Notizie » Politica Galmacci risponde al comunicato sulla sicurezza

Riceviamo e Pubblichiamo Galmacci di Forza Italia risponde al comunicato sulla Sicurezza divulgato dall'Amministrazione comunale e dice " Il Comune sulla Sicurezza cittadina afferma di "aver messo in atto tutto il possibile". Non basta: il Comune, sul tema Sicurezza, dovrebbe anche ammettere di aver fatto poco o nulla finora: infatti si è preferito spendere soldi su altre opere non certo urgenti e utili solo a far tagliare nastri a qualcuno. Il progetto "telecamere", personalmente richieste già da 5 anni con tanto di interrogazioni in consiglio comunale, ancora non è stato realizzato per "mancanza di fondi" ! Anche la costruzione di una nuova Caserma non è stata fatta. C'è di più: i nostri Vigili Urbani, a differenza degli altri Comuni, non sono nemmeno dotati di armi da difesa personale, cosa per altro prevista e obbligatoria "per legge" . Cosa si aspetta a farlo ? Cosa potrebbe accadere se, malauguratamente, uno di loro venisse in qualche modo offeso e ferito durante i controlli che dovrebbero fare e che forse ora non fanno in quanto disarmati ? L'amministrazione quindi ammetta e  ripari  i danni fatti in precedenza non dimenticando che in cima ai "bisogni dell'uomo" , subito dopo il cibo e la salute, c'è la SICUREZZA  ovvero quello che tutti i cittadini, di destra, centro e di sinistra vogliono. Va ricordato anche che a sinistra ci fu chi osteggiò  il potenziamento delle telecamere rallentandone l'iter di acquisto; il tutto solo per opporsi ciecamente e aprioristicamente a chi invece richiedeva soltanto più controlli e più sicurezza. Fu lo stesso che affermò di non volere che Umbertide, definita allora isola felice diventasse città militarizzata: avendo in parte cambiato aria, speriamo che abbia anche cambiato idea e che ora capisca ciò che gli umbertidesi oggi pretendono

18/01/2016 18:52:49

Attualità » Primo piano Presentato il Calendario storico di Umbertide

E' stata presentata sabato pomeriggio presso il Museo Santa Croce l'edizione 2016 del Calendario storico di Umbertide, che nei prossimi giorni arriverà nelle case di tutti gli umbertidesi. Erano presenti il sindaco Marco Locchi, l'assessore alla Cultura Raffaela Violini, l'ideatore e curatore del calendario Adriano Bottaccioli e il coordinatore Fabio Mariotti. Il Calendario 2016 quest'anno ha festeggiato i suoi primi 25 anni di vita con un'edizione dedicata al tema dell'emigrazione degli umbertidesi nel mondo: pagina dopo pagina, mese dopo mese, si susseguono le storie di chi, a cavallo tra la fine dell'Ottocento e gli anni Sessanta, ha salutato i propri affetti per andare alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore: Argentina, Brasile, Stati Uniti, ma anche Francia, Germania, Svizzera i Paesi che hanno accolto gli umbertidesi emigranti che in queste terre lontane hanno spesso fatto fortuna, mettendo a frutto le loro abilità e competenze di manovali, artigiani e contadini. Un'emigrazione diversa da quella disperata che purtroppo oggi la cronaca ci racconta quotidianamente, ma comunque sofferta e dolorosa; c'è chi non ce l'ha fatta ed è tornato indietro e chi invece è riuscito a costruirsi una nuova vita, senza dimenticare però la sua terra natale e chi invece, dopo anni trascorsi all'esterno, ha deciso di tornare, riportando a casa, oltre ai ricordi, anche un immenso patrimonio di conoscenze che ha contribuito allo sviluppo sociale di Umbertide. Ogni mese del calendario è dedicato ad alcuni personaggi, più o meno noti, di umbertidesi emigrati all'estero, corredati da materiale fotografico messo a disposizione dai cittadini, che hanno contribuito in maniera sostanziale alla realizzazione del calendario, mentre le ultime pagine raccontano l'emigrazione dei nostri giorni, con le storie di molti giovani, spesso laureati, che in Italia non riescono a trovare la propria strada ma che all'esterno hanno saputo distinguersi nei più svariati settori. Tutte le foto raccolte dalla redazione sono andate a costituire una mostra allestita presso il Museo Santa Croce, che sarà aperta anche alle scuole, ma l'idea è quella di continuare a reperire materiale fotografico e documentario al fine di dare vita ad un archivio della storia dell'emigrazione degli umbertidesi. “Quello dell'emigrazione è un fenomeno che ha coinvolto molti nostri concittadini per circa un secolo e che anche oggi vede tanti giovani partire alla ricerca di una vita migliore – ha affermato l'assessore Violini – Il nostro intento è quello di dare vita ad un archivio, di cui le foto in mostra a Santa Croce costituiscono soltanto una prima parte, per dare un giusto riconoscimento a chi con sacrificio ha contribuito alla crescita sociale della nostra comunità”. “E' un calendario che fa riflettere su un tema purtroppo tristemente attuale quale è quello dell'emigrazione e che ci mostra quanto le condizioni di vita degli emigranti siano nel tempo peggiorate – ha concluso il sindaco Locchi – E' un tema importante che dà sicuramente lustro al Calendario storico di Umbertide ed in particolare alla sua 25esima edizione, e per questo intendo ringraziare tutti coloro che vi hanno lavorato e in particolare l'ideatore Adriano Bottaccioli, che insieme a Mariotti faceva parte già del gruppo di redazione della prima edizione del calendario, la Digital editor per la stampa e soprattutto tutti gli umbertidesi che lo hanno reso vivo mettendo a disposizione le loro foto e la loro storia”. 

