Notizie » Politica GALMACCI (LN) SULLA CHIUSURA DEL PLESSO DI VIA MORANDI AD UMBERTIDE

Riceviamo e pubblichiamo "L’amministrazione di Umbertide arriva sempre in ritardo quando c’è in gioco la sicurezza cittadina” “Una scuola che non rispecchia le normative antisismiche, non può essere aperta ai ragazzi o ai bambini. L’amministrazione comunale arriva sempre in ritardo quando c’è in gioco la sicurezza degli umbertidesi”. Interviene così il commissario cittadino, Lega Nord, Vittorio Galmacci sulla repentina decisione da parte del sindaco Locchi di chiudere la scuola di Via Morandi. “ Fortunatamente, il nostro territorio è stato colpito solo marginalmente dal violento terremoto che ha messo in ginocchio tutta la Valnerina e gran parte delle Marche, ma ciò, non esonera un’amministrazione comunale presente ed accorta a vigilare sullo stato di sicurezza dei plessi scolastici, alcuni dei quali non a norma. Siamo concordi con il sindaco Locchi che, seppur in ritardo, ha deciso di chiudere la scuola di Via Morandi, ma allo stesso tempo ci auguriamo che questo campanello d’allarme serva a svegliare chi dovrebbe tutelare i cittadini. Ad oggi la strada migliore e più breve da seguire – continua Galmacci - è quella di demolire l'edificio esistente, operazione questa che non richiederebbe più di 2 o 3 giorni dopo di che, sullo stesso terreno, costruire una nuova struttura anche prefabbricata purchè ovviamente in grado di garantire la massima sicurezza  possibile. Così facendo, nel giro di pochi mesi Umbertide potrebbe avere la sua nuova scuola: a tal proposito chiediamo di sapere se l'ala nuova, quella aggiunta dalla precedente amministrazione e mai portata a termine, è stata costruita con criteri antisismici visto che in questo caso potrebbe non essere demolita ma integrata così com'è nella nuova erigenda struttura”.  

09/11/2016 08:20:32

Notizie » Politica On. Giulietti:''La stabilità delle scuole viene prima di quella dei diktat europei''

Riceviamo e pubblichiamo On. Giulietti: ''La stabilità delle scuole viene prima di quella dei diktat europei. A Umbertide nelle scorse legislature sono state messe a norma 5 scuole per investimenti di circa 4 milioni di euro''. In seguito all'ordinanza di chiusura della scuola dell'infanzia e dell'asilo nido di via Morandi ad Umbertide, l'on. Giampiero Giulietti fa alcune precisazioni: ''Nelle legislature scorse, dopo il terremoto del 1997, sono state messe a norma le seguenti scuole: scuola elementare Giuseppe Garibaldi, scuola media di Pierantonio, scuola materna di via Garibaldi, scuola elementare Pierantonio e scuole medie Mavarelli-Pascoli. In tutto, per la messa in sicurezza delle scuole sopra elencate, si è investito circa 4 milioni di euro. Questi interventi testimoniano in modo palese il lavoro fatto in questi anni sul tema delle scuole, anche prima del recente sisma, sulla base delle priorità individuate in seguito al terremoto del 1997. Ma oggi occorre fare di più. Tenendo conto dei recenti eventi sismici, che mettono in discussione l'edificato e la qualità dell'edificato, si deve tener conto delle paure e delle preoccupazioni di ogni cittadino e di ogni genitore. Grazie al governo Renzi, utilizzando lo strumento dei mutui BEI (quelli per l'edilizia scolastica), in Umbria sono state investite risorse che hanno consentito, e che consentiranno, di ristrutturare decine di scuole. L'elenco delle scuole, già approvato per il 2016, sta per avere il finanziamento governativo. Con l'ulteriore stanziamento di 250 milioni di euro, sempre sul canale dei mutui BEI per l'edilizia scolastica, le scuole in Umbria verranno messe a norma e ristrutturate nel 2017. E altre risorse potranno arrivare dai ribassi d'asta se, come auspichiamo, Miur e Mef ne autorizzeranno l'utilizzo a livello regionale. Anche per Umbertide, grazie a questi ulteriori stanziamenti, potranno esserci novità positive. Grazie al lavoro di questo governo e di questo parlamento il tema scuole, con particolare riferimento alla sicurezza dei plessi scolastici, è diventata una priorità per il nostro Paese. Tenete presente che oggi gli investimenti sulle scuole vengono escluse dal patto di stabilità. La stabilità delle scuole viene prima di quella dei diktat europei. E anche questa è una scelta di civiltà e di investimento per il futuro delle nostre comunità e dei nostri figli.''

