Notizie » SLIDER To Lose La Trak: riconoscimento nazionale

L'etichetta discografica indipendente "To Lose La Track" di Umbertide, si aggiudica il premio Mei - Pimi - Premio italiano per la Musica indipendente - come migliore etichetta indipendente. A ritirare il premio per “To Lose La Track” c'era il fondatore dell'etichetta Luca Benni. Sabato 23 novembre, presso il Teatro Bolognini di Pistoia, sono stati consegnati i premi del Mei, nell'ambito della nuova edizione di PoPistoia, presentati da Cristina Zoppa di Web Radio Rai e Federico Guglielmi, presidente della giuria del Pimi. Il comunicato del Mei, relativamente alla motivazione, recita: "To Lose La Track, faro della scena post-hardcore che da sempre presta grande attenzione al vinile", citando appunto la provenienza umbra e quindi Umbertide. Durante la stessa serata sono stati premiati anche i correggesi Gazebo Penguins, una delle band dell'etichetta, per il premio come miglior live 2013 con il disco "Raudo", sempre uscito per “To Lose La Track” a maggio del 2013. Il premio in passato è stato assegnato ad etichette indipendenti del calibro di 42 Records, La Tempesta, Trovarobato, Santeria e Homesleep fra gli altri. Per l’occasione ripubblichiamo un’intervista fatta per il Informazione Locale del mese di settembre a Luca Benni. Ha funzionato l’augurio. «Ho deciso di iniziare a pubblicare dischi quando mi sono stufato di sentire ottimi gruppi con ottime canzoni rimanere confinati nella sala prove». È stata questa la spinta che in Luca Benni, 38enne umbertidese, ha fatto nascere l’idea. L’etichetta To Lose La Track vive da otto anni grazie alla passione e dedizione del suo fondatore che se ne occupa nel tempo libero, permettendo così anche l’esistenza nel nostro territorio di un interessante aspetto del panorama musicale, quello della produzione di dischi. Luca, raccontaci storia e organizzazione della tua casa discografica: «nei primi mesi del 2005 ho deciso di provare con l'autoproduzione di alcune band locali: gli umbertidesi Dummo, i folignati Tiger! Shit! Tiger! Tiger!. L’etichetta in toto è portata avanti da me medesimo che curo ordini e spedizioni, la promozione su Internet, i social network. Mio padre, in pensione, mi aiuta a volte nella confezione dei packaging, mia sorella per le spedizioni in posta. To Lose La Track è quindi un’etichetta artigiana che si occupa di stampare musica su formati che vanno dal vinile, al cd, alla cassetta, e curare la distribuzione di questi prodotti musicali per farli arrivare nei (pochi) negozi di dischi rimasti, nei cataloghi musicali, nei siti internet specializzati e anche nei canali della musica digitale quali iTunes, Spotify e altri. A settembre arriveremo a quota 57 produzioni in vari formati, tutti dalla grafica e dal packaging curatissimi che sono anche veri e propri prodotti di design». E a cosa si deve questo curioso nome? «Oltre al gioco di parole con il cognome del pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec, il nome dell'etichetta contiene in sé il riferimento alla musica (track) e quello ai loser, ‘perdenti’, in perfetta rispondenza con un certo immaginario punk adolescenziale». Quindi quali generi di musica e quali gruppi scegli di produrre?«Dal rock- strumentale o cantato in italiano e in inglese, punk, hardcore e così via- alla musica elettronica- dalla musica 8 bit, realizzata con vecchie console e giocattoli ai SURVIVE, una band del Texas, che suona con 4 vecchi sintetizzatori impolverati, per fare un esempio-. Fra i gruppi più conosciuti: Gazebo Penguins (Correggio), Fast Animals And Slow Kids (Perugia), Minnie's(Milano), Fuzz Orchestra (Milano), Altro (Pesaro), Girless And The Orphan (Rimini),Crash Of Rhinos (Manchester,UK)».Concentrandoci sul  nostro territorio, come pensi sia la realtà musicale umbertidese? Credi che l’etichetta aiuti a tenerla viva assieme alle altre attività collegate, tipo l’Italian Party? «Nel nostro territorio, oggi come in passato, c'è molta omologazione perché spesso manca nei ragazzi la curiosità di mettere il naso fuori dagli schemi, di andare oltre quello che propinano le radio e i canali musicali tradizionali. Io e gli altri ragazzi con cui organizziamo eventi contribuiamo sicuramente a tenere Umbertide su una mappa italiana fatta di concerti musicali ed eventi culturali importanti. Da 10 anni a questa parte abbiamo contribuito a portare in loco musicisti di respiro internazionale. Quest'anno alla tredicesima edizione dell'Italian Party, l'annuale festival dell'etichetta, al parco Ranieri c'era come sempre gente venuta da tutta Italia e un po' di ragazzi da fuori confine. Ma si sa, noi umbertidesi siamo un po' lenti a recepire quello che di buono abbiamo in casa». Sei un’occasione per avere una testimonianza su difficoltà e soddisfazioni di una casa discografica nell’era della musica scaricata da internet: «investire dei soldi nella musica oggi è molto complicato, visto che la vendita dei supporti fisici è crollata. Noi ci rivolgiamo però agli appassionati di musica, non agli ascoltatori casuali. Persone che capiscono l'importanza di supportare una band e un’etichetta anche acquistando il prodotto musicale. Anche perché l'obiettivo è sempre quello di pareggiare le spese affrontate per la stampa di un disco in modo da poter reinvestire su altra buona musica. Oltretutto molti dei nostri dischi sono ascoltabili e scaricabili gratuitamente in MP3 dal sito www.toloselatrack.org». Prossimi progetti? «A fine settembre arriveranno in Italia per 5 date gli inglesi Crash of Rhinos con i quali abbiamo lavorato per la realizzazione del secondo album Knots: sono una band che merita davvero. Poi a ottobre uscirà il nuovo album dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger! con i quali contiamo di tornare in tour negli USA a primavera del 2014!».   Cristina Caponeri  

