Attualità » Primo piano Blitz in appartamento del centro storico: trovati droga e soldi falsi, albanese rimpatriato

Un blitz in pieno pomeriggio in un appartamento nei pressi di Porta Pesa, nel centro storico di Perugia, ha consentito di rinvenire banconote in euro false, sequestrare marijuana e catturare un pericoloso cittadino albanese su cui gravava un ordine di espulsione, emesso dall’Autorità Giudiziaria, dal territorio nazionale. Questi i risultati di un’ operazione di polizia giudiziaria eseguita dai carabinieri della Stazione di Perugia Fortebraccio della Compagnia di Perugia che per diversi giorni hanno monitorato il rione perugino di Porta Pesa in seguito ad alcuni movimenti sospetti segnalati dai residenti. Nel pomeriggio di ieri, giovedì 2 febbraio, dopo essere entrati nell’appartamento in via Bella, i militari si sono trovati difronte due albanesi: un 30enne sconosciuto alle forze di polizia che però era in possesso di 150 euro, in banconote da 50, palesemente false e un 28enne invece conosciuto negli ambienti giudiziari per reati legati alla droga. Quest’ultimo, infatti, durante la perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di una modica quantità di marijuana. I due extracomunitari sono stati accompagnati al Comando Provinciale dei Carabinieri. I carabinieri hanno notato che sul cittadino albanese, trovato in possesso dello stupefacente, era pendente un ordine del Tribunale di Sorveglianza di Perugia a causa dei diversi precedenti penali per traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti ed era stato disposto l’accompagnamento alla frontiera. Pertanto dopo le formalità di rito l’albanese è stato portato all’Aeroporto San Francesco di Assisi di Perugia e rimpatriato con un volo diretto per Tirana.

03/02/2017 15:27:07

Sport Basket A1 femminile: PF Umbertide, al PalaMorandi arriva la Reyer Venezia

Sfiorata l’impresa contro la corazzata Dike Napoli, la Pallacanestro Femminile Umbertide sarà ancora impegnata tra le mura amiche. Domenica 5 febbraio al PalaMorandi arriverà l’Umana Reyer Venezia, un’altra delle squadre più ambiziose del campionato ed organizzatrice delle Final Four di Coppa Italia, in programma al PalaTaliercio di Mestre i prossimi 25 e 26 febbraio.   La compagine lagunare è reduce dalla sconfitta di Ragusa del 2 febbraio per 80-72, recupero della partita del 22 gennaio, non disputata a causa delle infiltrazioni avvenute nell’impianto ibleo. La Reyer occupa attualmente la terza piazza della classifica a quota 22 punti.   Le maggiori insidie tra le fila veneziane arrivano dalle straniere, in particolare le lunghe Ashley Walker e Maya Ruzickova e l’esterna Ashleigh Fontenette. Proprio Fontenette è una delle ex di turno, aveva infatti militato nella PFU durante la stagione 2013-2014. Altra ex di turno il play Caterina Dotto, alla sua seconda stagione in maglia orogranata. L’altra play è Debora Carangelo, abile nel tiro da 3 e che fa registrare 8 punti di media a partita.   Per la PF Umbertide i punti di forza saranno sempre le USA Mallard e Brown, la prima autrice di 23 punti e 16 rimbalzi nel match contro la Dike Napoli ed una media punti che aumenta a 14. Antiesha Brown invece viaggia a 16 punti di media. Ilaria Milazzo mantiene i suoi 10 punti di media, altrettanti sono quelli messi a referto dal play bianco-azzurro contro Napoli.   Umbertide si trova al settimo posto in classifica con 12 punti. Punti fondamentali in chiave salvezza, ma per il raggiungimento matematico dell’obiettivo stagionale c’è ancora da lavorare.   Gara ancora più complicata per il roster allenato da coach Serventi rispetto alla partita contro la Dike Napoli.   Palla a due domenica 5 febbraio alle 18.        