08/11/2016 20:12:40

Attualità » Primo piano Protezione Civile Umbria su volontariato: '' Istituzioni e Politica come potrebbero migliorarlo?''

Riceviamo e pubblichiamo   Determinante contributo del Volontariato di Protezione Civile Umbro: ma le Istituzioni e la Politica come potrebbero migliorarlo? Il nuovo sisma di 6.5 gradi Richter che ha colpito Norcia lo scorso 30 Ottobre costituisce il movimento tellurico più forte che ha colpito il nostro paese da più di trenta anni a questa parte. Sul sito istituzionale della Regione Umbria, l’informazione che a supportare l’emergenza nel territorio regionale sono impiegati oggi (il 6 Novembre, ndr) “solo” 180 volontari, non rende giustizia fino in fondo a tutti quei ragazzi, pensionati, disoccupati, professionisti, operai ed imprenditori che si sono avvicendati come volontari di Protezione Civile, in servizio a turnazione dalla prima scossa del 24 Agosto, in questo prezioso contributo sociale senza il quale forse gli sforzi se pur ingenti delle Istituzioni, non potrebbero essere finalizzati fino in fondo.   Verificando meglio i numeri, si capisce subito l’entità di questo contributo: i volontari di Protezione Civile di gruppi umbri intervenuti dal 24 Agosto al 5 Novembre nella sola Umbria sono stati 983, di 77 diversi aggregazioni regionali, per un totale di 6.221 giornate/uomo, con quasi un migliaio solo nell’ultima settimana. Risorsa insostituibile, la vera spina dorsale è rappresentata dal volontariato. Tuttavia, nel bilancio regionale non troviamo nemmeno una voce specifica indirizzata verso questa tipologia di supporto, nessun impegno di spesa sul capitolo Volontariato di Protezione Civile, al fine di intraprendere un percorso di potenziamento strutturato e mirato, promesso da tempo ma non ancora attuato. Degli stanziamenti regionali rivolti alla Protezione Civile, solo poche migliaia di Euro vengono dirottate verso il Volontariato, prevalentemente (e giustamente) per attività di formazione, che rendono sicuramente più preparati e meno improvvisatori i volontari impegnati nella gestione delle varie emergenze.   Ma fatti salvi solo alcuni gruppi comunali supportati da Sindaci lungimiranti, ed altre Associazioni che con forte spirito di iniziativa e forse anche qualche supporto politico sono riusciti ad attingere a qualche finanziamento nazionale, per il resto siamo di fronte ad un popolo di volontari con pochi mezzi, di fatto nessun strumento tecnologico a supporto, e difficoltà di sostentamento per la normale gestione di quanto faticosamente acquistato nel tempo, gravato anche spesso dalle rate derivanti dalla sottoscrizione di onerosi mutui finanziari, a volte per fortuna ma solo in parte supportati dall’ente benefico privato di turno.   Forse sarebbe ora che le Istituzioni e la Politica, anche nell’ambito del complesso processo di ristrutturazione organizzativa che sta interessando il Servizio Regionale di Protezione Civile, possa recepire queste esigenze, manifestate da tempo ma che non hanno quasi mai trovato riscontri. Sarebbe un bel segno di svolta per riportare l’Umbria dove merita, anche per tali questioni. E’ arrivato il momento di un confronto vero con la Presidente Catiuscia Marini.

08/11/2016 12:10:03

Notizie » Politica Furto all’ospedale, Lega Nord Città di Castello annuncia mozione su ripristino vigilanza

