Coach Serventi, ''il nostro settimo posto ha un valore aggiunto''

Di Francesco Cucchiarini

Da 8 stagioni è Head Coach della Pallacanestro Femminile Umbertide, per sette stagioni consecutive ha raggiunto i playoff, per cinque anni ha ottenuto l’accesso alle Final Four di Coppa Italia. Ha disputato, sempre con la squadra umbertidese, una finale di Coppa Italia, una di Supercoppa ed ha fatto crescere giovani, ora divenute realtà, oltre ad aver sfidato i colossi del basket femminile italiano. In questa stagione ha guidato un gruppo di giovanissime giocatrici, al raggiungimento della settima piazza della classifica. Stiamo parlando dell’unico ed insostituibile Allenatore della PF Umbertide, Lorenzo “Lollo” Serventi. Lo abbiamo incontrato per parlare della stagione e di ciò che ha fatto per la nostra città.

La PF Umbertide ha concluso da poco la sua ottava stagione nel massimo campionato di basket femminile , avete raggiunto una salvezza che ha il valore di uno scudetto. Quale giudizio daresti alla stagione disputata dalla tua squadra?

Un giudizio molto positivo, credo che nessuno all’inizio avrebbe pronosticato questo risultato. Le ragazze sono state molto brave ad applicarsi fin dal ritiro, ritiro nel quale siamo diventate sempre più gruppo. Le ragazze hanno capito lo spirito del lavorare tanto, non solo in modo quantitativo , ma soprattutto qualitativo. La squadra si è sacrificata, il nostro motto era “migliorarci”, uscire dalla mediocrità generale e dalle “regole cestistiche” che il troppo lavoro non paghi. Il lavoro invece, paga sempre e senza la disponibilità delle giocatrici, non avremmo ottenuto nulla.

Parlando del Campionato in generale, quest’anno nessuna delle 14 squadre è stata esclusa o si è ritirata a campionato in corso. Anche Cagliari e Sesto S. Giovanni (le due retrocesse) hanno concluso con 8 e 12 punti, hanno giocato fino all’ultimo dimostrando l’assenza di squadre “cuscinetto”. Può essere un segnale di ripresa per il movimento del basket rosa?

Non credo, ogni anno la crisi si fa sempre più sentire. Però a 14 squadre ritengo che il campionato sia più equilibrato e duro, a maggior ragione il nostro settimo posto ha un valore aggiunto.

In questa stagione Umbertide ha perso per la prima volta in un opening day, con uno scarto di quasi 40 punti contro Lucca. Quale è stata la chiave di vittoria per conquistare i primi due punti solamente una settimana dopo contro Torino?

Innanzitutto il primo opening day perso ha il sapore della beffa. Non pensavamo che Cagliari fosse ripescata, non abbiamo capito bene le regole in merito. Questo ha comportato uno stravolgimento di tutto il calendario, tutto. Con il calendario uscito precedentemente, avremmo dovuto giocare contro il GEAS, una squadra alla nostra portata. Abbiamo quindi trovato cinque partite di una difficoltà estrema, partendo con Lucca, squadra arcigna e costruita per arrivare tra le prime quattro (ha concluso da capolista). Di colpo molti addetti ai lavori ci hanno abbandonati, additandoci come la prima squadra retrocessa, tranne qualcuno, come il Dr. Costa di Acqua&Sapone che ci ha sostenuto anche attraverso messaggi privati. Credo che a Torino sia stata una vittoria fondamentale,  non era facile dopo essere caduti in un sonoro K.O. alla prima partita, vincere contro una squadra attrezzata per fare molto bene. Siamo riusciti a vincere contro Torino ed a rialzarci, grande prova di carattere perché abbiamo difeso quella partita con le unghie , nonostante le piemontesi avessero un roster più completo, specialmente nelle giocatrici straniere.

A neanche un mese dall’opening day, arriva la prima impresa, contro Ragusa. E’ stata la partita del riscatto per il duro lavoro svolto nei mesi precedenti?

