Cultura L'appello della Danza umbra: si rischia di non ripartire

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata ai vertici regionali dai promotori della Rassegna Umbra Scuole di Danza. Un grido di aiuto condiviso da tutte le scuole di danza del territorio umbro Gentile Presidente e Gentili Assessori, quali promotori della RASSEGNA UMBRA SCUOLE DI DANZA che rappresenta in Umbria un evento ormai storico e che nel corso dei passati 25 anni ha visto partecipare la quasi totalità delle scuole di danza umbre, ci sentiamo in dovere di portare alla vostra attenzione un grido di aiuto che sappiamo essere condiviso da tutte le scuole di danza del territorio regionale. Senza nulla dover aggiungere alla situazione di emergenza che noi tutti stiamo vivendo, vorremmo con la presente portare alla vostra attenzione la drammaticità in cui vengono a trovarsi le Scuole di Danza del territorio umbro. In tutta Italia si stanno moltiplicando iniziative che hanno lo scopo di denunciare lo stato disastroso a cui vanno incontro le scuole di danza: soprattutto ora, in cui si delinea una riapertura delle scuole dell’obbligo a Maggio, c’è il forte rischio che le scuole di danza possano riaprire i battenti solo a Settembre. In questa prospettiva noi tutti ci chiediamo come sarà possibile pagare gli affitti, le bollette delle utenze, le polizze assicurative, la SAIE, la TARI e la TASI, per non parlare dei nostri maestri i quali, da un giorno all’altro, hanno perso il proprio lavoro e con esso ogni sostegno economico. In questo momento la crescita e l'educazione di un giovane non ha più importanza: deve rimanere chiuso dentro le mura domestiche ed implementare i rapporti sui social... studiare da casa... imparare a crescere come piccoli robot. Da un giorno all'altro la vita sociale, la bellezza e l'importanza del condividere assieme ad altri la propria crescita intellettiva e spirituale non ha più importanza.... l'attività fisica, psicomotoria, l'apprendimento artistico-culturale di cui un giovane beneficiava durante il proprio percorso di crescita ora non hanno più importanza. Certamente l’urgenza sanitaria ha imposto delle regole che noi tutti stiamo rispettando: ma se da una parte il Governo sta pensando a come far ripartire le fabbriche, nessuno sembrerebbe preoccupato del nostro mondo che invece ha subito un colpo enorme, e rischia di non poter ripartire. Con ansia e preoccupazione difficile da dissimulare, ci preme avere certezze e rassicurazioni su queste che sono le principali problematiche: -  la data della riapertura plausibile per le scuole di danza -  la possibilità di sospensione dei canoni di affitto anche per le strutture private -  la sospensione dei mutui connessi alle attività didattiche -  la sospensione delle bollette relative alle utenze a partire della data dello stato di emergenza e fino alla sua sospensione -  la sospensione di ogni imposta (TARI,TASI...) fino alla fine dell’emergenza, o ancor meglio fino alla riapertura ufficiale delle scuole -  la possibilità per i maestri delle scuole di danza di accedere all’indennizzo minimo garantito negli altri settori, basandosi su una media dei rimborsi percepiti ( e certificati dai bonifici ) nei mesi precedenti -  in previsione di una prossima riapertura, l’analisi di provvedimenti che permettano agli allievi di poter frequentare le scuole di danza in modo adeguato, consapevoli che l’attività coreutica prevede un lavoro fisico nella sala di danza per cui i provvedimenti che potranno essere adottati ad esempio per le fabbriche - mascherine, distanziamento sociale - non potranno essere adottati nel nostro caso. L’appello che noi vi rivolgiamo è quello di ascoltare con attenzione questo nostro grido di aiuto, di studiare ogni possibile intervento che sia consono alle competenze regionali ed infine - cosa fondamentale - di farvi portavoce di questo nostro appello fino a Roma e a tutti gli organi governativi competenti.   