Cultura Il mantenimento dell'ordine nella fratta del ‘500

Nel 1521, l’amministrazione di Fratta, ordinò al notaio Mariano Sponta di stendere i nuovi statuti, sulla base di quelli del 1362, ormai antichi. Il notaio frattegiano acconsentì e in pochi mesi terminò l’opera, il testo venne poi approvato il 22 febbraio 1521. Il nuovo statuto era diviso in quattro parti; in particolare la parte terza era chiamata dei “liber malefitiorum” e disciplinava le sanzioni per i crimini commessi nel territorio di Fratta. E’ interessante sapere che già in quegli anni, molti comportamenti erano puniti severamente;  il capitolo 62 prevedeva l’inflizione di una pena di cinque denari e tre giorni di prigionia per i bestemmiatori: “Non solamente siamo tenuti per comandamenti della legge adorare lo omnipotente Idio ma etiamdio cum summo studio abstinerne da nominare el suo nome in vano quanto magiurmente e da punire chi epsso Idio omnipotente et la sua santissima matre et li soi sancti biastimma et maledissce”. Il capitolo successivo vietata di portare qualsiasi sorta di arma all’interno dei borghi di Fratta, sia essa bianca o da sparo, sanzionandone i colpevoli con pene dai venti ai cinquanta denari, questa misura probabilmente venne adottata per evitare fatti di sangue che vedevano protagonisti, forestieri intenti a commettere rapine e gli stessi abitanti di Fratta. Erano vietati alcuni giochi chiamati “prohibiti”, vale a dire tutte quelle sfide che prevedevano l’uso di dadi o carte; si potevano svolgere ad almeno un miglio di distanza dalle mura castellane, tutto ciò per evitare risse, accoltellamenti ed altri atti di violenza che di consueto nascevano durante questi passatempo. Come si legge nello Statuto: ” Perche el gioco e causa et guida de molti mali: si commo biastemmie: furti et risxe et fraude ad eradicarlo dal nostro castello Statuimo et ordinamo che in lo castello della Fratta: borghi soi et territorio: ne fora del suo territorio per uno miglio: alcuna persona tanto terrazzano quanto forestiero ardissca ne presuma giuchare a dade: ne accarte: ne attavole cum dadi: ne ad alcuno altro gioco simile a dadi o carte ad qualuncha gioco sia alcuna quantita de dinari […]”.  Pesanti sanzioni anche nei confronti di sodomiti e meretrici, sia pecuniarie che detentive. Era proibito inoltre l’uso di archi e balestre per la cacciagione, all’interno delle mura, pratica diffusa in quegli anni. La pena era di dieci denari, non incorrevano in sanzioni, i minori di dodici anni. Il decoro urbano iniziava ad essere uno degli elementi fondamentali per la società e il capitolo 75 stabiliva che: “Volendo refrenare la advaritia de molti li quali se studiano de occupare le vie publiche Statuimo et ordinamo che niuna persona ardisscha de occupare ne sopra prehendere alcuna via publica o vero vicinevele o veramente alcuna cosa la quale apartenesse o expectassese al comuno del castello della Fratta pena ad ciaschuno che contra facesse per ciaschuna fiada de cento soldi de dinari: et la ditta via o altra cosa sopra presa siano tenuti di sgombrare […]” ; evitando quindi a chiunque, non solo di occupare le vie pubbliche, ma anche di deturparle, come si legge nel capitolo successivo: ” Ad conservare la bellezza: utilita et sanita del nostro castello et persone habitante in epsso Statuimo et ordinamo che niuna persona ardissca et presumma gettare ponere: et collocare alcuna sozzura et in munditia: terraccio: saxa: legname: calcinaccio et alcuna altra cosa occupante et deturpante le strade de epsso castello et soi borghi la quale ce steggha et dimori oltre doi di sotto pena de soldi vinti de dinari […]”. Proibito anche l’uso di tamburi nelle ore notturne, visto il capitolo 130:” Statuimo et ordinamo che niuna persona de notte tempo de poi el terzo suono della campana del comuno insino al suono della Ave Maria qual sona ad l aurora in sancto Francesco ardisscha o vero presumi sonare: corno: tromba o tanburo per le strade del ditto castello ne in alcuno loco de ditto castello o soi borghi sotto pena de soldi X de dinari per ciaschuno et per ciaschuna volta”.  La maggior parte degli illeciti erano sanzionati, come abbiamo visto con pene pecuniarie; i governanti scelsero questo sistema per evitare il sovraffollamento carcerario. Il carcere di Fratta all’epoca era situato nella Rocca, aveva una capienza di circa dieci detenuti, ma in alcuni casi arrivò ad ospitarne anche il triplo, la maggior parte dei quali forestieri sprovvisti di documenti o in attesa di essere trasferiti nelle carceri di Perugia.   