01/12/2013 21:21:05

Notizie » SLIDER Ricostruire i luoghi della memoria a Umbertide

Storia, memoria e arredo urbano. Il rapporto tra queste dimensioni significa far emergere l’identità di una comunità. Ciò sta avvenendo ad Umbertide dove è stata lanciata l’idea del recupero e della valorizzazione delle opere che hanno segnato la storia della città, come il camino della vecchia fornace e la fontana della Lira. L’argomento è stato oggetto di discussione dell'ultima seduta di Consiglio Comunale. Il consigliere del Pdl Antonio Molinari ha infatti presentato un'interrogazione, sollecitando l'Amministrazione Comunale a ricostruire il camino della vecchia fornace, testimonianza delle origini del luogo, e a riposizionare in piazza del Mercato o nelle sue immediate vicinanze la fontana della Lira. In merito alla fontana, il sindaco Marco Locchi ha risposto che l'opera è stata smontata per consentire i lavori di riqualificazione di piazza del Mercato ed attualmente è conservata presso il magazzino comunale in attesa di essere rimontata in altro luogo. Inoltre ha invitato la Terza commissione a valutare una possibile nuova localizzazione visto che l'attuale conformazione della piazza e il fossato creato attorno alle mura rendono non consono il suo riposizionamento in quel luogo, facendo presente anche che il montaggio comporterà un costo ancora da quantificare. Per quanto riguarda la fornace, nel piano urbanistico approvato è già inserita la realizzazione ex novo di un edificio a destinazione commerciale-direzionale contraddistinto architettonicamente dagli elementi peculiari della vecchia fornace, tra cui l'antica ciminiera. Il lotto comprendente l’edificio non è stato però ancora attuato e l’intervento, di natura privata, è regolato dalla convenzione urbanistica in essere con scadenza nel gennaio 2015. Siamo sicuri che questo ulteriore intervento non svuoti ancor più un pezzo di archeologia industriale da salvaguardare e, soprattutto, moltiplichi la furia iconoclasta dell’ecomostro?