18/01/2016 18:49:42

Notizie » Politica Luigino Orazi di Umbertide Cambia, dibattito acceso su Centro culturale islamico

Riceviamo e pubblichiamo "Nell’ultimo consiglio comunale c’è stato un ordine del giorno presentato dall’opposizione (Umbertide viva, consigliere Monni) sul Centro culturale islamico: nel dibattito è successo di tutto e di più. L'ordine del giorno prevedeva dei controlli fuori e dentro il centro culturale, la collocazione lungo la via del Centro islamico di telecamere, la possibilità di registrazione e della traduzione dalla lingua araba di alcuni interventi dell’imam, nonché la tracciabilità dei soldi con cui viene finanziata la struttura. I consiglieri del Movimento 5 Stelle, pur non votando il documento, considerano la costruzione dell’opera un percorso per niente trasparente. La domanda comune che è venuta fuori da più parti dell'opposizione è: Umbertide è pronta ad accogliere per alcuni giorni della settimana centinaia se non migliaia di persone che parteciperanno a incontri islamici? Il PD di Umbertide, a nome del suo capogruppo e dell’assessore Violini, si sono detti contrari ad ogni controllo, non avendo chiaro che si tratta di bilanciare due diritti: quello della sicurezza e quello della libertà di espressione. Inoltre, secondo il sindaco Locchi, dal punto di vista urbanistico non vi è alcun impatto del Centro islamico (in realtà una moschea come emerge dal piano depositato in Comune); anzi egli ha affermato, in modo sconclusionato e senza argomenti, che esso ha lo stesso effetto di un capannone di una nota azienda umbertidese! Sempre il sindaco poi ha detto che sta a noi valorizzare la struttura che verrà costruita investendoci e partecipando agli eventi che si andranno a fare. Qui la domanda che vi pongo: il Comune ha partecipato investendo anche dei soldi? oppure il sindaco dice che bisogna fare un tesseramento al nuovo Centro islamico? Da come ho scritto e affermato sembra una barzelletta! Ma io dico, andate a sentirvi la registrazione e poi capirete. L'ufficio tecnico di Umbertide, del resto, dopo aver preso visione del progetto, ha mandato una lettera a tutta la Giunta, che sembra spaccata, nelle chiacchiere per strada ,al bar e qui attendo di vedere pubblicamente i guasticchiani,i giuliettiani e il sempre più solitario locchi se è proprio vero di questa spaccatura o come pensano tutti i cittadini sono tutti d'accordo sulla costruzione del centro islamico. Io concludo che sono fortemente preoccupato per la scelta che questi Signori hanno ormai fatto; di nuovo interessi e pressioni regionali prevalgono sul bene di Umbertide."   Orazi Luigino, consigliere di Umbertide Cambia

18/01/2016 15:30:22 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » SLIDER L’ESPLORATORE DELLA NOSTRA STORIA

