Attualità » Primo piano Il sindaco di Umbertide Locchi firma la petizione per Tele Radio Gubbio

Riceviamo e pubblichiamo Anche Umbertide ha aderito all'iniziativa popolare in favore del servizio televisivo locale offerto dall'emittente televisiva Tele Radio Gubbio, a seguito dell'annuncio della drastica riduzione del personale giornalistico e non. La petizione è stata sottoscritta anche dal sindaco di Umbertide Marco Locchi, che ha espresso tutto il suo sostegno per il mantenimento, qualitativo e quantitativo, delle attività svolte dall'emittente, e, grazie alla collaborazione del Gruppo Giornalisti Umbertidesi, sarà promossa anche in città, al fine di sensibilizzare le forze economiche del territorio affinché si possano sperimentare forme di collaborazione con l'emittente locale a tutela e sostegno della preziosa funzione informativa da essa svolta. Chiunque lo volesse, potrà sottoscrivere la petizione popolare presso l'Antico Caffè Giardino in via Garibaldi, 14. Questo il testo della petizione: “Tele Radio Gubbio è un'emittente storica che, nel corso degli anni, ha travalicato il perimetro eugubino, divenendo un primario strumento di informazione per l'Alta e la Media Valle del Tevere. Al pari di ogni altro servizio essenziale, merita di essere sostenuto ed incoraggiato, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. L'annuncio del dimezzamento del personale dipendente (7 su 15) non può che destare preoccupazione nelle comunità umbre raggiunte dal servizio, le quali corrono il concreto pericolo di assistere ad un aggravamento dello stato di isolamento dei propri territori. Nel rispetto delle ragioni dell'editore, riteniamo doveroso sensibilizzare le nostre comunità affinché possano essere sperimentate forme di rafforzamento del servizio televisivo, con il coinvolgimento di nuove risorse economiche che salvaguardino le professionalità e l'occupazione. Con questo spirito invitiamo tutti a sottoscrivere questa petizione, per confermare la volontà di continuare a dare voce ai nostri territori”.  

24/02/2017 12:31:24 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Operazione antidroga dei Carabinieri, arrestati due trafficanti tunisini

Da giorni i carabinieri della Compagnia di Perugia stavano monitorando la zona sud della città al fine di infrenare l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti gestita da alcuni magrebini. Due giorni fa l’arresto di due tunisini e il blitz in un’abitazione situata lungo la strada Ponte Valleceppi - Sant’Egidio: droga, materiale per il confezionamento, cellulari e tantissimi soldi sono gli esiti di un’operazione portata al termine dai militari della Stazione di Ponte San Giovanni e da quelli del Nucleo Radiomobile, che ha permesso di spedire in carcere due rilevanti spacciatori attivi sulla “piazza perugina”. Accade tutto a metà mattinata di lunedì quando una pattuglia della stazione di Ponte San Giovanni intercetta in Piazza Sant’Egidio un 34enne tunisino, con numerosi precedenti per droga; l’insolita presenza dell’uomo e il suo fare sospetto consente ai militari di controllarlo. Durante la perquisizione personale il tunisino viene trovato in possesso di un barattolino di plastica contenente 7 dosi di eroina e cocaina, 85 euro in banconote da 20 e 5 euro nonché tre telefoni cellulari. Il tutto fa insospettire i carabinieri della stazione che con l’ausilio di un equipaggio del Nucleo Radiomobile riescono ad individuare l’abitazione del soggetto, nei pressi della quale bloccano al loro arrivo un altro tunisino di 46 anni, anche lui con precedenti specifici per reati connessi alla droga. Durante la perquisizione domiciliare i carabinieri rinvengono tutto l’occorrente per il confezionamento e il taglio dello stupefacente: cellophane, bilancino di precisione, cellulari, schede telefoniche, forbici, accendini, nastro adesivo e undici mascherine con filtro e oltre 10.000 euro in banconote da 5, 10 e 20 euro frutto dell’attività delittuosa. I due tunisini, dopo esser stati arrestati sono stati tradotti, per il l’effettuazione del foto-segnalamento, presso il Comando Compagnia di Perugia, dove all’esito delle risultanze è emerso che il 34 doveva scontare in carcere la pena di 2 anni, 10 mesi e 21 giorni a seguito di una condanna per traffico di stupefacenti, mentre il 46enne era destinatario di una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Perugia per il reato di traffico illecito di eroina e cocaina effettuato in Belgio e a Perugia. Al termine delle formalità di rito per i due  narcotrafficanti si sono aperte le porte del carcere di Capanne.   

