Notizie » Società Civile Consegnati gli attestati ai ragazzi dei lavori estivi

Si è conclusa l'esperienza dei Lavori estivi per ragazzi. Ieri pomeriggio presso l'Informagiovani di Umbertide sono stati consegnati gli attestati di partecipazione al progetto, che consentono l'acquisizione di crediti formativi scolastici, e i rimborsi spese per l'esperienza dei lavori estivi che ha coinvolto 23 giovani di età compresa tra 16 e 21 anni. Durante la scorsa estate, i ragazzi sono stati impegnati per 30 ore ciascuno nella cura e nella sorveglianza dei parchi cittadini, nella pulizia del centro di aggregazione comunale Lucignolo e nella ripulitura e verniciatura del sottopasso ferroviario, svolgendo di fatto un servizio per la collettività.  Alla consegna erano presenti il sindaco del Comune di Umbertide Marco Locchi, che si è congratulato con i ragazzi per il lavoro svolto e ha espresso l'intenzione di  replicare tale esperienza anche per il prossimo anno, il responsabile del settore Servizi sociali del comune di Umbertide Gabriele Violini, la responsabile dell'Ambito Alto Tevere - settore minori per la Cooperativa Asad Monica Nanni e gli educatori della Cooperativa Asad che hanno seguito i ragazzi ai quali hanno augurato che questa piccola esperienza possa essere loro d'aiuto quando si troveranno ad affrontare il mondo del lavoro. L'iniziativa, che va avanti ormai da diversi anni, è stata promossa dal Comune di Umbertide in collaborazione con le Cooperative Asad (che con i propri operatori seguono passo a passo l'esperienza estiva dei ragazzi) e con le Cooperative di tipo B Sole Verde, Galassia Down e Cassiopea (che consentono ai ragazzi di diventare veri e propri soci volontari). Obiettivo del progetto è quello di avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro in maniera protetta, un'opportunità che i 23 ragazzi hanno saputo sfruttare al meglio, dimostrando grande impegno e senso di responsabilità e diventando un esempio per i loro coetanei.

28/10/2015 15:23:48

Notizie » Politica Monni, centrodestra: smascherati trucchetti Pd su Calzolaro

Riceviamo e pubblichiamo Gloriose percentuali bulgare hanno contribuito a consolidare la convinzione in capo al PD di poter delegittimare il consiglio comunale. Se non fosse che la pretesa di poter decidere le sorti del paese nelle segrete stanze appartiene al passato e ai sui fasti, offuscati dalla realtà. Il PD ha sottoposto al Consiglio una delibera con l’intento di forzare la Regione e indurla, in contraddizione con decisioni già assunte,  ad assoggettare a VIA la richiesta di Splendorini e sospendere le autorizzazioni in procinto di essere rilasciate per la maggiorazione del volume di rifiuti trattati in azienda. Un voto all’unanimità sarebbe stato necessario a rinforzare detta richiesta, un voto che il PD voleva carpire in modo furbesco, esponendo le ragioni, legittime, dei cittadini, ma sottacendo sulla posizione di Splendorini, che a detta degli Enti preposti sarebbe intangibile in quanto operante in modo legittimo. La delibera appare fin da subito un maldestro tentativo dell’amministrazione di concludere un’operazione di mera apparenza politica, inutile ai residenti di Calzolaro! Non basta, la  maggioranza ha tentato di celare la corrispondenza intercorsa con la Provincia e con l’azienda, missive che confermano la regolarità della Splendorini, le attività intraprese per mitigare le emissioni odorigene e che preannunciano azioni legali. Il fatto, è ciò è ancor più grave, viene sottaciuto al Vicesindaco con delega all’ambiente che da me spronata a dare lettura di dette missive, abbandona l’assise pubblica. La maggioranza annaspa, lo strappo è palesato e riluce un comportamento illegittimo e indecoroso. A questo punto attendiamo le dimissioni del Vicesindaco, relegato a un ruolo marginale, e delle pubbliche scuse, nei confronti di tutti i consiglieri comunali, dei residenti di Calzolaro e della Splendorini.

