Cultura Mercoledì 30 marzo e sabato 2 aprile al Teatro dei Riuniti va in scena la danza con “Raccordi”

Giunge alla sua sesta edizione “Raccordi”, rassegna dedicata alla giovane danza italiana voluta dall’Accademia dei Riuniti  ed organizzata dal Centro Studi Danza di Umbertide in collaborazione con Tree Events sotto la direzione artistica della coreografa e docente internazionale Alessia Gatta. Nella cornice del piccolo ma delizioso Teatro dei Riuniti mercoledì 30 marzo e sabato 2 aprile andrà dunque in scena la danza. Partendo da una delle prerogative più care all’Associazione Centro Studi Danza e all’Accademia dei Riuniti, ossia offrire proposte innovative e coinvolgenti e nello stesso tempo mantenere una stretta relazione con il territorio e il suo pubblico, il progetto RACCORDI intende indagare la danza contemporanea e urbana nelle sue sfaccettature più diverse. La prima serata, mercoledì 30 marzo, vedrà in scena “Borderland/Molecules”, il nuovo progetto della compagnia KoDance che si sviluppa e si concretizza dal lavoro coreografico di Silvia Marti, coreografa e danzatrice. La compagnia nasce nel 2010, e attraverso un percorso di ricerca e sperimentazione, arriva alla sua identità definita in questi ultimi anni. Seppur ancora molto giovane, la KoDance ottiene importanti riconoscimenti tra cui il primo premio al Festival Mantova Danza 2010 come migliore compagnia e il primo premio a Milano Danza Expo 2012 come miglior compagnia. “Raccordi” nasce come piattaforma che vede protagonisti sul palcoscenico non solo giovani compagnie del panorama nazionale e internazionale, ma anche allievi del laboratorio “Il Corpo” cura di Alessia Gatta che si è svolto ogni anno, in tutte e cinque le passate edizioni,  presso il Centro Studi Danza diretto da Maria Paola Fiorucci. Quest’anno il progetto laboratoriale si è ampliato, unendo tre importanti realtà umbre quali il Centro Danza di Perugia, il Centro Studi Danza di Umbertide e l’Umbria Ballet School di Gubbio e coinvolgendo due importanti coreografi della scena della danza italiana, la stessa Alessia Gatta e Michele Merola. Nasce così Umbria Contemporanea, che vedrà i propri partecipanti salire sul palco di “Raccordi” per presentare il lavoro creato durante i laboratorio coreografici come vuole la tradizione della rassegna. La giornata dedicata ad Umbria Contemporanea sarà quella del 2 aprile, con un matinée realizzato in collaborazione con il Campus Leonardo da Vinci di Umbertide diretto dalla dottoressa Franca Burzigotti per gli allievi dell’Istituto e con la serata aperta al pubblico. Il programma prevede la messa in scena dei due laboratori coreografici e del lavoro dei coreografi residenti Roberto Costa Augusto, Claudia Fontana e Emanuele Giombetti. Non mancheranno gli ospiti: Agora Coaching Project, corso di perfezionamento professionale diretto da Michele Merola e Enrico Morelli e INC innprogresscollective, gruppo indipendente diretto dal  coreografo Afshin Varjavandi.

29/03/2016 12:30:42 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Editoriale Quanti Molenbeek?

Ancora terrore. Ancora una volta  ci ritroviamo a piangere vittime innocenti di un terrorismo che non sembra fermarsi. Bruxelles, cuore d'Europa, è stata colpita e violata e ora si ritrova ad affrontare un'accusa pesantissima: quella di essere la base europea dell'Isis. Si è addirittura arrivati a parlare di "Belgistan", una nazione covo di jihadisti che da anni qui trovano terreno fertile e si espandano in maniera indisturbata. Ed è proprio nel sobborgo di Molenbeek, che si concentra l'accusa più infamante: un vero e proprio quartiere di arruolamento per i terroristi. Ed è qui, tra queste strade, a soli 10 minuti dalla centralissima Grand Place, che si è progettato l'attacco del 13 novembre di Parigi. Qui che Salah Abdeslam è cresciuto con la sua famiglia e sempre qui che si è rifugiato, nascondendosi per mesi nel posto più "sicuro": il suo quartiere. Bruxelles, sinonimo di Europa e di uno dei più grossi processi di integrazione partito a metà Novecento si ritrova ora a pagare un prezzo altissimo. E la domanda che tutti in questi giorni si sono posti è sempre la stessa: Quanti Molenbeek esisteranno? E qui in Italia ci sono? Sono quesiti alimentati dalla paura, dal terrore di avere vicino a noi i prossimi "Salah". E anche qui, nella nostra   piccola comunità umbertidese, la paura è tangibile e va ad alimentare una questione già spinosa, ancor prima degli attentati di Parigi e Bruxelles: la costruzione del nuovo centro islamico. Un progetto che divide e fa discutere  su cui però non vogliamo tornare e a cui abbiamo già dedicato ampio spazio nei numeri scorsi. Quello che vogliamo fare ora non è fomentare le polemiche su una comunità e una religione, quella musulmana, che fanno parte a tutti gli effetti della nostra realtà ma condannare fermamente degli assassini che si nascondono dietro a Dio per seminare odio e morte. «Dobbiamo essere uniti e forti sempre contro i terroristi e il terrorismo. La paura non deve intimidirci mai. I terroristi non vinceranno mai. Chi semina paura e provoca stragi e morti non può essere perdonato ed entra nel'Ira di Allah (Dio)». Queste le parole dell'Imam di Perugia, Abdel Qader Mohammad, che in questo modo ha concluso una lettera aperta a tutti gli umbri, che condividiamo e pubblichiamo perchè l'accoglienza e il multiculturalismo non vengano sovrastati dal terrore. Eva Giacchè

