Notizie » Politica Comunicato del Fronte Nazionale Umbertide in merito ai volantini razzisti

Riceviamo e pubblichiamo IL FRONTE NAZIONALE CONDANNA FORTEMENTE IL GRAVISSIMO ATTO XENOFOBO AI DANNI DEL CENTRO CULTURALE ISLAMICO IN COSTRUZIONE AD UMBERTIDE. Dice Castelli responsabile del fronte nazionale in Umbria, che l'autore del vile gesto venga al più presto identificato dalle forze dell'ordine e perseguito a norma di legge per tutti quei reati che l'autorità giudiziaria ravviserà nei suoi confronti. La nostra raccolta firme ribadisce Castelli è solo ed esclusivamente per dire no ad un centro culturale che non vorrà dialogare con la cittadinanza soprattutto per le attività che si svolgeranno, che prendono le distanze e condannano i crimini che commettono gli integralisti, la trasparenza, la possibilità di vigilare, e che ci sia rispetto del nostro stile di vita ma soprattutto che segnalino lì dove ci fossero eventuali mele marce dandone immediata notizia alle autorità competenti. Continua Castelli che è disponibile ad un incontro con il presidente del suddetto centro Chafig El Oquayly, da parte nostra continueremo in modo democratico la raccolta firme. Conclude Castelli noi segnaleremo immediatamente eventuali xenofobi che il Fronte Nazionale verrà a conoscenza. Porgo distinti saluti a sopra citato presidente del centro islamico ribadendo che la nostra raccolta firme non è una questione etnica o di religione, ci interessa solo ed esclusivamente la sicurezza. Conclude dice sempre Castelli, come detto prima è disponibile ad un incontro. Il Fronte Nazionale non accetta che il fronte antirazzista collochi eventuali nostri banchetti come istigazione all'odio etnico e religioso in quanto non è una cosa che ci riguarda. Nei nostri volantini non parliamo ne di odio etnico né di odio religioso, tutto è documentabile, così come documentabile quanto comunicato alla stampa.

14/07/2016 19:10:37

Sport Pallacanestro Femminile Umbertide: Ella Clark si presenta al popolo bianco-azzurro

Ella Clark, ala forte di 190 cm, classe 1992, si presenta ai tifosi della Pallacanestro Femminile Umbertide. La lunga di passaporto britannico, farà parte del roster allenato da coach Serventi per la stagione 2016-2017. Come mai hai scelto di giocare ad Umbertide? Ho scelto Umbertide perché diverse persone mi hanno parlato bene dell’allenatore, della squadra e della società e penso che potrà essere una grande opportunità per me. Cosa pensi del campionato italiano? Mi piace il basket che si gioca in Italia. E’ molto competitivo ed è anche molto bello da guardare. Nelle ultime due stagioni hai giocato in Spagna. Qual è la tua opinione in merito al campionato spagnolo? Il campionato spagnolo è di buon livello e molto competitivo e ci sono un sacco di giocatrici molto brave. Quale giudizio dai alla tua esperienza in Spagna? Ho apprezzato molto la mia esperienza in Spagna. Entrambe le squadre nelle quali ho giocato erano di alto livello. Hai detto che diverse persone hanno parlato bene di coach Serventi. Ho sentito alcune cose riguardo coach Serventi. E’ una persona che lavora con passione ed ottimo conoscitore del basket, penso che mi aiuterà molto in qualità di giocatrice. Puoi presentarti come giocatrice? Gioco come ala grande, sono abile nel tiro da 3. Sono molto alta e mi piace eseguire le stoppate. Quali sono le tue aspettative per il prossimo campionato? Spero di lavorare con brave persone ed ottime compagne di squadra che avranno tutte voglia di vincere! Per concludere, potresti salutare i nostri tifosi? Non vedo l’ora di arrivare ad Umbertide ed incontrare quei grandi tifosi dei quali ho sentito parlare.   Ringraziamo Ella per la disponibilità nell’attesa di vederla giocare con la PF Umbertide.

14/07/2016 18:58:51

Notizie » Politica Comunicato del consigliere comunale di Umbertide Cambia, Luigino Orazi

