Attualità » Primo piano Luca Massetti: una laurea magistrale, lavorando in Sanità, ai tempi del Covid-19

Conseguire una laurea magistrale, mentre si è immersi nel mondo del lavoro, è già di per se un obiettivo difficile da raggiungere. Immaginate cosa significhi raggiungerlo, in piena emergenza Covid-19, svolgendo una professione sanitaria coinvolta nella gestione della diffusione del virus. Sembra impossibile, eppure c'è chi ce la fatta. È l'umbertidese Luca Massetti, classe '84, oggi assistente sanitario a Jesi.  Lo abbiamo raggiunto non solo per congratularci per il risultato ma anche per conoscere il suo lavoro e avere una testimonianza diretta dalle Marche, una delle regioni d'Italia più colpite dal Coronavirus. Iniziamo dal tuo lavoro. Che funzione svolge un'assistente sanitario? «La figura dell'assistente sanitario è poco conosciuta in Umbria, ma più utilizzata nelle regioni limitrofe come Toscana, Emilia Romagna e Marche.  Io ho studiato all'Università di Perugia, nel distaccamento di Villa Montesca a Città di Castello. Nel 2015 ho iniziato a lavorare a Rimini e poi nel 2017 ho vinto il concorso nelle Marche. Principalmente ci occupiamo di prevenzione, promozione ed educazione della salute nella sanità pubblica. Le funzioni principali sono epidemiologia, ricerca, educazione, organizzazione, sorveglianza e vigilanza».  Come è cambiato il tuo lavoro con l'arrivo dell'emergenza Covid-19? «Mentre prima ci occupavamo principalmente di prevenzione delle malattie infettive nei termini delle vaccinazioni, oggi possiamo dire di essere parte della macchina organizzativa che coordina un po' tutta l'emergenza Covid-19. Ci occupiamo di inchieste epidemiologiche, della sorveglianza, andiamo a rintracciare tutti quanti i contatti. Se un soggetto risulta covid positivo, noi andiamo a ricercare tutte quante le persone che gli stanno intorno, disponiamo le quarantene, nel frattempo proponiamo tutti i tamponi per andare ad indagare e seguiamo il percorso del soggetto fino alla completa dichiarazione di guarigione, con i famosi due tamponi negativi a distanza di 48ore. Una definizione particolare del nostro lavoro è stata quella di "acchiappafantasmi del Covid-19"». Tutto in una delle regioni d'Italia più colpite. «Si, noi rientriuamo nell'Area Vasta 2 delle Marche e abbiamo un bacino di utenza di circa 120mila persone. Il lavoro non è mancato e non manca di certo in questo periodo». E al caos dell'emergenza si è aggiunta una Laurea Magistrale. «Ho iniziato questo percorso di studi in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione, due anni fa a Firenze. Ho dato l'ultimo esame il 23 dicembre, pensavo di avere un periodo di tempo per rilassarmi ed iniziare con calma a scrivere la tesi, invece ho dovuto rivedere i miei piani. I primi di marzo siamo piombati nell'emergenza, mentre tra l'altro eravamo impegnati a raggiungere gli obiettivi di copertura prevista dal piano nazionale di prevezione vaccinale. Abbiamo dovuto fare i conti con un'organizzazione che al momento prevedeva altro, quindi non è stato semplice. Però ci siamo strutturati velocemente e in brevissimo tempo eravamo in grado di ottemperare alle richieste». Qual è stata la difficoltà più grande incontrata? «Il problema vero è stato quello di riuscire a terminare la tesi perchè da 50 giorni praticamente ho una media lavorativa di 12/13 ore al giorno. Ho dovuto finire di scrivere la tesi di notte e la mattina tornare al lavoro, senza turni di riposo. Riguardando ora i giorni indietro posso dire che è stata veramente dura, tra l'ansia di non riuscere a raggiungere l'obiettivo e la stanchezza per il lavoro. Ancora ad oggi forse sto smaltendo l'adrenalina. Pensa che il giorno della laurea, il 22 aprile, finita la discussione ho dato una mano ai colleghi che erano in turno, e il giorno dopo ho fatto altre 14 ore». In molti avrebbero deciso di postipare il traguardo... «Sicuramente sarebbe stata la scelta più facile, però mi ero prefissato che mi volevo laureare, era un obiettivo che volevo raggiungere, non volevo posticiparlo perchè ci ho speso molto, soprattutto in termini di sacrificio. Noi siamo umbertidesi la cosiddetta “tigna” non ci manca e quindi ho deciso di andare avanti. È stata una grandissima soddisfazione, è come la scalata del monte, stancante per arrivare in cima ma quando ci arrivi vedi un bellissimo panorama».  In questo periodo hai mai avuto paura? «In realtà con questi ritmi lavorativi intensi non ho nemmeno avuto modo di ragionarci più di tanto. Tutti quanti abbiamo lavorato per adrenalina, presi dall'emergenza, non si pensi ai rischi, ma al fatto che c'è una popolazione che devi tutelare».  Cosa ti ha colpito di più nella gestione dell'emergenza? «Sicuramente la professionalità di tutti, non solo di noi assistenti sanitari, ma anche dei medici. Nessuno ha detto “no mi tiro indietro”. Molti hanno famiglia e tutti hanno sempre lavorato come dei muli e dopo tutti questi giorni di lavoro ininterrotto non è facile perchè i nervi sono a fior di pelle». Come vedi la gestione della Fase 2? «Sarà una sfida: pianificare e programmare le azioni di prevenzione per isolare i nuovi focolai dopo la riapertura delle aziende e delle scuole soprattutto. Tornare ad una semi-normalità la sfida futura sarà questa, intercettare i piccoli focolai e bloccarli il prima possibile. Poi ci sarà tutta la mole di lavoro lasciata indietro per sopperire a questa pandemia. Ma di una cosa sono convinto, se c'è una cosa che questo virus ci ha insegnato è senza dubbio il valore della sanità pubblica». di Eva Giacchè - ©Riproduzione riservata  

