Notizie » Politica M5S Umbertide:''L'AMMINISTRAZIONE DELLE CHIACCHIERE''

Riceviamo e pubblichiamo L'episodio criminoso avvenuto lo scorso sabato notte impone una seria riflessione. È possibile non essersi accorti di quanto avveniva nella nostra città e nel territorio circostante? O forse è più corretto dire che per troppo tempo si è preferito non prendere atto di quanto accadeva? L'immagine idilliaca della nostra città, e della nostra regione in senso più ampio, quale territorio immune da qualsiasi tipo di infiltrazione è certamente un lontano retaggio, dobbiamo certamente allontanare questa visione di pace francescana e di terra libera, la sparatoria al parco Ranieri ha dimostrato tutt'altro. Smettiamola con le solite frasi di circostanza, siamo tutti rammaricati e profondamente scossi, ma questo non basta. Non bastano più le solite frasi da parte di chi questo Comune lo ha governato per molti anni a ricordare che occorrono controlli più frequenti e che occorre garantire sicurezza alle famiglie e ai nostri figli. Questo lo sappiamo e lo chiediamo già da tempo. Le testimonianze di alcuni residenti definiscono “la zona della Pineta Ranieri una centrale di spaccio e delinquenza” e che più volte avevano denunciato lo stato in cui versava. La sparatoria è stato un fatto gravissimo, il culmine di una piccola serie di eventi che nel corso di questi ultimi anni si sono susseguiti e che lasciavano intuire quanto Umbertide fosse ormai lontana dalla caratteristica di città tranquilla (la zona ex Fornace è stata protagonista di atti vandalici e occupata abusivamente, l'accoltellamento avvenuto la notte di capodanno, nel 2015 ci furono diversi arresti che evidenziavano l’esistenza di una rete di spaccio messa in piedi ad Umbertide ed in altri centri dell’Alto Tevere, senza dimenticarsi dei furti negli appartamenti). Oggi come allora si continua a parlare di incontri con Prefetto e Questore, nel frattempo? I presidi della Polizia municipale e delle forze dell'ordine che vediamo in questi giorni non debbono essere occasionali, legati all'attuale contingenza. Abbiamo un corpo di polizia locale, che venga dunque incrementata la sua presenza, si controlli sistematicamente ogni spazio di questo Comune. Serve a poco investire in telecamere se non seguono altre azioni tangibili; servono azioni preventive concrete, non azioni pensate come deterrenti che di deterrente non hanno nulla se non la possibilità di cercare di ricostruire un fatto dopo che è già avvenuto. Ci sia un monitoraggio costante del territorio sviluppando un’azione sinergica tra Polizia Municipale e carabinieri: controlli presso cantieri edili e verifiche relative a locazioni immobiliari, solo per citarne alcuni. Nello svolgimento delle mansioni d’ufficio della Polizia Municipale andrebbe affiancato un impiegato comunale ad un agente così che il maggior numero possibile di agenti sia presente sul territorio, bisogna rendere inoltre più efficiente il servizio di comunicazione con la polizia municipale per segnalazioni in tempo reale. Potenziare quindi il ruolo della nostra polizia municipale in quanto è l'organo locale di controllo chiamato a far rispettare la legalità, a salvaguardare la sicurezza della cittadinanza e del territorio, nell'attesa che arrivino rinforzi da altre parti e nell'attesa che si riesca ad ottenere una nuova caserma dei carabinieri. Una presenza costante del nostro corpo di polizia all'interno del territorio è già un deterrente per la criminalità, perché un paese senza controllo, non monitorato, dà spazio a qualsiasi azione di illegalità.

21/04/2017 10:33:50 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Sicurezza ad Umbertide, Galmacci (Lega Nord):''Necessario anche armare la polizia municipale''

Riceviamo e pubblichiamo Per la Lega Nord le telecamere di sicurezza sono una priorità. Necessario anche armare la polizia municipale Vittorio Galmacci, nella sua duplice veste di referente Lega Nord di Umbertide e Presidente  del Consiglio di Quartiere , interviene sulla sparatoria accaduta in città, al Parco Ranieri. “La situazione - attacca Galmacci - è veramente grave come d'altronde avevo più volte denunciato: finora però ben poco è stato fatto in tema di prevenzione. Impossibile non ricordare chi, come l'allora sindaco Giulietti, tentennava e tergiversava sull'installazione di telecamere di videosorveglianza; Locchi invece, non si è ancora deciso a dotare i vigili urbani di armi previste dalla legge come invece, hanno fatto molti altri comuni. E’ di pochi giorni fa l’episodio per cui una concittadina umbertidese fu costretta ad allertare la polizia municipale a seguito di una violenta sassaiola verificatasi sotto la propria abitazione. Gli stessi vigili, pur ricevendo la segnalazione, non sono potuti intervenire perché, come detto alla signora, non essendo armati, erano impossibilitati ad operare. A mio avviso – continua Galmacci - è d'obbligo dotare i vigili di tutti i mezzi previsti in modo che possano poi fare controlli sui documenti, richiedendo di espellere almeno dal territorio comunale, le persone non in regola. Nella stragrande maggioranza dei casi il primo problema è quello della droga ed ecco perché tali controlli sono indispensabili, i fatti di cronaca ad Umbertide sono sotto gli occhi di tutti e il problema sussiste in maniera concreta. In aggiunta a quanto sopra – conclude Galmacci - bisognerebbe anche ripristinare il servizio militare,  proprio come proposto dalla Lega Nord su scala nazionale”

