Notizie » Economia Piccola grande distribuzione a Umbertide

Fino a qualche tempo fa l’Italia era il Paese dei piccoli empori e della spesa al negozietto sotto casa. I grandi centri commerciali si sono affacciati relativamente tardi dalle nostre parti, si parla della fine degli anni ’50, inoltre tenendo ben presente la differenza fisiologica tra spesa nel grande supermercato e piccolo alimentari. E’ proprio questa distinzione che negli ultimi anni va assottigliandosi, con sempre più centri commerciali situati in grandi poli fuori città, e dall’altro lato, in diminuzione i piccoli negozi, che arrancano o che sono costretti a chiudere, un po’ complice la crisi, un po’ per non riuscire a tenere il passo della ben più potente ed organizzata concorrenza. A partire dal 1 Gennaio 2012 inoltre, è entrata in vigore la legge 201 del cosiddetto decreto Salva Italia varato dal Governo Monti. Essa attua una totale liberalizzazione in ambito di giorni ed orari di chiusura per qualsiasi negozio 365 giorni l’anno. A detta di molti questo doveva essere un incentivo alla concorrenza, alla competitività degli esercizi commerciali, con un conseguente vantaggio in termini di prezzi anche per i consumatori, ma la mossa ha aperto una vera e propria spaccatura, con tanto di abbozzi di referendum per l’abolizione e persino una sentenza da parte della Corte Costituzionale. Da un lato si sono schierati i piccoli esercizi, convinti che la deregulation abbia apportato vantaggi solo alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e che non si riscontrano né la diminuzione dei prezzi (ma semmai una contrazione nella spesa delle famiglie), né un significativo aumento dei posti di lavoro o del prodotto interno lordo. Dall’ altra parte i grandi distributori che difendono la manovra come una ‘’modernizzazione necessaria’’ e ritengono la sola crisi responsabile della diminuzione dei consumi. Quale delle due parti è più vicina alla situazione reale? Secondo un’indagine operata da Confesercenti non sono stati riscontrati benefici, ma si sono persi ben 100mila posti di lavoro nel settore, con 28,5 miliardi in meno di spesa da parte delle famiglie nel biennio ‘12/’13. Spiega il segretario Bussoni: ‘’ L'effetto della liberalizzazione è stato controproducente: la concentrazione dei consumi nei weekend ha favorito solo la grande distribuzione, contribuendo all'aumento dell'erosione di quote di mercato della gran parte dei piccoli esercizi. Continua poi nel proporre: ’’ Bisogna subito fare un passo indietro; tornare alla regolamentazione degli orari dei negozi è una scelta necessaria, che garantisce un'equa concorrenza fra le diverse forme distributive. ’’ Il primo round dell’incontro è volto in favore della GDO, con la sentenza della corte Costituzionale, in risposta a ricorsi presentati da diverse regioni italiane, contro il Salva Italia. Esposta la situazione nazionale, qual è il clima che si respira a livello regionale ed umbertidese? Sebbene la nostra regione non ha partecipato al ricorso alla Corte Costituzionale, non sono mancate borbottii e malcontenti, sfociati nella richiesta di referendum regionale contro la liberalizzazione ‘’selvaggia’’. Un anno fa è stata avanzata una proposta da Damiano Stufara, Presidente Gruppo Partito della Rifondazione Comunista-FdS, in cui si attaccava la riforma reintroducendo esplicitamente i punti delle richieste il ‘’ rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio’’. Altre regioni come Abruzzo e Veneto hanno poi imitato la nostra, ma confluendo nel secco no della Corte Costituzionale prima, e nelle dichiarazioni difensive del Ministero dello Sviluppo Economico. Ad Umbertide molti degli addetti ai lavori, sia fra la piccola che la media distribuzione, hanno storto il naso di fronte alla liberalizzazione. Essa infatti non ha, secondo il loro parere, implementato servizi rilevanti al consumatore né favorito i consumi, spalmando gli acquisti nell’ intero fine settimana al posto del solo sabato. Inoltre molti dei commercianti ritengono che questa deregulation sia andata anche a scredito allo stesso tempo di dipendenti e proprietari, in quanto la concorrenza non è stata ‘’spronata’’, ma si è incattivita, nella gara a chi tiene aperto di più. Alcuni dipendenti ricordano (non senza una nota di amarezza) che già nel ’97 erano state applicate delle norme riguardo gli orari, ma tra i commercianti vigeva un tacito accordo, secondo il quale si teneva chiuso come in precedenza. Tutto ciò è stato spazzato via dal decreto ‘’Salva Italia’’ costringendo quasi tutti gli esercizi alla rincorsa di coloro che tengono più aperto. Sicuramente questo tema caldo continua ad essere oggetto di dibattito che dovrà sfociare in un accordo, soprattutto in un momento delicato come questo, cercando un compromesso tra le parti che ripari almeno in parte allo sconquassamento del delicato ecosistema della piccola distribuzione. Alessandro Billi

