Notizie » Società Civile Domenica 20 dicembre ai Riuniti “La ridiculosa historia de Pulcinella cornuto immaginario”

Sarà la compagnia tifernate “Accademia creativa” ad inaugurare domenica 20 dicembre la stagione  2015/2016 del Teatro dei Riuniti con “La ridiculosa historia de Pulcinella cornuto immaginario”. Inizialmente il cartellone prevedeva l'anteprima nazionale del nuovo spettacolo di Marina Massironi che per, per motivi organizzativi, è stato posticipato al mese di maggio, in chiusura della rassegna. Domenica 20 dicembre quindi, alle ore 21, sarà la volta della commedia dell'arte di Molière con l'Accademia Creativa che proporrà “La ridiculosa historia de Pulcinella cornuto immaginario”, tratto dallo “Sganariello cornuto immaginario” del commediografo francese, per la regia di Francesco Facciolli. I Comici dell’Arte hanno consegnato alla storia del teatro il loro fermento e un genere creativo che non trova riscontro in altre forme teatrali: un genere trasgressivo, liberatorio, in cui la comicità, l’ilarità, il sarcasmo, lo sberleffo, l’ironia sono il pane che alimenta lo spettatore. I Comici dell’Arte hanno cambiato il rapporto tra attore e spettatore, arricchendolo e facendo riscoprire la differenza tra esserci e partecipare. Questa è la molla che ha mosso l'Accademia creativa che proporrà uno spettacolo dove il ritmo e la musicalità la fanno da padroni. Il testo fonde antichi canovacci dei commedianti dell’arte, con la commedia di Molière “Sganarello” il quale a sua volta aveva “attinto” alla stessa fonte. Insomma un girotondo di contaminazioni e di interferenze che rende lo spettacolo originale ma tradizionale allo stesso tempo. Lo spettatore si trova catapultato in un immaginario nel quale smette il suo ruolo passivo ed entra attivamente a far parte dello spettacolo dove niente è definito, nulla è fisso e l’improvvisazione e la partecipazione ogni volta determinano nuovi scenari ed imprevedibili finali. Per informazioni e prenotazioni contattare il botteghino del teatro al numero 075 9412697. 

16/12/2015 22:06:09 Scritto da: Eva Giacchè

Salva-banche, appello congiunto dei sindaci dell'Altotevere: “Tutelare i piccoli investitori ed azio

“La situazione di piccoli investitori e dei piccoli azionisti degli istituti di credito interessati, loro malgrado, dal decreto Salva-banche non può essere liquidato come una conseguenza dell’azzardo implicito a quel tipo di titoli ma merita una valutazione ulteriore da parte del Governo nell’ambito di una vicenda che genera un trattamento impari e provoca una perdita economica, spesso consistente, in soggetti completamente estranei agli organismi dirigenti delle banche fallite” dichiarano i sindaci degli otto comuni dell’Alto Tevere Umbro. Luciano Bacchetta per Città di Castello, Marco Locchi per Umbertide, Paolo Fratini per San Giustino, Giuliana Falaschi per Citerna, Letizia Michelini per Monte Santa Maria Tiberina, Mirko Ceci per Pietralunga, Mirco Rinaldi per Montone, Gianluca Moscioni per Lisciano Niccone in una nota comune fanno appello ai rappresentanti locali a Roma: “Ci rivolgiamo ai parlamentari perché sensibilizzino i colleghi e si attivino presso il Governo in vista di una soluzione che alleggerisca il contributo di chi ha obbligazioni subordinate e titoli azionari al risanamento degli istituti in fallimento e permetta ai piccoli e medi clienti coinvolti di non perdere quelli che spesso sono i risparmi di una vita. Se la normativa europea, applicata nel caso di Carife, Cari Chieti, Banca delle Marche e Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, vieta aiuti di stato, nessuna legge prescrive di equiparare nelle responsabilità la governance di una banca ai suoi clienti, costretti a pagare un prezzo troppo alto per la loro fiducia mal riposta. In questo senso valutiamo positivamente l’idea di istituire una commissione parlamentare che lavori, parallelamente alla magistratura e agli organismi di controllo, per fare luce sull’intera vicenda e dare un nome a chi ne ha determinato l’esito finale”.

16/12/2015 21:56:52 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Salva-banche, appello dei sindaci dell'Altotevere: “Tutelare i piccoli investitori ed azionisti"

