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Attualità » Primo piano Il 30 e 31 ottobre le Giornate per la prevenzione dell'osteoporosi, previsti 300 esami Moc gratuiti con consulenza specialistica

Si terranno venerdì 30 e sabato 31 ottobre le Giornate per la prevenzione dell'osteoporosi che l'Aruo – Associazione regionale umbra osteoporosi -, con il patrocinio del Comune di Umbertide e in collaborazione con le farmacie comunali, promuove sul territorio per sensibilizzare sempre di più la popolazione verso una malattia molto diffusa ma spesso sottovalutata. Così per due giorni, previa prenotazione presso le farmacie comunali, presso il centro Balducci, sarà possibile sottoporsi gratuitamente all'esame di misurazione della massa ossea (Moc), per il quale le liste di attesa sono sempre molto lunghe, e ricevere una consulenza specialistica personalizzata. Sono 300 i posti disponibili per lo screening che, nel caso in cui la paziente avesse bisogno di ulteriori approfondimenti, prevede anche un secondo incontro con i medici dell'Aruo il 23 gennaio prossimo. L'iniziativa è stata illustrata questa mattina dal presidente e responsabile scientifico dell'Aruo prof. Paolo Filipponi, insieme alla responsabile dei rapporti con le istituzioni e dell'organizzazione di eventi dell'Aruo Fabiana Geranio, alla presenza del sindaco Marco Locchi, dell'assessore Raffaela Violini, della responsabile del servizio farmacie comunali Dina Centogambe e della direttrice della farmacia comunale n. 2 Luisella Selvi. “L'osteoporosi è una malattia femminile silenziosa, sotto diagnosticata e sottovalutata, - ha affermato l'assessore Violini – con questa iniziativa miriamo a sensibilizzare la popolazione ad adottare corretti stili di vita e a favorire la prevenzione”. “L'iniziativa si inserisce perfettamente nella mission delle farmacie comunali che è quella di mettere in campo iniziative volte a promuovere e a tutelare la salute pubblica – ha spiegato Luisella Selvi – Le farmacie comunali registrano circa 400-500 accessi al giorno e per questo possono giocare un ruolo importante nella sensibilizzazione delle persone verso la prevenzione”. “Umbertide è stata inserita nelle attività di prevenzione sul territorio promosse dalla nostra associazione– ha affermato Fabiana Geranio - e ringraziamo l'Amministrazione comunale per la disponibilità dimostrata”. “L'osteoporosi è una malattia asintomatica che necessita della prevenzione per essere diagnosticata e per intervenire quando si è ancora in tempo – ha affermato il prof. Filipponi – oggi questa malattia interessa il 40% delle donne ma è in aumento anche tra gli uomini quindi l'esame Moc è consigliato alle donne entro i dieci anni dall'inizio della menopausa ma anche agli uomini oltre i 70 anni d'età. La nostra associazione – ha aggiunto il prof. Filipponi - è nata nel 1993 proprio per far conoscere la malattia e sensibilizzare popolazione e medici di base alla prevenzione e a questo scopo da due anni stiamo conducendo uno studio epidemiologico sulla carenza di vitamina D, che può arrecare danni al patrimonio scheletrico, che ha già coinvolto 4.000 individui e che mira a raggiungerne 10.000 e lo screening di Umbertide ci permetterà di implementare i dati raccolti”. “Questa iniziativa si inserisce nel percorso che da qualche mese abbiamo intrapreso per la riorganizzazione del servizio delle farmacie comunali – ha concluso il sindaco Locchi – Ringrazio l'Aruo per l'opportunità che offre alla popolazione umbertidese”. Per partecipare alle Giornate per la prevenzione dell'osteoporosi è necessario prenotarsi recandosi o contattando le farmacie comunali (075 9413228 – 075 9417878).

