Notizie » Economia Roberto Alunno Violini: innovare

Si è laureato in  Economia e commercio n el 1992 a Perugia con una tesi sulle tecniche di vendita  e persuasione del consumatore. Dal 1993 co-fondatore ed amministratore di In.Ser.T. srl.; nel 2009 è co-fondatore ed amministratore di La Contabile srl. Dal 2012 co-fondatore ed amministratore di Centroufficio srl. Formatore su tecniche di vendita, creatività, memoria e ottimismo. Recentemente creatore e webmaster del progetto www.InFormAzienda.com di In.Ser.T. srl. Questo è la parte “visibile” di Roberto Alunno Violini, poi c’è la sua curiosità intellettuale e la sua capacità di indagare che, però, tende sempre a nascondere. Non gli piace mostrarsi (non c’è una sua foto nell’intervista), ma sappiate che contribuisce a far crescere questa città. Soprattutto in innovazione.   Lei nasce economista e si trasforma in programmatore e imprenditore. L’evoluzione non è così meccanica, ma è proprio ciò che ci vuole in tempi di flessibilità. Può spiegarci quali sono stati i momenti, i fattori, gli incontri, le persone, le motivazioni  che hanno determinato queste scelte e l’inizio della sua attività? «Ho visto il primo computer quando dovevo scrivere l a tesi di laurea, nel 1992. Mi sono appassionato immediatamente a quel mondo nuovo, pionieristico e diverso. Gli studi che ho fatto mi hanno formato mentalmente a credere nelle possibilità enormi  dell’innovazione, quindi direi che le due cose si sono sposate benissimo. Il centro Buffetti, già allora punto di riferimento per commercialisti e consulenti del lavoro, è stato un ambiente ideale per conciliare le due vocazioni. Con i miei soci di allora, Mauro Grelli e Antonella Cattaneo, abbiamo iniziato un percorso certamente difficile ma stimolante e, come dicevo prima,innovativo. Siamo stati i primi nel 1995 a fornire connettività Internet ad Umbertide, in società con Net & Media, il nodo internet era fisicamente dentro al negozio e la tecnologia era a dir poco pionieristica.  In.Ser.T. significa Informatica e Servizi per il Terziario, adesso tutti parlano in questi termini, ma nel 1993, quando siamo nati, pochi scommettevano sul valore dei servizi e altrettanto pochi sull’informatica. La maggior parte aspettava di capire che verso prendere. Nel 2004 Antonella ha lasciato la società per motivi familiari, a quel punto con l’ingresso dei due nuovi soci, Mirko Fiorucci e Maria Lucia Tarantelli, l’azienda ha preso vigore e professionalità. E’ stata la chiave della nostra svolta. A dimostrazione del fatto che l’azienda è fatta dalle persone. Siamo entrati nei primi cinquanta concessionari Buffetti in Italia su quasi 1000, una bella soddisfazione se consideriamo che Umbertide non ha certo i numeri delle grandi città. Siamo un gruppo unito, ognuno dei quattro ha le sue peculiarità ma siamo perfettamente integrati  soprattutto condividiamo la stessa visione: essere utili  al cliente e dare le giuste soluzioni. Crediamo che questa visione “cliente centrica” sia la chiave per avere risultati nel lungo periodo». La sua azienda rimane un punto di riferimento operativo e concreto per aziende e singoli del territorio. Tuttavia, sta ora sviluppando la parte di consulenza e orientamento (se non sbagliamo) per le imprese. Il blog informazienda.com che avete realizzato cosa vuole essere e quale valore in più può dare alle aziende? Il vostro slogan del blog è del resto programmatico: “palestra per le aziende che vogliono crescere”. «Il blog InFormAzienda è un luogo dove si parla di esperienze positive, di storie di successo di formazione e di innovazione. Tutte cose che possono essere utili ad aziende di qualunque dimensione, dalla ditta individuale ed al professionista, fino ad arrivare a coloro i quali hanno una idea imprenditoriale che ancora non ha trovato concretezza. Essere utili, questo è il punto di partenza per ogni nostro progetto. Questa visione, che può sembrare più che altro filosofica, ha invece dei riscontri e soprattutto dei risultati estremamente concreti. Ognuno di noi preferisce acquistare beni, e soprattutto servizi, da soggetti dei quali ci fidiamo, che nel corso della nostra vita ci hanno aiutato a raggiungere i nostri obiettivi. InFormAzienda nasce per aiutare ciascun soggetto a raggiungere il proprio obiettivo. Così, indirettamente, raggiungiamo il nostro obiettivo: ottenere fiducia. E’ una via lunga, del resto però il modello di azienda che auspichiamo io, Mauro, Mirko e Maria Lucia non è certo mordi e fuggi. Siamo sul mercato da venti anni (il nostro ventesimo anniversario è proprio ad Ottobre) e siamo pronti a portare innovazione sul mercato ancora a lungo». Lei è attivo anche nel campo dell’educazione e formazione on line. Ci può spiegare quali sono le potenzialità della formazione on line e, magari, le criticità. Può farci qualche esempio concreto che ha gestito o sta gestendo? «Crediamo nel valore aggiunto che la formazione può dare a livello imprenditoriale ma anche a livello personale. Dicevo prima che le aziende sono fatte di persone, investire nella formazione ha dei risultati molto spesso sorprendenti. Dal 1993 eroghiamo corsi di formazione su tecniche di vendita, memoria, ottimismo e creatività. Tutti argomenti cruciali per qualsiasi azienda, anzi per qualsiasi individuo che crescendo farà la fortuna dell’azienda dove lavora. Nel 2011 abbiamo realizzato una piattaforma eLearning per la formazione online, questa è stata adottata da realtà importanti, come smartbusinesslab, di Alfio Bardolla, Lorenzo Ait e Gianluca Massini. Questi sono fra i migliori formatori italiani, la vena innovativa che da sempre diamo ai nostri progetti è piaciuta anche a loro. La formazione online ha delle potenzialità enormi, essa è asincrona, è fruibile con qualunque dispositivo connesso e da qualunque luogo, questo è sicuramente vincente. Per di più il sistema di valutazione che abbiamo creato è estremamente preciso, una garanzia dell’apprendimento. Tuttavia il corso in aula ha un fattore insostituibile: emoziona. Quindi proprio per questo lo reputo insostituibile. eLearning sì, ma abbinato a sessioni live». Come analista economico, quali sono i limiti del nostro sistema economico nel territorio? Quali sono i possibili strumenti e progetti per modificare un contesto orami cristallizzato? «Senza dubbio la connettività a banda larga potrebbe dare notevole impulso alla produttività, la nostra zona palesa dei limiti infrastrutturali enormi da questo punto di vista. Credo, poi, che a livello locale sia vitale per la nostra economia la creazione del brand “Umbria”. Toscana è diventato uno dei brand turistici più noti al mondo, l’Umbria ha ben poco da invidiare, tuttavia è poco riconosciuta. Un progetto che valorizzi il territorio darebbe certamente impulso al sistema economico e creerebbe un enorme valore aggiunto per gli operatori».    