25/03/2016 19:01:41 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura A Città di Castello un Convegno dedicato a Gregorio e Lilio Tifernati

Il Convegno dedicato a due grandi umanisti tifernati, Gregorio e Lilio, si è svolto nel salone del piano nobile del Palazzo Vitelli a San’Egidio nell’intera giornata del 18 marzo 2016 ed ha visto proseguire i lavori nella mattinata del 19 marzo 2016. A Città di Castello sono tornati i due grandi intellettuali tifernati, accompagnati da studiosi e ricercatori provenienti da vari atenei italiani (Firenze, Perugia, Napoli, Genova) e da ambiti di studio del mondo germanico e anglosassone. Sono tornati per essere presentati alla città, agli istituti scolastici cittadini, agli appassionati della cultura classica. Come previsto dal programma, l’intervento di apertura è stato affidato ad Enzo Mattesini (Università di Perugia), che ha svolto un ampio esame della cultura umanistica umbra ed ha messo in luce i vari passaggi dall’uso del latino all’uso del volgare, illustrando con efficacia le tante manifestazioni artistiche che hanno arricchito il panorama umbro. Concetta Bianca (Università di Firenze) ha raccontato con ricchezza di particolari la presenza dei due umanisti nel mondo della Roma dei papi, mentre Edoardo D’Angelo (Università SOB di Napoli) ha tracciato il panorama della cultura dello Studium perugino nel Quattrocento e Ursula Jaitner-Hahner (Monaco di Baviera) ha raccontato la vicenda della ricezione delle opere che Gregorio e Lilio hanno consegnato alla storia. Uno spazio di particolare rilievo è stato occupato dagli studenti del Liceo “Plinio il Giovane”, che – guidati da Roberto Fantini, insegnante di latino e greco – hanno letto con proprietà alcuni carmina di Gregorio Tifernate. Il Presidente dell’Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere, Andrea Czortek, ha presieduto la prima sessione, che si è conclusa con il buffet curato da studenti e docenti dell’Istituto “Patrizi-Baldelli-Cavallotti” di Città di Castello. La seconda sessione, guidata da Sandro Gentili, docente di letteratura italiana presso l’Università di Perugia, ha visto l’intervento di Donatella Coppini (Università di Firenze) che ha esaminato con ricchezza di rilievi critici la produzione poetica di Gregorio Tifernate ed ha messo in luce sia i rapporti con la tradizione classica sia le relazioni con il panorama della cultura e della poesia dell’Umanesimo. Ancora all’opera di Gregorio sono stati dedicati gli interventi di John Butcher (Accademia di studi italo-tedeschi, Merano), di Marco Antonio Costantino (Università di Firenze) e di Mariangela Regoliosi (Università di Firenze). Butcher ha letto e interpretato il “filellenismo” di Gregorio mettendo in rilievo il suo atteggiamento e paragonandolo a quello di altri grandi umanisti del Quattrocento. Alle dediche prefatorie a Niccolò V ha dedicato il suo studio Marco Antonio Costantino, mentre Mariangela Regoliosi si è concentrata sulla lettera che Gregorio ha scritto nel 1440 a Lorenzo Valla ed ha messo in rilievo con particolare efficacia il significativo profilo culturale del Tifernate, come emerge dall’analisi filologica del testo. La sessione del 19 marzo è stata presieduta da Pasquale La Gala, già dirigente dell’Istituto “F. Cavallotti”, ed ha registrato: a. un ampio e dettagliato intervento di Ursula Jaitner-Hahner (Monaco di Baviera) sulla vita e l’opera di Lilio Tifernate; b. la lettura attenta che ha effettuato delle poesie latine Ilaria Pierini (Università di Firenze); c. la puntuale analisi del metodo di traduzione, insieme ad un sistematico confronto tra il testo greco e quello latino, di Laura Saccardi (Università di Firenze) a proposito della XIII omelia, facente parte del corpus crisostomico e tradotta da Lilio Tifernate; d. l’esame preciso ed approfondito effettuato da Stefano Pittaluga (Università di Genova), che si è soffermato sulle caratteristiche della traduzione che Lilio ci ha lasciato delle Verae Historiae di Luciano. I lavori hanno visto la partecipazione – in appositi intermezzi – del Teatro dei 90 che, grazie alle performance delle sue brave attrici, è stato protagonista di letture di testi poetici rinascimentali, in un salone che ben si presta a rievocare i costumi di un’epoca, rappresentata significativamente sulle straordinarie pareti dipinte da Prospero Fontana e dai suoi collaboratori. Agli studiosi convenuti a Città di Castello e al pubblico presente Romanella Gentili Bistoni, con grande efficacia comunicativa, ha illustrato i contenuti degli affreschi che raccontano in ventidue riquadri le vicende politiche e militari della famiglia Vitelli dagli anni di Niccolò pater patriae a quelli Alessandro, di Vitellozzo e di Paolo. Il commento conclusivo è stato svolto da Fabio Nisi, Presidente dell’Associazione Palazzo Vitelli a Santì’Egidio, che non solo ha ripercorso il senso delle ricerche effettuate e delle iniziative promosse negli ultimi anni, sia dall’Associazione sia dal Centro Studi “Mario Pancrazi”, ma ha auspicato la pubblicazione dell’edizione critica dei Carmina di Gregorio Tifernate, assumendone in prima persona l’iniziativa in tempi brevi. Il significato e l’importanza del Convegno Gregorio e Lilio Tifernati. Due protagonisti dell’Umanesimo italiano potranno essere valutati appieno fra qualche mese, quando saranno pubblicati gli Atti, che – come nel passato –  Andrea Czortek e Matteo Martelli cureranno per la Biblioteca del Centro Studi “Mario Pancrazi”. 20 marzo 2016   Contributo intestato a Centro Studi Mario Pancrazi Cco n. 01-064-00001061 Cassa di Risparmio di Cesena Filiale di Sansepolcro IBAN IT47L0612071610CC0640001061