01/05/2020 11:35:52 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Tesei: inviata proposta programma riaperture attività in Umbria a ministri boccia e speranza

 “Abbiamo inviato ai Ministri Boccia e Speranza, dopo averla illustrata durante l’incontro tra i Presidenti di Regione, la nostra proposta di programma di riaperture delle varie attività commerciali e produttive in Umbria tenendo conto dell’attuale situazione dei contagi nel nostro territorio congiuntamente alle esigenze del tessuto economico”. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei.  “Il documento, che ha visto il parere favorevole del Comitato Tecnico Scientifico dell’Università degli Studi di Perugia, contiene, oltre che il cronoprogramma, anche le misure di sicurezza sanitarie che riguardano sia i lavoratori che gli avventori delle varie attività. Abbiamo optato per la strada istituzionale del dialogo con il Governo, nella speranza che tale scelta venga apprezzata e che la nostra proposta possa essere accolta, pronti, ovviamente, a monitorare le conseguenze sanitarie che ne possono derivare ed eventualmente a procedere con modifiche e sospensioni del piano stesso”. Il documento redatto dalla Regione Umbria prende in considerazione la maggior parte delle attività economiche per le quali nell’ultimo DPCM non viene presentato alcun cronoprogramma. La presidente Tesei ha inoltre sollecitato il Governo a prendere decisioni celeri su numerosi temi come: attività sportive ed economiche connesse, formazione, fornitura mascherine per i cittadini, centri estivi, mobilità privata e tutti i temi di sostegno economico alle attività di imprese e famiglie, con particolare riferimento al sostegno nell’affido dei minori per i genitori impegnati in attività lavorative. Questo il programma presentato: 4 maggio Servizi di cura animali da compagnia  Si ritiene di proporre la riapertura delle attività volte ai servizi di cura degli animali da compagnia riservata ad attività d’impresa che trattando gli animali da compagnia non sembrano indurre rischi particolari anche alla luce di quanto fino ad ora avvalorato dalle analisi scientifico sanitarie, con obbligo di lavoro su appuntamento. 11 maggio Commercio al dettaglio La ripresa delle attività di commercio all’ingrosso il 4 maggio dovrebbe avviare di fatto, senza ulteriori condizioni, le attività della filiera al commercio al dettaglio che rappresenta uno dei tratti caratterizzanti dell’insediamento urbano regionale. Si ritiene pertanto di proporre la riapertura l’11 maggio del Commercio al dettaglio, da realizzare  nel rigoroso rispetto di disposizioni di distanziamento ed accesso contingentato agli esercizi commerciali, con un massimo di clienti pari ad 1 ogni 20 mq di esercizio e code con distanziamento appropriato fuori dagli esercizi. 11 maggio Attività di servizio alla persona rese da parrucchieri e barbieri  In questo caso l’adozione di procedure e modalità di resa dei servizi caratterizzati da distanziamento ed adozione di procedure che prevedano per gli operatori e la clientela l’utilizzo di DPI consente di ritenere tali servizi in grado di riprendere le attività.  