Cultura La Normale di Pisa seleziona uno studente del Campus Leonardo Da Vinci di Umbertide

E’ lo studente Matteo Nanni della 4 B del Liceo Scientifico International Cambridge a superare la severissima selezione per l'accesso al più prestigioso corso di orientamento universitario offerto da una delle più importanti Scuole d'Eccellenza italiane: la Normale di Pisa. Il Bando per individuare i migliori studenti italiani con possibilità di inserimento nella prestigiosa facoltà è sicuramente uno dei più severi, perché questa Università, si sa, sceglie i propri studenti tra chi ha riportato medie altissime in tutte le materie, negli anni del triennio, proprio come Matteo e poi non basta, ci vuole motivazione, grinta, versatilità e determinazione.   Dal Campus "L. da Vinci", giovani talenti per queste Università ne sono ormai usciti molti: questo è il decimo anno che le prestigiose Scuole Superiori di Pisa (la Normale e la Sant'Anna) scelgono studenti dell'istituto umbertidese, indice della qualità della didattica e dell'offerta formativa, ma anche della vivacità culturale e progettuale che caratterizzano il Campus “L. da Vinci”. Come si è detto queste Università di eccellenza selezionano i futuri allievi tra studenti di scuole italiane e straniere che vantano una media altissima, compresa tra 9 e 10 e non basta che siano dotati di elevate competenze, ma soprattutto di intuizione, originalità e talento. Oltre la media altissima contano quindi crediti e titoli che attestino interessi culturali che vanno oltre le materie scolastiche e una spiccata curiosità intellettuale. Così per il nostro studente Matteo Nanni oltre il merito per la media altissima, sono valse la partecipazione ad attività progettuali d'eccellenza offerte dall'istituto e svolte con impegno e responsabilità.   Matteo Nanni farà parte del ristrettissimo gruppo di 154 studenti selezionati tra i migliori a livello nazionale, su segnalazione dei Dirigenti Scolastici, da scuole delle diverse regioni d'Italia e anche da paesi esteri, ammessi allo stage estivo di orientamento, organizzato dall’ Università. La Scuola Normale di Pisa, nonostante la situazione di grave emergenza in cui ci troviamo e che verosimilmente proseguirà – anche se in forme più attenuate – nei prossimi mesi, ha deciso di mantenere il progetto, anche se con dei cambiamenti, rivolto agli alunni delle classi quarte degli Istituti Superiori. Sono state definite modalità alternative di erogazione e fruizione delle attività: si prevedono, infatti, per gli studenti e le studentesse, delle attività online di orientamento a distanza, che arriveranno direttamente a casa dei ragazzi e delle ragazze selezionati,dall'11 al 16 luglio e dal 17 al 22 luglio. Si tratterà di un mix di lezioni frontali, sessioni di discussione, attività seminariali, momenti informali di conoscenza e confronto con illustri relatori e relatrici, ma anche con giovani studiosi e studiose, che saranno al servizio dei nostri allievi e allieve per aiutarli a immaginare e scegliere al meglio il loro futuro di studio e professionale. Sarà difficile replicare in forma virtuale la cifra distintiva dei corsi, per i quali il dialogo e il confronto diretti sono così centrali, ma si proverà a restituirne il senso e il valore anche a distanza, per continuare nella missione di valorizzazione del talento anche e soprattutto in tempi così difficili. L’esperienza offrirà di certo significativi spunti di riflessione per la futura scelta di studio e lavoro di Matteo al quale la Preside, Franca Burzigotti, la prof.ssa Anna Maria Boldrini (funzione strumentale che cura, presso il Campus, le iniziative per la valorizzazione delle eccellenze e il protagonismo dei ragazzi), i docenti della 4 B del Liceo Scientifico, gli alunni della classe e tutta la comunità scolastica esprimono i migliori complimenti e gli auguri per un futuro di successo al loro bravissimo studente Matteo Nanni.                  