28/10/2015 12:33:54

UMBERTIDE CAMBIA: POLITICA DEI RIFIUTI DA RIVEDERE

Riceviamo e pubblichiamo Due ordini del giorno per riflettere sulla politica per l'igiene urbana perseguita dal Comune di Umbertide. A presentarli Umbertide cambia, che sostanzialmente propone di ripensare strategicamente l'organizzazione del servizio in area vasta attraverso la costituzione di una azienda pubblica e di introdurre l'anagrafe dei rifiuti quale fondamentale elemento di trasparenza e controllo delle procedure di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Queste le argomentazioni di fondo del movimento civico. “Raggiungere il 72% di raccolta differenziata solo ad Umbertide e non all'interno di un ambito almeno regionale ed in una logica di controllo del sistema comporta benefici dal punto di vista ambientale? No. L'impegno dei cittadini a differenziare i rifiuti ha prodotto un risparmio in termini economici? No. Abbiamo la possibilità di verificare i processi di recupero e smaltimento dei rifiuti, quindi l'effettivo livello di differenziazione raggiunto? No. La scelta politica di non perseguire in materia una possibile gestione unitaria nell'Alto Tevere è stata lungimirante? No. Il nostro Comune è stato tutelato nel più generale disegno regionale (ad esempio discarica Pietramelina, traffico stradale di rifiuti)? No. Per Tutto questo il movimento civico con un primo documento sollecita il Consiglio Comunale innanzitutto a chiedere al Comune di Perugia e alla Gesenu la delocalizzazione dell'impianto di compostaggio attualmente presente presso la discarica di Pietramelina, quindi a rivedere l'impostazione del sistema di raccolta differenziata alla luce di un efficace criterio di equilibrio tra costi e benefici, nonché a chiedere la sospensione delle procedure relative alla gara d'ambito per l'affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ad un unico gestore riconsiderando l'ipotesi di una gestione in ambito ottimale attraverso una società pubblica, garantendo in tal modo il massimo controllo dei procedimenti in termini di tutela dell'ambiente, sicurezza e salute pubblica, ed al tempo stesso il reinvestimento degli utili in termini di benefici per i cittadini e per il territorio. Il secondo ordine del giorno tende invece ad adottare l'Anagrafe pubblica relativamente alla raccolta, al recupero, allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani quale strumento necessario per introdurre elementi di trasparenza, informazione e controllo nel ciclo politico ed economico relativo al servizio di igiene urbana. In particolare l'Anagrafe dovrà consentire di monitorare le quantità di produzione dei rifiuti, le modalità di raccolta differenziata, quindi il dettaglio del processo di smaltimento di ogni categoria di rifiuto, i ricavi derivanti dalla vendita del materiale differenziato, l'indice di riutilizzo del materiale differenziato, i dati relativi agli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti solidi urbani presenti e/o a servizio del territorio, i dati relativi agli impianti per il recupero energetico presenti e/o a servizio del territorio (ad esempio inceneritori), i dati relativi alle discariche presenti e/o a servizio del territorio.

28/10/2015 10:06:56

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: POLITICA DEI RIFIUTI DA RIVEDERE

Riceviamo e pubblichiamo Due ordini del giorno per riflettere sulla politica per l'igiene urbana perseguita dal Comune di Umbertide. A presentarli Umbertide cambia, che sostanzialmente propone di ripensare strategicamente l'organizzazione del servizio in area vasta attraverso la costituzione di una azienda pubblica e di introdurre l'anagrafe dei rifiuti quale fondamentale elemento di trasparenza e controllo delle procedure di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Queste le argomentazioni di fondo del movimento civico. “Raggiungere il 72% di raccolta differenziata solo ad Umbertide e non all'interno di un ambito almeno regionale ed in una logica di controllo del sistema comporta benefici dal punto di vista ambientale? No. L'impegno dei cittadini a differenziare i rifiuti ha prodotto un risparmio in termini economici? No. Abbiamo la possibilità di verificare i processi di recupero e smaltimento dei rifiuti, quindi l'effettivo livello di differenziazione raggiunto? No. La scelta politica di non perseguire in materia una possibile gestione unitaria nell'Alto Tevere è stata lungimirante? No. Il nostro Comune è stato tutelato nel più generale disegno regionale (ad esempio discarica Pietramelina, traffico stradale di rifiuti)? No. Per Tutto questo il movimento civico con un primo documento sollecita il Consiglio Comunale innanzitutto a chiedere al Comune di Perugia e alla Gesenu la delocalizzazione dell'impianto di compostaggio attualmente presente presso la discarica di Pietramelina, quindi a rivedere l'impostazione del sistema di raccolta differenziata alla luce di un efficace criterio di equilibrio tra costi e benefici, nonché a chiedere la sospensione delle procedure relative alla gara d'ambito per l'affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ad un unico gestore riconsiderando l'ipotesi di una gestione in ambito ottimale attraverso una società pubblica, garantendo in tal modo il massimo controllo dei procedimenti in termini di tutela dell'ambiente, sicurezza e salute pubblica, ed al tempo stesso il reinvestimento degli utili in termini di benefici per i cittadini e per il territorio. Il secondo ordine del giorno tende invece ad adottare l'Anagrafe pubblica relativamente alla raccolta, al recupero, allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani quale strumento necessario per introdurre elementi di trasparenza, informazione e controllo nel ciclo politico ed economico relativo al servizio di igiene urbana. In particolare l'Anagrafe dovrà consentire di monitorare le quantità di produzione dei rifiuti, le modalità di raccolta differenziata, quindi il dettaglio del processo di smaltimento di ogni categoria di rifiuto, i ricavi derivanti dalla vendita del materiale differenziato, l'indice di riutilizzo del materiale differenziato, i dati relativi agli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti solidi urbani presenti e/o a servizio del territorio, i dati relativi agli impianti per il recupero energetico presenti e/o a servizio del territorio (ad esempio inceneritori), i dati relativi alle discariche presenti e/o a servizio del territorio.