Fiduciosi nel vostro ascolto Seguono tutte le Scuole di Danza Umbre e dei professionisti che hanno aderito a questa petizione    Luca Bruni direttore artistico della RASSEGNA UMBRA SCUOLE DI DANZA promossa e sostenuta dall’Ass. Cult. OPLAS / CENTRO REGIONALE DELLA DANZA UMBRIA hanno aderito ( lista in continuo aggiornamento ):   Mario Ferrari SCUOLA DI DANZA BY OPLAS, Umbertide e Foligno (PG) Rita Giubilei STUDIO DANZA GIUBILEI, Città di Castello (PG)   Roberta Giubilei STUDIO DANZA GIUBILEI, Città di Castello (PG)   Chiara Mancini Alunno docente di danza classica e contemporanea   Giulia Boschi docente di danza classica e contemporanea   Luisa Fortuni coordinatrice didattica   Rosanna Filipponi FORMAZIONE DANZA TERNI, Terni Lorena Parretta NUOVASCUOLA, Perugia Viirginia Belardi NUOVASCUOLA, Perugia Piera Schiavo BALLETTO DI FOLIGNO, Foligno (PG)   Elisa Pierini   IKUVIUM BALLET, Gubbio (PG)   Carla Dominici SCARPETTE ROSA, Assisi (PG)   Sara Marinelli docente di danza contemporanea direttrice artistica Freefall Dance Company   Marina Tofi UMBRIA BALLET CPD, Bastia Umbra (PG)   Tiziana Basciani   CENTRO DANZA FEDON JOANNOU, Ponte Pattoli - Perugia Annalisi Lentini   SCUOLA DI DANZA APOLLON, Ponte Felcino - Perugia Marcella Benedetti DUSE ART, San Giustino (PG)   Elisa Giovannini ATELIER DELLA DANZA, Pietralunga (PG) Silvia Menichetti SCUOLA DI DANZA CITTA’ DI GUBBIO, Gubbio (PG) Silvia Menichetti SPAZIO DANZA GUALDO TADINO, Gualdo Tadino  (PG) Jane Lawton docente di danza classica   Silvia Pertosa SCUOLA DI DANZA KONTROTEMPO, Gualdo Tadino (PG)   Agnese Pierotti docente di danza classica   Angela Esposito docente di danza contemporanea   Anila Bekshiu docente di danza classica   Angela Allegrucci docente di danza classica   Miada Mazzuoli TUDER BALLET STUDIO, Todi (PG)   Michele Umberto Fuso docente di danza classica e contemporanea   Jessica Regni docente di danza classica e contemporanea   Eleonora Cantarini docente di danza classica e contemporanea   Alice Buti TERSICORE, San Terenziano - Todi (PG)   Benedetta Minelli docente di danza classica e contemporanea   Luca Proietti docente di danza classica e contemporanea   Francesca Primavera SCHOOL OF DANCING SPRING, Corciano (PG)   Marta Benvenuti docente di danza classica e contemporanea   Maria Paola Fiorucci CENTRO STUDI DANZA, Umbertide (PG)   Maria Paola Fiorucci docente di danza classica e contemporanea   Giulia Pazzaglia ballerina e docente di danza contemporanea   Isabella Bonfigli STUDIO DANZA MORLACCHI, Perugia   Flaminia Bonfigli docente danza contemporanea   Francescantonia Carletti docente di danza classica e contemporanea   Laura Locchi direttrice della Scuola di danza DANZIFICIO e docente di danza classica   Valeria Brilli coordinatrice didattica   Cecilia Monacelli Centro professionale Danz’Art, Gubbio (PG)   Roberto Costa Augusto Iunia Briccca ZONA 10 DANZA, Città di Castello (PG) Afshin Varjavandi docente di danza contemporanea Chiara Roccetti docente di danza classica e contemporanea Carla Taddei coordinatrice didattica Margherita Verbeni docente danza classica e contemporanea Marilena Fumanti docente danza classica Michele Pellegrini docente di danza classica Daniele Pellegrini docente di danza classica Rossella Peruzzi CENTRO PROFESSIONALE ZONA DANZA, Bosco - Perugia Paolo Rosini docente danza contemporanea Cristina Speranza PROGETTO DANZA Perugia Linda Magnini SCUOLA DI DANZA LINDA MAGNINI, Perugia Claudia Micheli docente danza contemporanea Giulia Santoni docente danza classica Christopher Alunni Bernardini docente danza hip-hop Erika Cargiani docente danza modern Alessio Dhalsim Venditti docente danza hip-hop Catia Torrioli SCUOLA DI DANZA LAMA, Lama - San Giustino (PG) Giuliano Baiocchi, presidente CSEN - COMITATO PROVINCIALE Raffaella Pazzaglia SPORTING CLUB TODI COREUTICA Elena Tassi docente danza classica e contemporanea Giada Burocchi docente di tecniche di supporto alla danza Francesco Scavelli NEW DANCE ACCADEMY, Montecastrilli (TR)   Lettera inviata il 5 Aprile 2020 agli organi di governo della Regione Umbria, Presidente della Regione Tesei Assessore alla Cultura e al Turismo Assessore alle Politiche Sociali Assessore all'Istruzione Assessore allo Sviluppo Economico e a tutti i rispettivi Dirigenti al Presidente di SPORT E SALUTE al Presidente del CSEN Nazionale alla Presidente di AIDAF-AGIS