15/10/2015 12:29:23

Attualità » Primo piano DIGITAL BABEL: Tecno-controlli e diritti fondamentali

Lo scorso settembre è stato pubblicato in G. U. il D. Lgs. 151, che  riscrive in toto l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori in materia di controlli a distanza, modificando una norma risalente, superata dal mutato contesto tecnologico, ed introduce una disciplina nuova per gli strumenti (anche tecnologici) di lavoro e le apparecchiature audiovisive nei luoghi di lavoro. Il testo prevede ora che gli impianti audiovisivi (le telecamere ad esempio) e gli altri strumenti che “consentono” il controllo a distanza, non più vietati espressamente, potranno essere installati, dal datore di lavoro, solo in presenza delle specifiche condizioni previste dalla legge, vale a dire, “esigenze organizzative, sicurezza del lavoro, tutela del patrimonio aziendale”; solo previo accordo con le rappresentanze sindacali, o in mancanza, con autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro. Specificamente, per quanto riguarda gli strumenti elettronici utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa (badge, pc, smartphone, tablet…), la legge esclude sia la necessitá di  concertazione sindacale sia il controllo amministrativo. In questo ambito, peró, maggiore enfasi, attraverso un rinvio espresso alle norme del Codice Privacy, é posta, dal legislatore, sui contenuti del provvedimento del Garante Privacy in materia di posta elettronica ed internet nei luoghi di lavoro, ove si legge che: “il datore di lavoro può effettuare controlli sulle modalità di lavoro e sul congruo utilizzo degli strumenti di lavoro, ma rispettando libertà e dignità dei lavoratori, si vieta l’installazione o l’utilizzo di tali mezzi per il controllo a distanza. Indicando come controlli a distanza, quindi vietati, la lettura e la registrazione sistematica dei messaggi di posta elettronica e la memorizzazione e visualizzazione delle pagine web consultate dai dipendenti. A questo deve aggiungersi, sul piano applicativo, la portata prescrittiva del terzo comma del nuovo articolo 4 per il cui, dirimente ed innovativo, disposto,  i dati raccolti sia con strumenti autorizzati dalle organizzazioni sindacali, sia con strumenti di lavoro aziendali “sono utilizzabili a tutti i  fini connessi al rapporto di lavoro”, ivi compresi fini disciplinari”,  a condizione che, al lavoratore, venga fornita informazione sulle modalità di uso degli strumenti e dei controlli. Per comprendere appieno gli esiti una riforma solo agli albori e che impatta profondamente sulle libertá individuali (in particolare sul c.d. diritto all'autodeterminazione informativa), deve, ad avviso di chi scrive, tenersi nella debita considerazione l'intervento in materia del Garante Privacy che, recentemente, ha auspicato un maggiore equilibrio tra efficienza dell’azienda e tutela dei diritti, con lo scopo di limitare i controlli nel rispetto di: correttezza, proporzionalità, non eccedenza del trattamento e divieto di profilazione. Si deve, in conclusione, dare il merito al Legislatore di avere introdotto una legge molto attuale, dove si fa una chiara distinzione tra strumenti audiovisivi e strumenti di lavoro, per l'interpretazione della quale saranno, tuttavia, necessarie precisazioni e chiarimenti nell'ottica di un imprescindibile bilanciamento tra tecnologia e Privacy del lavoratore.  