Riceviamo e pubblichiamo Furto all’ospedale tifernate, la Lega Nord di Città di Castello annuncia una mozione sul ripristino del servizio di vigilanza. “Non c’è pace per il nostro nosocomio tifernate che paga una politica dell’abbandono funzionale e gestionale – spiegano i consigliere comunali Lega Nord Marchetti e Mancini - Non è un caso, infatti, che nel fine settimana, la struttura sia stato oggetto di un furto importante, dove sono stati rubati strumenti dal reparto di endoscopia dal valore complessivo di circa 100 mila euro. Ancora una volta la sicurezza dei cittadini e in questo caso dei pazienti e degli operatori sanitari, non rientra tra le priorità dell’ amministrazione. Chiederemo – annunciano i due esponenti leghisti - il ripristino del servizio di vigilanza interno all’ospedale con personale dedicato, specialmente nelle ore notturne. Fondamentale sarebbe l’azione dei vigilantes nel prevenire furti e danneggiamenti al nosocomio stesso e alla strumentazione, ci chiediamo, infatti, cosa sarebbe accaduto se le apparecchiature rubate fossero servite per un’operazione urgente o se quelle rimaste fossero state danneggiate. Dalla sicurezza alla viabilità, fino alla sanità, in ogni ambito subiamo costantemente l’incapacità politica della sinistra che rinuncia ad un valore fondamentale come quello della sicurezza. Un valore negato – precisano Marchetti e Mancini - nella concessione della residenza, nella videosorveglianza dei territori contro i furti, nell’accettare in modo incondizionato la presenza, sul nostro territorio, di decine e decine di persone senza un titolo legittimo di residenza o fonte di reddito, ma che non perdono mai occasione per recare danno a cose e persone. Abbiamo superato il livello di guardia e di sopportazione, si è perfino arrivati a violare, in modo ripetuto, un luogo “sacro” per la salute della persona così come accaduto anche in altri presidi ospedalieri. Cos’altro deve succedere – concludono i due consiglieri - affinchè i governi di sinistra si sveglino da questo “coma” politico? E’evidente che questi sono i risultati di una lotta politica tra le fila interne del PD che parte da Perugia e arriva fino ai nostri territori”    

07/11/2016 19:35:51

Notizie » Politica M5s Umbertide su chiusura scuola di via Morandi

Riceviamo e pubblichiamo A seguito degli eventi sismici che avevano colpito il centro Italia a fine agosto il Movimento 5 Stelle aveva presentato nell’ultimo consiglio comunale un'interrogazione urgente al Sindaco di Umbertide per conoscere lo stato generale, le condizioni statiche e gli adeguamenti sismici a norma di legge degli edifici pubblici e scolastici.  Si era chiesta una risposta puntuale e ben articolata così da poter informare la cittadinanza in maniera adeguata sullo stato delle strutture pubbliche, con particolare riguardo alle scuole e agli asili nido, luoghi nei quali la sicurezza deve essere garantita. Dal momento che la risposta fornitaci era piuttosto imprecisa, abbiamo immediatamente richiesto la convocazione di una commissione ad hoc, svoltasi il 18 ottobre scorso, durante la quale abbiamo appreso che gli interventi fatti sulle varie scuole nel corso degli anni sono arrivati a garantire una sicurezza pari al 60%. Ora apprendiamo di una ordinanza del sindaco che chiude la scuola materna e asilo nido di via Morandi “in via precauzionale dopo l'intensa e perdurante attività sismica degli ultimi giorni”. Premettendo che non si vuole far alcuna polemica, certe considerazioni sono d’obbligo per chi da tempo, come noi, sta dietro alla questione sicurezza delle scuole; nella stessa ordinanza del sindaco si afferma che “la struttura risulta agibile con prescrizioni di puntellamento del giunto tecnico in corrispondenza dell’ingresso alla cucina e dell’ingresso al chiostro interno; che è stato riscontrato un quadro fessurativo non importante ma diffuso in corrispondenza delle giunzioni fra telaio in c.a. e le murature riscontrabile sui paramenti esterni ma non presente all’interno” inoltre viene detto “che la struttura è stata realizzata prima dell’entrata in vigore delle normative sismiche e che non è stata oggetto di interventi di miglioramento/adeguamento sismico, e che attualmente la struttura ospita un elevato numero di bambini e personale docente e non docente.”  Viene da chiedersi se queste criticità non fossero a conoscenza della nostra amministrazione già da prima degli ultimi eventi sismici. Un fulmine a ciel sereno dunque? Sembra di no visto che non è mai stata adeguata ai criteri antisismici, come la stessa amministrazione afferma. E perché? Ricordiamo che nel 2010 venne intrapreso un ampliamento della struttura, che si sarebbe dovuto concludere nel 2012, e che è costato circa 130 mila euro (soldi nostri!). L'ampliamento dell'asilo nido avrebbe dovuto rispondere alle richieste che le famiglie annualmente avanzano per poter accedere al servizio. Se attualmente la struttura ospita un “numero elevato di bambini e personale docente” (300 persone) perché questa nuova area non è stata mai attivata? E se la si doveva lasciare così, perché quei 130 mila euro non sono stati impegnati per migliorare, anzi provare ad adeguare la struttura già esistente?

07/11/2016 19:24:36

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