26/11/2013 15:40:10

Notizie » SLIDER IL COMUNE RISPONDE AL COMITATO

Nota dell'Amministrazione Comunale sulla vicenda dell'impianto a biomasse 04/09/2013 "Troppe affermazioni basate su menzogne e pettegolezzi, il Comune ha agito nel totale rispetto della legge" Sul progetto di realizzazione di un impianto a biomasse in località Pian D'Assino sono state fatte troppo spesso affermazioni basate, invece che su fatti concreti, su menzogne e pettegolezzi. Nel gestire la complessa vicenda, il Comune di Umbertide si è attenuto scrupolosamente alla normativa vigente in materia, convocando la conferenza dei servizi, al fine di acquisire i pareri necessari all'autorizzazione di competenza di Enti differenti da quello Comunale. I consulenti a cui il Comune si è affidato non possono che essere consulenti istituzionali (Provincia, Arpa, Asl..., che hanno espresso parere favorevole anche dopo aver preso visione della documentazione presentata dal Comitato) e non singole persone di cui non si conosce la professione. Nonostante questo, non corrisponde al vero che la relazione prodotta dal dott. Valerio su incarico del Comitato non sia stata esaminata, visto che a suddetta relazione ha provveduto a rispondere per iscritto la Provincia di Perugia, come risulta dagli atti pubblicati all'Albo Pretorio in data 8 agosto 2013. Così come non risulta vero, a differenza di quanto affermato dal Comitato, che il Comune di Umbertide sarebbe tra i Comuni più inquinati dell'Umbria, visto che nel nuovo Piano regionale per la qualità dell'aria, adottato dalla Giunta regionale in data 15 luglio 2013, per il Comune di Umbertide non si registrano elementi di criticità legati all’inquinamento atmosferico tali da motivare una sua ulteriore inclusione tra le aree interessate da specifiche misure di risanamento. Comprendiamo le preoccupazioni dei cittadini, ma non possiamo dire lo stesso per le ragioni alla base delle prese di posizione del Comitato contro il Comune, unico Ente che, sin dall'inizio, si è adoperato per tutelare gli interessi degli abitanti di Pian D'Assino. In tutta la vicenda, il Comune di Umbertide ha agito nel totale rispetto della legge, ci chiediamo se anche il Comitato abbia fatto lo stesso.   L'Amministrazione Comunale di Umbertide  