Siamo stati molto bravi noi a non concedere troppi palloni sotto canestro, dove eravamo la squadra più debole del campionato, quest’anno infatti eravamo poco fisici. A Ragusa era da poco arrivata Brunson, quindi doveva ancora creare degli automatismi migliori. Noi abbiamo condotto una partita in modo intelligente e le ragazze hanno dato il 110% per la propria maglia ed i propri tifosi.

Dopo la storica vittoria contro Ragusa, Umbertide vince altre 4 partite di seguito, tra le quali contro Parma. La partita contro le emiliane, si può definire quella con il maggior contributo da parte di tutta la squadra?  

Sì, vinta poi con uno scarto di 26 punti. E’ stata una vittoria importante dove stavamo acquisendo sempre più fiducia. Alessia Cabrini fece una partita incredibile e tutta la squadra si dimostrò non Simmons - dipendente.

Dopo un periodo d’oro, nel match contro Sesto S. Giovanni, arriva una sconfitta. Può essere stata frutto di alcune leggerezze visto il periodo positivo che la tua squadra stava attraversando o di problemi fisici che iniziavano a farsi sentire?

Noi venivamo anche da una trasferta difficile a Cagliari, dove abbiamo vinto con Tikvic che non si era allenata. Nella partita contro Napoli, Tikvic non aveva nemmeno giocato ed abbiamo vinto contro una squadra che aveva in tribuna Petronyte e Burdick. Credo che la sconfitta con il GEAS sia stata frutto di un calo fisico e mentale, giocammo male e fummo molto imprecisi, non tatticamente pronti come avevamo preparato la partita. Forse eravamo anche un po’ appagati di quello che stavamo facendo e pensavamo di vincere facile. Non credo poi che il GEAS fosse una squadra così scarsa come la classifica ha poi decretato.

L’ultima delle cinque sconfitte consecutive è stata contro Lucca. Umbertide però ha giocato una buona partita. Questo può essere il segno che la tua squadra è stata capace di risvegliarsi proprio nei momenti più difficili?

Noi abbiamo perso cinque partite di fila e non abbiamo mai mollato. Contro Lucca l’abbiamo persa per episodi, qualcuno anche “condizionato” . L’abbiamo interpretata bene, il divario era tanto e l’abbiamo colmato, progredendo, perché senza miglioramento non puoi giocartela con Lucca. C’era una voglia di riscatto visto lo schiaffo preso all’andata. Se giochi con squadre forti, le giocatrici sono più concentrate. E’ stata una delle più belle partite che abbiamo giocato, nonostante la sconfitta.

 Una settimana dopo e Umbertide torna alla vittoria, contro Torino. Nuovo record, Silvia Sarni si trasferisce alla Virtus Cagliari in A2 e Umbertide diventa il roster più giovane in A1 dal 1990 ad oggi. E’ l’ennesimo trofeo nel Palmarès della PFU?

Secondo me sì. E’ stata un’impresa bellissima. Ormai sono dell’idea che in pochi mettono in risalto questo fattore, si dà tutto per scontato senza capire il lavoro che c’è dietro. Noi, assieme allo staff, puntavamo la sveglia alle 6:45 ed alle 7:15 eravamo a lavorare in palestra individualmente con le ragazze. Non penso che nessun’altro faccia questo, non per dire che noi siamo migliori. Questi traguardi, purtroppo, non vengono mai messi in risalto perché “vige la regola” che è difficile cambiare l’opinione nel panorama del basket femminile. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e non possiamo far altro che ringraziare i nostri tifosi che hanno capito bene ciò che stavamo interpretando.

Umbertide gioca una buona partita a Schio, ma contro la Reyer Venezia arriva la tegola, l’infortunio di Giovanna Pertile. A 14 punti c’era il rischio di retrocessione. Come è stato possibile vincere altre 5 partite con le rotazioni azzerate ed inserendo la giovanissima Cabrini in starting five?