01/12/2013 21:01:52

Notizie » SLIDER Cordoglio in città per la scomparsa di Amedeo Massetti

Svuotati; Umbertide da oggi ha qualcosa di meno e, forse, non saremo più gli stessi. Almeno noi che abbiamo condiviso con Amedeo Massetti progetti, eventi e tante speranze. Come giornale e come Gruppo giornalisti locale piangiamo, insieme all’Ordine regionale giornalisti, la scomparsa di Amedeo Massetti , collega valente a lungo impegnato negli organismi dirigenziali della categoria. Apprezzato  e valente giornalista innamorato della sua professione aveva dala sua una rara umanità. Dipendente comunale e tanti interessi. L’impegno sindacale, nella Uil prima, nell’Asu e nel Gus, poi, come giornalista pubblicista. L’impegno civile nella Pro Loco (ne era stato uno dei promotori quando il sodalizio era particolarmente attivo negli Anni Settanta e Ottanta del secolo scorso), e nel Gruppo Giornalisti Umbertidesi, del quale era stato fondatore ed oggi convinto sostenitore. La musica, coltivata suonando diversi strumenti in formazioni locali, nelle bande di Umbertide e Montone. Ma anche la fotografia. Con a sua macchina ha immortalato  tutti gli avvenimenti degli ultimi quarant’anni e realizzato un archivio cartaceo di rara completezza. Si era poi dedicato anima e corpo alla ricerca storica. Un vero interprete di documenti e rigoroso cultore della verità. Tra gli ideatori ed i redattori del Calendario di Umbertide e di “Umbertide Cronache”,il periodico dell’amministrazione comunale che aveva contribuito a fondare. Aveva scritto il libro, che rappresenta un punto fermo nella ricostruzione delle vicende dentro e intorno alla banda cittadina. Appassionato della Umbertide, alla quale era legatissimo, per la quale si è speso sempre in maniera spassionata, nelle ultime settimane aveva stretto i denti per terminare la raccolta di documenti sull'arrivo della corrente elettrica in città, cento anni fa. Diede anche un contributo essenziale alla nuova toponomastica nel centro storico, con le tabelle descrittive dei personaggi storici locali e di quelle dell’Umbertide Storica, con la descrizione dei monumenti esistenti e di quelli che non esistono più. Girando poi per le biblioteche, aveva scoperto a Perugia un raro manoscritto di Costantino Magi “Fratta perugina descritta da Costantino Magi da detto luogo, medico, fisico, e cittadino perugino” su cui aveva iniziato a lavorare insieme a don Pietro Vispi che ne curava la traduzione. Purtroppo la malattia non gli ha permesso di portare a compimento questo lavoro a cui teneva moltissimo. Questo era Amedeo Massetti che della riservatezza e della discrezione aveva fatto il proprio stile. E che domani, venerdì alle 15, nella chiesa di San Francesco, Umbertide saluterà con grande commozione e gratitudine.

28/11/2013 20:54:00

Notizie » SLIDER Disturbi alimentari: oltre 160 le visite al Centro di Umbertide

Malattie come anoressia e bulimia nonché tutta una serie di patologie non catalogate (che vanno sotto il nome di Ednos: “Eating Disorders Not Otherwise Specified”) colpiscono un numero ancora molto elevato di adolescenti e donne. Secondo i dati appena diffusi dalla Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca), in Italia lo 0,5% delle giovani tra i 12 e i 25 anni soffrirebbe di anoressia, tra l’1% e il 2% di bulimia e una percentuale che sta tra il 5% e il 6% ricadrebbe tra le vittime dei cosiddetti Ednos. Per quanto riguarda la nostra città i dati confermano il trend nazionale: sono oltre 160 le visite effettuate presso l'ambulatorio per la cura dei disturbi del comportamento alimentare di Umbertide che hanno riguardato soprattutto adolescenti e giovani adulte, ma l'obiettivo è quello di potenziare ancora di più il servizio, attivando uno specifico “day service” presso il reparto di Medicina dell’ospedale cittadini. I dati sono stati illustrati questa mattina al Centro socio-culturale San Francesco in occasione del Corso di formazione “Disturbi del comportamento alimentare - Linee Guida regionali per l'appropriatezza della diagnosi e della cura delle persone affette da DCA” promosso e organizzato dalla Direzione regionale Salute, Coesione sociale e Società della conoscenza in collaborazione con il Gruppo regionale tecnico multidisciplinare sui disturbi del comportamento alimentare. L'ambulatorio per la cura dei DCA è stato inaugurato il 9 settembre scorso al Centro salute di largo Cimabue, è coordinato dal Distretto Alto Tevere dell'Asl 1 in sinergia con il Dipartimento di salute mentale e i servizi di età evolutiva di Città di Castello e Gubbio e diretto dalla dottoressa Laura Dalla Ragione.