12/02/2015 18:43:07

Notizie » Altotevere GAL: itinarari verdi in Alta Umbria

Il GAL Alta Umbria, fondato nel Maggio del 2002 nel momento in cui la Regione Umbria decise di unificare i territori di competenza del Gruppo di Azione Locale Eugubino Gualdese, e del Gruppo di Azione locale Alto tevere in un’unica macro area geografica, ha il fine di ottimizzare e far fruttare nel miglior modo possibile e realizzabile le risorse disponibili nel territorio. Porta avanti questo progetto attraverso la realizzazione di  iniziative di sviluppo integrate, all’insegna di innovazione e modernità. Il partenariato del GAL è composto dai comuni del territorio dell’Alta Umbria, dalla comunità Montana, dalla Provincia di Perugia, dalle Associazioni di Categoria, da Unicredit Banca Spa e da altri soggetti privati.  Il fine ultimo del GAL è sperimentare soluzioni originali, integrate e sostenibili ai problemi di sviluppo delle aree rurali che possano costituire un esempio per le politiche territoriali e dell’Unione Europea. E’ un’iniziativa, infatti, che non si pone limiti geografici d’informazione, nel tentativo di veicolare un messaggio che sia in grado di rendersi accessibile ad un vasto bacino d’utenza. Per quanto riguarda l’organigrama dell’associazione, a capo d’essa a ricoprire la veste di presidente vi è Mariano Tirimagni, con il quale abbiamo parlato. Al solito disponibilissimo il Presidente del GAL Alta Umbria ci ha fornito informazioni dettagliate in relazione ai temi riguardanti le loro proposte ed iniziative. “A mio parere la carenza di infrastrutture e di servizi alle imprese, nonché le difficoltà legate alla scarsità di iniziative integrate di promozione del territorio e delle produzioni dell’Alta Umbria, costituisce un ostacolo ad aumento e crescita nei settori turistico, agricolo e dell’artigianato. Credo sia importante passare attraverso la creazione di nuove forme di attività, in particolare nel settore dei servizi, in grado di risollevare il livello dell’occupazione garantendo oltretutto l’inserimento nel tessuto economico di giovani e donne, categorie notoriamente deboli, migliorando così la qualità della vita, in particolar modo nelle aree marginali” Analizza Mariano Tirimagni. Progetti dunque con lo sguardo rivolto verso il futuro, in quanto prevedono la creazione di servizi volti a sostenere le imprese del territorio e a favorire la nascita di nuovi posti di lavoro. “L’elemento innovativo è rappresentato dalla creazione di servizi, attualmente assenti sul territorio, gestiti da microimprese che opereranno con una logica imprenditoriale. ” Continua. Tra le iniziative del Gruppo Azione Locale Alta Umbria c’è la creazione e conseguente valorizzazione di itinerari tematici, posti al centro del nostro colloquio. L’obiettivo del progetto è la valorizzazione di percorsi tematici finalizzati alla qualificazione dell’offerta turistica locale, delle risorse paesaggistiche e culturali e delle produzioni tipiche territoriali. “E’ importante che il progetto non venga inteso solamente come percorso materiale, ma che sia visto e vissuto come una scoperta da parte del visitatore di una lunga sere di siti legati tra di loro da un aspetto comune, che rende unitario il percorso stesso.” I legami a cui allude il presidente Tirimagni possono essere ricollegati e ricollegabili alla cultura dei luoghi, all’immagine del paesaggio e alle produzioni tipiche del territorio. I percorsi possono essere caratterizzati da differenti tipi di tematismi, che spaziano dal didattico-naturalistico, allo sportivo, all’enogastronomico e culturale. All’interno del progetto vi è la realizzazione di percorsi attrezzati, come escursionismo, ippoturismo, trekking, mountain bike e sci di fondo forniti di aree di sosta e parcheggio. In questo senso per quanto riguarda i comuni a noi più vicini, il GAL ha promosso e finzanziato i seguenti progetti in fase di realizzazione con il sostegno e l’approvazione dei comuni coinvolti: “Archeo-Hiking”, comprendente i comuni di Montone ed Umbertide, prevede la costruzione di un itinerario turistico-culturale delle aree archeologiche di Santa Maria di Sette e Monte Acuto e la musealizzazione dei reperti romani e neolitici nei musei civici delle due città. Altra iniziativa è quella denominata “Le vie del Carpina”, che coinvolge i comuni di Montone e Pietralunga, prevede la valorizzazione turistico-naturalistica della valle del Carpina e delle attività presenti nella stessa.  Ulteriore progetto esclusivamente legato a Montone prevede la creazione di un servizio di utilizzo biciclette elettriche a pedalata assisitita. Iniziative, come già sopra illustrato in fase di sviluppo, che contribuiranno sensibilmente a valorizzare il territorio a noi circostante.   David Gonfia            