20/04/2017 16:42:41 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica SICUREZZA AD UMBERTIDE, GIULIETTI INTERROGA IL MINISTRO DEGLI INTERNI

Riceviamo e pubblichiamo "La sicurezza dei cittadini è una questione di sinistra perchè impatta nei ceti più deboli della nostra società", ha affermato il ministro Minniti in una recente intervista. Condivido le parole del ministro e mi sono tornate in mente dopo i recenti fatti accaduti in via Alfonsine ad Umbertide la notte del Sabato Santo. La vicenda della sparatoria testimonia una escalation di violenza della criminalità locale che sino ad oggi la nostra città non aveva conosciuto. Abbiamo vissuto momenti drammatici (e penso all'omicidio del carabiniere Donato Fezzuoglio - medaglia d'oro al valor militare - durante la rapina ad un istituto bancario) ma si trattava di una violenza che non apparteneva alla nostra comunità. Ciò che è accaduto merita attenzione e il sentimento dei cittadini non va mai sottovalutato. Resto convinto che ad Umbertide ci sia un alto grado di convivenza civile ma, al fine di garantire tutto ciò, credo sia necessario un maggior controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine con particolare attenzione al traffico di sostanze stupefacenti. Occorrono controlli più frequenti e occorre garantire sicurezza alle famiglie e ai nostri figli (basti considerare che il fatto di cronaca accaduto la notte di sabato è avvenuto a poche decine di metri da un parco pubblico e dall'area dove si trovano le giostre frequentate da tanti ragazzini). L'uso delle armi mi ha francamente scosso e non possiamo minimizzare ciò che è accaduto, a tal riguardo questa mattina ho presentato un'interrogazione al Ministro degli Interni al fine di vedere garantiti i controlli necessari alla nostra città con particolare attenzione nel debellare lo spaccio di sostanze stupefacenti. On. Giampiero Giulietti

19/04/2017 12:47:19 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Umbertide Cambia: ''La sicurezza urbana ha bisogno di misure concrete''

Riceviamo e pubblichiamo Anche gli ultimi episodi di Pasqua (sparatoria presso la Pineta) dicono che è finito il tempo della politica delle parole di fittizia rassicurazione del Sindaco e delle Giunte precedenti. È invece l’ora dei fatti e delle azioni sulla sicurezza urbana. Con una premessa che è un cambiamento di mentalità e cultura: Umbertide non è un’isola felice e vive le stesse relazioni che hanno le altre città dell’Umbria e dell’Alto Tevere. Non riconoscerlo - e mentire a se stessi - produce rassegnazione, passività e soprattutto moltiplica le difficoltà.  Già in occasione di alcuni passati e gravi episodi di ordine pubblico presso la “ex Fornace”, Umbertide cambia ha proposto un coordinamento sistematico con il Comitato provinciale per l’ordine e sicurezza pubblica ai fini della pianificazione dell’attività di controllo e vigilanza. Del resto, in quell’occasione, grazie ad una nostra interpellanza parlamentare, il ministero, a nome del sottosegretario agli Interni, ha indicato che il potenziamento possa avvenire con l’ausilio di aliquote regionali del Reparto prevenzione crimine Umbria-Marche. Chieda appunto il Sindaco questo ausilio attraverso il Prefetto, senza tentennamenti, invece di pensare che l’ordine pubblico possa essere garantito con quattro videocamere e dall’illuminazione a led! Inoltre, e soprattutto, egli si faccia parte diligente presso il suo Governo e il suo deputato di riferimento affinché venga potenziato in termini di risorse umane e mezzi la Stazione dei Carabinieri di Umbertide, unico presidio di pubblica sicurezza nel nostro Comune. Le dichiarazioni al latte e miele non servono più.   Pur sapendo i limiti istituzionali che possiede un’Amministrazione riguardo alla «sicurezza  urbana» è arrivato il tempo che questa metta in atto le funzioni proprie che, peraltro, il DM Interno del 5 agosto 2008 ha indicato nei termini di contrasto e prevenzione (non repressione, che spetta all’Autorità di P.S.). Si tratta, per esempio, di contrastare le situazioni di degrado e isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi (l’ecomostro ex Fornace è una di queste situazioni); si tratta di controllare, in modo sistematico attraverso la Polizia urbana, la finta presenza di persone che non hanno residenza in nuclei familiari e in immobili ubicati nel Comune; si tratta di realizzare un piano d’azione, con le altre istituzioni coinvolte (Asl; Ispettorato del lavoro; Guardia finanza), contro il lavoro nero; si tratta, finalmente, di costituire il “Consiglio cittadino delle comunità diverse dall’italiana” che possa servire anche come organo di interfaccia informativo per la sicurezza e l’ordine pubblico, oltre che avere sostanza istituzionale.   Tutto questo implica, come sa l’Amministrazione, una riforma del Regolamento della Polizia urbana al quale abbiamo contribuito, ma che ancora non è stato approvato, e soprattutto del Corpo di Polizia urbana. Se tutte queste azioni il Sindaco e la Giunta non sono in grado di realizzarle, sappiano i cittadini umbertidesi che è quello che faremo quando saremo al governo di Umbertide. Con un principio: coniugare rispetto dei diritti e ordine pubblico.                                      Umbertide cambia

