Notizie » Editoriale Un compleanno tra attualità, prevenzione e novità

Sono passati ben 7 anni dal primo numero del nostro mensile, da quel numero zero, uscito, un pò in sordina, ad ottobre 2008. In pochi avrebbero scommesso su questo risultato ma non noi (redazione e gruppo editoriale) che in questo progetto crediamo da sempre. Avremmo voluto aprire la prima pagina con allegria perchè si tratta pur sempre di un numero speciale, ma gli eventi non ce l'hanno permesso. E' infatti, con un filo di tristezza, che ci siamo sentiti in dovere di affrontare il tema caldo di questo periodo: la chiusura del tratto ferroviario Città di Castello-Umbertide e la situazione ex-Fcu. Un argomento quanto mai caro ad Umbertide ed ai suoi cittadini, che abbiamo sottolineato non solo con l'intera inchiesta di apertura, ma anche con la pagina dedicata alla storia locale, a firma di Francesco Cucchiarini. Con il nostro anniversario inauguriamo una nuova rubrica ed una nuova collaborazione: Digital Babel che sarà seguita dall'Avv. Giuseppe Serafini. Un contributo prezioso che ci aiuterà, di volta in volta, a fare chiarezza e a sciogliere le paure che oggi circondano il mare magnum del mondo digitale. Informazione Locale ha voluto, inoltre, partecipare al mese della prevenzione del tumore al seno con un pezzo speciale dedicato al progetto DIANAWEB. Uno studio, condotto anche da due ricercatori umbertidesi, a cui abbiamo deciso di dare risalto per sensibilizzare il maggior numero di persone possibili. I dati restano particolarmente allarmanti: una donna ogni 10 viene colpita dal tumore al seno e anche se il tasso di mortalità è in diminuizione, i casi aumentano di anno in anno. La migliore arma rimane la prevenzione costante e accurata.