25/08/2015 16:11:39

Cultura Galleria Grefti: arte, vita e innovazione ad Umbertide

Sono un giovedì di fine luglio, i biglietti per il concerto di Kozelek e l’animo sognante ed elettrizzato di un’amica cara che per la prima volta mi portano a mettere piede nella neo “Galleria GREFTI” di Piazza 25 Aprile. Nel giro di pochi minuti Anita (Sarti, che insieme ad Olimpia Piccolo collaborano come volontarie) mi illustra nel dettaglio le opere, con quel suo charme singolare, un po’ naïf, un po’ sovrappensiero, per poi presentarmi a Francesco Candelori, colonna portante della galleria e dell’associazione su cui la stessa getta le fondamenta. Ho il piacere di parlare con il “capo ” in persona … In verità non sono solo nella gestione; al mio fianco vi è Joseph Roveto, costumista di origini italo-americane che ha speso parte della sua carriera a Hollywood, vissuto in California e da qualche anno trasferitosi qui, ad Umbertide. Entrambi abbiamo lasciato i nostri ambienti di lavoro d’origine: lui gli Stati Uniti ed io la Capitale, dove mi sono laureato alla Accademia di Belle Arti, sezione Pittura, spinti da una stessa ragione maturata grazie a percorsi differenti. Tutti e due crediamo molto nel ritorno alle comunità più ristrette ed in tutte le situazioni positive e vantaggiose che offrono; nel mondo di oggi dove per ottenere, sapere, condividere, basta un click, perché abbandonarle? E la nostra Umbertide conferma la riflessione? Assolutamente sì! In questo paese, che può sembrare piccolo, abbiamo trovato un’ottima rete; siamo stati accolti con entusiasmo, specialmente da chi forse proprio originario non è: i feedback migliori li abbiamo ricevuti da parte degli stranieri. Purtroppo è ancora radicata la classica tendenza a lasciare anziché rafforzare la piccola collettività, nonostante Umbertide continui da anni ad affascinare e costituire un porto ricco di inspirazione per molti stranieri. La galleria è supportata dall’associazione GREFTI CULTURAL PROJECT, di cui sei presidente. Qual è l’idea la sua idea originale? L’associazione nasce dall’unione di tre menti amiche da sempre; quella di Tommaso Barbato, che ne cura la parte digitale, legata al sito, quella di Mirco Contenti, che regola l’aspetto social, e la mia, intenta nella gestione pratica della galleria e dei rapporti con gli artisti. Il termine GREFTI sintetizza dalla nostra concezione; derivante dalla lingua esperanto, significa innesti; il nostro intento, infatti, è proprio quello di creare collegamenti, innesti, che siano generazionali, culturali, fra gli aspetti più diversi del quotidiano per creare coesione fra il momento della creazione artistica e l’impegno sociale, portando alla luce la creatività innata e le scelte estetiche involontarie di tutti, anche di chi non vanta l’etichetta di artista. Qual è il ruolo dell’artista nella nostra società? Viva ancora appartato nel suo estro? Che l’artista oggi perpetui lo stesso comportamento di due, tre secoli fa, nella società odierna, non ha alcun senso; l’era del bello per il bello è finita. A mio avvivo l’artista non dovrebbe cercare di imporre una sua nuova estetica, bensì analizzare il mondo che ci circonda e aiutare la parte passiva che subisce le scelte artistiche altrui a comprenderle. Proprio per questo motivo l’Associazione promuove incontri con gli artisti e residenze per accorciare le distanze fra la vita e l’arte. Sabato 15 Agosto la galleria ha aperto nuovamente; chi è il nuovo artista che espone? Fino al 2 settembre ospiteremo le opere di Robin Sewell racchiuse nella raccolta “The intelligence of matter”. La sua peculiarità è di far intervenire indirettamente il suo genio: infatti Robin dapprima cosparge sulla superficie una polvere che se martellata ne altera la conformazione ed in seguito il colore viene spruzzato per mezzo di macchinari che grazie ad un sistema di pressione ne diversifica l’intensità. Più città italiane sono state contagiate dal “virus” della street art: Mr Klevra e Omino71 hanno tappezzato più angoli di Roma con raffigurazioni di Pasolini, Ella e Pitr invece hanno dato  alla piazza "Angeli della strada" di Quadrivio di Campagna il volto di un gigante buono. Che Umbertide possa essere una di queste? Trovo nei cittadini umbertidesi ancora una certa insofferenza nei confronti di questo tipo di espressione, ma chissà che grazie alla nostra galleria non si riesca a creare qualcosa di innovativo anche qui. GALLERIA GREFTI, Piazza 25 Aprile, Umbertide  