28/04/2020 18:07:42 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Altotevere Viabilità : Città di Castello, al via lavori di bitumatura. Si comincia con la Sp 105 di Trestina

Sono iniziati i lavori di bitumatura sulla Sp 105 di Trestina tratto primo. Si è partiti dalla dalla periferia di Città di Castello per poi giungere alle frazioni di San Secondo, Fabbrecce, San Pietro a Monte e San Leo Bastia. Entro l’estate quindi le strade del tifernate ed eugubino che attendevano una manutenzione saranno sistemate dalla Provincia di Perugia, area Viabilità. “In queste settimane sono partiti importanti lavori che investono le nostre vie di comunicazione – hanno commentato il presidente dell’Ente, Luciano Bacchetta e la consigliera provinciale con delega alla Viabilità, Erika Borghesi -, a testimonianza che la Provincia, anche in questo particolare momento di difficoltà nazionale, cerca di rimettere in moto le deleghe di propria competenza. Abbiamo iniziato da Città di Castello, ma gli interventi riguarderanno anche altri comuni come Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Umbertide, Gubbio, Gualdo Tadino, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro, Valfabbrica. Al riguardo mi preme ringraziare dipendenti, tecnici provinciali ed aziende del settore per render possibile tutto questo”. L’importo complessivo è di  €. 1.120.063,59 e rientra nel Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti N° 49 del 16 febbraio 2018 avente ad oggetto “Finanziamenti degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città Metropolitane, ai sensi dell’art.1, commi 1076, 1077 e 1078 della legge 27 dicembre 2017, n. 205”. L’intervento interesserà le seguenti tratti saltuari di strade provinciali ubicate all’interno del territorio di competenza della Provincia di Perugia: COMPRENSORIO N°1 di Città di Castello: SP 100/1, SP 100/2, SP 100/3 SP 100/4, SP 100/5, SP 100/6 di Pistrino; 101/2 di Piosina; SP 103/1, SP 103/3 di Monte Santa MariaTiberina;SP 105/1, SP 105/3 di Trestina; SP 106 della Baucca; SP 142/1, SP 142/3 di Castel Rigone; SP 170/2 di Maestrello; SP 200 di Parnacciano; SP 201/1, SP 201/2, SP 201/3, SP 201/4 di Pietralunga; SP 203/2 di Umbertide. COMPRENSORIO N°2 di Gubbio: SP 205/4 di Mocaiana; SP 206 di Montelovesco; SP 207 di Caicambiucci ; SP 208 di San Bartolomeo; SP 225 di Rancana; SP 240/1, SP 240/6 di Casacastalda; SP 241/5 di Fossato di Vico; SP 242 di San Pellegrino; SP 243 di Pieve di Compresseto; SP 245 di Schifanoia. L’intervento prevede il risanamento del sottofondo stradale, l’esecuzione del manto di usura tramite conglomerato bituminoso tipo “tappetino” e l’esecuzione della segnaletica orizzontale sui tratti ripristinati. I lavori sono rivolti non solo alla ricostituzione delle condizioni di funzionalità della strada, ma anche ad un sensibile miglioramento delle caratteristiche della piattaforma stradale, con aumento  della sicurezza della circolazione non soltanto rispetto all’attuale situazione ammalorata (il che è naturalmente scontato), mediante l’uso di materiali di migliori caratteristiche e l’esecuzione di specifiche lavorazioni. Inoltre, relativamente alla regolarità superficiale della pavimentazione stradale, in molti casi, la realizzazione della nuova piattaforma consente, oltre naturalmente all’eliminazione di ondulazioni, ormaie e irregolarità localizzate del piano viabile, anche la risagomatura del piano stesso, con variazione delle pendenze sia longitudinali che, soprattutto, trasversali, con ovvi vantaggi e miglioramenti (smaltimento delle acque meteoriche, tenuta di strada, ecc.), in particolare nei tratti in curva.   