14/10/2015 12:30:07

Attualità » Primo piano La comunità islamica di Umbertide: intervista all'Imam

“Non glielo proibite”. É ciò che disse Gesù Cristo ai discepoli che volevano impedire a degli sconosciuti di fare del bene. I discepoli si mostrano diffidenti e prevenuti nei confronti degli estranei perché non conoscono le loro intenzioni, perché non fanno parte del loro gruppo. La poca informazione e una conoscenza sommaria e approssimativa genera quasi sempre pregiudizi, leggende, idee distorte o addirittura sbagliate. Entrare in contatto con realtà diverse, invece, facilita la comprensione reciproca, favorisce un dialogo costruttivo e quindi incoraggia alla tolleranza perché allontana la paura del diverso. L’apertura verso una cultura nuova è perciò sinonimo di arricchimento. Una di queste è quella musulmana, che abbiamo deciso di scoprire più a fondo. La comunità islamica ad Umbertide conta circa 1500 persone, il 10% della popolazione, ed è composta per la maggior parte da marocchini ma anche algerini, tunisini, albanesi e persone dall’Africa subsahariana. Diverse provenienze, diverse lingue unite dalla fede nello stesso Dio. Il rappresentante della comunità è l’Imam Chafiq El Oquayly di origine marocchina, una laurea breve in giurisprudenza conseguita nel paese d’origine, in Italia è operaio nell’industria metalmeccanica. Nel 2006 è stato Imam della piccola comunità di Pierantonio poi dal 2007 ricopre lo stesso ruolo ad Umbertide. Chafiq è inoltre presidente del Centro culturale islamico di Umbertide e Presidente della Federazione Regionale Islamica dell’Umbria. Lo abbiamo incontrato per riflettere insieme sulle possibilità di dialogo e di integrazione con la nostra cultura. Prendiamo spunto dalla Festa del Sacrificio che si è svolta il 24 settembre. L’Imam presiede la preghiera del venerdìma anche le feste. Ci spiega come si è svolta questa giornata di festa? ‹‹Il 24 settembre è stata la "AIDELADHA" (festa dell’agnello), la più importante tra le feste islamiche. I festeggiamenti durano quattro giorni al termine dei quali c’è una grande cerimonia. Abbiamo scelto il palazzetto per il rito perché è un luogo abbastanza grande da ospitare tante persone: eravamo circa 300 musulmani provenienti non solo da Umbertide ma anche da paesi limitrofi come Trestina e Mercatale. Al rito ha partecipato anche l’amministrazione comunale di Umbertide, con la presenza del Sindaco Locchi. La giornata è iniziata presto, con la preghiera del mattino, a seguire c’è stato il comizio con il sermone poi ognuno è tornato nelle proprie case dove ha continuato i festeggiamenti con l’uccisione dell’agnello, che viene scelto per il richiamo alla storia di Abramo››. In giornate come queste si sente la mancanza di un luogo sacro come la moschea dove ritrovarvi? ‹‹Noi possiamo pregare in qualsiasi luogo. Avere una moschea significherebbe avere una struttura con certe caratteristiche architettoniche. È solo una questione di forma, perché il contenuto già c’è. La differenza tra centro culturale e moschea è principalmente lesgislativa››. Allora parliamo del centro culturale. ‹‹Il centro culturale islamico è una associazione che esiste ad Umbertide da ben 18 anni. È il luogo di ritrovo delle persone di religione musulmana. Il centro non è solo preghiera ma anche punto di riferimento per tutti coloro che ne hanno bisogno infatti lì si è organizzata una scuola di arabo per grandi e piccoli, si cerca di fare un corso di lingua italiana anche se è difficile trovare dei volontari, inoltre c’è la possibilità per i ragazzi di andare a fare i compiti di scuola insieme a persone che prestano il loro aiuto. La comunità è aperta a tutti, ad ogni collaborazione e ad ogni tipo di informazione››. Il Suo è un ruolo di grande importanza. Quali sono le differenze tra fare l'Imam nei paesi arabi e farlo fuori dai paesi musulmani? ‹‹L’Imam è la guida spirituale islamica. Nei paesi arabi l’Imam è un professionista, pagato dallo stato. Si diventa Imam dopo aver conseguito un titolo di studio universitario e avere superato un esame di stato. Fuori dai paesi musulmani invece l’Imam è scelto dalla comunità islamica che elegge la persona ritenuta più adeguata, con un'istruzione appropriata e una maggiore conoscenza del Corano. Ovviamente nei paesi occidentali lo si fa come volontariato.›› Per concludere affrontiamo una questione delicata: la necessità di un luogo di sepoltura riservato ai musulmani. Un argomento che suscita dibattiti, ma che è di grande attualità. Sappiamo che nella maggior parte dei casi i defunti musulmani oggi vengono rimpatriati. ‹‹Si è vero, l'alternativa alla sepoltura in loco è il rimpatrio della salma che fino ad oggi è stata la soluzione più utilizzata. Una soluzione che però ha un enorme costo per i parenti del defunto e diverse questioni burocratiche da affrontare. Senza considerare che il radicamento delle famiglie islamiche di origine straniera e l'aumento dei musulmani nati e cresciuti in Italia rende necessaria una soluzione alternativa. In realtà la tradizione islamica prevede un rito di sepoltura abbastanza semplice. I defunti musulmani devono essere sepolti in terra (in bare di legno), orientati in una certa direzione, quella della Mecca e sul luogo di sepoltura si mette una stele funeraria che indica al massimo il nome del defunto. Avere uno spazio dedicato significherebbe solamente dare la giusta dignità a chi desidera per i suoi defunti esequie e inumazioni secondo la propria religione››. Vuole dire qualcosa ai nostri lettori? ‹‹Mi piacerebbe sottolineare ancora una volta che il centro culturale islamico è aperto a tutti, anche a persone di un’altra fede religiosa. Chiunque voglia soddisfare una curiosità, fare domande, aprirsi alla conoscenza di questa realtà, sarà accolto››.  