14/10/2015 10:06:19

Notizie » SLIDER Tratta EX-FCU: la parola ai pendolari

Umbertide ha sempre avuto un forte legame con la ferrovia. Molti nostri concittadini nel corso degli anni l’hanno servita con passione; molti umbertidesi ne hanno sempre fatto uso per recarsi nei luoghi di lavoro o di studio. Fino al termine del secondo conflitto mondiale, Umbertide era il crocevia di due importanti reti ferroviarie: la Ferrovia Appennino Centrale- che collegava Arezzo con Fossato di Vico, determinante per i collegamenti di persone e merci da ovest a est- e la MUA (poi diventata FCU), che univa l’Umbria da nord a sud, da Umbertide, appunto, fino a Terni. Oggi la nostra città rischia di diventare il binario morto di un servizio essenziale per l’Alta Valle del Tevere. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, quando, lo scorso 6 settembre, il neo assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella, ha annunciato la chiusura della tratta della ex-FCU da Umbertide a Città di Castello per consentire lavori di manutenzione e di messa in sicurezza. I lavori (di cui ancora non si sa la data di inizio), avranno durata di circa un anno e un costo complessivo di 6 milioni di euro. Bus sostitutivi hanno preso il posto dei treni, provocando non pochi disagi alle utenze, visto il taglio drastico delle corse. Subito dopo l’annuncio della chiusura della tratta,  il mondo politico e amministrativo alto tiberino è prontamente intervenuto per scongiurare la cessazione definitiva del servizio. Amministrazioni comunali dei territori coinvolti, partiti politici e liste civiche presenti in Alto Tevere si sono uniti in un coro unanime: tempi celeri per reperimento delle risorse e per lo svolgimento dei lavori e no alla chiusura della ex-FCU. La notizia nefasta dal 6 settembre non è che l’ultimo atto riguardante un disservizio che negli ultimi dieci anni è costantemente in crescita, dovuto in gran parte a strategie fallimentari che hanno comportato sperpero di denaro pubblico. Circa un decennio fa iniziarono i lavori per la rielettrificazione dell’intero percorso della Ferrovia Centrale Umbra che, a distanza di decenni, avrebbe mandato in pensione i vecchi Aln diesel e consentito il ritorno dei treni elettrici. Era il 2008, quando, con una grande manifestazione alla stazione di Umbertide, venne dato il benvenuto ai quattro treni elettrici Minuetto, costati 5 milioni di euro l’uno. Che fine hanno fatto oggi questi convogli? Semplice. Basta andare all’interno della nostra stazione e vedere tre di essi “a riposo”, esposti alle intemperie e “violentati” dalle bombolette di qualche aspirante writer. Solo uno quindi ancora “presta servizio”, ma attenzione, non sulla Terni- Sansepolcro, ma sulla tratta delle Ferrovie dello Stato Foligno- Terentola. Molti considerano la causa di parecchi mali della ferrovia anche l’unione di tutte le compagnie di trasporto pubblico umbre. Era il 2010 quando venne creata Umbria Mobilità, la holding dei trasporti (con soci Regione Umbria, Province di Perugia e Terni, Comuni di Perugia, Foligno e Spoleto) che avrebbe unito i “giganti” dei trasporti dell’Umbria (Apm, Fcu e Minimetrò) e aziende di trasporto presenti nei grandi comuni umbri. Per alcuni l’unione venne vista come un bene, mentre per altri essa era considerata come una mossa per ripianare il “rosso” delle altre compagnie, visto che all’epoca la ferrovia godeva di buona salute. Ricordiamo inoltre che da luglio dell’anno scorso, Umbria Mobilità, dopo la cessione del 30% delle azioni societarie rimanenti, di proprietà Regione, è sotto il controllo totale di Busitalia, società partecipata delle Ferrovie dello Stato. Non dimentichiamoci anche il raddoppio della linea Sant’Anna- Ponte San Giovanni. Lavori iniziati, poi fermati. Forse non avranno mai fine. E’ notizia di pochi giorni fa, ad annuncio della chiusura per manutenzione della Umbertide- Città di Castello fatto, l’inizio dei lavori della bretella ferroviaria di Pierantonio. Una contraddizione bella e buona. Si inaugurano i lavori per il trasporto merci mentre il futuro di quello per persone è ancora avvolto nella nebbia. Conclusa la carrellata su alcuni dei passi falsi commessi da inizio decennio fino ai nostri giorni, una domanda viene spontanea: che fine hanno fatto o in quale maniera sono stati spesi i fondi stanziati per la manutenzione ordinaria della rete ferroviaria? Non sappiamo se ci sarà risposta, ma una cosa è certa: chi ci rimette sono i cittadini. Agli utenti della ferrovia, che già hanno dovuto sopportare anni di disservizio (treni sporchi, scarsa sicurezza all’interno dei convogli, tariffe aumentate in maniera astronomica nel giro di pochissimo tempo), ora viene tolto un servizio essenziale che potrebbe definitivamente isolare l’intera Umbria del nord e che, attualmente, come riportato ad inizio articolo, comporta un’odissea per coloro che si spostano da nord a sud, e viceversa, quotidianamente.  Proviamo a calarci nei panni di essi: partenza da Sansepolcro in treno, capolinea a Città di Castello, in pullman fino a Umbertide per poi risalire su un altro convoglio. Tutto questo pagando. Proprio per sapere l’opinione dei pendolari sull’attuale situazione, riportiamo la dichiarazione di Andrea Meniconi, coordinatore pendolari umbri e pendolari ex- FCU Alto Tevere: «Tutto è avvenuto in fretta, senza preavviso e in momento delicato come quello del rinnovo degli abbonamenti- dichiara Meniconi- La situazione è molto compromessa; con le due rotture di carico, che hanno comportato la sostituzione dei treni coi bus, in vista dell’inverno, si andrà incontro a numerosi disservizi». «Come comitato pendolari- prosegue il rappresentante dei pendolari-, da moltissimo tempo chiediamo la messa in sicurezza della tratta. Il rallentamento a 50 km/h era un preavviso, ma le nostre denunce sono sempre rimaste inascoltate. La ferrovia va potenziata e rimessa a posto. Per questo le istituzioni locali devo impegnarsi a rintracciare i fondi necessari per ciò. E’ vero, il governo centrale ha effettuato numerosi tagli, ma in passato potevano essere impiegate delle importanti risorse finanziarie che sono state buttate via, come ad esempio con l’acquisto dei quattro treni “Minuetto” (di cui ne viaggia solo uno e gli altri stanno a marcire alla stazione di Umbertide) o per il raddoppio da Perugia- Sant’Anna a Ponte San Giovanni, i lavori del quale sono iniziati dieci anni fa e non vedono una fine. Come affermato precedentemente, non viene garantito più un servizio adeguato. Gli orari non vengono stabiliti secondo esigenze del pendolare ma a piacimento dell’azienda. All’interno dei treni vi è una vera e propria anarchia; con viaggiatori che non pagano il biglietto e molta sporcizia. Come coordinamento c’impegneremo fin da subito in una dura lotta per garantire questo servizio essenziale per il nostro territorio. Proporremo a tutte le amministrazioni locali di convocare un Consiglio comunale aperto per discutere su questa situazione e per trovare una strategia comune per risolvere il problema il più veloce possibile, visto che ancora tutto è in alto mare».