28/04/2020 15:23:25 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile Spesa SOSpesa, va avanti l'iniziativa dei lavoratori e dei soci Coop di Umbertide e dell'Associazione Gruppo Volontari Umbertide

  Prosegue l'impegno dei soci e dei lavoratori della Coop di Umbertide e dell'Associazione Gruppo Volontari Umbertide per la “Spesa SOSpesa”. Che cos'è la “Spesa SOSpesa”? È un'iniziativa di "Noi di COOP" attiva dal 2017 per contrastare la povertà alimentare. Una colletta alimentare permanente nei punti vendita Coop, che vuole essere un aiuto concreto e costante alle famiglie in difficoltà. Nel territorio di Umbertide, soci e lavoratori Coop portano avanti questa iniziativa in convenzione con la nostra Associazione Gruppo Volontari Umbertide, che si occupa della raccolta delle donazioni, dello stoccaggio e della distribuzione, in collaborazione anche con i Servizi Sociali del territorio.   Come si fa la “Spesa SOSpesa”? Ogni persona può acquistare i prodotti da donare, indicati nel pannello informativo posto all'esterno del punto vendita, e lasciarli nella teca trasparente posta all'ingresso. I volontari addetti ritireranno costantemente le donazioni e procederanno con la consegna dei pacchi alimentari.    Cosa donare si può donare? Si possono donare cibi in scatola, olio, pasta, riso, sale, zucchero, farina, biscotti, alimenti per l'infanzia, latte a lunga conservazione, conserve... È possibile anche donare prodotti primari per l'igiene personale e dell'ambiente, vi chiediamo solo di farlo presente al punto d'ascolto, evitando di inserirli nella teca con gli alimenti.    Come si può richiedere un pacco? Hai bisogno di un aiuto? Contatta direttamente l'Associazione Gruppo Volontari Umbertide al numero 3477321852 o tramite messaggio privato sui nostri canali social (Facebook e Instagram). Puoi anche rivolgerti ai Servizi Sociali del territorio.    “SpesaSOSpesa” ed Emergenza COVID-19 In questo periodo ci appelliamo ancora di più a tutti i nostri concittadini e vi chiediamo di continuare a donare. Sono molte le persone e famiglie che si trovano in una situazione di disagio economico a causa dell'emergenza sanitaria in atto.         

28/04/2020 15:16:08 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide cambia: “nemmeno un euro da parte dell'amministrazione comunale”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del direttivo di Umbertide cambia.   «Facciamo chiarezza informativa prima di tutto. Il Consiglio comunale di giovedì scorso è stato voluto e convocato dalle opposizioni, a seguito della totale chiusura istituzionale da oltre un mese e mezzo della Giunta a trazione leghista, che ha rifiutato qualsiasi collaborazione e unità. Alla faccia di quello che chiede Salvini a livello nazionale. Soprattutto non ha preso un provvedimento e iniziativa. L’Amministrazione comunale è l’unico soggetto a non avere messo ancora un euro per l’emergenza. Lo hanno fatto - e li ringraziamo di cuore -  i cittadini con la beneficenza, il volontariato tutto, la Protezione civile, il Governo (con il bonus alimentare, la cassa integrazione, le coperture finanziarie per le imprese), ma non la Giunta.  Di fronte alla mancanza di idee e misure integrative, le opposizioni hanno avanzato alcune proposte concrete, basate sulla giustizia fiscale e sociale e per cercare di dare  ossigeno ai redditi degli umbertidesi. Ma sono state bocciate senza ragioni. Le opposizioni, compattamente, hanno chiesto di rivedere l’addizionale Irpef per tutte le fasce deboli, aumentate dalla Giunta lo scorso anno e come non bastasse quest’anno. La proposta delle opposizioni: estendere l’esenzione dell’addizionale fino a 15.000 euro e abbassare l’aliquota per i redditi da 15 a 28mila euro, le fasce che più contribuiscono all’imposta e le più colpite dall’emergenza Covid. La risposta: bocciata senza un perché. Abbiamo chiesto con una nostra proposta lo spostamento della scadenza Tari a febbraio 2021 come hanno fatto quasi tutti i Comuni dell’Umbria. La risposta della Giunta? Spostarla dal 1dicembre 2020 al 4 dicembre 2020! Uno schiaffo alla dignità e intelligenza dei cittadini. Abbiamo chiesto l’istituzione di un Fondo pubblico-privato per integrare le politiche nazionali sulle fragilità e povertà. Bocciato. Ma senza che la Giunta abbia proposto un’alternativa; anzi si è chiusa sull’aspetto ragionieristico, dimenticando che siamo in emergenza.  