28/10/2015 10:06:56

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: BENE LE GIORNATE PER LA PREVENZIONE DELL'OSTEOPOROSI, MA OCCORRE RIPRISTINARE IL SERVIZIO MOC PRESSO L'OSPEDALE

Riceviamo e pubblichiamo Per due giorni, il 30 ed il 31 ottobre, presso il Centro Balducci, sarà possibile sottoporsi gratuitamente all'esame di misurazione della massa ossea (Moc), per il quale le liste di attesa sono sempre molto lunghe, e ricevere una consulenza specialistica personalizzata. Sono 300 i posti disponibili per lo screening che, nel caso in cui la paziente avesse bisogno di ulteriori approfondimenti, prevede anche un secondo incontro con i medici dell'Aruo, l'Associazione regionale umbra osteoporosi,  che ha promosso l'incontro. “La giornata dedicata alla prevenzione dell'osteoporosi – afferma Luigino Orazi, Consigliere Comunale di Umbertide cambia - è un appuntamento importante, ma non dovrebbe ridursi ad uno spot pubblicitario, ed anzi dovrebbe servire per ribadire la necessità di ripristinare il servizio MOC presso l'ospedale di Umbertide. Da due anni denunciamo il fatto che il servizio di mineralomteria, per anni attivo presso la struttura di Umbertide, peraltro unico centro di riferimento per tutta l'Alta Valle del Tevere, è fermo a causa della rottura dello strumento diagnostico. Con una spesa minima si potrebbe riattivare, evitando a tante donne lunghe attese ed uno spostamento presso altre strutture. Dunque – conclude Orazi – plaudendo all'iniziativa dell'Aruo, rinnoviamo il nostro appello alla Amministrazione Comunale di Umbertide affinché si adoperi concretamente affinché venga riattivato immediatamente il servizio ordinario, fiore all'occhiello dell'ospedale di Umbertide”.  

28/10/2015 09:59:01

Notizie » Politica Comunicato M5S riguardo la derattizzazione zona scuola di infanzia e asilo nido di via Morandi