27/11/2013 14:54:28

Notizie » SLIDER Petizione civica: stop a Piazza Mazzini

Il Comitato cittadino “Per il Centro cittadino” e Umbertide Aperta promuovono una petizione per il ripristino di Piazza Mazzini nella sua viabilità e nella sua originaria dimensione di spazio aperto, nell’intento di restituire funzionalità, percorribilità, vivibilità ed attenzione al centro cittadino. Oltre che per l’oggetto, già di per sé importante, l’iniziativa si caratterizza per lo strumento adottato: la petizione, un istituto di partecipazione popolare previsto dall’articolo 18 dello Statuto del Comune di Umbertide, utilizzato per la prima volta. La raccolta di firme, già partita, verrà organizzata cercando di condividere con il maggior numero di persone possibile una serie di proposte rivolte alla valorizzazione del centro storico cittadino, frutto di una iniziativa partecipata con professionisti e cittadini. Il documento sarà quindi portato attraverso il Consigliere Luigino Orazi alla attenzione del Consiglio Comunale, peraltro mai coinvolto nella modifica urbanistica che ha stravolto Piazza Mazzini. Dunque, affermano i coordinatori di Umbertide Aperta, Roberto Tullini e Alessio Tardocchi, “innovazione nella proposta, nello stile e nei metodi democratici. Ciò che ad Umbertide serve per recuperare un confronto ed una dimensione partecipativa utili ad elevare la qualità dell’attività amministrativa”. L’iniziativa trae origine dalla necessità di ripensare la città in modo unitario, a partire dal suo “centro”. “Il piano di valorizzazione e di rilancio del centro storico cittadino – affermano i coordinatori di Umbertide Aperta - deve innanzitutto essere inquadrato in un nuovo disegno urbanistico che recuperi la frammentazione che oggi caratterizza Umbertide restituendo sistematicità ad un tessuto cittadino privo di continuità e collegamento. Pertanto – aggiungono Tullini e Tardocchi - gli interventi da realizzare nel e per il centro storico, non riducibile alla Piazza Matteotti, non possono essere fine a se stessi, ma debbono essere inquadrati in un progetto complessivo che abbia una sua precisa logica ed identità, che rispetti un preciso criterio, che dia uno stile omogeneo ed un immagine globale in particolare al cuore del centro storico stesso, valorizzandone le tante e nascoste particolarità. Un progetto in grado di coniugare l’aspetto urbanistico con la funzionalità degli spazi”.   Oltre al ripristino di Piazza Mazzini nella sua dimensione originaria di spazio aperto, Umbertide Aperta propone di utilizzare Piazza del Mercato (sotto la Rocca) per una tipologia commerciale tipica e di qualità, salvaguardandone il pregio. Di spostare il mercato del mercoledì sulle piazze e sulle vie del centro storico, definendo un percorso che si sviluppa attraverso tutta l’area adiacente Piazza Matteotti e fino a Piazza Marconi, recuperando in tal modo il parcheggio su Piazza Caduti del Lavoro. Di restituire a Piazza XV aprile la sua naturale dimensione di luogo della memoria, anche in vista del settantesimo anno della commemorazione. Di iniziare uno studio di fattibilità per il recupero dell’Umbertide sotterranea, vero giacimento culturale e con potenzialità turistico museale.   Altre proposte: realizzare un parcheggio nell’area del “pratino” della Piattaforma senza alterarne l’aspetto naturale; realizzare un parco giochi per bambini all’interno della Piattaforma; potenziare il programma di iniziative previste in Piazza Matteotti (es. mercato del sabato, eventi musicali ….) attraverso una efficace collaborazione tra amministrazione e commercianti; mettere a norma l’intera area rispetto alla accessibilità (ad es. applicare materiale antiscivolo sulle passerelle in legno; dotare le scale di mancorrenti); realizzare passaggi pedonali a norma ed adottare una soluzione che consenta anche a persone diversamente abili di accedere al percorso Reggia / Tevere; costruire una scala lato Tevere per risalire dal percorso Reggia.