La Lega afferma che con queste misure si porterebbe in default il bilancio. Niente di più falso: così si inganna la buona fede dei cittadini. Spostare il pagamento della Tari al febbraio 2021 non significa che il Comune non incassa, ma che si dà respiro ai cittadini. Certo, se questo allungamento mette in crisi l’Amministrazione significa che il bilancio, gestito per anni dall’assessore Tosti, è proprio fragile. Il default già c’è se non si riesce a sostenere uno spostamento di pagamento di due mesi.   Per quanto riguarda le coperture finanziarie per l’abbassamento dell’aliquota Irpef ci sono ampie risorse: l’anticipazione da parte dello Stato del Fondo solidarietà comunale ammonta ad oltre un milione di euro, subito disponibile, e la rinegoziazione dei mutui con Cassa depositi e prestiti (c’è la legge governativa) può liberare per il Comune di Umbertide quasi 800mila euro. Ancora: c’è il Fondo di riserva, iscritto a bilancio per 80mila euro, che serve per queste emergenze. Si tratta di avere la volontà politica di usarlo ora, non in futuro. A meno che non siano soltanto poste di bilancio e non soldi concreti. Ma allora il Sindaco e la Giunta dovranno dirlo. La nostra posizione è chiara: la straordinarietà dei fatti richiede la straordinarietà degli interventi. Soprattutto responsabilità, idee e scelte. Che la Giunta Carizia proprio non dimostra. Con i suoi no si è commissariata da sola, ancor prima che lo faccia l’opposizione e i cittadini.»  

28/04/2020 15:04:47 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Città di Castello: furto in chiesa i Carabinieri risolvono il caso

Si è chiuso in pochi giorni il mistero del furto perpetrato lo scorso 20 aprile, presso la chiesa della Madonna delle Grazie di Città di Castello.  Una donna con il volto coperto da una mascherina, era entrata nel luogo di culto dirigendosi verso una teca contenente ex voto donati dai fedeli, asportando con estrema facilità e spregiudicatezza tre collane in oro con pendagli ed una fede.  Il fatto, tra l'altro ripreso da una telecamera interna alla chiesa, aveva subito scosso la comunità tifernate e il video del furto, finito rapidamente sui social, è diventato subito virale, fomentando la rabbia e l’incredulità delle persone.  Sul posto erano immediatamente intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Città di Castello che, dopo i rilievi tecnici di rito, avevano acquisito il video cominciando ad analizzarlo fotogramma per fotogramma, alla ricerca di qualunque indizio utile all’identificazione della donna. Attività assolutamente necessaria poiché, sebbene tutta la scena fosse stata ripresa dalla telecamera, la distanza dal punto in cui si trovava la teca unita al fatto che il volto della donna fosse quasi completamente coperto dalla mascherina indossata, non fornivano agli investigatori molti elementi utili. Ne è scaturita quindi una indagine intensa, quasi vecchio stile, passata dall’esaminare le altre telecamere presenti in zona ed utili a comprendere il percorso seguito dalla donna, ad una meticolosa attività informativa, tra le strade del centro storico e tra quei personaggi noti alle forze dell’ordine per la loro particolare indole a commettere furti. Proprio nel corso di tali attività, i Militari dell’Aliquota Operativa del NORM della Compagnia di Città di Castello, hanno concentrato le loro attenzione su una 33enne del posto, con un curriculum giudiziario contraddistinto da stupefacenti e furti. La donna, peraltro, nel corso del pedinamento, sin da subito era parsa indossare un abbigliamento molto simile a quello indossato dall’autrice del furto, un giubbotto nero e pantaloni stile militare multicolore a sfondo verde. I Militari hanno quindi deciso di intervenire bloccando la donna che dopo qualche titubanza, ed alla prospettiva di una perquisizione domiciliare, ma soprattutto all’esame del telefono cellullare, ha cominciato a fare le prime ammissioni in ordine alle sue responsabilità nel furto. Responsabilità sulle quali, il colpo decisivo è stato appunto fornito dall’esame della cronologia del