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Sport L'embrione di un settore giovanile nuovo

Punto e a capo. Per rilanciare il calcio giovanile ad Umbertide è necessario un profondo e radicale rinnovamento culturale, organizzativo, tecnico che parta da una seria e costruttiva analisi della ragione per cui l’espressione calcistica locale è ai minimi storici: la  mancanza di un vero interesse per il settore giovanile, limitato a pochissimi generosi dirigenti e ad alcuni tecnici che hanno messo molto del loro in questo fondamentale impegno sportivo ed educativo. Una evidente indifferenza, supportata da una colpevole assenza di serie politiche per lo sport giovanile da parte dell’amministrazione comunale (dove è finito il tavolo per lo sport educativo?), che si è sostanzialmente tradotta in una totale mancanza di investimento economico e formativo nella attività dei giovani da parte delle società principali, allontanando sempre di più i giocatori migliori dalle squadre locali e, quel che è peggio, i ragazzi e le famiglie dall’ambiente calcistico. Da qui occorre ripartire, con un progetto nuovo che individui almeno tre obiettivi. Il primo obiettivo dovrebbe essere quello di eliminare la miope ed improduttiva frammentazione che caratterizza oggi l’attività calcistica giovanile: ogni società tende a farsi un suo settore giovanile, competendo all’interno del mercato locale, ristretto e povero, a discapito della completezza e della qualità dei gruppi, quindi dei risultati formativi ed agonistici. Il secondo obiettivo dovrebbe essere quello di impostare una programmazione delle attività condivisa tra le diverse società, basata sulla formazione dei ragazzi e su una gestione collaborativa delle risorse umane, tecniche, economiche, strutturali a disposizione. Il terzo obiettivo dovrebbe essere quello di sperimentare nuove metodologie pluridisciplinari con i bambini dai 6 ai 10 anni, in modo da favorire uno sviluppo psico fisico equilibrato e completo ed evitare l’abbandono precoce della pratica sportiva. Ma chi è in grado di mettere in atto, seppure in maniera graduale, tutto ciò? Occorrono giovani leaders, capaci di andare oltre quel clima rancoroso ed arido che caratterizza oggi i rapporti tra le società locali. Persone capaci di cambiare metodi e regole del gioco, nella gestione delle società e nei rapporti tra esse. Intorno a loro è necessario formare una nuova classe dirigente esclusivamente dedicata al settore giovanile. Una sorta di gruppo di progetto, formato da persone motivate e competenti, espressione di società diverse (Agape, Tiberis, Montone Pierantonio, Montecastelli). Esiste già qualcosa di concreto ed importante: la collaborazione che sta nascendo tra  la dirigenza Agape e la nuova dirigenza che ha in gestione Tiberis. Una scelta intelligente, responsabile e lungimirante, che occorre sostenere. Diamo loro fiducia. Diamogli una mano.

11/09/2013 18:51:00

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