12/02/2015 18:39:12

Notizie » Società Civile Umbertide: strade informatiche

Con il termine infrastruttura si intende la rete di beni e servizi che, pur non operando direttamente sul sistema produttivo, è fondamentale per lo sviluppo socio-economico del Paese.  Parliamo di strade, ferrovie, aeroporti, ma anche reti di telecomunicazioni.  L'opera infrastrutturale per eccellenza in Italia è stata l'Autostrada del Sole. Questa fu completata in soli otto anni nel periodo fra il 1956 ed il 1954  L'autostrada del Sole è stata fortemente voluta dai governi degli anni cinquanta per contribuire al rilancio dell'economia nazionale. Prima della sua definitiva costruzione i mezzi commerciali, per andare da Napoli a Milano, impiegavano circa due giorni di viaggio. Costruire un'arteria di veloce scorrimento avrebbe quindi accorciato i tempi di collegamento e di conseguenza avrebbe abbassato i prezzi al consumo delle merci. Ecco qual è il compito principale di una infrastruttura: agevolare gli operatori economici al fine di far crescere l'economia di un paese e quindi il benessere. La creazione di infrastrutture efficienti è la base per creare un terreno fertile dove le aziende sul territorio possono far prosperare la loro attività. Nell'ambito delle infrastrutture, l'importanza delle reti di telecomunicazioni è andata crescendo in maniera esponenziale negli ultimi anni, fino a raggiungere e forse superare quella delle autostrade. L'accesso ad internet è strategico per ogni azienda e per ogni privato cittadino: la connettività non è un optional ma la base di ogni business aziendale e la via per l'accesso a condivisione e conoscenza di ogni persona. Come riporta il Documento Annuale di Programmazione 2014-2016 della Regione Umbria, oggi serve molto di più far viaggiare le idee piuttosto che le merci e le persone. Sullo stesso documento viene rimarcato il fatto che la connettività a banda larga costituisce un'occasione unica per superare l’isolamento storico dell’Umbria. Il riconoscimento di questo problema  è senza dubbio importante, così come il riconoscimento, esplicitamente rimarcato nel documento, che l'accesso a internet è un diritto, e questo rende prioritaria la costruzione di una rete efficiente su cui far transitare servizi, informazioni, idee, opportunità. Come previsto dal citato Documento Annuale di Programmazione, Umbertide è stata interessata dalla stesura del cablaggio a fibra ottica essendo uno dei comuni della cosiddetta "dorsale est" insieme a Gubbio, Gualdo Tadino, Foligno e Spoleto. La fibra ottica consente connettività ad internet a velocità molto elevate e consentirebbe anche agli operatori economici, alla pubblica amministrazione ed ai privati cittadini, di usufruire di un servizio finalmente decente. Il cablaggio fisico è terminato, restano però alcune domande alle quali speriamo presto di poter aver risposta. La fibra ottica cablata nel nostro paese è ancora spenta, essa è solo il dispositivo fisico, i vari operatori ai quali verrà data in concessione la possibilità di utilizzare la fibra spenta provvederanno alla sua accensione e si faranno concorrenza sulle modalità e sulle tariffe di erogazione del servizio. Attalmente non sappiamo quali saranno gli operatori e quali saranno le modalità ed i tempi di erogazione. Inoltre non sappiamo se il cablaggio sarà previsto fino al singolo ufficio o abitazione oppure solo fino alla centralina telefonica dalla quale poi il servizio verrà erogato per il tramite del doppino telefonico classico. In questo caso le prestazioni sarebbero notevolmente inferiori e l'obiettivo della riduzione del Digital Divide della nostra regione solo parzialmente raggiunto.   Roberto Alunno Violini

