Notizie » Politica Orazi di Umbertide Cambia su i costi della politica

Riceviamo e pubblichiamo "Il bilancio non è solo un conto economico e finanziario; il bilancio di un Comune è prima di tutto un atto di etica pubblica. Quando si parla di bilancio partecipato, la prima voce sulla quale intervenire è infatti quella più delicata: i costi della politica; perché qui si fanno i veri conti con i soldi dei cittadini e si misura la questione morale. Per essere chiari: le laute indennità di carica della Giunta sono uno sfregio alla morale pubblica considerando il nostro piccolo paese. Anche quest'anno la maggioranza del Sindaco Locchi non ha fatto un minimo di revisione della spesa pubblica, ma ha continuato a (s)vendere il patrimonio pubblico (Aimet, terreni per Ater, ecc.), togliendo risorse al nostro Paese. Vi lanciamo una sfida: perché la Giunta non prova ad incominciare da se stessa a risparmiare? Le cifre che di seguito indico, dicono tutta la mancanza di etica politica che caratterizza questa maggioranza: peraltro il loro taglio potrebbe essere un toccasana per le casse dell'Amministrazione. Vediamo: nell'anno 2015, il Sindaco Locchi ha percepito una indennità di carica pari a 20.340 euro; Ferrazzano a 8.364; Montanucci ha incassato 15.060 euro la stessa cifra per Tosti, così per Violini; Leonardi ha percepito 7.524 euro; Natale 7.524. Il grave è che un assessore, in Consiglio comunale, a microfono spento, ha difeso a spada tratta la cifra percepita in quanto secondo lei è del tutto ridicola. Evviva la morale pubblica del Pd! I numeri parlano chiaro: il totale dei compensi è la bella cifra di 88.932 euro. Se moltiplichiamo per 5 anni della legislatura la somma arriva a 444,660 euro! La riduzione dei costi per le cariche della Giunta permetterebbe non solo una riduzione delle anticipazioni di cassa (anche in quest'anno 2016 già di nuovo attinta), ma anche un risparmio sugli interessi. Soprattutto servirebbe per le politiche sociali (anziani, giovani, disoccupati), assolutamente dimenticate. In conclusione: se questa maggioranza non è capace di amministrare - come ha dimostrato da ultimo,  il flop sul centro islamico - e per convincere la diffidente opinione pubblica sul vostro operato, vi chiediamo, come società civile, di dare prova provata della vostra coerenza di democratici e di uomini di sinistra, tagliandovi la vostra indennità. È una questione morale: provate almeno a rendere concreto il senso di giustizia ed equità che sono alla base dei vostri valori, che continuate però a calpestare. Noi già l'abbiamo fatto con le nostre indennità; spetta ora a voi. I cittadini hanno bisogno di buoni esempi: per questo vi sfidiamo anche sui valori etici, non solo sul governo della città." LUIGINO ORAZI – Consigliere di Umbertide Cambia

04/05/2016 17:44:35 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica M5S Umbertide: sul Centro Islamico vuoto regolamentare e poca chiarezza

Riceviamo e pubblichiamo "Il 29 Aprile 2016 si è svolta al centro San Francesco di Umbertide una assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale con lo scopo di fare chiarezza e trasparenza sulla questione del centro culturale islamico da costruirsi ad Umbertide. Tale chiarezza era da costruirsi già dal 2011, quando il progetto del centro islamico stava per essere disegnato o dal 2015, con i progetti pronti e depositati. E’ stata invece esaminata solo ora, data l’insistenza delle opposizioni che davano voce alla popolazione di Umbertide, cinque anni dopo l’inizio dell'intero percorso. Sono intervenuti il Sindaco, il quale ha chiarito come la comunità di fede islamica di Umbertide sia cresciuta nel tempo fino a circa 2000 persone, e varie autorità iscritte a parlare tra cui l’Imam di Umbertide e il segretario generale della Confederazione islamica italiana. Le domande del pubblico presente più concernenti la questione sul suolo di Umbertide possono dare luogo a riflessioni che hanno una grande importanza sul piano di una corretta convivenza tra culture differenti, con il fine di integrare e non dis-integrare le comunità interessate. Ad oggi ed anche dopo l’assemblea popolare, non si sa ancora se questa costruzione si possa chiamare centro islamico di Umbertide o moschea di Umbertide; questo comporta un vuoto regolamentare dato che una moschea viene diretta da un Imam mentre una associazione deve avere un bilancio annuale ed un presidente. Il costo stimato per costruire il centro culturale non sembra di poco conto e considerato che i cittadini di fede islamica ad Umbertide sono circa 2000 si può supporre che ogni cittadino umbertidese di fede islamica abbia in media elargito svariate migliaia di Euro per costruire questo centro. La comunità islamica ha assicurato che le donazioni per finanziare questa costruzione sono state fatte alla luce del sole e senza finanziamenti da terzi e che tutte le questioni legate alle attività da svolgersi nel centro culturale seguiranno assolutamente e senza eccezioni la legge italiana. È necessario che l’associazione renda pubbliche le prove dell’origine della somma finanziata ed un piano per arrivare a fine lavori senza finanziamenti da terzi. A questo punto, come assicurato pubblicamente ed ufficialmente da più parti in causa durante l’assemblea, la cittadinanza si aspetta dalla giunta comunale e dall’associazione islamica di Umbertide che alle parole si dia seguito coi fatti, divulgando la lista dei finanziatori ed un piano finanziario fino alla fine della costruzione del centro culturale e soprattutto stabilendo un nuovo statuto del centro culturale islamico di Umbertide. Questo nuovo statuto deve contenere come minimo i punti contro le infiltrazioni di altre fazioni islamiche radicali che esistono in questo momento e la condanna della violenza in nome di Dio. Quando questo Statuto sarà pronto, discusso e condiviso con la popolazione di Umbertide, allora soltanto la giunta potrà affermare di avere risolto la situazione, malgrado i ritardi e le controversie sinora sperimentate." Movimento 5 Stelle Umbertide