26/11/2013 15:59:47

Notizie » SLIDER Le cave a Umbertide

Quattro cave e un monte. Stravolgendo il titolo di una famosa pellicola, in questo numero del nostro periodico vogliamo porre l’attenzione di voi lettori/ cittadini, sulla situazione delle cave presenti a Monte Acuto che si uniscono alle oltre 120 cave. Due di esse, ancora funzionanti, stanno terminando la concessione, mentre altre due, quelle più visibili da Umbertide, sono completamente dismesse. Infatti da parecchio tempo le cave di Podere Colle e di Bucaia sono lì, immobili, abbandonate a loro stesse, e l’occhio del cittadino ne risente, vedendo la “sua” montagna sventrata, ferita. Ma come vengono date le concessioni per aprire un giacimento? Il Piano Regionale delle Attività Estrattive ci informa che: «L’autorizzazione all’esercizio dell’attività di cava è rilasciata dal Comune competente per territorio che approva il progetto definitivo nel rispetto delle limitazioni e prescrizioni eventualmente impartite in occasione dell’accertamento o della successiva valutazione di impatto ambientale». Prima di dare la parola ai tecnici interpellati sulla questione, spieghiamo brevemente come si dividono le cave. Vi sono due tipi di cava: su roccia e alluvionale. Le quattro di Monte Acuto, sono tutte su roccia, mentre quelle alluvionali sono tipiche delle zone di pianura. Mentre sulle cave di montagna viene estratta roccia, in quelle di pianura, per lo più, vengono tratte fuori ghiaie e sabbie da utilizzare per scopo edilizio poiché servono per la fabbricazione di mattoni. E’ bene ricordare che oltre alle cave di montagna, sul territorio del comune di Umbertide, sono presenti anche cave di pianura. Dopo questa breve spiegazione, ritorniamo alla questione delle cave di Monte Acuto. Esse sono state incluse nel progetto per l’ampliamento del Sito d’Interesse Comunitario della Valle del Torrente Nese, che ha interessato anche le aree di Monte Acuto e di Monte Corona, esposto lo scorso luglio dal Comune di Umbertide. Il progetto ha posto l’accento sulla questione delle riconversione dei giacimenti dismessi, ipotizzandoli come luoghi di studio geologico e geomorfologico. Ma sentiamo ora il parere di due geologi- Francesco Brunelli e Giovanni Natale- per fornirci una spiegazione dettagliata sulla situazione delle cave dismesse presenti sul nostro monte. Francesco Brunelli ci informa che: «Nel territorio comunale di Umbertide sono presenti due cave attive e due dismesse; tutte le cave sono collocate entro la dorsale di Monte Acuto – Monte Tezio, per ovvie ragioni legate alla natura dei materiali coltivati (calcari). In particolare, interessano direttamente il rilievo di Monte Acuto le due dismesse, quella di Podere Colle, ben visibile dal centro abitato di Umbertide e quella di Bucaia, lungo la strada per Preggio; sono anche presenti altre situazioni, riferibili ad estrazioni temporanee, che non hanno impatti significativi sul territorio, impatti ben diversi presentano le due in questione ». Passando all’analisi delle due cave dismesse Brunelli spiega che: «La cava di Podere Colle, presenta un fronte verticale alto quasi 80 m. , per cui non può essere rinverdita, in quanto un eventuale recupero sarebbe possibile solo arretrando in fronte dandogli una pendenza molto minore. Lo stesso si può dire per la cava di Bucaia, coltivata con il vecchio tipo a gradoni, con fronte di pendenza lievemente inferiore. Anche in questo caso, sarebbe possibile un recupero arretrando il fronte e adottando  la tecnica della “microgradonatura”, con la quale si  realizzano fronti di scavo con pendenze minori, come avviene nelle altre cave presenti nel territorio comunale alle pendici del nostro monte. In questi casi, il recupero è imposto dall’ambito di destinazione del Piano Regolatore del Comune di Umbertide, essendo le cave sono comprese in ambiti di ricomposizione paesaggistica; e ciò implica che quando una ditta presente una richiesta di aprire una cava, già sa di dover documentare un reinserimento paesaggistico che sarà periodicamente controllato (la sorveglianza è competenza della Provincia)». Nel discorso concernente le autorizzazioni il geologo ha dichiarato che: «esse devono essere presentate al Comune in base ad uno specifico regolamento Regionale ».  