Attualità » Primo piano Montone: i buoni spesa del Comune per le famiglie in difficoltà economica

Un aiuto concreto e immediato alle famiglie e alle persone in difficoltà per l’emergenza coronavirus. Anche il Comune di Montone si è attivato per fornire ai propri cittadini, ai sensi dell’ordinanza n. 658 dello scorso 29 marzo del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, strumenti di sostegno economico per l'acquisto di generi alimentari, sotto forma di buoni spesa. Al momento l’amministrazione dispone di euro 10.898,49 di buoni, utilizzabili unicamente per l’acquisto di generi di prima necessità. Nell’avviso pubblicato dal Comune si precisa che i destinatari dell’intervento sono le persone e le famiglie, residenti nel territorio comunale, in condizione di assoluto e/o momentaneo disagio socio-economico, a causa dell’eccezionalità dell’emergenza Covid-19, e temporaneamente impossibilitati a soddisfare le primarie esigenze di vita, anche a seguito delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria in corso. L’ammontare dei ‘buoni spesa’ sarà definito a seconda della composizione del nucleo familiare: da 150 euro a persona fino ad un massimo di 600 euro. Tra le condizioni richieste, per accedere al beneficio è presente quella di non percepire altri redditi da lavoro dipendente pubblico o privato e non essere titolare di pensioni da lavoro, oltre che non avere giacenza bancaria/postale superiore a 10 mila euro alla data del 29 marzo 2020. L’istanza per il buono pasto dovrà pervenire al Comune entro il 16 aprile, tramite l’apposito modello di autocertificazione, che potrà essere inviato alla mail comune.montone@postacert.umbria.it o consegnato a mano all’ufficio protocollo del Comune di Montone, rivolgendosi prima al presidio del Gruppo di Protezione Civile. “Abbiamo lavorato intensamente con i nostri dipendenti – riferisce il sindaco Mirco Rinaldi - per attivare e trovare la soluzione con le modalità migliori per distribuire queste nuove risorse nel territorio. Un intervento diretto verso chi ha assoluta e reale necessità di fondi per fare la spesa, in grado di garantire i pasti alle persone che per svariati motivi, in questa grave crisi sanitaria, si sono trovate senza liquidità. Vorrei sottolineare che per scegliere gli operatori economici abbiamo fatto un avviso pubblico, al quale possono partecipare solo gli esercizi del territorio comunale”. L’amministrazione ha infatti provveduto a pubblicare un avviso per individuare operatori economici locali disposti ad accettare, per l’acquisto di generi alimentari e prodotti di prima necessità, i buoni spesa rilasciati dal Comune. La manifestazione di interesse dovrà pervenire, redatta su apposito modello, entro lunedì 6 aprile, ore 12, tramite il seguente indirizzo PEC: comune.montone@postacert.umbria.it. L’esercente che aderirà a questa iniziativa potrà concedere ulteriori sconti sugli acquisti a favore dei beneficiari dei buoni. Sarà dato rilievo alla scontistica in più sul sito istituzionale dell’Ente. “La nostra priorità – commenta Sara Volpi, assessore comunale ai servizi sociali - è stata quella di indirizzare questa tipologia di contributo a coloro che fino a ieri tiravano avanti l’economia e che, oggi, l'emergenza da coronavirus ha messo in seria difficoltà. Chiediamo a ognuna di queste persone di farsi avanti. Ogni istanza arrivata verrà valutata con il massimo della riservatezza e professionalità dai nostri uffici. Speriamo, inoltre, che vengano assegnate altre risorse, così da aiutare più persone possibile”.  

03/04/2020 14:44:10 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Socialismo XXI Umbertide: «serve un piano di attenzione al nostro ospedale cittadino»

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del gruppo Socialismo XXI Umbertide sulla questione ospedale cittadino: «La tenuta del nostro sistema sanitario locale deve essere fonte di primaria preoccupazione di tutte le forze politiche e sociali. Come Circolo Comunale abbiamo più volte manifestato (precedentemente all'Emergenza che stiamo vivendo e soprattutto ora) la nostra massima attenzione sul futuro del nostro Ospedale Cittadino. La sfida che ci troviamo a fronteggiare ci impone l'adozione di politiche ferme e decise che tutelino prima di tutto la salute del personale sanitario (a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti) e di tutti i nostri cittadini. Avevamo più volte chiesto all'Amministrazione Comunale l'adozione di un attento e urgente piano di attenzione rivolto al nostro presidio ospedaliero dettato soprattutto dall'emergenza COVID 19 che stiamo affrontando. La risposta è stata quella di "ventilare" la chiusura della RSA riassorbendola al reparto di Medicina con di contorno a tale scelta la più totale mancanza di trasparenza in merito da parte della stessa Amministrazione Comunale. Ora, riconoscendo l'assoluta eccellenza del reparto RSA facciamo molta fatica a capire tale scelta e soprattutto non comprendiamo assolutamente perchè invece di puntellare il nostro presidio sanitario si scelga sostanzialmente di non scegliere. Per tanto alla Luce di ciò rivolgiamo ancora una volta con massima responsabilità alla Giunta Comunale la richiesta di: ADOTTARE UN ATTENTO PIANO DI ATTENZIONE AL NOSTRO OSPEDALE CITTADINO E A TUTTO IL PERSONALE SANITARIO (piano che non si può pensare di risolvere con la chiusura della RSA) ma che deve essere affrontato complessivamente nel merito e che soprattutto tenga ben saldo un punto importante cioè quello di assicurare la massima operatività e efficienza del nostro Ospedale Cittadino. Ce un tempo per tutto..... ora e il tempo della massima responsabilità».