La soluzione è stata di non piangerci addosso ed andare incontro alle esigenze della società. Lavorare ancora di più ed infondere autostima tra le giocatrici, le quali non si sono abbattute. La ricetta a casa nostra è sempre quella, il lavoro quantitativo e migliorativo. Abbiamo emanato positività e le ragazze ci hanno seguito. Abbiamo proseguito in 7 conquistando comunque punti inaspettati . Ci siamo riusciti senza rinforzi, cosa che hanno fatto altre squadre: GEAS con Correal ed Orvieto con Ivezic. Nonostante i critici fossero sempre di più.

Il settimo posto ottenuto da Umbertide, sembrava impossibile da raggiungere. Solo chapeau alla tua squadra. Nei playoff la PFU esce subito. Si poteva fare di meglio od era il massimo auspicabile?

Io sono sempre portato a pensare che si possa fare di più. Credo che Battipaglia avesse in più la fisicità, noi eravamo rimasti in 7ed abbiamo sbagliato l’approccio con la gara soprattutto a Battipaglia. La squadra deve essere solo applaudita,  non si può cancellare ciò che di buono abbiamo fatto in tutta la stagione.

Parlando delle stagioni della PF Umbertide in A1, quali metteresti sul podio?

Per me conta più il viaggio che il traguardo. Umbertide deve essere produttrice di talenti per andare avanti, perché i budget non sono più quelli di una volta. Schio , Ragusa e Lucca hanno budget ben più alti. Poco conta arrivare quarto o settimo, conta produrre miglioramenti. In Italia c’è bisogno di aprire alle comunitarie, per non garantire alle italiane un posto assicurato.

Per il podio, citerei le semifinali dopo aver vinto contro Taranto in Puglia davanti a 3mila persone e vincere al PalaMorandi  tre giorni dopo. Non scorderò mai la possibile finale che avremmo potuto disputare dopo aver perso gara 3 della semifinale a Ragusa con Black che non giocò. Indimenticabile la finale di Coppa Italia o l’anno successivo, quando vincemmo di 40 contro Como dopo aver perso di 20 All’andata. E’ chiaro che la squadra di quest’anno ha creato emozioni perché nessuno gli avrebbe dato un Euro, invece ha fatto molto bene e senza nomi. Diventeranno nomi se continueranno a lavorare così.

La cosa mi fa più piacere è il bene che la gente mi ha voluto a Umbertide, ed io per la causa umbertidese ho dato tutto me stesso.

Qualche anno fa, la PF Umbertide avrebbe mai potuto conquistare un vero e proprio trofeo?

Anni fa erano altri livelli, non credo avremmo mai potuto vincere uno scudetto ,forse una Coppa Italia. Schio e Taranto avevano roster sovrumani. Molte squadre erano forti ma hanno disputato al massimo una finale. Da titolo non siamo mai stati. Comunque non dobbiamo mai guardare al passato ma sempre al presente ed al futuro.

In questi anni Umbertide ha sempre avuto un numeroso gruppo di tifosi. Si può dire che gli umbertidesi riconoscono la storia scritta dalla PF Umbertide in quello che in questa cittadina rimarrà il primo sport?

Assolutamente sì. Il basket è un fenomeno sociale. Umbertide è uno dei pochi posti dove il palazzetto è gremito e si organizzano pullman per le trasferte. Soprattutto creiamo per tanta gente un appuntamento ed un’occasione per stare insieme. Credo che ancora si possa fare tanto per promuovere la pallacanestro a Umbertide, penso alle scuole. La PF Umbertide ha una funzione sociale e mi batterò sempre per questo. E’ molto bello giocare per la città di Umbertide, significa andare a sfidare grandi realtà dal paese di 15mila abitanti. I tifosi, il nostro “sesto uomo”, non ci hanno mai contestati ed abbiamo sempre organizzato cene, questo significa “fenomeno sociale”.  


Commenti

Inserisci un nuovo commento

Ass.ne Informazione Locale
via Roma 99 06019 Umbertide (PG)
P.IVA 03031120540
Privacy Policy