26/11/2013 15:35:30

Notizie » Editoriale Meno tasse, più tasse

I dati non sono confortanti per Umbertide. Parliamo ancora disoccupati e cassaintegrati. Del resto, la crisi non sembra passare in Alto Tevere, ma quello che preoccupa è l’assenza delle misure per affrontarla.  I numeri della crisi non barano: sono 8381 le persone che, nel secondo semestre dell’anno,  sono iscritte al Centro per l’impiego. 2191 a Umbertide, 4986 a Città di Castello e 1204 a San Giustino. Salgono, inoltre, del 40% i rapporti di lavoro “cassati” o per licenziamento o per non rinnovo dei contratti, anche di brevi periodi. A soffrire sono i lavoratori dipendenti, ma anche le aziende. Problema ulteriore, in Alto Tevere, riguarda la cassa integrazione ordinaria: 51 sono le aziende che la utilizzano, coinvolgendo 646 dipendenti ad orario ridotto. Diminuisce quella in deroga. Umbertide conta 52 aziende in cassa integrazione in deroga per 229 lavoratori; Città di Castello sconta un peso rilevante con 155 aziende in cassa integrazione in deroga e 700 dipendenti coinvolti; San Giustino 29 con 122 dipendenti. Rimane la cassa integrazione straordinaria che tiene per 287 lavoratori. La gravità e urgenza della situazione dovrebbe far pensare ad uno scatto delle istituzioni su proposte anche fuori dal coro. Ma c’è silenzio. Ci permettiamo allora di suggerirne una. Mancano politiche locali di welfare? Bene: perché non ridurre l’Irpef comunale? Sarebbe una misura non solo di alleggerimento del carico fiscale, ma un potente simbolo per la politica locale.  Invece è proprio la politica territoriale che assume iniziative contrarie allo spirito dei tempi. L’ultima riguarda la trasformazione della E 45 in autostrada sottoposta a pedaggio. L'annuncio del maxi-progetto da quasi dieci miliardi di euro sta letteralmente spaccando il nostro territorio e l'Umbria in due. Visioni divergenti che si registrano a tutti i livelli, a cominciare dalla giunta regionale. L’amministrazione di Umbertide non ha ancora specificato la propria posizione. Perché, ricordiamo, la E45 autostrada è una nuova, sicura tassa, visto che costringerà gli umbri e le imprese umbre a pagare un pedaggio per transitare sullo stesso tratto di strada che oggi è gratuito. Altro che riduzione delle tasse!