22/05/2020 15:09:55 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Umbertide: riparte La Casa del Talento 2020

Nonostante l'annata non sia stata delle migliori, la Casa del Talento 2020, l'idea di Michael Zurino che ha come scopo quello di "lavorare" sulle doti e sui progetti dei giovani talenti italiani, è pronta per ripartire, anche se in realtà non si è mai fermata nemmeno in periodo di Covid. È stato, infatti, sempre mantenuto il sistema di supporto allo studio agli studenti di ogni grado scolastico, trovando assoluto gradimento tra i genitori, soddisfatti del servizio e dei passi in avanti dei loro figli, in tutte le materie. Ma la scuola sita ad Umbertide, in pieno centro storico è pronta a riaprire le sue porte in massima sicurezza. Gli ultimi corsi presto attivi accoglieranno un numero chiuso di partecipanti, sulla base della capienza degli spazi a disposizione, con tutte le norme igieniche del caso. Come comunica la Direzione, l'emergenza globale ha mostrato quanto sia complesso oggi adattare i nostri talenti anche dinanzi ad esigenze impreviste. "Pertanto - afferma Zurino - abbiamo voluto dare la priorità in questi ultimi 5 mesi del progetto a quei corsi che possono aprire scenari "privilegiati" ed utili nel futuro che verrà: Social media marketing, Animal Care, Europrogettazione, Professione Green ed un weekend conclusivo con grandi professionisti rivolto a chi vuole migliorare la sua comunicazione e la sua creatività in campo lavorativo. Attivo anche il fronte dei corsi online. Presto La Casa del Talento attiverà un corso a distanza per chiunque voglia perfezionare le sue abilità comunicative, verbali e non. Ma non è tutto. È pronta per l'estate una grande novità. Dal 3 giugno, consapevoli delle grandi carenze che la didattica a distanza non è stata in grado di colmare, soprattutto a livello di una valutazione precisa del grado di apprendimento dei ragazzi, la Casa del Talento ha deciso di cogliere nel periodo estivo l'opportunità di un recupero ma anche di un potenziamento delle abilità dei ragazzi in vista del nuovo anno scolastico. Da giugno ad agosto, la Casa del Talento offrirà in maniera assolutamente individuale e sempre con le dovute distanze e mascherine un percorso che potrà essere intrapreso secondo le seguenti modalità: 3 ore settimanali (1 h lun/1 h mer/1 h ven); 2 ore settimanali (1 h mar/1 h gio). A discrezione del docente, le lezioni si svolgeranno in aula o all'aperto, così da rendere ancora più piacevole e proficua la lezione. L'insegnante stesso stabilirà il percorso più adatto per il singolo studente. Chiaramente, i posti si intendono limitati, proprio per la disponibilità di orari. Per ogni informazione sui corsi si consiglia di chiamare il 333-3209854, o seguendo "La Casa del Talento" su Instagram e su Facebook.               

20/05/2020 17:29:42 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Il Gruppo teatrale del Campus 'Da Vinci' presenta “Viaggio intorno a Shakespeare- Teatro a distanza ”, ma non cala la passione

