispetto alla scorrettezza delle iniziative locali organizzate dai promotori del Si che, in maniera del tutto impropria e inopportuna, hanno visto il coinvolgimento di istituzioni pubbliche che, in quanto tali, avrebbero dovuto rimanere imparziali. 

Il riferimento è all’incontro che si è svolto giovedì 10 novembre ad Umbertide dall’eloquente titolo “Basta un SIndaco” che ha visto appunto la partecipazione dei sindaci dell’Alta Valle del Tevere schierati compatti a favore delle ragioni del Si.
La normativa parla chiaro e nell’art. 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28 si fa esplicito “divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni”. Tale divieto riguarda gli organi istituzionali che rappresentano le singole amministrazioni e non i singoli soggetti titolari di cariche pubbliche, i quali possono compiere, da semplici cittadini, attività di propaganda ma al di fuori dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali. Così però non è stato come si evince dalla stessa locandina dell’evento dove, in maniera del tutto esplicita, si evidenziava l’impegno delle istituzioni locali e dei sindaci in prima persona a favore del Si. 

Tale divieto mirava ad evitare che la comunicazione istituzionale delle amministrazioni venisse piegata ad obiettivi elettorali. Ciò è stato completamente disatteso ed è venuto meno il dovere di equilibrio e correttezza degli amministratori locali. I sindaci, rappresentando tutti i cittadini, avrebbero dovuto avere la sensibilità di sapere distinguere ciò che è istituzionale da ciò che è soltanto politico. Al contrario, noncuranti, si sono resi protagonisti di un gravissimo strappo istituzionale lesivo nei confronti della democrazia. 

Condividiamo al riguardo il pensiero espresso dall’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) che ha definito deplorevole questa iniziativa e ci associamo al richiamo fatto alle istituzioni e a chi le rappresenta ad un esercizio attento delle funzioni pubbliche che eviti, d’ora in avanti, spiacevoli commistioni tra il privato e l’istituzionale. 

Comitato per il NO al Referendum di Umbertide 

 


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