16/11/2013 21:42:23

Notizie » SLIDER Un'idea per territorio: aiuto all'economia

"Un'idea per il territorio", iniziativa che rientra nell'ambito del “Progetto Alta Umbria”, ha preso avvio da Umbertide. Il progetto si propone come supporto all'economia degli otto Comuni alto tiberini: Città di Castello, Umbertide, San Giustino, Montone, Pietralunga, Lisciano Niccone, Citerna, Monte Santa Maria Tiberina. Ciò che lo rende credibile è la partecipazione inter-istituzionale; infatti è finanziato dalle Casse di Risparmio dell'Umbria e dalla Camera di Commercio di Perugia, proposto dalle sezioni Alta Valle del Tevere di Confindustria Umbria, Confartigianato Perugia e Confcommercio Perugia e gestito da Umbra Export scarl, l'agenzia per l'internazionalizzazione di Confindustria Umbria. Il progetto è stato presentato presso il Comune di Umbertide dal direttore generale Casse di Risparmio dell’Umbria Vanni Bovi, il direttore di Umbria Export scarl Enzo Faloci, il direttore generale di Confindustria Umbria Aurelio Forcignanò e il sindaco di Umbertide Marco Locchi. “Un'idea per il tuo territorio” è finalizzato a favorire nuove opportunità di lavoro attraverso l'autoimprenditorialità e consiste in un concorso per la promozione di idee imprenditoriali rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni. I neo imprenditori potranno presentare progetti di impresa nei settori produttivi del commercio, dell'artigianato, dei servizi, dell'industria e del turismo, che siano finalizzati a valorizzare il territorio dell'Alta Valle del Tevere e le sue eccellenze produttive, storico-culturali e turistiche. Un'apposita commissione di valutazione selezionerà poi le migliori sette idee imprenditoriali a cui verrà assegnato un premio fino a 7.000 euro spendibili sotto forma di voucher per l'acquisizione di competenze e conoscenze. Ciascuna idea imprenditoriale verrà valutata tenendo conto di criteri come il grado di innovazione, il grado di sostenibilità economico-finanziaria, la valorizzazione territoriale, la creazione di occupazione, la vocazione internazionale, il curriculum e lo stato di eventuale disoccupazione o inoccupazione del proponente. “Il progetto si basa su due fattori, il territorio e l'innovazione – ha detto il direttore di Umbria Export Enzo Faloci – attraverso questo concorso di idee verranno premiati sette progetti in grado di valorizzare il territorio e le sue specificità e, al contempo, di creare valore aggiunto”. “È un esempio concreto di unione di intenti partita dalla grande intuizione delle Casse di Risparmio dell'Umbria – ha aggiunto il direttore generale di Confindustria Umbria Aurelio Forcignanò – Dimostra come Enti pubblici, associazioni di categoria e istituzioni bancarie possano mettere in atto azioni concrete e produttive per il territorio”. “Come prima banca della regione, ci mettiamo disposizione del territorio di cui vogliamo essere parte attiva – ha dichiarato il direttore generale delle Casse di Risparmio dell'Umbria Vanni Bovi – Il nostro territorio è ricco di potenzialità che vanno canalizzate su tre filoni, innovazione, start up ed internazionalizzazione, e questo progetto è finalizzato proprio a sostenere nuove idee imprenditoriali in grado di creare valore aggiunto”. “Al progetto possono partecipare i cittadini europei o extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno, di età compresa tra 18 e 35 anni non compiuti, residenti in uno degli otto Comuni dell'Alta Valle del Tevere. La domanda di partecipazione, scaricabile dal sito www.exp.it oppure www.unideaperiltuoterritorio.it, dovrà essere spedita tramite raccomandata a/r entro il 31 dicembre 2013 all'indirizzo Umbria Export scarl, via Palermo, 80/a, 06124 Perugia. Gli uffici di Umbria Export sono a disposizione per qualsiasi informazione e per fornire assistenza nella compilazione della domanda dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 (tel. 075 582761).  