  Dopo aver seguito la rotta per la Danimarca ed essersi addentrati nelle numerose zone d’ombra di Amleto, quest’anno l’avventura shakespeariana del Gruppo Teatrale del Campus da Vinci di Umbertide approda a doppia destinazione: Dunsinane e Verona; la landa più sanguinosa e sanguinaria di Scozia contro il balcone più romantico d’Italia; la morbosa e diabolica brama di potere contro un amore giovanile travolgente e spirituale al tempo stesso… “Macbeth” contro “Romeo e Giulietta”, due opere diverse, diversissime … diversissime? A metà del viaggio i personaggi iniziano a mescolarsi, i dialoghi si intersecano, le scene si sovrappongono e stranamente il percorso procede senza scossoni...ma come è possibile? La risposta è nel genio creativo di Shakespeare, nei meccanismi narrativi e nelle cifre stilistiche che lo spettacolo si propone di svelare.   Questo il senso di “Dunsinane Verona Andata e Ritorno: viaggio intorno a Shakespeare”, un viaggio che l’emergenza sanitaria ha tentato di arrestare, ma si sa … la regola n. 1 a teatro è che lo spettacolo deve andare avanti! E allora si sono ritrovati online, 40 studenti e 5 insegnanti e hanno proseguito il cammino a “distanza”, senza perdere l’entusiasmo e la voglia di fare teatro. Didattica a distanza che al Campus va oltre le discipline e i canoni restrittivi delle ore di lezione, prosegue il pomeriggio, la sera, con i caffè letterari, filosofici, il Debate on line , gli hackthon, i percorsi di alternanza scuola lavoro ed orientamento, approfondimenti disciplinari con la Scuola Normale di Pisa,tutto on line, come impone il momento ma cogliendo le migliori opportunità e mantenendo alto il senso di comunità come è stato per l’ esperienza del Laboratorio teatrale. Arrivati a destinazione, per quest’anno, presentiamo il video dell’esperienza, dandovi però appuntamento a teatro (prima possibile) per restituire al lavoro dei meravigliosi ragazzi la magia di un’atmosfera Shakespeariana. Il video dell’esperienza sarà presentato online martedì 19 maggio alle ore 21.   La proiezione sarà seguita da un incontro-dibattito con il Cast in cui interverranno i ragazzi del Laboratorio Teatrale del Campus “L. da Vinci”.

18/05/2020 11:59:12 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Pietralunga: prodotti tipici, tradizioni e natura si incontrano nel primo tour virtuale promosso dal Comune

“I doni che ci offre la nostra terra sono i gioielli più preziosi e l’abilità del trasformarli in prodotti di prima qualità è il nostro impegno quotidiano. Le tradizioni sono l’anima del nostro passato, la genuinità del nostro presente è la strada che ci conduce verso orizzonti sempre nuovi da cui poter ammirare il futuro, senza mai dimenticarci chi siamo”. Con questo pensiero inizia il viaggio virtuale alla scoperta di Pietralunga. E’ stato pubblicato, infatti, il primo video che inaugura i tour virtuali nel territorio, tutti promossi dall’Amministrazione comunale e realizzati dalla concittadina Elena Cantarini, con la collaborazione di tante persone e realtà del posto. L’intento del Comune è quello di rilanciare il turismo, permettendo al visitatore anche da casa di conoscere le bellezze naturali e i tanti prodotti tipici che caratterizzano da sempre Pietralunga. “Abbiamo scelto di iniziare questo percorso virtuale con i prodotti tipici che rappresentano il nostro paese, soffermandoci sulla loro lavorazione fino ad arrivare al piatto finale – spiega l’assessore al turismo, Federica Radicchi -. Un contributo che vuole esaltare la semplicità dei sapori che si sposano con l’incontaminata natura. Una soluzione innovativa per farci trovare pronti nel prossimo futuro, quando, in tutta sicurezza, i visitatori torneranno a godere delle nostre tipicità, della semplicità delle tradizioni e dei forti valori che abbiamo protratto nel tempo, il tutto sullo sfondo della cornice naturale che ci circonda”.  

14/05/2020 17:13:31 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura “I luoghi del cuore”: candidata l'abbazia benedettina di Badia Petroia