25/08/2015 11:22:42

Cultura Max Marra: la mostra alla Rocca visitabile fino al 30 agosto

Inaugurata il 25 luglio, presso la Rocca – Centro per l'arte contemporanea, la mostra “Materici equilibri” di Max Marra a cura di Giorgio Bonomi, con la collaborazione della Galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea proseguirà fino a domenica 30 agosto. La mostra, articolata su tutti i piani della Rocca, presenta una trentina di opere, anche di grande dimensione, e si pone, dopo la recente grande antologica al Museo d’Arte Contemporanea di Sofia in Bulgaria, come tappa importante nel percorso artistico dell’artista. Accompagna l'esposizione un catalogo edito da Silvana, con un testo del curatore, Giorgio Bonomi. La mostra resterà aperta fino al 30 agosto, tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30. * * * Max Marra, nato in Calabria nel 1950 ma da molti anni residente a Monza, è un artista che ha operato in Italia e all’estero. Pittore e scultore, si presenta con un percorso artistico che, pur con i necessari sviluppi, si offre omogeneo e rigoroso. Ad Umbertide l’artista espone lavori recenti, tutti monocromi con una prevalenza di “bianchi”, uno dei colori d’affezione di Marra. Le opere sono “materiche”, cioè dalla superficie piana emergono, estroflesse e aggettanti, delle forme o degli intrecci di materiali plastici, sempre ordinati e regolati. Infatti Marra, dal giovanile informale, si è sempre più indirizzato verso un’arte “disciplinata”, “equilibrata”: la materia e il colore che potevano apparire gestuali e passionali, ora nei loro ritmi ed equilibri si dimostrano “pacificati” e “severi”. Fra i colori, oltre al bianco, Marra predilige il blu, il giallo, il rosso e il nero: quest’ultimo è un’antica memoria visiva dei depositi di carbone nelle stazioni delle Ferrovie dello Stato di cui il padre dell’artista era un funzionario; ed ancora possiamo trovare un’altra “memoria dell’infanzia” nelle cuciture che costruiscono le forme compositive sulla superficie; infatti queste, oltre ad un richiamo al Burri dei “sacchi”, testimoniano il ricordo delle reti da pescatore che l’adolescente Marra vedeva sulla riviera della sua Paola.

19/08/2015 17:19:47

Cultura Domenica 30 agosto il Festival delle Nazioni fa tappa a Umbertide

Il Festival delle Nazioni torna a fare tappa ad Umbertide. Domenica 30 agosto, alle ore 21 la Chiesa di San Francesco ospiterà uno dei concerti della prestigiosa rassegna tifernate dedicata alla musica classica giunta alla 48esima edizione e quest'anno dedicata all'Austria. “Da Firenze a Vienna, il viaggio del fortepiano”, il titolo del concerto che vedrà esibirsi l'Ensemble Auser Musici composto da Andrea Vassalle al violino, Valeria Brunelli al violoncello, Riccardo Cecchetti al fortepiano e Carlo Ipata, flauto e direzione.  L’invenzione del fortepiano è databile a Firenze fra il 1697 e il 1700 ed è attribuita a Bartolomeo Cristofori, cembalaro padovano a servizio di Ferdinando dei Medici. Lo strumento, con il suo rivoluzionario principio sonoro basato sulla percussione delle corde, non ebbe subito molto successo. Per riscontrare interesse, dobbiamo attendere il 1732, quando il pistoiese Ludovico Giustini pubblicò a Firenze le prime Sonate da cimbalo di piano e forte, detto volgarmente di martelletti, e ancora il 1747 quando l’ormai vecchio Johann Sebastian Bach ebbe particolare apprezzamento per il “nuovo” strumento che ebbe modo di provare mentre era in visita a Federico Il Grande. Nonostante sia da molti considerato solo come un antenato del pianoforte, è innegabile come il fortepiano abbia avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del linguaggio musicale europeo, soprattutto grazie all’utilizzo che ne fecero i grandi compositori del classicismo viennese. Il programma si sofferma su tre situazioni tipiche del nascente repertorio per questo strumento, proponendo brani di Lidarti, Haydn, Mozart e Hummel, ed inscrivendole in un immaginario percorso fra la Toscana e Vienna. 