03/02/2017 13:20:24

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: LETTERA APERTA AL SINDACO SULLA MOSCHEA

Riceviamo e pubblichiamo   La posizione di Umbertide cambia in merito alla questione Moschea-Centro Islamico è chiara e scritta, sintetizzata nell’ordine del giorno “Percorsi di integrazioni e cittadinanza” presentato in Consiglio Comunale nel settembre 2016, votato solo da Umbertide cambia. Il documento, unico in materia visto che nessuna altra forza politica ne ha proposti, e nemmeno l’Amministrazione comunale, è frutto, appunto, di un percorso, iniziato nel 2015 con un documento discusso in Consiglio Comunale, bocciato dal PD, e partecipato attraverso una assemblea pubblica tenuta il 30 marzo 2016. Tutto questo, riteniamo, legittima la nostra risposta al Sindaco di Umbertide.   “Alle volte il Sindaco  - e ci dispiace - sembra farsi male da solo, come nell’ultima nota di replica pubblicata nel sito del Comune (a proposito: qui i Gruppi consiliari non hanno diritto di rappresentare la propria opinione?). Egli testualmente afferma: “non  dobbiamo preoccuparci della costruzione di un Centro Culturale Islamico, tenuto conto che già oggi esiste un luogo (poco dignitoso) dove la comunità musulmana locale si ritrova da anni.” Bene ma non spiega, se non c’è preoccupazione, perché Lei abbia allora scritto una lettera al Ministro degli Interni rappresentando invece le preoccupazioni della cittadinanza. C’è o non c’è preoccupazione? Doppiezza del Sindaco. E si fa male. Si fa più male ancora: dice di aver spiegato le ragioni fin dal Consiglio del 22 settembre e nella successiva Commissione. Signor Sindaco: Lei non ha portato alcun documento e proposta sul Centro islamico; semmai l’unica proposta fu la nostra, basata sugli argomenti che oggi Lei dice di sostenere. Bene. Ma la verità è un’altra: Lei, il Pd e il gruppo M5S votaste contro il nostro odg su tracciabilità, sicurezza e convenzione con la comunità islamica (non solo con il Centro). Doppiezza del Sindaco. E si male. Ancor più esplicitamente: ci dica dov’è uno straccio di documento o Convenzione o Patto di cittadinanza sul quale discutere e confrontarci. Lei afferma che è da più di un anno che ci lavora. Un parto difficile, comunque fuori dalla trasparenza e partecipazione che Ella richiama. E si fa male. Dopo la stesura del Patto nazionale del 1 febbraio 2017 diventa urgente sapere con quali rappresentanze del Patto qui ad Umbertide è possibile interloquire. Le ricordiamo che scegliere una parte nell’islamismo è questione delicatissima; una non rappresenta la totalità, ma sceglierne una equivale a schierarsi con un certo tipo di islam. Capisce da solo che un Comune non può sostenere una linea piuttosto che un’altra: si ficcherebbe in un ginepraio e si farebbe male, appunto. Signor Sindaco: sia ecumenico con le comunità islamiche. Poi: Ella (e il suo partito) ancora nulla ha detto circa il ruolo che l’Associazione culturale islamica di Umbertide possa assumere nella sicurezza del territorio e il grado di collaborazione con le forze dell’Ordine; nulla ha detto circa i modi di rappresentanza dell’islam in città; nulla ha detto su come garantire i diritti delle donne islamiche e dei minori qui ad Umbertide. Qualche parola definitiva (magari scritta) sulla costruzione del cimitero islamico, da ultimo, dovrà pur pronunciarla. Noi le proposte le abbiamo fatte anche in Consiglio, ma Lei le ha bocciate. È arrivato il tempo di conoscere finalmente la Sua unica (non doppia) Verità.  Guardi, signor Sindaco: che il Patto nazionale è solo la cornice generale su cui muoversi, perché le azioni concrete e specifiche esso le lascia alle singole amministrazioni. Le azioni, appunto; non le parole che, Lei sa bene, sono come pietre. Ci si può far male”.    Associazione e Gruppo Consiliare Umbertide cambia   

03/02/2017 08:35:45

Notizie » Politica Precisazioni del Sindaco Locchi riguardo comunicati delle opposizioni in merito al centro islamico

