Attualità » Primo piano Riqualificazione zona industriale di Umbertide: presentato il progetto di studio

Si è svolto ieri pomeriggio presso la Residenza Balducci il focus group del progetto di studio “Lab-Ora”, laboratorio di progettazione urbanistica partecipata che ha come oggetto la riqualificazione della zona industriale Madonna del Moro-Buzzacchero, promosso dal Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia. Al focus group, al quale sono stati invitati a partecipare aziende, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e territoriali, sono intervenuti l’architetto Giulia Santantonio, autrice dello studio, la tutor professoressa Sandra Camicia e l’assessore allo Sviluppo economico Raffaela Violini che ha confermato la volontà dell’Amministrazione Comunale di sostenere progetti volti alla riqualificazione della zona industriale, cuore pulsante dell’economia umbertidese. Il progetto di studio è stato finanziato dalla Regione dell’Umbria con un assegno di ricerca ed ha preso avvio due anni fa; lo scopo è quello di individuare strategie comuni tra soggetti pubblici e privati per la riqualificazione della zona industriale e per questo ha visto una prima fase consultiva in cui sono state coinvolte aziende e stakeholders, che hanno messo in evidenza punti di debolezza, minacce ma anche opportunità e possibili soluzioni per la zona industriale. Da tali confronti è emerso uno scenario strategico che vuole essere il punto di partenza per trasformare la zona industriale di Umbertide in un’APEA - Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata - che prevede interventi di riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area, costituzione di un unico soggetto per la gestione associata di servizi ed infrastrutture, agevolazioni fiscali e finanziamenti per le imprese. Le aree APEA sono ancora in attesa di una regolamentazione da parte della Regione dell’Umbria e il caso studio di Umbertide potrebbe essere il punto da cui partire per sollecitare l’Ente regionale ad adottare una specifica normativa. Nel breve periodo il progetto prevede infatti la sottoscrizione di una proposta APEA, oltre all’individuazione di una serie di azioni strategiche prioritarie condivise e di un soggetto gestore. Intanto, dal confronto con le aziende operanti nella zona industriale – 77 ettari complessivi su cui insistono circa 80 imprese, facenti parte soprattutto del settore della metalmeccanica e, a seguire, dell’artigianato del legno – sono emersi i primi spunti di riflessione. Tra le problematiche sono state messe in luce l’assenza di strutture aziendali consolidate, il mancato sostegno finanziario da parte degli istituti di credito, la fragilità del tessuto produttivo minore, la scarsa percezione delle opportunità da parte degli imprenditori, la sottoutilizzazione degli spazi, il degrado del paesaggio, l’assenza di centri di servizio. Tra le proposte figurano la valorizzazione del fiume Tevere e dei suoi corridoi ecologici, il miglioramento della qualità ambientale attraverso la realizzazione di nuovi spazi verdi, la riqualificazione della mobilità lenta e il miglioramento dell’accessibilità da parte dei mezzi pesanti, la realizzazione di un centro servizi consortile e la riqualificazione del patrimonio esistente.

11/07/2014 14:29:25

Attualità » Primo piano C. di Castello. Falsi contratti di lavoro, denunciate dalla Polizia tre persone

Gli uomini del Commissariato di Città di Castello hanno denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, tre soggetti responsabili di un sodalizio criminoso dedito a truffe in danno anche dello Stato. Le accuse per esercizio abusivo di una professione, falsità materiale, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, sono scattate nei confronti di due cittadini tifernati, peraltro pregiudicati con precedenti specifici, nati e residenti a Città di Castello M.U. di 65 anni pensionato e F.G., 63enne, libero professionista, I.L. marocchina di anni 20 residente in provincia di Arezzo. L’attività investigativa ha preso le mosse dalla denuncia sporta da un pensionato tifernate, che si era visto richiedere, mediante bollettini postali di versamento, alcuni contributi domestici INPS per l’anno 2014, relativi l’assunzione di una cittadina marocchina a lui sconosciuta. Gli accertamenti e le verifiche permettevano di appurare che attraverso l’inserimento di falsi dati occupazionali nelle Banche Dati del Ministero del Lavoro e dell’INPS, era stato costituito un falso rapporto di lavoro. Con la complicità di I.L. dunque, era stata creata una fittizia posizione assicurativa, assistenziale e previdenziale, con tutti i benefici, anche economici, conseguenti del caso, ed oneri a carico dello Stato. Allo stato attuale sono in corso ulteriori verifiche investigative mirate ad appurare l’esistenza di eventuali ulteriori posizioni previdenziali fittizie.

02/07/2014 14:21:45

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