06/08/2015 15:22:03

Cultura La 25esima edizione del Calendario di Umbertide dedicata alla storia dell'emigrazione umbertidese

Giunto ormai all’importante traguardo della 25esima edizione, il Calendario di Umbertide ha deciso di dedicare le sue pagine ad un tema particolarmente interessante e, anche se sotto altri punti di vista, di grande attualità e cioè quello dell’emigrazione: un fenomeno che ha coinvolto per circa un secolo molti nostri concittadini che, spinti dalla necessità di un lavoro sicuro ed alla ricerca di un miglioramento economico per le loro famiglie, si sono spinti fino a località lontanissime dalla loro Umbertide. Distanze non solo geografiche, ma anche storiche e culturali, che per essere colmate richiesero tempi lunghi e pesanti sacrifici dovuti alla difficoltà di assimilare lingue ed usanze spesso molto diverse e agli atteggiamenti, a volte ostili, delle popolazioni ospitanti. La Redazione,  in accordo con l’Amministrazione Comunale – sindaco Marco Locchi e assessore alla cultura Raffaela Violini -, ha deciso di ripercorrere, attraverso le pagine del Calendario del 2016, le tappe della storia dell’emigrazione dei nostri concittadini, che in epoche diverse e nell’arco di un centinaio di anni,  hanno lasciato Umbertide per raggiungere località remote e perlopiù sconosciute, lasciando affetti ed amicizie ed affrontando una vita piena di incognite, guadagnando stima e considerazione e migliorando nel contempo le condizioni di vita delle loro famiglie. Storie diverse e spesso difficili da ricordare senza la testimonianza di foto e documenti oltre che dei racconti di chi le ha vissute, ed è in occasioni come queste che diventa indispensabile la collaborazione di quanti potranno fornire fotografie, documenti o storie come gli ex emigranti tornati in patria e le loro famiglie ed  i parenti e gli amici di quelli che si sono trasferiti definitivamente all’estero. Sarà questo materiale a riempire le pagine di un Calendario che sarà sicuramente tra i più interessanti editi in questi 25 anni e rappresenterà una concreta forma di riconoscimento nei confronti di quanti hanno contribuito alla crescita sociale del loro paese o di quello che li ha ospitati ed al miglioramento economico di intere generazioni. Tra i temi che verranno trattati sulle pagine del Calendario di Umbertide 2016, ci saranno anche quelli dell’emigrazione interna che coinvolse quanti, e furono tanti, si spostarono in altre regioni italiane in cerca di lavoro dai primi del Novecento fino agli anni ’50 e la storia più recente di un nuovo tipo di emigranti e cioè di quei giovani che, raggiunti alti livelli di specializzazione o comunque desiderosi di aprirsi ad un mondo più vasto, hanno lasciato il nostro paese facendosi onore nei settori più diversi e contribuendo alla diffusione del nome di Umbertide in ogni continente. La Redazione del Calendario invita chiunque sia in possesso di materiale fotografico, scritti e altri documenti sull’emigrazione, a rivolgersi all’Ufficio Programmazione del Comune di Umbertide (Fabio Mariotti tel. 075 9419249) o ad Adriano Bottaccioli, curatore del Calendario (tel. 338 3250726). Saranno molto graditi i suggerimenti di quanti hanno vissuto l’esperienza dell’emigrazione e vorranno contribuire con la loro testimonianza alla realizzazione di questo progetto.