14/10/2015 09:53:56

Notizie » SLIDER Pink is good: la battaglia di tutte le donne perchè insieme possiamo fermare il tumore al seno!

Ogni anno, in Italia, 48.000 donne si ammalano di tumore al seno. La ricerca scientifica ha compiuto passi da gigante: oggi, infatti, guarisce oltre il 90% delle donne a cui il tumore è stato diagnosticato in fase iniziale. Dall’impegno decennale di Fondazione Veronesi nasce il progetto Pink is GOOD, che si pone come obiettivo quello di battere definitivamente il tumore al seno. Pink is GOOD per la Fondazione significa promuovere la prevenzione, indispensabile per individuare la malattia nelle primissime fasi, e fare informazione sul tema in modo serio, accurato, aggiornato. Pink is GOOD per la Fondazione è anche sostegno concreto alla Ricerca, grazie al finanziamento di borse e progetti di ricerca per medici e scienziati che hanno deciso di dedicare la loro vita allo studio e alla cura del tumore al seno. La Ricerca ha cambiato la vita di migliaia di donne. Per questo è importante che la Ricerca continui a lavorare per individuare soluzioni innovative per anticipare il più possibile la diagnosi, trovare nuove terapie, nuovi farmaci, in grado di sconfiggere definitivamente il tumore al seno. Con Pink is GOOD la Fondazione Veronesi dal 2013 sostiene il lavoro di una serie di ricercatori ricercatori specializzati nella ricerca contro il tumore al seno. Per continuare a farlo e sconfiggere il tumore al seno abbiamo bisogno anche di te: scegli la prevenzione e sostieni la ricerca!

14/10/2015 09:39:38

Notizie » Società Civile “L'accoglienza nel grembo sociale”, giovedì 15 ottobre incontro per tutti i neo genitori insieme alla professoressa Stefania Guerra Lisi