14/10/2015 12:06:53

Attualità » Primo piano Dopo ore di apprensione, il sentito grazie della moglie di Luca

Sicuramente una vicenda a lieto fine quella di Luca De Rosa scomparso da Umbertide lo scorso giovedì. Dopo tre giorni carichi di ansia e paura, quando si stava per perdere la speranza, finalmente ieri sera è arrivata la bella notizia: Luca è stato ritrovato e sta bene. Poco importano i motivi che lo hanno portato lontano da Umbertide, ma quello che conta è che il 34enne è finalmente tornato a casa. Da sottolineare la gara di solidarietà da parte di tutti: amici, parenti, concittadini che si sono stretti attorno alla moglie Monia con discrezione e comprensione cercando di stare vicino il più possibile alla famiglia di Luca. A tutti loro e alle forze dell'ordine che sono prontamente intervenute svolgendo un ottimo lavoro, va tutta la gratitudine di Monia che con queste parole ha voluto dire grazie mettendo la parola fine a questa vicenda. "Colgo l'occasione per dire GRAZIE a tutti coloro che si sono stretti a noi, famiglia di Luca, con solidarietà, affetto e discrezione. La città di Umbertide ha creato intorno a noi un aurea solidale vivendo e comprendendo il nostro dolore e le nostre preoccupazioni rispettando comunque la nostra privacy. Grazie perché in questi gesti abbiamo trovato la forza per non mollare fino a che si è giunti alla lieta notizia che Luca è vivo e sta bene. Grazie alle autorità che come sempre hanno saputo svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi."

12/10/2015 15:58:14

Attualità » Primo piano Ricevuto in Comune il nuovo comandante della Compagnia Carabinieri di Città di castello Giuseppe Manichino

Il sindaco Marco Locchi e la Giunta comunale hanno ricevuto in Comune il nuovo comandante della Compagnia Carabinieri di Città di Castello, capitano Giuseppe Manichino. Proveniente dal Comando provinciale dei Carabinieri di Siena, dove ha prestato servizio dal 2003, il capitano Manichino ha assunto in questi giorni la guida del comando tifernate, subentrando al cap. Alfredo Cangiano, trasferito presso il Comando provinciale di Firenze. Accompagnato dal comandante della stazione dei Carabinieri di Umbertide, mar. Antonio Raganato, il cap. Manichino ha incontrato l'Amministrazione comunale umbertidese per un primo scambio di saluti. Sia il sindaco Marco Locchi che il capitano Manichino hanno espresso la piena disponibilità a proseguire nel proficuo rapporto di collaborazione già esistente tra l'Amministrazione comunale e l'Arma dei Carabinieri nell'interesse della sicurezza e della tutela dei cittadini. Nel corso dell'incontro sono state affrontate le tematiche che riguardano più da vicino Umbertide, dalla sicurezza alla gestione delle zone sensibili come la stazione ferroviaria  e l'ex fornace, dall'immigrazione allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nello specifico l'Amministrazione ha auspicato un controllo continuo e costante del territorio e delle persone, al fine di scongiurare il compiersi di eventuali illeciti, a partire dai furti, soprattutto con l'avvicinarsi della stagione invernale quando le ore di luce solare diminuiscono e il buio potrebbe favorire tali tipologie di reato. Sempre su questo fronte, è stata inoltre assicurata l'installazione entro la fine dell'anno di un sistema di videosorveglianza che permetterà di controllare le principali vie di accesso e le zone sensibili della città. Dal canto suo il capitano Manichino ha dato la piena disponibilità a promuovere incontri di educazione alla legalità presso le scuole del territorio per sensibilizzare ed informare i giovani sui rischi legati all'abuso di alcol e di sostanze stupefacenti.

09/10/2015 11:57:32

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