24/02/2017 12:14:21 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Sei mesi fa il terremoto che ha colpito il centro Italia

Erano le 3:36 del 24 agosto scorso, quando un terremoto di magnitudo 6 sulla scala Richter ha colpito il centro Italia. Epicentro tra i comuni di Amatrice ed Accumoli, nel Lazio. Il sisma che ha avuto una replica alle 4:33 di magnitudo 5,4 con epicentro vicino Norcia, ha provocato quasi 300 vittime. I paesi più colpiti sono stati Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto. Ingenti i danni, calcolati in svariati miliardi di euro. Alla sequenza sismica del 24 agosto, hanno fatto seguito altre scosse importanti. Il 26 ottobre due scosse di magnitudo 5,4 e 5,9 avvenute alle 19:11 ed alle 21:18, con epicentro tra Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata, hanno causato danni in diversi centri abitati di Umbria e Marche. In particolare Preci in Umbria, mentre sul versante marchigiano danni e sfollati a Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Pieve Torina, Tolentino, Camerino e Fabriano. Nessuna vittima per fortuna dopo questi due eventi sismici. La scossa più forte, la più intensa in Italia dal 1980, è avvenuta alle 7:41 di domenica 30 ottobre. La magnitudo è stata calcolata in 6,5 di momento sismico con epicentro tra Norcia e Preci. Nessuna vittima, ma migliaia gli sfollati. L'immagine simbolo rimane quella del crollo della Basilica di San Benedetto a Norcia. La scossa è stata avvertita in gran parte della penisola ed ha causato lievi danni anche a Roma. Il 18 gennaio scorso, altre quattro scosse, comprese tra 5,1 e 5,5 Richter con epicentro tra Montereale e Capitignano, in provincia di L'Aquila, hanno interessato nuovamente l'area già colpita dalle scosse dei mesi precedenti. La sequenza sismica è avvenuta in concomitanza con un'eccezionale nevicata. La macchina dei soccorsi si è messa subito in moto con migliaia tra volontari della Protezione Civile, uomini dei vigili del Fuoco e dell'esercito, ancora al lavoro nelle aree colpite.  La Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, per quanto riguarda la gestione dell'emergenza sul versante umbro del sisma, ha dichiarato: "La parte Protezione civile sta proseguendo. Stiamo realizzando le casette, abbiamo finito le aree container, abbiamo affidato tutte le procedure che riguardano la rimozione delle macerie e i comuni faranno i piani per zone. Abbiamo riaperto gran parte della zona rossa di Norcia, messo in sicurezza molti beni culturali, stiamo assistendo 5.000 persone. Stanno lavorando quasi 1.200 fra dipendenti della Protezione civile e volontari. Va quindi rispettato il lavoro serissimo che sindaci, in squadra con la Regione e la Protezione civile, stanno facendo".         

24/02/2017 08:31:10

Notizie » Politica EX FCU: SITUAZIONE PARADOSSALE PER I CITTADINI UTENTI. L'ON. GIULIETTI INTERROGA IL MINISTRO DEL RIO

Riceviamo e pubblichiamo L'on. Giampiero Giulietti, deputato del partito Democratico, ha presentato un'interrogazione in commissione al Ministro delle Infrastrutture e trasporti, Graziano Del Rio, in relazione alla vicenda della situazione della Rete ferroviaria regionale dell'Umbria (ex FCU) che ha assunto una veste paradossale. "Prima è stato chiuso il tratto Umbertide-Città di Castello, ora si viene a chiudere il tratto Ponte San Giovanni - Perugia, e siamo in attesa di ulteriori spiacevoli sorprese, - afferma l'on. Giulietti - tali chiusure avvengono sempre per motivazioni legate alla sicurezza della tratta ed appare evidente che la normale manutenzione della rete non è stata di certo effettuata e magari sono state privilegiate altre scelte che nulla hanno a che fare con la ferrovia, con i pendolari, con gli studenti ed i lavoratori che sono costretti ad odissee assurde (due ore per percorrere la tratta Città Di Castello - Perugia tra autobus e treno)". Secondo il deputato del Partito Democratico, la vicenda rende plastica l'inadeguatezza della gestione del trasposto su ferro, mentre ancora si è in attesa di comprendere la tempistica del passaggio ad RFI della rete ferroviaria regionale e di come garantire un servizio temporaneo più agevole per gli utenti e una tempistica certa nell'effettiare i lavori necessari alla linea (onde evitare disservizi e soprattutto depauperare il servizio ferroviario) L'on Giulietti torna ad interrogare quindi il Ministro per conoscere la volontà e di seguito la tempistica e le modalità del passaggio della Rete ferroviaria regionale (ex Fcu) a RFI e per sapere quali iniziative il Ministro (congiuntamente alla Regione) intenda mettere in campo per garantire il servizio ferroviario in Umbria a tutela di un patrimonio pubblico fondamentale per la regione e a tutela degli utenti del servizio oggi costretti ad una quotidiana via crucis.  

23/02/2017 14:37:10 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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