12/02/2015 18:35:50

Attualità » Primo piano Il Comune di Umbertide e la discarica di Pietramelina

L'Amministrazione Comunale ha provveduto ad inviare una lettera all'Ambito Territoriale Integrato n. 2, all'Assessorato all'Ambiente della Regione Umbria, ai sindaci dei Comuni facenti parte dell'ATI n. 2 e a Gesenu SpA, comunicando che, nella seduta del 17 dicembre 2014, il Consiglio Comunale ha deliberato un ordine del giorno con il quale l'Amministrazione è stata invitata ad intraprendere tutte le azioni necessarie affinché presso la discarica di Pietramelina si eviti la costruzione di qualsiasi nuovo impianto, venga eliminata dal Piano Regionale dei Rifiuti la previsione di realizzarvi un biodigestore e venga richiesta al Comune di Perugia e alla Gesenu SpA la delocalizzazione dell'impianto di compostaggio attualmente presente. Inoltre l'ordine del giorno auspica che, qualora il Comune di Perugia e la società Gesenu Spa non ritenessero percorribili le citate richieste, dovranno comunque essere garantiti in maniera inequivocabile un impianto con tutte le dovute caratteristiche in termini di sicurezza e il trattamento della frazione organica in camera di compressione con idonei filtri per eliminare le emissioni odorigene e tutte le altre problematiche ambientali legate al trasporto e allo stoccaggio. Nella lettera a firma del sindaco Marco Locchi, si invitano inoltre i soggetti destinatari a tenere in debita considerazione le legittime istanze avanzate dal Consiglio Comunale di Umbertide, tenuto conto dei pregiudizi alla qualità della vita subiti da oramai troppi anni soprattutto dagli abitanti della frazione di Pierantonio, che dichiarano e manifestano di non essere più disposti a sopportare i disagi e i pericoli alla salubrità dell'ambiente causati dalla discarica in funzione da più di trent'anni. La lettera si chiude con l'auspicio che si possa dare avvio ad un serio e concreto tavolo di confronto sul tema.