19/04/2017 12:28:50 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica GALMACCI: ‘’NEGLI INCONTRI PUBBLICI, IL SINDACO SI DIMENTICA DELLE REALI ESIGENZE CITTADINE, ECCO L’UMBERTIDE CHE VORREI’’

Riceviamo e pubblichiamo Un incontro utopistico e non molto partecipato, così Vittorio Galmacci referente comunale per la Lega Nord ha definito l’assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale di Umbertide e alla quale ha partecipato assieme al consigliere regionale Valerio Mancini. “Premetto – precisa Galmacci - che questo tipo di iniziative dove vige il coinvolgimento e la consultazione popolare, sono sempre ben accette e lo sarebbero ancor più quando si parla di opportunità o problemi che riguardano la comunità, come ad esempio la moschea. Detto ciò il titolo dell’incontro pubblico "Quale Umbertide?" apre di per sé una lunga riflessione che evidenzia soprattutto le lacune di questa amministrazione, non certi i finti meriti esaltati nel dibattito. Vorremmo vedere molto altro, rispetto a quanto millantato, vorremmo vedere un’ amministrazione attenta alle problematiche cittadine che risolva il problema della zona ex-Fornace completamente abbandonata; vorremmo un’amministrazione che si occupi del quartiere delle Petrelle, dove manca il gas, l'acqua pubblica e l'illuminazione è presso che assente; che si occupi di Preggio, dove non ci sono fognature e anche del Calzolaro, dove si lamentano odori e miasmi insopportabili, come anche a Pierantonio; vorremmo più attenzione e cura per la Pineta Ranieri abbandonata a se stessa come l'area verde lungo il torrente Reggia. Umbertide aspetta da più di 5 anni che siano terminati i lavori sulla scuola Monini di via Morandi, oggi terremotata; è la stessa Umbertide dove l'amministrazione Giulietti voleva far installare niente meno che un parco eolico a Monte Acuto e la stessa che contestava la nostra richiesta di installazione di telecamere di sorveglianza; un’ Umbertide che ancora aspetta la costruzione di un marciapiede, già a suo tempo promesso, su tutta la parte alta di via Roma; un' Umbertide che si decida a ricostruire al più presto la serra per i disabili; un' Umbertide che abbia a cuore la cultura e la promozione turistica del nostro territorio dalla quale dipende buona parte dell'economia locale, senza dimenticare i pochi e coraggiosi commercianti umbertidesi rimasti; un'Umbertide che aspetta interventi concreti sulla ferrovia, sul sistema di trasporti e sulla non trasformazione della E45 in autostrada; un'Umbertide che dia ascolto ai Consigli di Quartiere, finora del tutto ignorati e considerati un peso. Consci di aver tralasciato altri importanti argomenti, questa è l'Umbertide che vorremmo. Buon lavoro, sindaco Locchi, si metta al lavoro perché di cose ce ne sono molte da fare”    

16/04/2017 15:15:30 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: ''UMBERTIDE PARTECIPA'' …… MA NON TROPPO!!