03/04/2020 14:24:52 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide cambia: quale piano di utilizzo delle strutture sanitarie locali nell'emergenza

“Abbiamo bisogno di capire con chiarezza quale piano Asl e Comune hanno in mente per l’utilizzo delle strutture sanitarie di Umbertide nel periodo di emergenza”. Così Gianni Codovini, capogruppo di Umbertide cambia, introduce l’ulteriore proposta del movimento civico. “Potremmo ragionare sulla possibilità di utilizzare il reparto di medicina per i malati Covid che hanno necessità di ospedalizzazione, spostando altri degenti in un reparto di Prosperius, purché sia adeguatamente garantita l’assistenza medica. Potremmo ragionare sulla possibilità di utilizzare la stessa Prosperius per ospitare persone guarite da Covid ma che necessitano di una qualche forma di riabilitazione. Dobbiamo ragionare sul potenziamento della RSA, che in questo momento potrebbe essere utilizzata per la gestione di persone in sorveglianza sanitaria, isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare che non possono però trascorrere a casa il periodo di quarantena. Siamo consapevoli che tutto questo comporta uno sforzo organizzativo notevole, ma al tempo stesso convinti che le strutture sanitarie di Umbertide, nel loro insieme, debbono essere pensate e ripensate in funzione di un loro potenziamento”. “Potenziamento – continua Codovini – che deve riguardare in particolare la medicina territoriale o di prossimità, che si sta dimostrando fondamentale. In questo contesto la RSA rappresenta un patrimonio di civiltà per Umbertide, di prima e ultima istanza, che non può essere oggetto di dispute tra interessi ed equilibri amministrativi-territoriali. Un servizio per la comunità, e soprattutto per i più deboli, che noi difenderemo con tutte le nostre forze”. “Se poi le criticità si rivelassero maggiori di quanto oggi possa sembrare – conclude il capogruppo di Umbertide cambia – sarà necessario intervenire con soluzioni straordinarie, anche mediante l’utilizzo di strutture private. In questo senso il problema principale è oggi  l’attento monitoraggio della situazione e la capacità di prevedere tempestivamente l’evoluzione del fenomeno a livello locale”         

03/04/2020 11:37:12 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Locchi (Umbertide Partecipa): “La RSA di Umbertide non si tocca”

L'Associazione Civica Umbertide Partecipa si schiera nettamente contro l'ipotesi di chiusura dell'RSA (Residenza Sanitaria Assistita) dall'Ospedale di Umbertide e si dichiara "pronta a sostenere a fianco di altri partiti, associaizoni, singoli, enti, indipendentemente dal colore politico, azioni incisive finalizzate al mantenimento di questo servizio essenziale nella nostra città". Sono passati 5 anni dalla attivazione della RSA dell’ospedale di Umbertide. Dieci posti letto, dedicati a quei pazienti per i quali non c’è la necessità di prolungare il ricovero ospedaliero ma che non sono ancora pronti per tornare al domicilio in quanto clinicamente complessi, che necessitano di ulteriori cure o controlli clinici, di riabilitazione per il ripristino dei livelli di autosufficienza, di assistenza infermieristica estensiva non domiciliare o anche di riorganizzazione del contesto familiare. Marco Locchi, presidente di Umbertide Partecipa e allora sindaco di Umbertide, partecipò all'inaugurazione del reparto: "ricordo con grande soddisfazione quel giorno, alla presenza del Direttore Giuseppe Legato e di altre personalità: un servizio  nuovo per i nostri malati di Umbertide caratterizzato da un forte radicamento sul territorio attraverso i nostri medici di base. Voglio riportare le parole di Legato: “E’ un servizio di livello e intensità assistenziale intermedia, capace  di garantire l’integrazione e la continuità delle cure tra il livello ospedaliero, territoriale e domiciliare e al tempo stesso una maggiore appropriatezza del ricovero ospedaliero, con riduzione dei tempi di degenza e dei posti letto che devono restare riservati ai pazienti acuti. Il ricovero in RSA ha come obiettivo finale il recupero dell’indipendenza del paziente e il rientro al proprio domicilio”. "Successivamente - continua Locchi -"come era mia consuetudine, andavo spesso in Ospedale e anche all’ RSA: tutte le volte che sono andato, ma anche in altri momenti, ho sempre, sempre ricevuto apprezzamenti per la struttura moderna, per l’ altissimo livello di professionalità ed umanità di tutto il personale sanitario.  A testimonianza di ciò i tanti “post-it” di ringraziamento attaccati nel salone della RSA e le tante donazioni che in questi anni sono state fatte dai nostri concittadini. Una struttura che funziona bene, di qualità, apprezzata da tutti, condivisa anche dai medici di base e allora quando ho saputo che si vuole togliere per lasciare posto ad altri non ben definiti servizi,  sono rimasto sconcertato tantopiù se si considera che tale azione verrebbe fatta ora sfruttando il particolare momento di emergenza nel quale ci troviamo. Gli umbertidesi hanno il diritto di capire e di dire la loro anche pubblicamente, attraverso tutti  i mezzi di comunicazione possibili al momento. Ci si domanda il perché di questo accanimento contro i servizi del nostro ospedale dopo che sono stati tolti anche il laboratorio di analisi (lasciando solo il punto prelievi) e soprattutto la somministrazione dei farmaci ai malati oncologici. Qualcuno pensa che ci si possa veramente appoggiare  a quella di Città di Castello? Ma allora lo scopo delle RSA era un “bluff” ? Chiediamo a gran voce che i “decisori” rivedano la scelta fatta e che l’ Amministrazione Comunale si esprima in maniera decisa e convinta a difesa della nostra RSA e del nostro ospedale per evitare che si continui questo impoverimento dei servizi".    

03/04/2020 10:49:57 Scritto da: Eva Giacchè

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