“Chiediamolo a Renato Codovini”, è stata la soluzione costante per chiunque si fosse posta una qualsiasi domanda sul passato della nostra comunità: un luogo, un personaggio, una catastrofe, una moneta, un’arte, una costruzione … Continuerà per molto tempo a spuntare la stessa domanda istintiva, fino a quando non ci saremo resi conto che la risposta non potrà più essere fornita dalla voce di Renato; dovremo cercarcela fra le sue pagine, distillate dai tanti documenti che ha scovato per decenni, con infinita pazienza, passione ed acume, nei libri e negli archivi, dove era di casa: a Umbertide, Gubbio, Perugia, Roma, Città del Vaticano, Venezia. Alla ricerca di aghi nei pagliai, come sono le tracce del passato di piccoli paesi, la cui silenziosa normalità non alimenta i libri di storia. La sua casa al centro storico di Umbertide – e non poteva essere altrove – pullula di libri, manoscritti, disegni, piante, immagini; allineate negli scaffali, in ordine apparentemente casuale, su cui solo lui è riuscito a districarsi all’istante; alcune impilate sul suo tavolo da lavoro, di fronte al finestrone della terrazza sulla piazza; fogli freschi di scrittura, accanto alla fida vecchia macchina da scrivere, che lo ha affiancato per mezzo secolo: per ogni pagina ha battuto quattro fogli, intercalati da altrettanti strati di carta carbone, per compilare quattro testi destinati al suo archivio, ai due figli e alla biblioteca del Comune, perché fossero a disposizione di tutti. Una gomma microscopica per le cancellature. Sono state la curiosità della scoperta, l’affetto filiale per il suo paese e la soddisfazione di offrire conoscenza, le molle della sua missione al servizio dei concittadini; raramente ricambiato con altrettanta generosità. Oltre alla miniera d’informazioni, Renato ci è stato maestro nel rigore della ricerca, mai incline a forzature verso soluzioni precostituite, per la smania narcisistica della notizia sensazionale o della tesi preferita; è stato esemplare nel metodo, nel rigore e nell’acume della logica, in grado di correlare fatti diversi per risalire alle cause e per dedurne gli effetti. Sicuramente non ha potuto trasmettere il talento irripetibile nel sorridere sotto i baffi , di fronte alle debolezze degli uomini che si ripetono immutabili nel tempo: un humour sottile, insospettabile in un carattere apparentemente spigoloso, che consente al lettore parentesi deliziose fra tante pagine impegnative. Impensierito per la mancanza del suo serale pellegrinaggio dalla casa al bar, con passi sempre più lenti, ricurvo sul bastone istoriato, ho suonato più volte inutilmente al suo campanello. Finalmente si è aperto il portone e Renato è comparso in cima alle scale, per capire chi fosse il visitatore. Mi ha accolto nel suo studio aggiornandomi sul lavoro in corso: un manoscritto del 1381, del notaio Ser Giacomo di Giovanni da Parma per conto del Podestà di Fratta Bartolomeo di Giovanni di Mascolo, che lui aveva fatto restaurare per bloccarne l’estremo stato di degrado. Una scrittura incomprensibile su residui fogli, della quale è riuscito a interpretare il senso e qualche parola. Si tratta di verbali di processi contro nostri antenati bestemmiatori, dai quali ha giocato ad elaborare statistiche sulla frequenza delle divinità e dei santi destinatari delle ingiurie: 80% Sancta Clara, 20% Deo, nessuna bestemmia contro San Francesco. Dopo aver suggerito l’esperta cui commissionare la trascrizione completa, ha riposto il fascicolo di fotocopie nello scaffale, indicandomi il punto. Mi ha mostrato anche la dispensa della tesi di Gemma Di Pietro, architetto di Pescara che ha svolto una tesi sulla chiesa di Santa Croce, che avevamo ipotizzato di pubblicare per darla in dotazione al Museo. Al momento di salutarci, mi ha avvertito di un imminente ricovero all’ospedale. Scendendo le scale ho intuito che non si era trattato di una visita qualsiasi. Ho appuntato tutto quello che mi ha detto, convinto che debba essere il bandolo del lavoro che ci aspetta per la valorizzazione del suo impegno. Per sdebitarci e arricchire il tessuto sociale della nostra comunità. Di Mario Tosti.