Riceviamo e pubblichiamo “Umbertide partecipa”, …. Ma non troppo!! L’iniziativa promossa dal Sindaco Locchi, e da egli stesso definita necessaria ed innovativa, - afferma Umbertide cambia - ha sostanzialmente rivelato due cose: la finta idea di partecipazione finora praticata, e, tenuto conto degli interventi presentati, la mancanza di attenzione in tema di cultura, turismo, commercio, settori che andrebbero sviluppati attraverso un unico piano integrato di marketing territoriale di lungo periodo, mentre l'Amministrazione sbandiera come qualificante un intervento per il centro storico al quale viene riservata qualche mancetta proveniente da privati. Per noi nessuna novità, anzi, la conferma che, come diciamo da tempo, occorre passare da una politica chiusa, incentrata su opere pubbliche ed interessi particolari, ad un vero investimento in capitale sociale. Emerge dunque il limite di una amministrazione che da un lato sconta la pesante eredità contabile di chi un “buon padre di famiglia” non lo è stato, ma dall’altro non riesce a definire, anche per la mancanza di una vera coesione politica interna, una programmazione. Manca infatti – sottolinea il movimento civico - una approfondita analisi del tessuto socio economico cittadino, dalla quale necessariamente partire per individuare criticità ed obiettivi. Mancano soprattutto progetti innovativi e la necessaria disponibilità ad un confronto costruttivo, tipica caratteristica di uno stile di governo presuntuosamente arroccato su posizioni personalistiche e di potere, ma incapace di guardare realmente al bene comune. Qui possono avere una loro importanza le nostre proposte, più volte ribadite. Partire da un piano strategico di sviluppo sostenibile, dove trovano spazio e prospettiva interventi a sistema per il settore produttivo, il turismo, il commercio, l’agricoltura, le infrastrutture. Mettere al centro la persona. I suoi bisogni: dunque investire su un fondo per l’occupazione delle fasce marginali, su un nuovo sistema di cura ed assistenza degli anziani, a partire dall’IRBB, sul potenziamento delle cure palliative domiciliari e residenziali, anche pensando alla realizzazione di un hospice. Ma anche i suoi meriti: sostenere il diritto allo studio, promuovere un vero orientamento scolastico, puntare sulle competenze piuttosto che sui numeri nei percorsi di istruzione superiori. Promuovere una nuova idea di cultura, che significa crescita, conoscenza, impegno civile, confronto e collaborazione, ma anche stabilire un serio patto di cittadinanza che chiarisca una volta per tutte in un quadro di valori repubblicani, e non di ideologie religiose, diritti, ma anche doveri e responsabilità, dei cittadini stranieri, decidendo che immigrazione non può significare invasione e riconoscendo un semplice concetto di chiarezza giuridica ed amministrativa: una Moschea in un terreno non adibito a culto non si può costruire. Parliamo di sicurezza, ma non si prevede una nuova caserma dei carabinieri utile a potenziare organico, collaborazioni e controlli. Parliamo di nettezza urbana, vantando come un successo la spazzatura settimanale di una strada, senza capire che il vero problema è riportare il servizio nell’ambito di una azienda pubblica. Se Umbertide partecipasse veramente forse tutto questo avrebbe un altro significato.   Umbertide cambia    

14/04/2017 20:50:38 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UNA DELEGAZIONE DEL MOVIMENTO IDENTITA’ UMBRA AL CORSO DI FORMAZIONE POLITICA PROMOSSO A VERONA DAL MGP

Riceviamo e pubblichiamo Insegnati d’eccezione Giulio Tremonti, Marcello Sala e molti altri Quattro giovani leghisti quali Silvia Giuliani, Marco Grosso, Marco Castellari assieme al capogruppo comunale a Città di Castello e coordinatore nazionale Umbria di Identità Umbra, Riccardo Augusto Marchetti, tutti membri attivi del movimento identità Umbra, hanno partecipato al corso di formazione politica promosso dall'MGP Veneto, dall’europarlamentare Lorenzo Fontana e dal gruppo parlamentare Europeo "Europe of Nations and Freedom" a cui aderisce la Lega Nord. Per i ragazzi è stata un’importante opportunità per crescere e formarsi politicamente su tematiche rilevanti affrontate da oratori di prim'ordine del calibri di Marcello Sala, Giulio Tremonti, Francesco Borgonovo, Germano Dottori, Roberto De Mattei e Luca Galantini. Tanta la soddisfazione da parte dei ragazzi tifernati secondo cui: “Ancora una volta la Lega Nord dimostra di credere nei giovani, gli unici che possono rivoluzionare e portare avanti i valori identitari che questa Unione Europea, capeggiata da banchieri e multinazionali vuole cancellare con il benestare della sinistra. Per tutti noi – continuano i tifernati - è stata una bella esperienza formativa, che ci ha lasciato tanto sia come informazioni che come gruppo. Crediamo che ogni giovane che lotti per un paese diverso, per la sua terra e per la sua gente debba sempre mettersi in gioco. E conoscere studiare informarsi, affinché le sfide della storia possano essere affrontate anche con la ragione oltre che con il cuore” Al termine del corso di formazione, durato due giorni ai ragazzi è stato consegnato un attestato di partecipazione da Andrea Crippa Coordinatore del Movimento Giovani Padani  

14/04/2017 12:54:32 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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