Riceviamo e pubblichiamo COMUNICATO STAMA – LUIGINO ORAZI   «Il silenzio dell’Amministrazione, in Consiglio e sulla stampa, sulle questioni che cittadini e opposizioni sollevano è la prova dell’afasia in cui essa si trova. Come un naufrago, l’Amministrazione Locchi non ha più risorse, fantasia e idee. È praticamente affondata.». Così dichiara Luigino Orazi di Umbertide cambia, che rilancia su alcuni problemi e domanda: « Come mai questa Amministrazione rimane completamente immobile di fronte anche alla gestione quotidiana e a quella più elementare? Per esempio, il degrado urbano della città. Parliamo dei giardinetti pubblici lasciati nell’incuria più totale, dove le erbacce la fanno da padrone. Mancano i cassonetti, si vedono rifiuti per terra, il Parco della Reggia è completamente abbandonato, gli alberi in Via Unità d’Italia da anni non più curati. Lo scorcio del Tevere, sotto il ponte a fianco del lido, è considerato uno dei posti più belli e caratteristici del centro storico. Vederlo in queste condizioni è una indecenza e una vergogna considerando tutti i soldi pubblici già spesi per questa opera. Lasciamo perdere il degrado dell’ecomostro della ex Fornace, che ormai è l’immagine plastica dell’Amministrazione che non sa trovare una soluzione. Ancora. Mi giungono lamentele da parte di cittadini residenti nelle frazioni che si sentono abbandonati: lì il verde è completamente incustodito. Gli operai del Comune fanno quello che possono con le poche risorse a  disposizione. Caro sindaco - afferma Orazi - io mi aspetto che a queste semplici domande mi dia una risposta, anche per dare un segnale che il Palazzo non è completamente vuoto.».  

14/07/2016 15:31:51

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: IL LAVORO E' UN DIRITTO E NON UNA RACCOMANDAZIONE

Riceviamo e pubblichiamo “Il lavoro è un diritto e non una raccomandazione”. Umbertide cambia rilancia, con questa affermazione, la proposta di costituire nel bilancio comunale un fondo per incentivare l'occupazione di persone in condizioni di svantaggio. “L'ordinamento giuridico italiano riconosce e tutela il diritto al lavoro come diritto della persona e promuove le condizioni per renderlo effettivo. In teoria.  Nella pratica quotidiana – afferma Stefano Conti, consigliere comunale di Umbertide cambia - esistono difficoltà enormi nel rendere concreto questo fondamentale principio, soprattutto per le persone considerate marginali rispetto al mercato del lavoro, cioè quelle che nessuno vuole assumere. Prevale così nella pratica la cultura della raccomandazione su quella del diritto, e si produce una lotta tra “poveri” che nega, al di fuori dei circuiti clientelari, anche una minima e doverosa opportunità. Il problema si riflette anche sui giovani, per i quali pensiamo a specifiche politiche attive, mentre per altri target di lavoratori occorrono interventi tempestivi e diretti. E' vero, leggi di settore prevedono specifiche agevolazioni – spiega Conti -  ma di fatto non c'è l'obbligo per le aziende di tenere conto della condizione dei lavoratori. E nemmeno bisognerebbe arrivare a ciò. Nella nostra proposta, che avanziamo da anni, pensiamo infatti di applicare il sostanziale principio della responsabilità sociale d'impresa, tenendo insieme capacità progettuale, risorse pubbliche e la volontà del tessuto produttivo locale di sostenere le persone in condizione di marginalità lavorativa. In questo senso pensiamo ad un protocollo d'intesa tra Amministrazione Comunale, imprese del territorio, servizio pubblico per l'impiego utile a definire, attraverso adeguati criteri, un elenco di persone in condizioni di svantaggio che dovrebbero accedere, anche a tempo determinato, ai posti di lavoro messi a disposizione dalle aziende, a loro volta supportate da un contributo che si cumula alle stesse agevolazioni. Si tratta in pratica di dare una risposta concreta, anche se locale, ad una forma di disoccupazione che colpisce ad esempio lavoratori sopra i 50 anni, donne, persone con disabilità, tipologie troppo spesso abbandonate da un sistema che tende legittimamente a massimizzare la produttività e diminuire il costo del lavoro, ma non tiene conto del diritto di ognuno ad avere una vita dignitosa, dal punto di vista professionale, familiare, economico. La competitività – conclude Conti – è un obiettivo che può e deve essere coniugato con le esigenze della persona. A questo serve la buona politica”.                                                                                                                                                                Umbertide cambia     Il lavoro nella Costituzione Italiana: prima di cambiarla, applichiamola !!!   Principi fondamentali Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.   Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.   Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.   Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.       Il lavoro è considerato valore fondativo della Repubblica (art. 1 Cost.), nonché status attraverso il quale si realizza la partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3, co. 2 Cost.).   Alla persona che presta il lavoro la Repubblica italiana riconosce e garantisce diritti inviolabili, anche e soprattutto nella dimensione lavorativa (art. 2 Cost.).   La carta costituzionale riconosce inoltre nel lavoro un «diritto», da un lato, e un «dovere», dall’altro; la Repubblica si impegna, infatti, a promuovere le condizioni di effettività del «diritto al lavoro», che riconosce a tutti i cittadini (art. 4, co. 1, Cost.), ma al contempo, cristallizza il lavoro come un «dovere», di scegliere e svolgere un’attività o una funzione, concorrendo così al progresso materiale e spirituale della società secondo le proprie possibilità (art. 4, 2° co., Cost.).   La Costituzione contiene altresì un gruppo di norme dei rapporti economici, collocate nel titolo III, concernenti la disciplina di interessi ed esigenze dei lavoratori ritenuti di particolare rilevanza. L’art. 35 attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni, di curare la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori, di promuovere gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. L’art. 36 stabilisce una norma di importanza fondamentale nella disciplina lavoristica in genere, fissando i principi di sufficienza e proporzionalità della retribuzione, e riconosce altresì al lavoratore il diritto irrinunciabile al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite. L’art. 37 accorda alle lavoratrici gli stessi diritti dei lavoratori dell’altro sesso – sottolineando anche l’esigenza di far sì che possano attendere alle funzioni famigliari, di mogli e di madri – e rinvia alla legge la fissazione dell’età minima per il lavoro salariato, nonché il compito di tutelare «il lavoro dei minori con speciali norme e garantire ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione». L’art. 38 concerne gli istituti e i diritti all’assistenza e alla previdenza dei cittadini inabili al lavoro e sprovvisti di mezzi e in particolare dei lavoratori colpiti da eventi che fanno cessare la possibilità di svolgere attività retribuita. Di importanza particolare in materia lavoristica e ancor più sindacale, sono gli art. 39 e 40, che fissano i principi della libertà sindacale e del diritto allo sciopero. La disposizione sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende (art. 46) è di fatto rimasta sulla carta, non essendo state mai emanate le leggi che avrebbero dovuto stabilire «i modi» e «i limiti» di tale partecipazione, fatta eccezione per alcuni diritti sindacali in materia di informazione e consultazione (per es., per il trasferimento di azienda e per il licenziamento collettivo), riconosciuti però ai sindacati e non ai lavoratori (come prescrive la norma costituzionale).  