Riceviamo e pubblichiamo In risposta agli articoli di stampa da parte delle forze politiche di opposizione sulla questione del centro culturale islamico e della lettera che il sindaco Marco Locchi ha fatto pervenire al Ministro degli Interni Marco Minniti, il Sindaco intende fare alcune precisazioni. “Sembra che le forze di opposizione facciano finta di non capire e si meraviglino per le iniziative che l’Amministrazione comunale prende nell’interesse della collettività. Le posizioni espresse nella lettera al Ministro non sono posizioni dell’ultim’ora e scopiazzate da quelle dei partiti di opposizioni. Come essi sanno, anche se fanno finta di non saperlo, fin dall’inizio l’Amministrazione Comunale si è posta il problema di una corretta gestione del centro per togliere qualsiasi ombra che arrecasse preoccupazione tra la popolazione. E’ da più di un anno che è stata posta la questione di una convenzione, o meglio di un “Patto di cittadinanza”,  tra l’Amministrazione Comunale e la comunità islamica; sono state numerose le occasioni nel corso delle quali se ne è parlato, in ultimo nella commissione consiliare appositamente convocata  e precedentemente nel consiglio comunale del 22 settembre scorso, dove, in risposta ad una interrogazione, il Sindaco faceva presente che era necessario continuare il percorso già intrapreso che prevede  momenti  di dialogo con la comunità musulmana, le associazioni del territorio, i cittadini, i consigli di quartiere.  Partendo da una base già discussa oltre un anno fa con la Comunità Islamica per arrivare alla definizione di un patto, come già fatto da altri  comuni, i quali lo hanno sottoscritto da tempo  per stabilire i rapporti tra le comunità islamiche e l’amministrazione,  anche su punti fondamentali quali la lingua da utilizzare nei sermoni, la provenienza dei fondi, ecc.. Si ribadisce che tutto questo era stato detto dal Sindaco nel consiglio comunale del 22 settembre e successivamente nella commissione consiliare  anche se le opposizioni fanno orecchie da mercante, facendo finta di non aver sentito, o giocando su una errata interpretazione  dei titoli di giornale. Questa era e resta la nostra linea. Non c’è nessuna ambiguità né incertezza nel nostro comportamento. Abbiamo sempre detto che per dare più forza al Patto, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti più delicati come la tracciabilità finanziaria dei contributi e i sermoni in lingua italiana, sarebbe stato importante che fossero stabilite ufficialmente delle linee guida a livello nazionale. Per questo il Sindaco ha  scritto al Ministro che poi ha incontrato personalmente; e anche per ribadire  che la nostra è una realtà che ha saputo gestire sempre bene le questioni della immigrazione e della integrazione e quindi non  dobbiamo preoccuparci della costruzione di un Centro Culturale Islamico, tenuto conto che già oggi esiste un luogo (poco dignitoso) dove la comunità musulmana locale si ritrova da anni. Questo nuovo centro dovrà  essere gestito bene, stabilendo criteri chiari e condivisi e soprattutto con tanta trasparenza e partecipazione. E quindi  la sottoscrizione del  Patto a livello nazionale fra le associazioni del tavolo islamico e il Ministero degli Interni,  finalmente avvenuta  nella giornata del 31 gennaio 2017,  che richiama prima di tutto il principio supremo di laicità dello Stato quale  “garanzia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale”, rappresenta un punto di svolta fondamentale. Il Ministro ha dichiarato: "Abbiamo firmato con le associazioni del tavolo islamico italiano un importantissimo documento, cruciale, che riguarda il presente e il futuro dell'Italia attraverso il dialogo interreligioso". Un patto che si basa su numerosi articoli della nostra costituzione e che verrà interamente recepito all’interno del nostro Patto di Cittadinanza.  Il patto nazionale prevede, fra l’altro,   agli art. 8,9,10 di rendere pubblici i nomi e i recapiti degli Imam, di adoperarsi  affinchè il sermone  del  venerdì sia svolto o tradotto in italiano, di assicurare la massima trasparenza nella gestione e documentazione dei finanziamenti ricevuti dall’ Italia e dall’ Estero e di proseguire nell’azione di contrasto dei fenomeni di radicalismo religioso.  Il Patto prevede inoltre tutta una serie di azioni volte a favorire  incontri e dibattiti  pubblici  tra le istituzioni e i musulmani in tema di cittadinanza attiva, dialogo interculturale e contrasto all’islamofobia, al fondamentalismo, ecc. Concetti questi che non sono appannaggio delle opposizioni, le quali oggi  provano a rivendicare, in modo totalmente strumentale, concetti  alla base di un percorso  condiviso fra le associazioni islamiche e lo Stato italiano e che hanno trovato conferma nel patto. Concetti, come già detto,  emersi già in altre occasioni: consigli comunali, commissione dove si è discusso, prendendolo ad esempio,  del Patto di cittadinanza di Firenze dove alcuni di questi  concetti sono presenti  e ben rimarcati.

02/02/2017 17:23:39

Ass.ne Informazione Locale
via Roma 99 06019 Umbertide (PG)
P.IVA 03031120540
Privacy Policy