Le modalità di gestione dovranno prevedere la resa dei servizi solo previo appuntamento e comunque adottando anche all’interno dell’esercizio tecniche di distanziamento rafforzate (distanza tra i clienti lavorati non inferiore a 2 metri, non più di 1 cliente ogni 20 mq). d) 18 maggio Pubblici esercizi e attività di ristorazione  Un altro gruppo di attività non considerate sono quelle relative alla Ristorazione, sebbene abbiano già l’autorizzazione ad effettuare servizio a domicilio e, a partire dal prossimo 4 maggio come disposto alla lettera aa) dell’articolo 1 del Decreto, il servizio di asporto. Tale possibilità - anche se con l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi - induce i titolari a riprendere le attività con un sostenimento di costi fissi che non garantiscono di essere coperti con i ricavi e al tempo stesso possono favorire assembramenti e difficoltà a rispettare le distanze di sicurezza.  Il settore della ristorazione e dei pubblici esercizi può invece organizzarsi per offrire i suoi servizi anche all’interno dei punti di ristoro, ovvero soprattutto all’esterno complice l’incipiente bella stagione, con il rispetto delle dovute distanze e permettendo dunque agli stessi di avere un adeguato giro d’affari che permetta la copertura dei costi e una migliore garanzia del rispetto delle regole di sicurezza a tutela dei clienti e dei lavoratori. Ciò comunque garantendo un distanziamento minimo tra i tavoli di 2 metri, tra i commensali di 1 metro ed una capacità limitata al 50% massimo dei posti disponibili prima della pandemia, fermo restando le regole generali. Si propone pertanto di permettere alle attività dei servizi di ristorazione di cui ai Codici Ateco della divisione 51 dal 18 maggio. Per tali finalità di ritiene altresì di ampliare la capacità operativa di tali imprese prevendo, in esito a specifico accordo da stipulare tra Regione Anci ed i soggetti competenti al fine del rilascio di permessi temporanei di occupazione di suolo pubblico finalizzato ad ampliare la capacità operativa esterna.   25 maggio Centri estetici, centri massaggi altri servizi alla persona  Per il prossimo 25 maggio si ritiene di proporre la riapertura delle attività di servizi alla persona per il benessere fisico che sono già pronti per riprendere la loro attività in sicurezza. Occorre prevedere la resa dei servizi solo previo appuntamento singolo, non si potrà sostare, se non per appuntamento, all’interno dei locali e comunque occorrerà adottare anche all’interno dell’esercizio tecniche di distanziamento rafforzate.  Prescrizioni potrebbero essere adottate in esito alla eventuale valutazione di dotazioni infrastrutturali particolari in esito alla specificità delle attività esercitate.  1 giugno. Attività di Alloggio non alberghiere.  Anche nell’ipotesi del permanere di possibili limitazioni agli spostamenti interregionali si può ipotizzare la possibilità di riapertura di tutti i soggetti ricompresi nella categoria 55 Alloggio, per ora riservata ai soli alberghi.  Le attività da riaprire sono elencate nella Tabella 4. Esistono flussi di turismo all’interno della regione connessi al turismo religioso e per particolari aree quali il Trasimeno di tipo stanziale ed all’aperto, grazie ai quali gli operatori potrebbero cominciare ad operare attivando e sperimentando tutte le possibili azioni per la messa in sicurezza dei clienti.  

