Notizie » Economia Nasce il centro commerciale naturale a C. di Castello

Contro la crisi il centro storico diventa un centro commerciale naturale: è questa l’idea alla base del Consorzio del centro storico di Città di Castello Pro Centro nato su iniziativa delle associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Cna) con la partecipazione dell’Amministrazione comunale, della banca Casse di Risparmio dell'Umbria, e Umbria Export.  "Vogliamo unire le forze contro la crisi” ha detto il sindaco tifernate Luciano Bacchetta durante la presentazione del Consorzio alla stampa, introdotta dall’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti “"Con le associazioni di categoria in questo momento difficile ci muoviamo per restituire vigore all'economia urbana, anche attraverso un consorzio che metta a leva le peculiarità locali con azioni dirette in particolare al terziario. Abbiamo sposato da subito questa idea perché i centri storici vivono una fase molto critica e accanto all'imponente programma di investimenti che stiamo portando avanti, sono necessarie anche azioni di riqualificazione delle funzioni commerciali, turistiche e imprenditoriali. L'attrattività è un concetto molto sfaccettato a cui il consorzio può dare risposte innovative ed efficaci grazie anche a concorso dei tanti soggetti fondatori. L'Amministrazione comunale farà la sua parte fino in fondo impegnandosi anche sul fronte della fiscalità con misure volte a ridurre l'impatto economico dei tributi sulle categorie produttive. Il consorzio è una opportunità, l’entusiasmo che ha raccolto significa che è il momento di voltare pagina”.  Ad appena una settimana dalla sua fondazione, il Consorzio si è dotato di un nome “Pro Centro” in vista di sostituirlo con un marchio vero e proprio, di un presidente, Mauro Smacchia, e di un vicepresidente, Fabrizio Salvanti. Ha già presentato Camera di Commercio di Perugia un progetto che interesserà cinque imprese e sarà finanziato per circa la metà dell'investimento complessivo, pari a 60mila euro.   "Siamo alla fine di un percorso che le associazioni stanno compiendo con Casse dell'Umbria tentando di creare una sinergia, inedita, a favore della città. La volontà comune è espressa nel nome, Pro centro, per lo sviluppo commerciale e turistico in stretto collegamento con le opportunità finanziarie della Comunità europea e promuovendo la cultura del commercio all'interno del centro storico" ha detto Mauro Smacchia, presidente di Confcommercio Alto Tevere Umbro. "Fatto il consorzio, abbiamo tutti gli strumenti per una nuova stagione del commercio che significa una nuova stagione per tutta la città" ha detto Flavio Benni di Confesercenti. “Il centro storico di Città di Castello rappresenta un nucleo di forte attrazione commerciale e turistica, direi un cuore vitale per l’economia cittadina e del contesto locale - ha spiegato Vanni Bovi, direttore generale di Casse di Risparmio dell’Umbria. Come banca va tutto il nostro sostegno e plauso alla volontà di promozione e valorizzazione delle potenzialità di Città di Castello espressa dalla classe dirigente, dalle associazioni imprenditoriali e dalle istituzioni locali. Siamo storicamente molto legati a questa città, alla quale confermiamo l’impegno nell’attivare ogni forma di sostegno e di partnership che presenti positive ricadute economiche per il territorio. Le start up dirette ai giovani, le borse di studio, l'internazionalizzazione sono un investimento del Consorzio su cui Casse crede molto in linea con il rapporto che storicamente la nostra banca ha svolto”.  Nel dettaglio è entrato Enzo Faloci, presidente del Consorzio Umbria Export: "C'è una grande attenzione del sistema bancario verso il territorio, che sta costruendo una convergenza di attori privati ed istituzionali. Il filo comune è l'aggregazione: la dimensione aziendale diventa un elemento di criticità nel contesto attuale: vogliamo creare delle applicazioni aggreganti come ad esempio le reti di impresa (l'ultima nata è nel comparto del mobile con dieci aziende) ed il consorzio Pro centro da cui ci aspettiamo prospettive importanti verso un'azione di sviluppo locale che interagisca con scenari più estesi, a partire dal progetto Alta Umbria, di cui Casse dell'Umbria e Camera di Commercio sono partner. Umbria Export cerca di portare il sistema umbro nel mondo e questo consorzio si pone naturalmente il suo interno. Abbiamo già fatto iniziative di incaming con operatori esteri per aumentare la visibilità del territorio. Banche, istituzioni e privati sono chiamati a compiere un passo avanti insieme e dimostrare una maturità in grado di battere la crisi".