cellulare, dal quale i Carabinieri dell’Aliquota Operativa, collaborati nella fase esecutiva da quelli della Stazione di Città di Castello, sono risaliti ad una telefonata fatta dalla donna ad un compro oro, solo poche decine di minuti dopo il furto. Da quel punto in avanti, il lavoro degli investigatori è proseguito senza sosta, al fine di tentare di recuperare i gioielli trafugati, prima che finissero in altre mani inconsapevoli. Rintracciato quindi il titolare del compro oro, fuori città in quei giorni, i Carabinieri di sono accertati che quanto venduto dalla donna per poco più di 250 euro, si trovasse ancora nella disponibilità del commerciante.  Dopo qualche giorno, quindi, il lieto epilogo della vicenda, con la restituzione del maltolto al Parroco don Andrea, il quale ha ringraziato di cuore i Carabinieri per l’impegno e la professionalità dimostrata, ma soprattutto per aver preso a cuore un furto molto simbolico che aveva scosso profondamente la comunità. Sul conto delle 33enne intanto, deferita per l’ipotesi di furto aggravato, reato che prevede fino ad un massimo di 7 anni di reclusione, sono in corso ulteriori accertamenti in relazione ad altri furti consumati nelle scorse settimane.  

28/04/2020 14:35:11 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano La protesta dei ristoratori: una categoria in ginocchio e senza aiuti

Inizierà questa sera, 28 aprile, alle 21, un flashmob di protesta nazionale,"Risorgiamo l'Italia" che coinvolgerà i ristoratori di tutta la penisola. Con l'obiettivo di dimostrare che la ristorazione italiana è viva e soprattutto vuole continuare a vivere, gli imprenditori del settore questa sera alzeranno le saracinesche, accenderanno le luci e apparecchieranno un tavolo di fronte alle loro insegne. Il giorno dopo consegneranno le chiavi delle proprie attività al Comune. Una protesta nata a livello nazionale e rafforzata dopo l'ultima conferenza stampa del Presidente Conte che ha indicato la probabile riapertura della categoria per il 1° giugno. Tre mesi di stop per i ristoratori (e non solo purtroppo) che rischiano di metterli in ginocchio. Secondo quanto stimato dalla Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, moriranno oltre 50mila imprese e 350mila persone perderanno il loro posto di lavoro.  Una situazione allo stremo anche nel nostro territorio, senza certezze e senza reali sostegni economici dal Governo. Misure per la riapertura discutibili come i ormai noti divisori in plexiglass, camerieri in maschera e guanti e distanziamento dei tavoli di oltre un metro. Abbiamo raggiunto alcuni ristoratori locali per avere un'idea su come stanno vivendo l'emergenza, lo stop forzato e la paura del futuro. "Vorrei parlare di me e della nostra categoria in generale, includendo bar e ristoranti. - Inizia così Claudio Palazzini de "IFannulloni" - In verità sono stato in silenzio fino all'ultimo decreto, perchè sapevo che i tempi sarebbero stati lunghi visto che ho avuto esperienze analoghe in passato. Ma ora siamo stanchi, e dobbiamo dare voce alla nostra situazione. Per ora abbiamo bisogno di poche cose, ma vere. Le attività come le nostre hanno bisogno di 2 o 3mila euro per ripartire. Sono 50 giorni che non vediamo un euro di incasso, molte tasse non sono state bloccate e ci stiamo indebitando. Il famoso decreto liquidità non funziona, la concessione del credito da parte delle banche non è affatto assicurato. Questa situazione è paragonabile all'emergenza del virus in sè. Secondo me andava fatto come in Germania e negli Usa, per tamponare la situazione dopo una decina di giorni dalla chiusura forzata dovevano dare dai 3 ai 5 mila euro per ogni imprenditore medio-piccolo. Una misura che avrebbe permesso di superare almeno il primo mese e mezzo di stop. Un piccolo prestito, o a fondo perduto o anche a 18 mesi, che avrebbe permesso di tamponare la perdita iniziale. Nel frattempo si aveva il tempo di istruire la pratica per un prestito, e dopodichè come terzo step ci doveva essere la valutazione del danno. Valutato questo lo Stato doveva riconoscere un'indennità, anche nella forma del credito d'imposta, che io come imprenditore avrei utilizzato per per pagare le tasse. Questo  secondo me era l'iter giusto per passare