30/04/2020 21:12:54 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Una lettera al Governo dalla categorie delle estetiste

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che la categorie delle estetiste, anche del nostro territorio, hanno inviato a Governo, Sindaci, Prefetti e Presidenti di Regione. Una richiesta scritta per sottolineare come questa categoria di proffessioniste utilizzi da sempre dispositivi di sicurezza e rispetti le norme igienico sanitarie per svolgere il proprio lavoro   Spett.le Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte   Sono un'ESTETISTA Sono un'ARTIGIANA sono una PROFESSIONISTA, che con disciplina e rigore, mette la sicurezza sopra ogni cosa.   Comprendo che mettere d'accordo un Italia intera, con esigenze, richieste e pretese, sia gravoso  estremamente impegnativo.   Avere a cuore la salute del paese e di chi ci vive, è lodevole ed encomiabile, le dà onore. Ha il mio pieno sostegno, perché ci vuole la sicurezza e la salute, merita la mia stima, Entrambi volgiamo offrire sicurezza e garantire a chi si affida a noi, le migliori condizioni possibili.   Nel mio mestiere avere cura dei particolari, usare attenzione, ed evitare qualsiasi rischio, é fondamentale, questo e molto altro, mi accomuna alle tante colleghe che le stanno scrivendo.   proprio per questo, vista la peculiarità del lavoro che svolgo, desidero portare a sua conoscenza che nella mia attività sono estremamente responsabile, attenta e ligia nel seguire tutte le normative igienico sanitarie, utilizzando la massima diligenza con i migliori ausili a disposizione.   nel mio centro, l'igiene e la sicurezza sono ai massimi livelli, perché utilizziamo gli standard più evoluti, suggeriti da esperti qualificati, per esempio: Appuntamenti con 1 sola pax per volta Utilizzo di dispositivi di protezione usa e getta, guanti, mascherine, gel igienizzanti ecc. Sterilizzazione degli strumenti, con il protocollo di sterilizzazione dell'autoclave medicale. Igienizzazione delle persone e Sanificazione degli ambienti. Raccolta differenziata materiali utilizzati. Questo e altro ancora, mettendo sempre dinnanzi ad ogni cosa che faccio :"scienza e coscienza"   Gent.le Giuseppe, mi consenta di usare il suo nome, Il suo decreto implica mettere in grave pericolo oltre 263mila addetti e 130mila imprese (nello specifico 35.000 centri di estetica e 95.000 acconciatori), induce il lavoro nero e l'abusivismo a cui le persone ricorreranno con implicazioni gravissime e rischiose per la salute pubblica. Io voglio evitare di di diventare un 'ABUSIVA, non voglio lavorare in nero, non voglio evadere il fisco perché sono un'imprenditrice che dà lavoro. Sono una donna che ha avviato un'attività artigianale nonostante mille difficoltà. Sono un'ESTETISTA professionista, attenta e scrupolosa, che vuole lavorare per garantire il mio contributo al paese, per cui sono a farle una richiesta: venga nel mio centro!   Venga a toccare con mano la qualità di quanto le ho spiegato. Venga a vedere con i suoi occhi il livello di sicurezza che attuiamo. Sono certa che comprenderà che le ESTETISTE sono, tra le categorie, quella più rispettosa delle normative igienico-sanitarie, la categoria che vuole aiutare il paese ad iniziare la "fase due" da lei indicata, per fa ripartire subito, adesso, la nostra amata Italia.   L'aspetto oggi stesso, perché tengo in estrema considerazione il suo giudizio e la sua valutazione in merito a quanto ho scritto e dichiarato.    