11/02/2014 15:35:21

Notizie » SLIDER Umbertide. Quale valorizzazione del centro storico?

L'art. 4 comma 2 della legge regionale 2008 n. 12 istituisce il Quadro Strategico di Valorizzazione del centro storico e stabilisce che i Comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti o con il centro storico di estensione superiore a quattordici ettari di superficie territoriale redigano il Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV). Il QSV è l'attivatore di un processo di sviluppo locale che fa perno sulla valorizzazione del centro storico e più in generale del sistema delle risorse che ad esso fanno capo. Ebbene? Come “Umbertide Aperta” ha svelato, i diversi Comuni umbri hanno attivato le procedure per accedere al Quadro. Umbertide? Non compare proprio. A dimostrazione - afferma “Umbertide Aperta” - di quanto abbia avuto interesse e cura per la valorizzazione del suo centro storico. Nel grafico relativo allo stato di avanzamento dei progetti risulta infatti al settembre 2013 alla primissima fase, praticamente nulla di fatto. Fonte dei dati è il sito della Regione Umbria. Lo stato di attuazione dei QSV umbri I Comuni interessati dal QSV risultano così suddivisi: 23 Comuni obbligati alla redazione del QSV 2 Comuni non obbligati 6 Intercomunali attivati, ovvero gruppi di comuni di piccole dimensioni che hanno visto nel QSV la possibilità di lavorare ad una strategia comune. Si riporta di seguito l'elenco dei comuni in relazione allo stato di avanzamento del QSV: I comuni di Bevagna, Corciano, Gualdo Tadino ed Orvieto hanno raggiunto la terza fase del processo e stanno lavorando alla stipula degli accordi ; I comuni di Città di Castello, Città della Pieve, Marsciano, Narni, Perugia, San Giustino, Spello, Spoleto,Terni ,Todi, hanno avviato la seconda mediante tavoli di concertazione I comuni di Assisi, Foligno, Magione, Montefalco, Norcia, Nocera Umbra, hanno avviato il processo di formazione del QSV e stanno lavorando alla redazione del documento preliminare.  A questi si aggiungono 6 gruppi di Comuni che hanno avviato la programmazione strategica in ambito intercomunale: Acquasparta, Massa Martana San Gemini hanno terminato la seconda fase; Fossato di Vico, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Montone, Pietralunga, M.S.M. Tiberina, Citerna, Lisciano Niccone, Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino stanno portando a termine la seconda fase; Avigliano Umbro, Montecastrilli                                                                        Lugnano in Teverina, Attigliano, Giove e Penna in Teverina hanno avviato il processo e stanno redigendo il dossier preliminare.   Il processo si articola in quattro fasi: la fase preparatoria e propositiva del QSV: l' attivazione del processo; la fase di concertazione della visione e degli obiettivi strategici : la formazione del consenso; la fase di definizione del QSV: la negoziazione e la programmazione degli interventi; la fase attuativa del QSV: la gestione e il monitoraggio. Nel suo complesso, il processo richiede l'attivazione di tre strutture funzionali: un soggetto decisionale che vede la partecipazione, accanto alla Amministrazione locale, di rappresentanze degli operatori economici e dei soggetti attivi nell'area, cui spetta l'assunzione delle principali scelte di proposta, di programma e di intervento; un organismo gestionale, composto da personale tecnico specializzato, cui competono mansioni di carattere organizzativo, di gestione tecnica delle attività partecipative e di concertazione, nonché l'elaborazione delle proposte da sottoporre alla struttura decisionale; una struttura tecnica, cui spetta lo svolgimento di tutte le istruttorie, le indagini e le verifiche tecniche necessarie, nonché l'elaborazione di tutta la documentazione occorrente per l'assunzione delle decisioni, la comunicazione, la garanzia della tracciabilità del processo.     

09/02/2014 20:04:51

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