Passando al progetto di riconvertire le cave a luogo di studio, Brunelli è di parere favorevole: «Visto che le due cave dismesse si trovano in ambito di notevole interesse ambientale, sia dal punto di vista naturalistico (collocandosi all’interno di un Sito di Interesse Comunitario) che paesaggistico, vista l’impossibilità tecnico-economica di un ripristino, è una buona idea quella di utilizzare le cave dismesse sul territorio di Monte Acuto per scopo didattico.”  Per quanto riguarda il tema della riconversione, il dott. Brunelli ha affermato che: “Qualche anno fa ho coordinato un progetto di ripristino che prevedeva un riutilizzo della cava di Podere Colle come “test site”, un  sito dove poter testare tecniche e materiali per il recupero di siti estrattivi , erano anche interessate le maggiori ditte produttrici di materiali per i recuperi ambientali, ma per diversi motivi questo progetto non è stato portato avanti. La cava di Bucaia, invece, previa messa in sicurezza di una porzione, può essere utilizzata a fini didattici, in quanto la coltivazione- conclude il geologo- ha messo in evidenza una buona esposizione di rocce della serie umbra (e mi sembra ci siano già ipotesi di lavoro in questo senso)». Passiamo ora a Giovanni Natale. Egli ci spiega che: «Una cava rappresenta sempre un vulnus  per l’ambiente e per il paesaggio che la circonda, perché si elimina sempre qualcosa senza lasciar spazio alla rinascita del suolo. Questo almeno è quello che è avvenuto in passato sulle cave anche del nostro territorio. In casi eccezionali- prosegue il dott. Natale- può essere drenata pure l’acqua di falda in modo irreparabile, perché avviene un cambio totale del gradiente idraulico. Altri problemi possono essere rappresentati dalle polveri sollevate dalle attività di cantiere, dai rumori o la stessa sicurezza dei lavoratori, la distruzione o modifica dell’habitat di specie animali, la distruzione di emergenze archeologiche importanti per l’attività turistica e così via. Nell’ambito ambientale/paesaggistico, quindi, possiamo dire che in fase di progetto devono essere intraprese delle indagini geologiche, geomorfologiche, strutturali ed ecologiche affinché il vulnus sia il minore possibile ». A riguardo della lavorazione effettuata negli anni passati sulle nostre cave di montagna, il geologo ha affermato che: «Nel caso del nostro monte Acuto, dal punto di vista paesaggistico vi è un impatto enorme e quindi potevano essere adoperate varie tecniche di mitigazione che oggi sono sempre più sofisticate, come ad esempio adottare una struttura a gradoni, facendo partire dall’alto con lo scavo e approfondire mediante una “quinta di mascheramento”, ovvero una zona che non fa vedere il cantiere. Passando ai modi di riconversione può essere usato l’ambientamento per lotti successivi, dove si deve procedere allo scavo del nuovo lotto riambientando il lotto precedente. Un altro grande impatto per l’ambiente è dato dalle “piste di arroccamento” per i mezzi di cantiere che sono molto grandi. Per evitare ciò- conclude Natale- possono essere adoperate delle tecniche particolari per effettuare il trasporto dei materiali ricavati dal giacimento in tunnel». Per quanto riguarda le concessioni, il dott. Natale ci informa che: «esse sono stabilite dal Piano e dal Regolamento Regionale della cave, che prevede i quantitativi di materiale che possono essere estratti, le tipologie, i metodi e le forme di rinnovo delle concessioni». In merito alla proposta inserita nell’ampliamento dell’area SIC, secondo la quale le cave dismesse diverrebbero un luogo di studio, il geologo ha dichiarato: « Dopo che un “addetto ai lavori” le ha fotografate, filmate, raccolto materiali per le analisi in laboratorio nei vari strati, e ricavato tutte le informazioni utili sarebbe più opportuno un utilizzo diverso, ad esempio il riempimento della cavità con terre e rocce naturali (non contaminate) risultanti dai vari cantieri edili o stradali della zona, tra l’altro previste per legge. Per l’uso didattico, nel nostro territorio,- prosegue Natale- le aree disponibili al di fuori delle aree di cava sono molte e a costo zero, mentre attrezzare un’area di cava è sempre molto costoso ad esempio per il rischio di caduta massi o per altri problemi ». Infine, ritornando sul discorso della riconversione, il dott. Natale ha affermato che: «Le opportunità sono offerte qualche volta dalla stessa natura e dal tempo, come ad esempio la cava di Vocabolo Montacuto, che in parte ha mitigato il suo impatto visivo negli anni anche grazie al colore scuro della roccia ». Alessandro Minestrini