04/05/2016 17:33:40

Cultura ''Fuocoammare'' al Cinema Metropolis

Doppio appuntamento al Cinema Metropolis dove mercoledì 4 e giovedì 5 maggio, con doppia proiezione alle ore 19 e alle ore 21,15 (biglietto unico 5 euro), verrà proposto il nuovo film documentario di Gianfranco Rosi, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino, "Fuocoammare".  Nel suo viaggio intorno al mondo per raccontare persone e luoghi invisibili ai più, dopo l’India dei barcaioli (Boatman), il deserto americano dei drop-out (Below Sea Level), il Messico dei killer del narcotraffico (El Sicario – Room 164), la Roma del Grande Raccordo Anulare (Sacro Gra), Gianfranco Rosi è andato a Lampedusa, nell’epicentro del clamore mediatico, per cercare, laddove sembrerebbe non esserci più, l’invisibile e le sue storie.  Il risultato è "Fuocoammare" che verrà proiettato al cinema Metropolis per due serate speciali: in particolare, mercoledì 4 maggio la pellicola sarà introdotta da Francesco Piobbichi, operatore sociale umbertidese, che collabora con il progetto Mediterranean hope, l'osservatorio sulle migrazioni della Federazione delle Chiese Evangeliche con sede a Lampedusa. Negli ultimi mesi Mediterranean hope sta lavorando ad un progetto pilota per l'apertura di corridoi umanitari peri profughi. Una parte dell'incasso di mercoledì verrà devoluta a Mediterranean Hope. Il film: Il regista Gianfranco Rosi, seguendo il suo metodo di totale immersione, si è trasferito per più di un anno sull’isola facendo esperienza di cosa vuol dire vivere sul confine più simbolico d’Europa raccontando i diversi destini di chi sull’isola ci abita da sempre, i lampedusani, e chi ci arriva per andare altrove, i migranti. Da questa immersione è nato Fuocoammare. Racconta di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non è un’isola come le altre, è Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di libertà. Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi.  

03/05/2016 18:33:57

Attualità » Primo piano Campus ''Da Vinci'' Sabato 7 Maggio inaugurazione FabLab School