30/04/2020 13:21:04 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Pietralunga: turismo, il Comune pensa a nuove strategie di promozione del territorio

Il Comune di Pietralunga sta lavorando a nuove strategie di promozione del territorio per rilanciare il turismo, a seguito dell’emergenza coronavirus. Per aiutare un settore duramente colpito e limitare i danni in termini economici, sempre salvaguardando la salute dei propri cittadini, le idee in campo dell’Amministrazione sono interessanti. Tra queste rientra la volontà di far ripartire le attività all’aria aperta in vista dell’arrivo della bella stagione. E’, infatti, in programma la pulizia dei sentieri per agevolare la ripresa degli sport, come trekking, cycling, ginnastica dolce, yoga, pilates e quanto altro si svolge a stretto contatto con la natura. Sono ancora in fase di sviluppo, invece, le proposte alternative per lo svolgimento di alcune manifestazioni caratterizzanti Pietralunga. “Ci stiamo muovendo al fine di delineare una progettualità turistica facilmente attuabile in vista dell’imminente stagione estiva – spiega l’assessore al turismo Federica Radicchi -. Siamo un paese geograficamente svantaggiato per molti punti di vista, ma forse viste le norme di distanziamento e le prescrizioni anti contagio potremmo trarre dei benefici a livello turistico. La situazione di piena emergenza, ancora, non ci permette di indicare con precisione le modalità con le quali potremmo mettere in atto le nostre iniziative. In ogni caso, l’intenzione è di attingere dalle nostre risorse territoriali, culinarie e folkloristiche quante più idee possibili. Stiamo cercando di promuovere Pietralunga attraverso la pagina social del Comune con l’inaugurazione di un progetto-video ideato dall’amministrazione e realizzato dalla dott.ssa Elena Cantarini, nostra concittadina, dal titolo ‘Pietralunga da scoprire: storia tradizioni e natura’. L’intento è quello di esaltare le nostre tipicità, la semplicità delle tradizioni e dei valori che abbiamo protratto nel tempo, il tutto sullo sfondo della cornice naturale che ci circonda. Abbiamo zone perfette per delle passeggiate rilassanti immersi nel verde o, per i più sportivi, trekking e mountain bike. Nel bel mezzo della Pineta di Candeleto è possibile allenarsi con il percorso ginnico interamente in legno e strutturato a più livelli di difficoltà. In questi anni, molto apprezzata dai visitatori è stata anche la possibilità di vivere un ‘turismo esperienziale’, grazie ai numerosi tesori che la natura offre: tartufo, patata bianca, visciole e nocciole, solo per citarne alcuni. Per gli amanti dei prodotti tipici è possibile vivere la raccolta del tartufo e vederne la lavorazione. Stessa opportunità viene offerta per quanto riguarda la visciola e la nocciola con delle passeggiate appositamente organizzate e studiate, fino alla possibilità di assaggiare i prodotti finali come il liquore alle visciole, la crostata con marmellata alle visciole e la cioccolata spalmabile. E’ possibile vedere nei ristoranti e nelle trattorie la lavorazione della patata bianca e assaggiarla nei piatti tipici della tradizione, come gli gnocchi. Inoltre molte delle strutture ricettive pietralunghesi permettono al turista di vivere l’esperienza culinaria attraverso dei laboratori creati ad hoc in cui è possibile realizzare pane, pasta fatta a mano, torta al testo e molto altro. Ovviamente, appena sarà possibile le attività del posto torneranno ad offrire queste esperienze uniche per i visitatori. Pietralunga è un piccolo gioiello immerso nel verde che vale la pena di essere visitato e vissuto!”.  

30/04/2020 13:13:57 Scritto da: Eva Giacchè

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