21/03/2016 10:15:26 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica M5S UMBERTIDE: Trasparenza, non polemiche strumentali

Riceviamo e pubblichiamo Diversamente da quanto affermato dalla nostra Amministrazione nel suo ultimo comunicato, la vicenda sul centro culturale islamico sarà affrontata in una assemblea pubblica proprio grazie al clamore suscitato dalle opposizioni su questo argomento. Nei consigli comunali, a cui accenna l'Amministrazione, si è parlato del progetto del centro culturale perché sono state le stesse opposizioni a presentare degli ordini del giorno che affrontavano l'argomento, e proprio nel consiglio del 18 dicembre il M5S chiese la convocazione di una assemblea pubblica per informare i cittadini del progetto. Parlare di un percorso di trasparenza e partecipazione fa veramente sorridere, piuttosto si può dire che è stato il comportamento delle opposizioni ad avere indirizzato Sindaco e Giunta verso un percorso di trasparenza che fino ad oggi è mancata. L'intera Giunta, Sindaco compreso, era informata da tempo del progetto, lo stesso Comune aveva venduto il terreno alla comunità islamica e l'ufficio tecnico circa un anno fa aveva reso noto agli Assessori e al Sindaco il tipo di opera che si sarebbe realizzata e come questa avrebbe riguardato importanti e fondamentali trasformazioni sociali e culturali della città. All'epoca non era forse chiaro che andava stabilito un percorso di condivisione con la comunità umbertidese? Finalmente si è giunti alla consapevolezza di organizzare un pubblico incontro, era ora! Lo si faccia almeno in un giorno non lavorativo e in un orario accessibile a tutti. Le accuse che questa Amministrazione rivolge alle opposizioni di strumentalizzare un tema così delicato sono scuse alle quali si appiglia perché sa di non aver agito secondo la trasparenza e la partecipazione di cui tanto parla.

21/03/2016 10:06:38 Scritto da: Eva Giacchè

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