È ufficialmente cominciata la 10° edizione del censimento “I luoghi del cuore”. La campagna nazionale di sensibilizzazione promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, invita tutti i cittadini a votare con un semplice clic i luoghi italiani che amano di più e vorrebbero vedere tutelati e valorizzati. I tre monumenti più votati verranno infatti premiati con un contributo dai 30 ai 50mila euro, ma non solo: per i luoghi che avranno ottenuto almeno 2.000 voti sarà pubblicato un bando per presentare una richiesta di restauro o valorizzazione o istruttoria sulla base di un progetto concreto. Il Gruppo FAI Città di Castello, in collaborazione con la Diocesi di Città di Castello, la parrocchia di Santa Maria e Sant’Egidio e la proloco Badia Petroia, sostiene la candidatura a “Luogo del cuore” dell’abbazia benedettina di Badia Petroia. Il complesso monumentale di Santa Maria e Sant’Egidio di Petroia, ricchissimo di storia, è documentato fin dal X secolo e nel corso dei secoli ha visto susseguirsi ampliamenti, danneggiamenti, restauri che hanno conferito a ll’abbazia l’assetto attuale, di grande fascino. Dal 2018 purtroppo, a causa del crollo di parte del tetto dell’edificio confinante, l’ingresso dell’abbazia è occupato da una struttura di sicurezza che non permette di apprezzarla in tutta la sua bellezza. Da qui l’appello di diocesi, parrocchia e proloco a tutti i cittadini per sostenere la campagna “I luoghi del cuore”, un modo per aiutare concretamente il restauro di un luogo storico importantissimo per il nostro territorio, al quale tanti tifernati e non solo sono affezionati. Come sostenere il progetto? Basta collegarsi al sito www.iluoghidelcuore.it, cercare fra i monumenti presenti “Abbazia di Badia Petroia” e votare con un semplice clic. Per votare c’è tempo fino al 15 dicembre ed è possibile votare anche altri “Luoghi del cuore”, esprimendo una sola preferenza per ciascuno. Quando l’emergenza sanitaria lo consentirà, sarà avviata anche raccolta voti cartacea e saranno organizzate altre iniziative di promozione della campagna.    Per tutte le informazioni: pagina Facebook e Instagram “Gruppo FAI Città di Castello”, sito www.fondoambiente.it, mail: cittadicastello@gruppofai.fondoambiente.it.                

14/05/2020 11:31:53 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Lettera aperta per il sostegno all'esercizio cinematografico indipendente italiano