16/11/2013 21:39:07

Notizie » SLIDER E 45: la futura autostrada divide

La E45 diventerà autostrada, sarà ammodernata, messa in sicurezza e verrà trasformata in strada sottoposta a pedaggio. Pro e contro. L'annuncio del maxi-progetto da quasi dieci miliardi di euro sta letteralmente spaccando il nostro territorio e l'Umbria in due. Favorevoli e contrari. Visioni divergenti che si registrano a tutti i livelli, a cominciare dalla giunta regionale. L’amministrazione di Umbertide si è chiusa nel silenzio e non è dato sapere quale sia la posizione. A Palazzo Donini, infatti, gli orientamenti sono due, quello dell'assessore ai Trasporti, Silvano Rometti e quello del collega di giunta, Stefano Vinti. Il primo è decisamente favorevole: «Si fa così concreta - ha detto Rometti - la realizzazione di un'opera importantissima per l'Umbria, che collega da nord a sud tutto il territorio regionale verso le grandi direttrici europee che porterà alla costituzione di un moderno e più efficiente sistema infrastrutturale». Di tutt'altro avviso Vinti che, complici anche i danni causati dal maltempo in questi giorni, sul suo profilo Facebook ha scritto: «Piove per 48 ore e l'Italia e l'Umbria vengono giù! Il dissesto idrogeologico non ha risorse per essere mitigato e curato, ma si investono 10 miliardi di euro per trasformare la E45 in autostrada. Una grande opera inutile e dannosa». Riserve arrivano dal consigliere regionale del Pd, Andrea Smacchi, che ieri ha ricordato come quello della E45 sia «un progetto importante senza ombra di dubbio, ma per l'Umbria oggi l'infrastruttura più importante e da completare nel più breve tempo possibile rimane sempre e comunque la Perugia-Ancona». Sempre dal consiglio regionale sono arrivate le critiche al progetto da parte del consigliere Dottorini (Idv) già nelle ore successive all'annuncio del Cipe. Totalmente a favore, invece, il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali e l'assessore Ilio Liberati, che hanno espresso tutta la loro soddisfazione per un progetto «prioritario per la città e la regione». Urbano Barelli, presidente di Italia Nostra di Perugia, sostiene che l’autostrada E 45 sarebbe “una nuova, sicura tassa per gli umbri, visto che costringerà gli umbri e le imprese umbre a pagare un pedaggio per transitare sulo stesso tratto di strada che oggi è gratuito. La nuova autostrada causerà ulteriore consumo del territorio, aumento del traffico e dell’inquinamento dell’aria”. Pioggia di critiche dalla Federconsumatori, il presidente regionale Alessandro Petruzzi non va tanto per il sottile: «Sarebbe il caso, piuttosto, di pensare alla messa in sicurezza dell'esistente e del Nodo di Perugia, queste sono le vere priorità». E ancora: «Siamo poi contrari al pedaggio. È impensabile che un lavoratore debba pagare per arrivare sul luogo di lavoro ogni giorno perchè non ha alternative». Da registrare, infine, che domenica a Cesena è stata convocata una riunione di tutte le associazioni e comitati che intendo manifestare il loro "no" al maxi-progetto. E siamo solo all'inizio.