26/11/2013 15:50:32

Notizie » SLIDER Prosperius: un modello europeo da esportare

L’Istituto di riabilitazione Prosperius Tiberino diventa un modello per la sanità maltese. Questa mattina infatti il centro umbertidese ha ricevuto la visita di una delegazione dello stato di Malta, per conoscere più da vicino il funzionamento dell’istituto di riabilitazione e la sua natura pubblico-privata. Erano presenti per il Prosperius l'amministratore delegato prof. Mario Bigazzi, il presidente del Consiglio di amministrazione dott. Domenico De Salvo, il direttore sanitario dott. Marco Caserio, il direttore amministrativo dott. Giovanni Da Campo e il sindaco facente funzioni Marco Locchi, in rappresentanza del Comune di Umbertide. Va ricordato che nel Prosperius sono compresenti le quattro fasi dell'attività sanitaria di riabilitazione previste dalle più recenti norme emanate dal Ministero della Salute. Qui la presa in carico globale del paziente non è una formula ma una scelta terapeutica articolata.   All'approccio multidisciplinare, indispensabile per un progetto riabilitativo individuale, si affianca una speciale cura nelI'offrire ambienti accoglienti e famigliari. La capacità è cresciuta fino a poter trattare fino a 200 pazienti ricoverati e ambulatoriali e sono state rese disponibili nuove attrezzature tecnologicamente all'avanguardia.   La visita della delegazione maltese si spiega per questo approccio innovativo. La visita poi fa seguito ai nuovi impegni presi dal Governo locale nel settore del sociale e finalizzati alla promozione di housing sociale e di strutture che vedono la compartecipazione tra pubblico e privato ma potrebbe costituire anche un primo passo verso nuove forme di collaborazione tra la sanità umbertidese e il Paese mediterraneo. L’Istituto Prosperius è stato preso come modello da cui prendere esempio visto che la struttura vede la presenza di una parte pubblica – Comune di Umbertide e Asl 1 – in qualità di soci di minoranza e di una parte privata, l’azienda fiorentina Prosperius SpA in qualità di socio di maggioranza. Come spiegato ai maltesi dal dott. De Salvo, l’Istituto Prosperius nacque 15 anni fa da un’idea del Comune di Umbertide che, in seguito al ridimensionamento a cui era stato sottoposto l’ospedale cittadino, avanzò l’idea di convertire parte del nosocomio in un istituto di riabilitazione. Per la prima volta il pubblico decise di aprire al privato e tale scelta si rivelò ben presto vincente visto che oggi il Prosperius conta ben 111 posti letto, rispetto ai 30 iniziali, per la riabilitazione ortopedica e neurologica di pazienti provenienti per il 65% da fuori regione.  

26/11/2013 15:46:25

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