“La situazione di piccoli investitori e dei piccoli azionisti degli istituti di credito interessati, loro malgrado, dal decreto Salva-banche non può essere liquidato come una conseguenza dell’azzardo implicito a quel tipo di titoli ma merita una valutazione ulteriore da parte del Governo nell’ambito di una vicenda che genera un trattamento impari e provoca una perdita economica, spesso consistente, in soggetti completamente estranei agli organismi dirigenti delle banche fallite” dichiarano i sindaci degli otto comuni dell’Alto Tevere Umbro. Luciano Bacchetta per Città di Castello, Marco Locchi per Umbertide, Paolo Fratini per San Giustino, Giuliana Falaschi per Citerna, Letizia Michelini per Monte Santa Maria Tiberina, Mirko Ceci per Pietralunga, Mirco Rinaldi per Montone, Gianluca Moscioni per Lisciano Niccone in una nota comune fanno appello ai rappresentanti locali a Roma: “Ci rivolgiamo ai parlamentari perché sensibilizzino i colleghi e si attivino presso il Governo in vista di una soluzione che alleggerisca il contributo di chi ha obbligazioni subordinate e titoli azionari al risanamento degli istituti in fallimento e permetta ai piccoli e medi clienti coinvolti di non perdere quelli che spesso sono i risparmi di una vita. Se la normativa europea, applicata nel caso di Carife, Cari Chieti, Banca delle Marche e Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, vieta aiuti di stato, nessuna legge prescrive di equiparare nelle responsabilità la governance di una banca ai suoi clienti, costretti a pagare un prezzo troppo alto per la loro fiducia mal riposta. In questo senso valutiamo positivamente l’idea di istituire una commissione parlamentare che lavori, parallelamente alla magistratura e agli organismi di controllo, per fare luce sull’intera vicenda e dare un nome a chi ne ha determinato l’esito finale”.

16/12/2015 21:56:52 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile Domenica 20 dicembre assemblea dell'Avis e consegna delle benemerenze

Si terrà domenica 20 dicembre presso il Centro socio-culturale San Francesco l'annuale assemblea dei soci Avis di Umbertide, durante la quale verranno consegnate le tradizionali benemerenze. Si comincia alle ore 9 con la celebrazione della santa messa per poi proseguire alle ore 10 con l'assemblea che si aprirà con l'esposizione della relazione della presidente Fiorella Belia, dopodiché si procederà a consegnare le benemerenze ai donatori che hanno effettuato più donazioni di sangue. Quest'anno sono ben 159 i donatori premiati con le varie benemerenze: rame (8 donazioni), argento (16 donazioni), argento dorato (40 donazioni), oro (50 donazioni), oro con rubino (75 donazioni) e oro con smeraldo (100 donazioni). Tra i premiati anche 6 donatori che hanno tagliato il fatidico traguardo delle 100 donazioni e 5 che hanno raggiunto le 75 donazioni. Al termine dell'assemblea sarà inoltre possibile ammirare il presepe allestito presso la sede Avis e ritirare la tradizionale strenna natalizia. “Quest'anno abbiamo riscontrato un calo del numero delle donazioni, dato che purtroppo ha caratterizzato tutta l'Umbria – ha spiegato la presidente Belia –Nonostante questo però abbiamo registrato ben 57 nuovi donatori che sono andati ad incrementare i numeri già lusinghieri della nostra associazione, grazie anche alle campagne di sensibilizzazione rivolte a promuovere l'importanza di donare sangue soprattutto tra i più giovani”.

10/12/2015 16:57:23 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica M5S: NO AI BOTTI!

Riceviamo e pubblichiamo Il Movimento 5 Stelle ha presentato una richiesta al Sindaco di Umbertide affinché si attivi per l’emanazione di un’ordinanza che vieti l’utilizzo di botti o petardi sul territorio del Comune di Umbertide per il periodo delle festività di fine anno, con l’eccezione per gli artifici pirotecnici solo figurativi che non producono emissione di rumori assordanti, prevedendo sanzioni adeguate per scoraggiarne i trasgressori. È diffusa anche nel nostro territorio la consuetudine di festeggiare le festività natalizie, e in particolare il Capodanno, con il lancio di petardi e di botti di vario genere, che oltre a provocare una serie di conseguenze per la quiete pubblica, la sicurezza e l’incolumità delle persone, spesso sono causa di atti vandalici. Inoltre l’uso degli stessi “botti”terrorizzano gli animali domestici, i quali, dotati di un apparato uditivo molto più sensibile di quello umano e spaventati dai forti rumori, sono indotti a reazioni istintive incontrollate, come gettarsi nel vuoto dai terrazzi, strozzarsi nel tentativo di divincolarsi dalla catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo in serio pericolo la propria incolumità e quella degli altri. Le stesse associazioni animaliste per quanto divulghino da anni consigli su come tutelare i propri animali domestici nei momenti di intenso utilizzo di artifici pirotecnici, non riescono a far fronte a questo massacro che si consuma ad ogni festività. In tantissimi Comuni sono state emesse ordinanze a tale scopo, prevedendo sanzioni pecuniarie per i trasgressori. Va precisato che i Comuni, in base alla vigente normativa, non hanno la possibilità di vietare, in via generale ed assoluta, la vendita sul proprio territorio degli artifici pirotecnici negli esercizi a ciò abilitati, il Sindaco comunque può adottare provvedimenti contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. In questo caso l’emanazione di un’ordinanza è un atto di responsabilità per tutelare l’incolumità pubblica, di sensibilità verso gli animali, domestici e non, e garantisce di preservare tutto il territorio da spiacevoli conseguenze.    

10/12/2015 16:52:35 Scritto da: Eva Giacchè

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