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta per il sostegno all'esercizio cinematografico indipendente italiano. Un invito a riflettere sulle sale cinematografiche, duramente colpite dalla crisi dovuta all'emergenza Covid-19.   L’Italia è ricca di una miriade di piccole sale cinematografiche che svolgono in modo indipendente e coraggioso, a volte faticoso ma remunerato dall’apprezzamento del pubblico, il loro servizio al territorio. Nella crisi che sta colpendo in modo grave l’intero settore cinematografico queste sale chiedono che sia ascoltata la loro voce.   Quello che sta accadendo in questi primi mesi del 2020 nel mondo è una crisi a cui nessuno era preparato. In pochi giorni ci siamo trovati chiusi in casa, limitati delle nostre libertà, con i nostri lavori messi in stand‐by e con l’angoscia di non sapere quando e come torneremo alla normalità. Questo vale per ogni settore, ma in particolar modo per quei settori che vengono percepiti come non strettamente "necessari". Come il cinema, il teatro, la musica dal vivo, tutti settori che prevedono la temuta socialità.   Noi esercenti e lavoratori che da decenni manteniamo aperte e funzionanti le nostre sale vogliamo utilizzare questa sospensione non solo per mettere a fuoco il futuro del nostro lavoro in relazione alla questione della pandemia, ma anche per fare di questa fase un momento di riflessione sull’importanza della sala e progettare insieme un futuro del cinema plurale, sostenibile, equo.   Siamo disponibili ad adattarci e a collaborare alle decisioni che verranno adottate a tutela della salute di tutti, che siano compatibili con il nostro lavoro, sostenibili per le nostre strutture e comunicate evitando inutili atteggiamenti allarmistici, che creano una surreale percezione della sala come luogo più insicuro di altri.   Non vediamo l'ora di poterci confrontare con indicazioni chiare, efficaci, operative e assumerci le nostre responsabilità così come lo faranno molti altri esercenti in altri campi. Chiediamo che si tenga conto, nel redigere nuove regole di socialità comune, dell'estrema varietà delle strutture architettoniche e delle tante modalità organizzative e societarie, per fare in modo di trovare linee guida comuni che non vadano a creare discriminazioni, verificando l’effettiva sostenibilità delle normative tese a tutelare la salute pubblica.   I media che in questi giorni pubblicano ragionamenti su cosa sia il cinema e su quale possa essere il futuro prossimo e il futuro tout court delle sale e del sistema cinematografico in generale, non sempre chiedono l’opinione a tutti i soggetti coinvolti e interessati: ne esce un'informazione parziale e sbilanciata sui grandi numeri e sui grandi gruppi. C’è invece necessità di una riflessione più condivisa e maggiormente approfondita, che tenga conto delle nostre realtà diffuse capillarmente su tutto il territorio nazionale.   Il cinema spesso è l’unico avamposto culturale di una comunità e il più facilmente fruibile, trasversale a tutte le età e le fasce sociali, un luogo dove le emozioni vengono amplificate dalla visione condivisa.   Nessun altro posto, reale o virtuale che sia, dovrebbe essere chiamato “Cinema”. Senza una sala buia, senza l’energia di una visione collettiva, senza l’immersività e senza la qualità di proiezione che solo una sala cinematografica garantisce, l'esperienza si riduce a vedere un film, magari in compagnia, magari su uno schermo grande, ma senza tutti gli elementi insieme: diventa un surrogato della sala cinematografica.   Ci sembra importante che tutte le proposte e i provvedimenti tesi a traghettare il settore verso un futuro di vera ripresa tengano conto dell’importanza della sala e in particolare di quella miriade di sale di quartiere e di paese, in particolare quelle indipendenti, che hanno un ruolo chiave nella pluralità e varietà della proposta e nel legame col territorio, svolgendo un prezioso lavoro culturale e sociale, ma che più di altri soggetti sono esposte a dei seri rischi rispetto alla possibilità di riaprire e di farlo in modo sostenibile.   In questo sistema fatto di equilibri complessi e delicati, sentiamo che è il momento di ribadire e proporre un rafforzamento di alcune elementari regole del mercato e buone pratiche della cultura.   Un film destinato al cinema rimane al cinema. Non è comprensibile che ci siano centinaia di film che a un certo punto vengono eliminati dalla disponibilità delle sale. Che rimangono visibili in televisione, online, a casa ma non più in sala. Chiediamo che il cosiddetto "diritto theatrical" sia protetto permettendo così ai cinema di poter programmare anche film più vecchi all'interno di omaggi, retrospettive, cineforum. Chiediamo che i film prodotti per le piattaforme streaming o la televisione che sono stati distribuiti anche nei cinema rimangano proiettabili in sala nel tempo.   