12/02/2015 18:12:15

Notizie » SLIDER Io me la C.A.A.vo. Progetto all'avanguardia

Un concreto esempio di comunitarismo e sviluppo delle potenzialità: questo è il progetto “Io sicuro che me la C.A.A...vo” ; un progetto promosso dal Servizio integrato per l'età evolutiva, con il patrocinio della Usl Umbria 1, la collaborazione del Comune di Umbertide e della Cooperativa Asad e il contributo di Confesercenti, Confcommercio e Lions Club Umbertide. Esso mira a rendere sempre più autonomi ed indipendenti i ragazzi che presentano disabilità verbali a causa di disturbi cognitivi e dello spettro autistico. Il progetto coinvolge gli operatori commerciali del centro storico di Umbertide che hanno partecipato ad un apposito corso di formazione sulla C.A.A., la comunicazione aumentativa alternativa che viene utilizzata per dialogare con persone con disabilità verbale. Nei giorni scorsi ad ogni commerciante è stato consegnato un quaderno contenete i simboli C.A.A. che il cliente utilizzerà per avanzare le proprie richieste e una serie di stringhe di frasi per poter rispondere in modo appropriato. Al progetto parteciperanno gli utenti del centro riabilitativo Eta Beta e alle loro famiglie sono stati già consegnati dei quaderni con l'elenco delle 16 attività che hanno aderito all'iniziativa e che sono riconoscibili perché all'esterno del locale è affissa una vetrofania con il simbolo della C.A.A.: Alimentari Massimo, Manu B, Pagelli, Radicchi Corner, Simonetta, Cappelleria e non solo, Caffè Centrale, Bar Mary, Farmacia Comunale, L'Idea, Pizzeria L'Ancora, Sanitaria Grilli, Pucci, Rondini, Tabaccheria Baldi, Busatti. Le attività riguardano vari settori, dall'alimentare all'abbigliamento, passando per le calzature, la sanitaria e la farmacia, e quindi i ragazzi, che prima verranno accompagnati dagli operatori del centro Eta Beta poi dai genitori con l'obiettivo di renderli sempre più indipendenti, potranno scegliere dove fare i propri acquisti in base ai propri gusti ed esigenze. La finalità di questo progetto, che parte in via sperimentale da Umbertide, è infatti proprio quella di permettere ai ragazzi con disabilità verbale di uscire dagli ambulatori di terapia per entrare negli ambulatori della vita, sperimentando così le abilità acquisite anche al di fuori del centro

12/02/2015 18:04:10

Notizie » Politica Umbertide cambia: le nostre proposte di svolta sui servizi socio sanitari

Riceviamo e pubblichiamo In tema di servizi socio sanitari Umbertide cambia intende aprire un confronto costruttivo utile a migliorare una offerta che nel territorio è storicamente di buon livello. “Rafforzare i servizi socio sanitari proposti – ha detto Alessia Bartolini, Consigliere di Umbertide cambia, in occasione del Consiglio Comunale monotematico convocato sul tema -  significa per noi applicare concretamente e non solo formalmente la logica della Unità di valutazione multidisciplinare (UMV), sintesi operativa del nuovo approccio integrato alla persona, significa potenziare l’ufficio di piano e la programmazione territoriale, determinando un rovesciamento del modello al quale fino ad ora siamo stati legati, significa definire i livelli essenziali di prestazioni (LEP), individuando l’insieme dei servizi indispensabili da offrire in maniera unitaria ed omogenea sul territorio, significa infine aprirsi alla progettazione europea”.   “Puntiamo alla promozione sociale della persona piuttosto che ad una logica assistenzialistica – ha aggiunto Bartolini -  ritenendo fondamentale sviluppare un sistema integrato socio sanitario in una dinamica di sussidiarietà orizzontale nella quale il cittadino diventa il fulcro della rete di protezione sociale. Riconosciamo l’importanza dell’intervento di rete, inteso come collaborazione tra i soggetti pubblici e privati che compongono il variegato mondo dei servizi socio sanitari, e promuoviamo l’idea di una pluralizzazione dell’offerta socio – educativa che, attraverso la rete, faccia incontrare il “curing” (la cura) proprio dell’approccio sanitario, ed il “caring” (mi prendo cura) che caratterizza l’approccio socio educativo. Crediamo appunto che tutto questo debba essere ancor più sviluppato in una dimensione d’ambito territoriale e attraverso un approccio sistemico e multidisciplinare”.   “Proprio per realizzare queste condizioni – ha detto la consigliera di Umbertide cambia – riteniamo necessario avviare un progetto pilota del sistema della qualità dei servizi socio educativi, perseguendo l’accreditamento dei servizi stessi, nonchè introdurre indici che valutino l’efficacia dei servizi. Occorre inoltre – sostiene Alessia Bartolini - valutare l’ipotesi di redigere non un bando unico per l’affidamento dei servizi, come tutt’ora avviene, ma un bando distinto per aree, a livello comunale, meglio ancora se a livello d’ambito territoriale”.   “Riteniamo infine necessario – ha concluso  Bartolini - sviluppare i temi dei Servizi al lavoro (SAL) per le fasce marginali, delle politiche familiari e per la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, delle politiche per gli anziani, delle politiche abitative, delle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale, assenti anche nella programmazione regionale”        

12/02/2015 17:57:20

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