05/08/2015 20:06:37

Cultura La 25esima edizione del Calendario di Umbertide dedicata alla storia dell'emigrazione umbertidese

Giunto ormai all’importante traguardo della 25esima edizione, il Calendario di Umbertide ha deciso di dedicare le sue pagine ad un tema particolarmente interessante e, anche se sotto altri punti di vista, di grande attualità e cioè quello dell’emigrazione: un fenomeno che ha coinvolto per circa un secolo molti nostri concittadini che, spinti dalla necessità di un lavoro sicuro ed alla ricerca di un miglioramento economico per le loro famiglie, si sono spinti fino a località lontanissime dalla loro Umbertide. Distanze non solo geografiche, ma anche storiche e culturali, che per essere colmate richiesero tempi lunghi e pesanti sacrifici dovuti alla difficoltà di assimilare lingue ed usanze spesso molto diverse e agli atteggiamenti, a volte ostili, delle popolazioni ospitanti. La Redazione,  in accordo con l’Amministrazione Comunale – sindaco Marco Locchi e assessore alla cultura Raffaela Violini -, ha deciso di ripercorrere, attraverso le pagine del Calendario del 2016, le tappe della storia dell’emigrazione dei nostri concittadini, che in epoche diverse e nell’arco di un centinaio di anni,  hanno lasciato Umbertide per raggiungere località remote e perlopiù sconosciute, lasciando affetti ed amicizie ed affrontando una vita piena di incognite, guadagnando stima e considerazione e migliorando nel contempo le condizioni di vita delle loro famiglie. Storie diverse e spesso difficili da ricordare senza la testimonianza di foto e documenti oltre che dei racconti di chi le ha vissute, ed è in occasioni come queste che diventa indispensabile la collaborazione di quanti potranno fornire fotografie, documenti o storie come gli ex emigranti tornati in patria e le loro famiglie ed  i parenti e gli amici di quelli che si sono trasferiti definitivamente all’estero. Sarà questo materiale a riempire le pagine di un Calendario che sarà sicuramente tra i più interessanti editi in questi 25 anni e rappresenterà una concreta forma di riconoscimento nei confronti di quanti hanno contribuito alla crescita sociale del loro paese o di quello che li ha ospitati ed al miglioramento economico di intere generazioni. Tra i temi che verranno trattati sulle pagine del Calendario di Umbertide 2016, ci saranno anche quelli dell’emigrazione interna che coinvolse quanti, e furono tanti, si spostarono in altre regioni italiane in cerca di lavoro dai primi del Novecento fino agli anni ’50 e la storia più recente di un nuovo tipo di emigranti e cioè di quei giovani che, raggiunti alti livelli di specializzazione o comunque desiderosi di aprirsi ad un mondo più vasto, hanno lasciato il nostro paese facendosi onore nei settori più diversi e contribuendo alla diffusione del nome di Umbertide in ogni continente. La Redazione del Calendario invita chiunque sia in possesso di materiale fotografico, scritti e altri documenti sull’emigrazione, a rivolgersi all’Ufficio Programmazione del Comune di Umbertide (Fabio Mariotti tel. 075 9419249) o ad Adriano Bottaccioli, curatore del Calendario (tel. 338 3250726). Saranno molto graditi i suggerimenti di quanti hanno vissuto l’esperienza dell’emigrazione e vorranno contribuire con la loro testimonianza alla realizzazione di questo progetto.