Tutti i contenuti che passano dalla sala cinematografica acquisiscono grazie a questo un valore e una visibilità a cui i cinema contribuiscono, e che sono in grado di replicare e valorizzare anche oltre il lancio iniziale. Nell'attuale modello tutto ciò che è sfruttamento successivo del film è, appunto, sfruttamento successivo, reso possibile dal passaggio in sala.   Sarebbe auspicabile inoltre rendere accessibile, previo accordo con gli aventi diritti, anche una parte di film e altri contenuti prodotti specificatamente per i servizi VOD alla fruizione in sala , in una reciprocità che mette a disposizione del pubblico i contenuti in modalità condivisa e non solo individuale.   Il comparto delle sale cinematografiche deve garantire una sufficiente pluralità di offerta e di sguardi. Le nostre strutture riescono a offrire al pubblico una varietà di visioni solo con grandi difficoltà. Non solo per la mancanza di film, dei relativi supporti alla proiezione e dei diritti, ma anche a causa di un persistente conflitto di interessi all'interno della filiera distributiva‐esercizio che privilegia sfruttamenti intensivi e rapidi che non tengono conto della possibilità di una curatela personalizzata dei cinema indipendenti.   Rivendichiamo infine – last but not least – un mutamento di rotta rispetto al passato, chiedendo di liberare finalmente le potenzialità di una fetta di mercato che risente di condizioni inique incancrenitesi negli anni: minimi garantiti, teniture fuori scala, esclusive illimitate dei film in prima visione riservate a poche sale e senza limiti di data, quote di noleggio elevate, impossibilità di fare la multiprogrammazione (se non con i film dei distributori indipendenti), impossibilità – tanto per citare come esempio concreto il caso più diffuso, antico e clamoroso, e doloroso per tante monosale e piccole sale italiane ‐ del “doppio programma” (spesso è precluso il proiettare al sabato e alla domenica film di prima visione o di proseguimento ‐ se non dopo molte settimane ‐ per bambini al pomeriggio e quello per gli adulti alla sera).   Ogni territorio e ogni cinema ha le sue specificità e deve poter compiere le sue scelte in coerenza con la natura del contesto in cui si inserisce. Le scelte di programmazione, sia in vista del servizio sociale e culturale sia in vista dell’ottimizzazione dei profitti, dovrebbero partire da chi conosce il territorio e il contesto, concordando sì strategie con i distributori, ma senza dover sottostare a limiti contrari alla diffusione capillare della cultura cinematografica.   Tra la realizzazione di un film e il suo risultato al box‐office c'è tutto un sistema di promozione e coinvolgimento degli spettatori in cui le sale, con il loro lavoro curatoriale, di selezione, di comunicazione verso il proprio pubblico di riferimento, sono fondamentali e spesso capaci di creare sul territorio dei veri e propri casi di partecipazione.   I servizi di queste sale, che sono riconosciute e premiate dal pubblico attraverso una partecipazione e una stima tangibili, si compongono quotidianamente di mille forme di arricchimento e approfondimento che creano cultura condivisa: la sala è anche il dibattito, l’esperto che racconta e integra, il critico che approfondisce, il regista che spiega, il cast che racconta, il curatore che propone una rassegna, l’appuntamento settimanale con la cultura, l’intelligenza, il pensiero critico. Ma, soprattutto, la sala è il suo pubblico. Pubblico che condivide emozioni, dubbi, pensieri, insieme.   Per questo chiediamo con forza che si inizi a ragionare da subito sul ‘dopo’ in maniera trasparente e condivisa, senza dimenticare la voce e il ruolo delle sale indipendenti, ma anche degli autori, dei produttori e dei distributori indipendenti che hanno contribuito negli ultimi anni alla ricchezza, varietà e profondità culturale del panorama cinematografico. Si tratta di categorie che costituiscono la vitalità e il futuro di un   comparto che svolge un ruolo tutt’altro che marginale nella vita culturale italiana, usufruendo peraltro in modo inversamente proporzionale dei finanziamenti per lo spettacolo, che premiano le società più grandi e con ricavi commerciali già di per sé elevati.   Non considerare oggi tutto questo è poco lungimirante: ci sarà un ‘dopo’, e ci sarà fame di cinema. Fame di cultura condivisa, di presenza fisica e di scambio reale, di riunirsi e ritrovarsi senza paura, assecondando un bisogno insito nella natura dell’essere umano. Ed è alla fine di quella strada che unisce l’oggi al ‘dopo’ che ci saremo, auspicabilmente pronti e messi nelle condizioni di ricominciare a vendere sogni, che è la cosa che ci riesce meglio.     La lettera è pubblicata su www.lasci.cloud   È ancora possibile aderire mandando una mail a firmo@lasci.cloud o compilando il form su www.lasci.cloud/firma   Per informazioni: lasci@lasci.cloud

11/05/2020 18:44:02 Scritto da: Eva Giacchè

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