14/07/2016 15:28:40

Cultura » Mostre Umbertide: In mostra epigoni e falsi delle Ceramiche Rometti

In vista della riapertura del Museo Galleria Rometti, il Comune di Umbertide ha promosso la mostra “Epigoni e falsi di Rometti. La fortuna stilistica della manifattura umbra”, evento espositivo che aprirà i battenti il 23 settembre prossimo, finalizzato a promuovere il museo e contemporaneamente a  stimolare la prosecuzione degli studi attorno alla manifattura Rometti.  Il tema delle imitazioni di Rometti, che si sono susseguite nel periodo d’oro tra la fine degli anni Venti e la fine dei Trenta, appare infatti fondamentale per indagare un aspetto ancor oggi poco studiato e cioè la fortuna e la diffusione del gusto Rometti in Italia, oltre che per fare ordine in un contesto in cui è molto difficile ancor oggi individuare l’originalità della proposta di molte manifatture ceramiche. Le imitazioni su cui è incentrata la mostra riguardano la produzione più caratteristica della Rometti, quella dei vasi decorati a fasce orizzontali sfumate, con sovrapposti decori graffiti o dipinti, con temi che si rifanno alla iconografia della antichità, a soggetti di tipo rurale e marino, fino ad arrivare a temi legati alla retorica del fascismo. La Rometti, con le innovazioni stilistiche apportate da artisti del calibro di Dante Baldelli e Corrado Cagli e dal supporto di un nutrito gruppo di artigiani, fu in grado di catturare lo spirito dell’epoca e influenzarne il gusto, dettando il proprio stile che fece scuola per molte altre manifatture del tempo. Gli epigoni più importanti, Bini & Carmignani ed Ezio Nesti, sono fabbriche di San Giovanni alla Vena, una piccola frazione di Vicopisano, in provincia di Pisa. Malgrado la buona perizia di alcune delle loro ceramiche, la  qualità (materiali, tratto dei disegni) rimane decisamente inferiore rispetto a quella degli originali. Tuttavia le loro opere sono state a lungo considerate, pubblicate ed esposte come opere di Rometti. In particolare il marchio R.B.C. è stato oggetto di erronee interpretazioni  e scambiato per le iniziali di Rometti-Baldelli-Cagli. Solo recentemente, e grazie ad una approfondita ricerca storiografica documentaria, la sigla è stata correttamente ricondotta alla manifattura pisana Bini & Carmignani. Tanto pervasivo è stato il successo della manifattura umbra che non è casuale che  numerosi pezzi degli epigoni, presenti in numerose collezioni, siano stati lungamente ed erroneamente attribuiti alla Rometti. In alcuni casi si è giunti anche a contraffare i marchi Rometti in opere degli epigoni. La mostra cerca dunque di ristabilire un parziale ordine e di allargare la conoscenza della manifatture che tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta avevano come principale punto di riferimento la produzione della manifattura di Umbertide. Attraverso un allestimento sincronico sono accostate per un immediato raffronto visivo – qualitativo le opere di  Rometti con quelle di alcuni dei principali epigoni, oltre che alcuni disegni di Bini & Carmignani, quasi tutti datati e firmati, utili alla ricerca per definire con precisione date e modelli impiegati. La mostra, a cura di Marinella Caputo, Lorenzo Fiorucci e Giorgio Levi, sarà visitabile dal 23 settembre al 20 novembre presso la Galleria Rometti, dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 e la domenica dalle 15.30 alle 18.30.

14/07/2016 15:15:52

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