14/11/2013 16:06:45

Notizie » Economia Dal reddito reinvestito una via d'uscita dalla crisi

2191 persone iscritte al centro impiego, 40% i rapporti di lavoro cassati, 52 le aziende in cassa integrazione in deroga per 229 lavoratori. Incutono terrore questi dati, quasi quanto la signora in nero, e le politiche attuali non danno quella spinta necessaria a far tornare il sorriso e qualche soldo nelle famiglie italiane, sempre più devastate da questo cerbero rappresentato dalla crisi. Ad ogni modo, a volte, la derisa scienza triste può venir utile e invece di maltrattarla (lei come i suoi teorici e studiosi) il consiglio è quello di riflettere sulle soluzioni che ci offre e riuscire a costruire un modello per invertire rotta. Noti infatti sono gli studi sui mercati in concorrenza per fetta e quelli nel caso di monopolio. Sebbene modelli ideali ( il primo più che il secondo) ci danno informazioni utilissime su come poter raggiungere efficienza, ovvero la perfetta allocazione delle risorse, minimizzando gli sprechi e massimizzando il benessere. Tale condizione è raggiungibile solo nell’utopica soluzione di un mondo formato da mercati perfettamente concorrenziali ( tante, infinite imprese, il cui prezzo di vendita è fatto dal mercato) dove non esistono barriere d’entrata ne tanto meno interventi di enti pubblici in economia. Un situazione, questa, difficile, se non impossibile,  quindi da realizzare visto e considerata  una condizione implicita della concorrenza perfetta, ma cruciale, quella della perfetta informazione tra enti economici. Ma nemmeno il modello monopolista, nel nostro caso lo Stato con interventi di produzione diretta e indiretta, è da prendere in considerazione, vista la struttura sovra semplificata, gli alti costi di coordinamento  e per ultimo ma non meno importante una forte demotivazione al lavoro. Tuttavia questi due modelli così distanti tra loro ci danno l’idea di come poter realizzare un modello economico reale e non ideale che funzioni e che riporti i noi e nostri concittadini a sorridere. Accertato dagli studi e da quanto detto fino ad ora, il modello base da cui partire è quello liberista con però delle modifiche necessarie per renderlo adattabile alla nostra realtà e non lasciarlo vivere in un mondo parallelo privo di imperfezioni. Il primo passo da fare è spingere la libera impresa,  aumentando il numero di imprese sul mercato. Il secondo è dare fiducia ai cittadini e cercare di eliminare tutte le varie asimmetrie informative presenti, e magari anche semplificare l’accesso nei mercati. Purtroppo però in questo periodo difficile è aprire nuove imprese, ed è qui che il nostro liberalismo viene rimodellato apportando modifiche di stampo riformista, ovvero facendo assumere allo stato il ruolo di regolatore del mercato,  dispensando sussidi, incentivando l’iniziativa e ridistribuendo la ricchezza in modo tale da far raggiungere l’equità oltre che l’efficienza. Arrivati però a questo punto la domanda sorge spontanea: tutte queste teorie come si possono applicare più nel concreto?  In primis, come ci insegnano i padri dell’economia aziendale, bisogna ridare fiducia ai lavoratori e a chi vuole fare libera impresa. Bisogna che la gente si riconosca nel proprio lavoro che riesca a soddisfare quei bisogni di stima, socialità, appartenenza, ma soprattutto di realizzazione, che coincidono anche con un maggior rendimento produttivo. Si verranno a creare, con la nascita di nuove imprese,  nuovi posti di lavoro, nuovi stimoli. E in tutto questo lo Stato dovrà aiutare i propri cittadini con maggiori politiche sullo welfare, iniziando a tagliare  dove vi sono inefficienze, o comunque sprechi di risorse ( e nell’apparato burocratico italiano ce ne sono)  e non dove si crea efficienza. Il RAI ( reddito ante imposte) piuttosto che venir tassato, dovrà essere in parte - con leggi ad hoc - reinvestito per generare maggior ricchezza e aumentare le possibilità di lavoro. Utopia non sono  tali manovre, utopia è pensare che a qualche problema non ci sia soluzione. Andrea Levi Codovini

12/11/2013 14:46:51

Notizie » SLIDER Beni agricoli pubblici a giovani agricoltori

Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale dell’Alta valle del Tevere, ha firmato la proposta di legge per l'assegnazione dei beni a vocazione agricola di proprietà pubblica a giovani agricoltori. "Dall'incontro partecipativo di oggi giunge - ha affermato Dottorini - una forte spinta a proseguire speditamente verso una legge per assegnare i terreni utilizzati ai giovani agricoltori e ai soggetti svantaggiati della nostra regione. Dagli interventi è emersa, pur con molte differenti sfumature, una sostanziale condivisione rispetto agli obiettivi e alle misure previste dalle proposte di legge. Ora è necessario giungere quanto prima ad un testo unitario che sappia fare sintesi delle varie iniziative presenti sul tavolo, in modo da consegnare al più presto all'aula un testo equilibrato che possa riscuotere ampio consenso” "Sono troppi i beni immobili di proprietà della Regione o di altri enti pubblici abbandonati o non utilizzati - spiega Dottorini - e occorre subito mettere in campo iniziative per concederli in uso a giovani agricoltori che vogliano contribuire a valorizzarli e renderli produttivi, privilegiando chi fa agricoltura sociale e chi punta su biologico e filiera corta. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge con il duplice obiettivo di recuperare terreni o beni immobili a vocazione agricola, attualmente inutilizzati o in abbandono, e di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano difficoltà spesso insormontabili nell'avviare la propria attività. Il tutto in un quadro organico di regole chiare e progetti non velleitari. E' necessario agire coerentemente se vogliamo valorizzare il patrimonio pubblico e allo stesso tempo rilanciare un settore, quello agricolo, di vitale importanza per la nostra economia, ma anche per la tutela del nostro paesaggio". "Faremo tesoro - conclude Dottorini - delle indicazioni avanzate da chi è intervenuto all'audizione. D'altra parte abbiamo sempre detto che la nostra è una proposta aperta al contributo di tutti. Ora l'obiettivo è quello di riuscire a sintetizzare tali contributi all'interno del testo in discussione per giungere quanto prima alla sua approvazione in aula".  

09/11/2013 12:51:11

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