Notizie » SLIDER Umbertide: il paese del caso

È uno strano paese Umbertide: il paese della casualità. Si incrociano infatti eventi, persone e destini nei momenti in cui proprio non dovrebbero accadere. L’ultimo, guarda caso!, è avvenuto ieri pomeriggio per luogo e circostanze che non ti aspetti, naturalmente. Questo i fatti del destino cinico e baro. Una giovane e brillante ricercatrice dell’Università di Perugia, Alessia Bartolini, umbertidese, avrebbe dovuto tenere un incontro con una sessantina di genitori sull’importante tema “Essere genitori oggi; la cura responsabile”. Si ragiona di genitorialità e responsabilità: il cuore della vita, insomma. Un incontro programmato fin da ottobre 2013 nell’ambito di una lodevole iniziativa degli assessorati alle politiche educative territoriali, che prevedono sessioni fino a giugno 2014. Che cosa non ti aspetti? Il caso, appunto. Ieri, un’ora prima dell’incontro, ad Alessia Bartolini e ai genitori viene comunicato, in modo concitato, che non si può tenere l’incontro. Gli impegni dell’Ufficio di Piano (soggetto promotore e organizzatore), in questo periodo, sono enormi, così come quelli dei Servizi sociali comunali. Alessia rimane impietrita, come statua di sale, alla casuale comunicazione e i genitori, che vogliono discutere di educazione, provano una qualche perplessità sulla singolarità educativa della comunicazione. Se ne fanno una ragione: gli incontri restanti, dicono i responsabili, si spostano dopo il 25 maggio. Poco importa se il caso ci ha messo lo zampino. Già il caso! Per dovuta informazione: la brillante relatrice dott.ssa Alessia Bartolini è candidata per una lista alle prossime elezioni amministrativa del 25 maggio.

09/05/2014 08:58:00

Notizie » Politica Umbertide cambia su affidamento servizio di igiene urbana: 900mila euro buttati fra i rifiuti

Riceviamo e pubblichiamo Novecentomila euro. Tanto è costata ai cittadini di Umbertide la decisione dell’allora sindaco Giulietti di non aggiudicare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Sogepu, azienda vincitrice dell’appalto, affidando la gestione a Gesenu ad un maggiore costo pari a oltre 150.000 euro annui, che per gli anni di contratto fanno appunto 900.000. E questo è uno dei motivi per cui la tariffa applicata (Tares) ad Umbertide è particolarmente elevata. Andando oltre le motivazioni giuridiche alla base della sentenza definitiva del Consiglio di Stato che, a differenza del TAR, ha “condannato” il Comune a riaffidare il servizio a Sogepu, interessano di più gli aspetti di natura politica che la vicenda porta a galla. Perché il sindaco Giulietti ha deciso di contestare l’affidamento del servizio di igiene urbana a Sogepu, azienda pubblica, della quale lo stesso Comune di Umbertide era allora socio,  con un bilancio economico sano ed in grado di garantire un servizio efficace? Perché insomma pagare 900.000 euro in più? E perché è il Comune ad avanzare una contestazione e non l’azienda concorrente? Evidentemente le risposte vanno cercate in logiche politiche e di partito (in questo caso il PD), piuttosto che nella pur controversa normativa in materia. In pratica si tende a svendere l’interesse del territorio e della comunità locale a fronte di superiori direttive di partito, in cambio di azioni clientelari e carriere politiche personali. Questa è lo stile politico che vogliamo e dobbiamo cambiare. In materia Umbertide cambia ritiene sia necessario promuovere una azienda pubblica territoriale per la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti, capace di offrire un servizio efficace ed al tempo stesso garantirne la qualità e la compatibilità ambientale. Ciò in coerenza con una visione sistemica ed in una dimensione sovra comunale che consentono di uscire da orticelli costosi e spesso clientelari per favorire dinamiche collaborative e virtuose orientate allo sviluppo dell’intero territorio (Alta valle del Tevere / Alta Umbria). In questo modo riteniamo sia possibile tutelare, nel contesto regionale, anche l’interesse della comunità locale. Non certo subendo passivamente o peggio ancora imponendo scelte dettate dal altri livelli, imposte per altri interessi. Ad Umbertide si apre un nuovo capitolo sull’igiene ambientale, proprio nel momento delle contestazioni sulla gestione del servizio, sui suoi costi e sulla nuova tariffa. E si apre un’altra storia di trasparenza negata.   L’APPROFONDIMENTO TECNICO Con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha stabilito l’inefficacia dell’atto di affidamento a Gesenu del servizio di igiene urbana e ha disposto l’aggiudicazione del servizio stesso alla società Sogepu di Città di Castello termina una dura battaglia legale che, prima ancora di essere tale, è politica e amministrativa e riguarda la politica unitaria dell’Alto Tevere. Infatti, solo Umbertide nel territorio ha come gestore dell’igiene urbana la perugina Gesenu e non la alto tiberina Sogepu. La storia iniziò con il bando pubblicato in data 2 ottobre 2010 da parte del Comune di Umbertide, per l’affidamento della gestione dei servizi di igiene urbana nell’area comunale, con sistema di aggiudicazione incentrato sull’offerta economicamente più vantaggiosa. La Sogepu risultò provvisoria aggiudicataria, avendo presentato un’offerta ritenuta vantaggiosa rispetto alla concorrenza in base ad una valutazione oggettiva di economicità e di qualità progettuale stabilita dal bando. In pendenza della fase di controllo, ma appunto dopo la valutazione dell’offerta, il Comune di Umbertide le inviò una richiesta di informazioni, chiedendole di precisare l’esistenza in suo favore di affidamenti diretti. Tecnicamente, infatti, ciò rendeva preclusiva la sua partecipazione per avere affidamenti diretti in altri ambiti territoriali. Da qui la controversia sulla violazione, come sosteneva Sogepu contro il Comune di Umbertide e la contro interessata Gesenu, dell’art. 23 bis, comma 9, ultimo periodo, del d.l. n. 112 del 2008 (modificato dal “decreto Brunetta”), nella considerazione che Sogepu era stata esclusa ritenendosi preclusivo della sua partecipazione l’affidamento diretto in altri ambiti territoriali. La controversia, di difficilissima e complicatissima interpretazione giuridica, ebbe un punto a favore del Comune di Umbertide con la sentenza del Tar Umbria del 31.05.2011. Da qui l’appello di Sogepu al Consiglio di Stato che ha definitivamente annullato la gara e sostituito il gestore. Tocca ora a Sogepu. Questa la storia giudiziari. Dietro i perché politici e amministrativi. 

07/05/2014 22:48:09

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