05/08/2015 20:06:37

Cultura Umbertide: tre serate all'insegna di lirica, jazz e percussionistica

Tre concerti per tre serate all'insegna della lirica, del jazz e della percussionistica. E' l'iniziativa promossa dalle Tenute del Cerro che ha voluto animare la calda estate umbertidese con tre appuntamenti musicali rivolti a cittadini e turisti. Il programma prevede giovedì 6 agosto l'esibizione del “Lyric Quartet” che interpreterà le arie più brillanti ed appassionate delle opere liriche per proseguire venerdì 14 agosto con un originale connubio tra il jazzista Lluis Vidal e il cinema di Charlie Chaplin e terminare venerdì 28 agosto con un accattivante viaggio tra i ritmi, le sonorità e il virtuosismo delle percussioni di Angel Pereira. Si comincia quindi giovedì 6 agosto, alle ore 20,45 presso l'Abbazia di Montecorona che farà da cornice alle più belle arie delle opere liriche, dal “Rigoletto” e “La Traviata” di Verdi al “Don Pasquale” di Donizetti, dalla “Turandot” di Puccini al “Barbiere di Siviglia” di Rossini, dalla “Carmen” di Bizet alla “Cavalleria Rusticana” di Mascagni. Ad eseguirle il Lyric Quartet, composto dalle quattro voci del tenore Luigi Albani, del soprano Gemma Plandolit, del baritono Giorgio Valerio e del mezzo soprano Irene Ripa, accompagnate dal pianoforte. Venerdì 14 agosto invece si cambia ritmo e location: l'appuntamento è alle ore 20,45 in piazza San Francesco per “Musica al cinema” con il concerto del jazzista spagnolo Lluis Vidal, che ha arrangiato una nuova colonna sonora per il classico della cinematografia di Charlie Chaplin “Il Circo”, a partire da temi propri e da brani ispirati al circo di Chick Corea, Charles Mingus, Manel Blancafort, Igor Stravinski, Egberto Gismonti e dello stesso Chaplin. In piazza San Francesco quindi Vidal eseguirà dal vivo la nuova colonna sonora, insieme al batterista David Xirgu, accompagnando la proiezione della pellicola girata nel 1928, tra i maggiori successi di botteghino della storia del cinema muto. Venerdì 28 agosto infine alle ore 20,45 presso l'Abbazia di Montecorona sarà la volta del “Barcelona Percussion Project”, formazione creata da Angel Pereira, musicista dalla lunga carriera musicale e direttore della Fondazione Musicale Percumanìa. Il progetto riunisce tre musicisti con la comune passione per le percussioni, tre artisti di riconosciuto prestigio internazionale provenienti da ambienti e culture molto diverse Alan Sousa, brasiliano, Mel Semé, cubano, ed appunto Angel Pereira, spagnolo, che insieme daranno dimostrazione delle vaste potenzialità degli strumenti a percussione, facendo suonare una moltitudine di strumenti di diversa provenienza - vibrafono, marimba, batteria, percussioni, chitarra e percussioni brasiliane - dando vita ad un repertorio variegato composto da brani originali dei membri del gruppo.

03/08/2015 19:28:30

Cultura Montone: al via la XXXII Rassegna delle bande musicali

Parte lunedì la XXXII edizione della Rassegna delle bande musicali a Montone, con il concerto della “Filarmonica Giacomo Puccini di Città di Castello” diretta dal maestro Francesco Marconi. L’importante manifestazione musicale, prima del suo genere in Umbria,  ha raggiunto la 32 edizione, ed è uno dei 3 grandi eventi dell’estate montonese insieme all’Umbria Film Festival e alla Festa della Santa Spina.  Attesa, come sempre, con ansia dall’attento e appassionato pubblico montonese, la Rassegna vedrà anche la partecipazione nei giorni seguenti della “Banda Concerto Comunale” di Passignano (mercoledì 15), della “Associazione Filarmonica Verdi” di Ponte San Giovanni (giovedì 16), della “Filarmonica “Ermanno Brazzini” di Pieve Santo Stefano (venerdì 17) e della Associazione Bandistica Musicale “Antonio di Lazzaro” di Mosciano (sabato 18). L’evento clou della kermesse sarà però, come ogni anno, l’esibizione della Filarmonica di casa “Braccio Fortebraccio” diretta da Rolando Tironzelli che avverrà martedì 14 alle ore 21. La “Filarmonica Fortebraccio”, inoltre, aprirà ufficialmente l'evento esibendosi anche domenica prossima in occasione dell’ultima giornata dell’Umbria Film Festival in un concerto dedicato alle colonne sonore di film che hanno fatto la storia del cinema. La Rassegna Musicale  avrà una coda  con l’esibizione della “Orchesta d'Opera Maximilian Fane che si terrà alle ore 21 di Venerdì  24. La rassegna, quindi, come da qualche anno a questa parte, coprirà momenti diversi dell’estate arietana intersecandosi con gli altri importanti appuntamenti estivi. Tutti i concerti saranno a ingresso gratuito e si terranno in Piazza Fortebraccio. La rassegna, nata nel 1983 da una felice intuizione dell’allora presidente Fiorucci dott. Lucio, si conferma come uno degli eventi culturali più attesi della ricca estate montonese. Giovani e meno giovani si uniscono in una passione comune. Un attaccamento viscerale quello che lega la banda al paese, che ha permesso a questa associazione di avere un’attività costante da 165 anni a questa parte e che, grazie alla scuola di musica, vero fiore all’occhiello della società, ha un futuro musicale assicurato.

13/07/2015 18:57:33

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