Riceviamo e pubblichiamo   Nel Consiglio comunale del 26 ottobre si è discussa una interrogazione del M5S in merito all'episodio accaduto presso la scuola di infanzia e asilo nido di via Morandi Recentemente la scuola è stata protagonista di un episodio grave che ha creato preoccupazione tra i genitori: nel giardino dell'edificio scolastico un allievo della scuola materna ha rinvenuto un'esca avvelenata per topi. Queste esche avvelenate solitamente sono all'interno di tubi o scatole posizionati in modo fisso per non essere trascinati via. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno interrogato l'Assessore competente per riferire in merito alla vicenda, per sapere se c'è stata una negligenza da parte della ditta che si è occupata dell'intervento di derattizzazione e per chiedere in che modo l'Amministrazione intende procedere al fine di evitare situazioni analoghe in futuro. La ditta che si occupa della derattizzazione, a seguito dell'episodio, ha trasmesso una nota al Comune con la quale ha contestato ogni responsabilità in merito. Dal sopralluogo effettuato invece dai tecnici del Comune è emerso che il contenitore non appariva manomesso. Dobbiamo allora dedurre che fosse difettoso? Di fatto un bambino con facilità ha estratto l'esca topicida da una delle scatole, ignaro di cosa fosse, consegnandola poi alla maestra. Ora perché non c'è stata una corretta comunicazione tra il Comune e la scuola per informare quest'ultima della derattizzazione in corso? Generalmente quando si chiede un intervento di derattizzazione questo comporta, il più delle volte, la chiusura per un tempo indeterminato della parte in cui si posizioneranno gli erogatori oppure si può cercare di concordare con la ditta incaricata la porzione da chiudere per limitare il più possibile i danni alla libera circolazione. L'area andrebbe interdetta ai minori per evitare che possano toccare o spostare le esche, inoltre sarebbe necessario che siano indicate con appositi segnali le zone in cui si trovano tali distributori di esca. Questo episodio certamente dovrà portare all'adozione di misure più rigide, primo tra tutti un'informazione preventiva alle direzioni didattiche. L'Assessore ha anche detto, a fine intervento, che avrebbe valutato l'ipotesi di alternare la ditta attuale con altre ditte del settore. Forse perché la stessa è responsabile dell'accaduto? E se cosi fosse si cambia ditta ad ogni inconveniente? La realtà dei fatti non è per niente chiara, la risposta dell'Amministrazione è insoddisfacente; va aggiunto che l'appalto di queste prestazioni deve essere certamente fatto nel rispetto dell'economicità, ma non a discapito della sicurezza dei cittadini. Resta il mistero di cosa non ha funzionato.

28/10/2015 09:39:01

Comunicato M5S riguardo la derattizzazione zona scuola di infanzia e asilo nido di via Morandi

Nel Consiglio comunale del 26 ottobre si è discussa una interrogazione del M5S in merito all'episodio accaduto presso la scuola di infanzia e asilo nido di via Morandi Recentemente la scuola è stata protagonista di un episodio grave che ha creato preoccupazione tra i genitori: nel giardino dell'edificio scolastico un allievo della scuola materna ha rinvenuto un'esca avvelenata per topi. Queste esche avvelenate solitamente sono all'interno di tubi o scatole posizionati in modo fisso per non essere trascinati via. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno interrogato l'Assessore competente per riferire in merito alla vicenda, per sapere se c'è stata una negligenza da parte della ditta che si è occupata dell'intervento di derattizzazione e per chiedere in che modo l'Amministrazione intende procedere al fine di evitare situazioni analoghe in futuro. La ditta che si occupa della derattizzazione, a seguito dell'episodio, ha trasmesso una nota al Comune con la quale ha contestato ogni responsabilità in merito. Dal sopralluogo effettuato invece dai tecnici del Comune è emerso che il contenitore non appariva manomesso. Dobbiamo allora dedurre che fosse difettoso? Di fatto un bambino con facilità ha estratto l'esca topicida da una delle scatole, ignaro di cosa fosse, consegnandola poi alla maestra. Ora perché non c'è stata una corretta comunicazione tra il Comune e la scuola per informare quest'ultima della derattizzazione in corso? Generalmente quando si chiede un intervento di derattizzazione questo comporta, il più delle volte, la chiusura per un tempo indeterminato della parte in cui si posizioneranno gli erogatori oppure si può cercare di concordare con la ditta incaricata la porzione da chiudere per limitare il più possibile i danni alla libera circolazione. L'area andrebbe interdetta ai minori per evitare che possano toccare o spostare le esche, inoltre sarebbe necessario che siano indicate con appositi segnali le zone in cui si trovano tali distributori di esca. Questo episodio certamente dovrà portare all'adozione di misure più rigide, primo tra tutti un'informazione preventiva alle direzioni didattiche. L'Assessore ha anche detto, a fine intervento, che avrebbe valutato l'ipotesi di alternare la ditta attuale con altre ditte del settore. Forse perché la stessa è responsabile dell'accaduto? E se cosi fosse si cambia ditta ad ogni inconveniente? La realtà dei fatti non è per niente chiara, la risposta dell'Amministrazione è insoddisfacente; va aggiunto che l'appalto di queste prestazioni deve essere certamente fatto nel rispetto dell'economicità, ma non a discapito della sicurezza dei cittadini. Resta il mistero di cosa non ha funzionato.

28/10/2015 09:39:01

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