15/01/2016 15:57:19

Notizie » Politica PD UMBERTIDE SU SICUREZZA E NUOVO CENTRO CULTURALE

Riceviamo e pubblichiamo "La sicurezza e il vivere civile dei cittadini di Umbertide sono argomenti considerati dal Partito Democratico di essenziale rilevanza . Pertanto respingiamo totalmente le affermazioni poste nel comunicato scritto da un consigliere del gruppo Umbertide Cambia nel quale si tenta di far transitare il messaggio che il gruppo consiliare del PD sia culturalmente lontano dai principi sopra citati. Il Consigliere non ha ricordato, o non ha voluto ricordare, che  un proprio ordine del giorno sul nuovo centro islamico e’ stato respinto dalla maggioranza  nella seduta consiliare del 26/10/2015 dopo aver rifiutato la nostra richiesta di portare l’argomento in Commissione Consiliare per discutere e costruire un documento che avesse la piu’ larga adesione politica stante l’importanza dell’argomento. L’ordine del giorno presentato dal Consigliere Monni, come del resto come quello di Umbertide Cambia, riportano contenuti ed impegni per la Giunta e l’Amministrazione improponibili sia da un punto di vista pratico ma ,specialmente da un punto di vista del rispetto e del vivere civile. Il Consigliere Monni , nel Consiglio del 18/12/2015 ha proposto degli emendamenti al suo stesso ODG del 17/11/2015 . Purtroppo, anche se con parole diverse abbiamo riscontrato ancora  le stesse richieste, gli stessi contenuti. Chiedere di mettere telecamere ad hoc  per controllare un determinato sito, di registrare le presenze nel Centro e le funzioni religiose , conservarle nel tempo e metterle a disposizione della Questura di Perugia, sono richieste inaccettabili che portano solo a diffondere diffidenze ,inutili sospetti e minare un processo di integrazione culturale che in questa citta’ e’ iniziato e condiviso da tanti cittadini e associazioni da molti anni. Il terrorismo va combattutto con strumenti idonei e appropriati messi in atto dalle Istituzioni nazionali e locali alle quali e’ demandato, in via prioritaria, il compito di proteggere lo Stato e i suoi cittadini .Utilizzare facili slogan politici o cercare di mettere in cattiva luce il gruppo consiliare del PD basando le proprie imputazioni anche su chiacchiere – cosi’ dichiarato dal consigliere di Umbertide Cambia – di strada o di bar, sono  metodi di basso spessore. Le nostre idee e i nostri valori non sono in vendita,  crediamo nei fatti concreti e non pratichiamo il facile mestiere del diffondere miseri sospetti tra culture diverse solo per avere un posto in prima pagina. Riteniamo essenziale l’incontro e non lo scontro tra culture. Una comunità e’ piu’ sicura se c’e’ integrazione e collaborazione dove tutti hanno gli stessi diritti e doveri."  

15/01/2016 15:32:51 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Venerdi 22 gennaio: presentazione del libro “La globalizzazione dell'integralismo religioso”

Venerdì 22 gennaio alle ore 21 presso la Biblioteca comunale verrà presentato il libro “La globalizzazione dell’integralismo religioso” di Vincenzo Luigi Gullace. Saranno presenti l’autore e il prof. Fabrizio Ciocchetti in veste di relatore. L’evento è stato organizzato dalla Biblioteca comunale di Umbertide e dagli Amici della Biblioteca di Umbertide, nell’ambito della nuova programmazione di appuntamenti per promuovere la lettura e i libri. Vincenzo Luigi Gullace è laureato in Scienze Politiche ed in Scienze Strategiche. Dal 2008 è direttore del sito di informazione politica e sociale italia.politica.it e dal 2011 collabora con RadioRCC in Blu. Nel suo testo affronta il delicato tema dell’integralismo religioso partendo dalla storia delle religioni e dalle loro interazioni reciproche. L’assunto del libro è quello che l’autore stesso esplicita nell’introduzione: “L’integralismo terroristico che usa la religione come scudo è un’infiltrazione nefasta che mortifica la dignità umana e considera inesistente il valore della vita. Sarà la storia a dare gli spunti per riflettere e meditare! Conoscere la storia è vitale, perché dal passato si apprende sempre, specialmente per quanto riguarda i rapporti tra gli uomini ancor prima di quelli che intercorrono tra gli stati. […] Sul fondamentalismo religioso, la storia fornisce una chiave di lettura della massima importanza perché permette di collocare nello spazio e nel tempo, questo fenomeno movimentista che esiste da molto tempo e riguarda tutte le religioni monoteiste”.

14/01/2016 18:30:48

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