questa crisi. Senza considerare poi i costi che ho dovuto sostenere ora per acquistare i dispositivi di protezione (mascherine, gel ecc...) per i dipendenti e per il packaging per la consegna a domicilio. Cioè devo sostenere dei costi senza poter riaprire.Io ho fatto uno sforzo enorme per spostare i pagamenti, mediare gli affitti e le spese varie perchè il problema vero è che non ti aiuta nessuno". Lo Stato e gli aiuti economici promessi devono arrivare, questa la posizione di Mirko Crocioni del Ristorante San Giorgio, nel cuore di Umbertide: "Premetto che sono d’accordo con questo lockdown perché la salute viene prima di tutto. Certo questo stop forzato ci sta mettendo a dura prova,sia economica che psicologica. Passo le giornate con l’ansia e la preoccupazione di quello che sarà il mio futuro e ti assicuro che non è una situazione piacevole. Lo stato giustamente fino ad ora ha concentrato le sue forze e la sua attenzione sull’emergenza sanitaria. Oggi però serve un’azione importante nei confronti delle piccole e medie imprese perché senza aiuti molti di noi domani non riusciranno a riaprire. Non è possibile poter pagare affitti, bollette e fatture scadute senza incassare un euro. Le promesse di “aiuti” economici come i finanziamenti devono essere accelerate prima che la situazione diventi drammatica quindi spero che anche le banche snelliscano le procedure. Il domani sinceramente mi spaventa, ci sono tante voci di come si potrà o no potrà riaprire. stiamo a vedere sicuramente sarà un anno molto molto difficile".   Paura e preoccupazione anche per lo Chef Lorenzo Cantoni, che era partito da poco con il nuovo progetto de "L'Olio di Borgo Pulciano": "In un momento come questo, in cui le attività hanno bisogno di liquidità, andava azzerata la burocrazia "all'italiana", che ha dei tempi purtroppo noti. Mi sento di dire che anche oggi ha vinto al burocrazia, in un momento di emergenza totale, perchè abbiamo i ristoranti chiusi da due mesi, un tempo enorme per noi della categoria. Bisogna entrare nell'ottica che il settore non funziona più come negli anni '90, in cui si lavorava la prima settimana per coprire le spese e poi nelle restanti tre settimane guadagnavi. Oggi si lavora le prime tre settimane per coprire le spese e 4 giorni, se va bene per il tuo guadagno. La "soluzione" del take-away o delle consegne a domicilio permessa dal governo implica degli investimenti e altra burocrazia, che in questo momento mi sembrano assurdi. Se si sceglie di proseguire l'attività con queste metodologie è chiaro che si fa solo per mantenere la clientela e non di certo per guadagnare, perchè bisogna fare degli investimenti in cui è difficile rientrare solo con le consegne a domicilio o l'asporto.  In realtà noi siamo già proiettati al futuro e con la speranza che si possa lavorare stiamo già organizzando la brigata estiva e quindi assumendo personale. Abbiamo la fortuna di avere 400mq di spazio esterno ma siamo consapevoli che mantenendo le distanze imposte si dimezzerà comunque la capienza e quindi l'incasso rispetto all'anno precedente. E le tasse vengono bloccate o dimezzate? No, il problema è questo. Le attività a questo punto sono già tutte indebitate e al momento della riapertura devono anche investire sulla sicurezza, come i dispenser per il gel disinfettante ad esempio.  Il rischio di fallimento della categoria è altissimo e si tratta di un settore che ha un indotto molto importante. Se non altro secondo me andava data autonomia alle regione con livelli di contagio bassi, non si può considerare un ristorante nella campagna di Montone come uno in centro ad una metropoli come Milano. Il rischio è ovviamente diverso. Chi mi conosce sa che comunque io non mollo ma la preoccupazione c'è ed è tanta. Mi confronto spesso, soprattutto in questi giorni, con colleghi su tutto il territorio nazionale. La situazione è allo stremo per tutti e l'incertezza fa paura, alla psicosi del virus si aggiunge una paura economica forte per il futuro. L'espressione che mi viene in mente è che "cammineremo tra le macerie (di attività che non riusciranno nemmeno a riaprire) e conteremo i morti". 

28/04/2020 11:54:57 Scritto da: Eva Giacchè

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