Si terrà giovedì 15 ottobre alle ore 9,30 presso il Centro socio-culturale San Francesco l'incontro con i genitori dei bambini nati nel 2015 che hanno partecipato al progetto “L'accoglienza nel grembo sociale. Un aiuto ai neo genitori”. Il progetto, promosso dall'associazione di volontariato “Oltre la parola”, in collaborazione con la Cooperativa Asad e l'Università popolare MusicArTerapia Globalità dei linguaggi, patrocinato dal Comune di Umbertide e realizzato grazie al contributo della Regione Umbria, mira a sostenere le neo mamme e i neo papà nel delicato compito dell'essere genitori, attraverso visite domiciliari ai neonati nel loro primo anno di vita e alle loro famiglie. Nello specifico l'iniziativa prevede il raggiungimento di tutti i nuovi nati presso il loro domicilio da parte di un gruppo di volontarie appositamente formate, al fine di favorire la costruzione di un legame sicuro tra genitori e bambino, aumentare nei genitori la fiducia nelle proprie abilità, accrescere in loro la percezione di sentirsi sostenuti nell'importante ruolo che rivestono ed offrire alla puerpera la possibilità di parlare delle proprie ansie e paure. Nei primi sei mesi del 2015 sono state contattate e visitate circa 40 famiglie, alle quali è stato somministrato un questionario e donato il libro “E' nato un bimbo –a”. L'incontro del 15 ottobre sarà l'occasione per salutare tutte le famiglie che hanno aderito al progetto, che proseguirà fino alla fine dell'anno, e per sperimentare insieme giochi e colori secondo il metodo della Globalità dei linguaggi. All'iniziativa parteciperanno la professoressa Stefania Guerra Lisi, promotrice del metodo della Globalità dei linguaggi e fondatrice dell'Upmat (Università popolare MusicArTerapia Globalità dei linguaggi), l'assessore regionale al Welfare Luca Barberini, il dirigente del servizio Welfare della Regione Umbria Alessandro Vestrelli, il sindaco Marco Locchi, l'assessore alle Pari Opportunità Maria Chiara Ferrazzano, la presidente della Commissione Pari Opportunità di Umbertide Stefania Bagnini, l'on. Giampiero Giulietti, la presidente della Cooperativa Asad Liana Cicchi, la presidente dell'associazione Oltre la parola Donatella Floridi, la coordinatrice del progetto “L'accoglienza nel grembo sociale” Chiara Ciarapica, le volontarie del progetto e i  pediatri del territorio di Umbertide.

13/10/2015 15:29:02

Notizie » Società Civile “Rompiamo il silenzio”, il Coordinamento per la Pace fa appello alla cittadinanza umbertidese. Domani riunione pubblica alla Sala Tevere

Cosa sta accadendo a tutti? Dietro l’ombra delle difficoltà economiche, stiamo accettando senza dire nulla le atrocità che si stanno perpetrando nel mondo, le troppe morti dei profughi, le troppe morti per mano dell’ISIS, le troppe morti in Palestina ed Israele, le troppe morti nei Paesi che con tanta fatica cercano di darsi un governo democratico, stiamo uccidendo la speranza di questo mondo, e per che cosa? Per far ripartire la nostra economia. Ma NON a nome nostro. Alla luce dei tragici fatti di questi giorni, il Coordinamento per la Pace di Umbertide ha deciso che la riunione che era stata indetta per domani, martedì 13 ottobre, alle ore 18,15 presso la Sala Tevere della Residenza comunale, per organizzare le prossime iniziative, dovrà diventare la riunione della cittadinanza umbertidese. Invitiamo quindi tutti a partecipare perché non possiamo più restare in silenzio.   Oggi chiediamo che si facciano azioni concrete nella strada della democrazia e non nella strada della egemonia. Non è con la guerra che si combatte la guerra, non è con il terrorismo che si chiuderà la bocca alla richiesta di pace e di democrazia dei popoli. Per quanto tempo ancora noi tutti possiamo continuare ad accettare di vivere sopra la pelle degli altri, per quanto tempo ancora continueremo ad appoggiare stati dittatoriali? L’importante è far ripartire la nostra economia e non vogliamo sapere a quale prezzo. Bene, oggi chiediamo ad ognuno di noi se è giusto continuare a mantenere questo tenore di vita sapendo che dipende dalla morte di tante persone. Abbiamo istituito la figura del rifugiato politico e invece di combattere con lui il regime che lo rendeva tale, abbiamo continuato a tenere rapporti economico-politici con lo stesso regime, perché questo permetteva alla nostra economia di progredire. Questa politica miope ci ha portato ad avere governi instabili e a far crescere la disperazione in quei Paesi e sapevamo che prima o dopo avremmo dovuto pagare, ma era un problema delle generazioni successive. Oggi siamo alle generazioni successive e oggi è necessario fare quello che diciamo fin dai primi anni della nostra Repubblica: NO ai rapporti politici ed economici con questi Stati, blocchiamo la vendita delle armi ed accettiamo di ridimensionare il nostro tenore di vita. Solo la politica giusta e quella che tiene conto delle conseguenze può sconfiggere la deriva pericolosa che abbiamo intrapreso.

12/10/2015 17:10:22

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