Sabato 7 maggio alle ore 10 presso il Campus “L. da Vinci" di Umbertide sarà inaugurato, alla presenza delle autorità cittadine, provinciali, regionali e nazionali, del Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, di rappresentanti dell'Università di Perugia, del Presidente di Sviluppumbria, del GAL Alta Umbria, dei Sindaci dei Comuni dell'Alta Umbria e dei rappresentanti del tessuto imprenditoriale locale, il FABLAB-SCHOOL, laboratorio territoriale per la formazione, l'innovazione e la creatività imprenditoriale che rappresenta un concreto esempio di rete e ponte tra scuola, Università e mondo del lavoro. Il FABLAB-SCHOOL, frutto di un progetto elaborato e realizzato in collaborazione stretta tra l’Istituto Superiore di Umbertide, il Comune di Umbertide e gli imprenditori locali, è un evoluzione e un'espansione dell'idea Fablab (“laboratori di fabbricazione dove creare quasi tutto”) originariamente pensata da Neil Gershenfeld al MIT di Boston e ha come valore aggiunto il fatto che è all'interno di un'istituzione scolastica che ne assume la gestione, l'implementazione, la promozione e lo sviluppo nel territorio. I FABLAB, infatti, nascono intorno agli anni 2000 e pian piano si diffondono in tutto il mondo compresa l’Italia, dove i primi, nati nel 2011, oggi sono oltre 100, pochissimi però all'interno delle scuole. In Umbria quello allestito dal Campus "L. da Vinci" è il primo FABLAB in una scuola pubblica e, oltre a funzionare nelle ordinarie ore di didattica mattutina, il laboratorio resterà aperto di pomeriggio e in orario serale a disposizione degli studenti stessi della scuola e dei suoi ex studenti, laureandi, privati cittadini, delle scuole che insistono nel territorio limitrofo ad Umbertide, delle Università con interscambi di interventi e momenti formativi su nuove tecnologie nel campo della digital fabrication, delle aziende, associazioni, professionisti, artigiani. Il FABLAB del Campus “Da Vinci” è uno spazio aperto a tutti coloro che abbiano passione, creatività e voglia di sperimentare, non serve necessariamente essere specializzati in qualcosa in particolare: la cosiddetta “terza rivoluzione industriale” determinata dall’avvento delle stampanti 3D consente, infatti, di sviluppare qualsiasi settore, non solo quello scientifico-tecnologico, ma anche artistico,del design, della green economy, della moda, della robotica, del turismo, etc... Creatività e innovazione sono gli ingredienti che determineranno il successo del FABLAB, una vera e propria officina 3.0 che fornisce agli utenti servizi personalizzati per la produzione di qualsiasi tipo di oggetto, reale o virtuale, secondo i principi che regolano l’artigianato digitale. Il FABLAB-SCHOOL del Campus investe una vasta area del piano seminterrato dell'edificio e consta di un ampio spazio di coworking e di tre laboratori altamente specializzati, due nel settore Meccanica-Meccatronica -automazione, prototipazione rapida e robotica- e uno nel settore Energia. Tutti gli spazi sono dotati di tecnologie digitali avanzate e strumenti innovativi ad alto valore tecnologico: tre stampanti 3D, scanner 3D, termocamera, tornio parallelo, fresatrice digitale, tornio CNC, manipolatore robotizzato gestiti in modalità open source, oltre a sei postazioni digitali di coworking, software dedicato, videoproiettori interattivi, attrezzistica. Le ingenti risorse necessarie al Progetto, in totale quasi 180.000 euro, provengono in parte da un Bando del GAL Alta Umbria di cui è stato beneficiario il Comune di Umbertide che ha deciso di investire nel progetto a favore dell’imprenditoria giovanile, dal cofinanziamento di aziende locali, dal sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dall’Istituto Scolastico stesso e da altri imprenditori che sono intervenuti per l’acquisto o donazioni di prestigiose strumentazioni, arredi e riqualificazione degli spazi. La Provincia di Perugia, pur nella fase complessa della sua ristrutturazione, ha fornito materiali, risorse umane, impiantistica, messa a norma degli ambienti e coordinamento dei lavori indispensabili per la realizzazione del Progetto. “Nel concreto il FABLAB utilizza le più moderne tecnologie per sviluppare idee e progetti; se è vero, infatti, che le idee sono il lievito dello sviluppo è vero anche che, per diventare realtà, hanno bisogno di "spazio", di contesti che siano vere e proprie palestre dove le giovani generazioni (ma non necessariamente solo loro) provino, sbaglino, ri-provino e infine realizzino le proprie idee – ha affermato la preside Franca Burzigotti che ha coordinato la co - progettazione tra i vari partner del FABLAB, sostenendo la centralità della scuola come luogo privilegiato di promozione dell’innovazione, della creatività dei giovani e il loro ruolo nello sviluppo del territorio. Si tratta di luoghi che danno un nuovo significato alla “ricerca di lavoro,” rendendolo non più “individuazione di chi possa darmi qualcosa da fare” bensì “autogenerazione di un lavoro per me”, facendo leva sullo spirito di innovazione e di imprenditorialità di chi voglia beneficiare delle grandi opportunità che oggi offrono le moderne tecnologie e la web-economy, ragionando in chiave globale senza perdere di vista il panorama nazionale e micro locale”. Particolarmente soddisfatto il sindaco Marco Locchi che ha sottolineato “la carica innovativa del progetto, realizzato attraverso una collaborazione pubblico -privato che ha permesso, tramite il GAL, di accedere a finanziamenti europei per l'acquisto di macchinari specifici. Una collaborazione – ha aggiunto il primo cittadino - che ha visto importanti imprese del territorio collaborare con le Istituzioni secondo un percorso finalizzato ad una sempre maggiore integrazione fra mondo della scuola e mondo delle imprese. L'auspicio è che anche altre imprese si inseriscano nel progetto al fine di aumentarne ulteriormente il valore e le potenzialità. Un merito particolare va infine al Campus Leonardo Da Vinci, sempre attento a cogliere e a valorizzare percorsi formativi altamente innovativi”.

02/05/2016 20:10:53

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