Notizie » Politica Black out all’ospedale di Città di Castello: il consigliere della Lega Nord Valerio Mancini porta la questione in Regione

Riceviamo e pubblichiamo Nella sessione dedicata al Question time della seduta odierna dell'Assemblea legislativa, il consigliere regionale della Lega Nord, Valerio Mancini ha interrogato l'assessore Luca Barberini per conoscere “Le cause del mancato funzionamento dei gruppi elettrogeni di emergenza dell'ospedale di Città di Castello e le azioni che la Regione Umbria intende adottare per scongiurare il ripetersi di tali evenienze”. Illustrando l'atto ispettivo, Mancini ha spiegato che l'interrogazione si riferisce a quanto successo il 17 gennaio, quando “all'incirca dalle ore 11,30 alle ore 12,15 si è verificata l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica nel nosocomio tifernate. A quanto consta, i gruppi elettrogeni di emergenza dell'ospedale non sono entrati in funzione. Secondo le informazioni acquisite direttamente dai pazienti presenti durante il blackout, si sarebbero verificati disservizi nell'erogazione delle normali prestazioni sanitarie, compresa, a quanto pare, la programmazione delle sedute operatorie con l'interruzione ed iI rinvio delle stesse”. L'assessore Luca Barberini ha risposto che “quel giorno non ci sono state interruzioni o danni all'attività medica e chirurgica che si stava svolgendo nell'ospedale di Città di Castello. Il 17 gennaio in tutta quella zona c'è stato un black out elettrico, si è trattato quindi di un fenomeno che deriva dal distributore di energia elettrica. Il personale dell'ufficio tecnico dell'Asl e quello medico sono subito intervenuti. Tutti le cure per i pazienti che si trovavano nel presidio, compresi quelli nelle aree critiche, sono stati portati avanti e realizzati senza alcuna interruzione. E non si sono verificati danni. Il black out ha comportato un'interruzione nella linea elettrica a cui è collegato il presidio ospedaliero. Sono subito entrati in funzione i gruppi elettrogeni della struttura, che hanno funzionato regolarmente. Nel momento in cui è tornata l'energia elettrica, lo switch off non ha funzionato. Poi si è scoperto che il problema era dovuto a delle batterie non perfettamente funzionanti. Quindi sono state sostituite, acquistandole anche di nuove. Tutto l'ospedale di Città di Castello è quindi al sicuro dal ripetersi di fenomeni di questo tipo”. Nella sua replica Mancini ha spiegato che “la mancanza è stata di coloro che avrebbero dovuto fare il controllo e la manutenzione degli impianti, che ha fallito ancora una volta. A me risulta che non era stata fatta recentemente la prova di tenuta degli impianti. Ma l'allarme meteo era stato lanciato 2-3 giorni prima per eventi. E che è deputato alla sorveglianza e al controllo degli impianti, quando arrivano allarmi meteo, deve fare prove di emergenza, come da protocollo. Questo non è stato fatto e la direzione sanitaria non ha preso misure disciplinari contro chi doveva verificare”. LANCIO ACS

03/08/2017 11:44:45 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Splendorini, il sindaco di Umbertide replica alle dichiarazioni dell’Amministrazione comunale di Città di Castello

Riceviamo e pubblichiamo In riferimento alle recenti dichiarazioni del Comune di Città di Castello sul tema rifiuti, si ritiene opportuno precisare quanto segue: il Comune di Umbertide è l’unico Comune del Sub-Ambito n°1 (Alta Umbria) che dal 2013 è stabilmente sopra il valore del 65% di raccolta differenziata ed è l’unico Comune, assieme a Lisciano Niccone, ad essere conforme agli obiettivi di percentuale di raccolta differenziata fissati dalla DGR 34/2016 che prevedevano per il II semestre 2016 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2017 il raggiungimento del 65%. Tutto ciò si evince anche dalla tabella di sintesi dei dati di raccolta differenziata raggiunti nei territori dell’ATI 1 per l’anno 2016, approvati dalla Regione Umbria con DGR 446 del 21 Aprile 2017. La Regione  con  DGR n.725 del 26/06/2017, ha certificato che tra i Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, soltanto Umbertide ha superato il 50% di raccolta differenziata (72%) mentre alcuni comuni tra cui Città di Castello, hanno conseguito incrementi di 2/3 punti percentuali, ben al di sotto degli obbiettivi fissati. Alla luce di ciò, non risulta valido come pretesto il ritardo nella pubblicazione della nuova gara d’Ambito sui servizi di igiene urbana, in quanto in assenza di ciò, la DGR 34/2016, indica chiaramente che l’obbligo del raggiungimento degli obiettivi percentuali di raccolta differenziata fissati rimane comunque in capo ai singoli Comuni; pertanto ci auspichiamo che il Comune di Città di Castello, in qualità di Comune capofila d’Ambito, programmi celeri interventi di riorganizzazione dei servizi resi ai cittadini affinché si raggiungano al più presto gli obiettivi fissati dalla normativa regionale. Per quanto riguarda la questione Calzolaro, come confermato anche dalle dichiarazioni dell'Amministrazione comunale di Città di Castello, Gesenu ha trattato presso l’impianto della ditta Splendorini Molini Ecopartner Srl di Calzolaro circa 2.220 tonnellate/anno (per due anni) di rifiuto organico raccolto nel territorio comunale, quantitativo che costituisce circa 1/6 del totale dei rifiuti trattati presso l’impianto. Di contro, nel Piano Industriale presentato recentemente da Sogepu e deliberato dall’Amministrazione Comunale di Città di Castello, nello scenario aziendale per l’anno 2018, sono garantite all’impianto di Splendorini, da parte di Sogepu, ben 19.000 tonnellate/anno di rifiuto organico proveniente da territori extra ATI n.1. Una quantità inaccettabile per una realtà industriale inserita in quel contesto urbano! Inoltre, in merito alle affermazioni relative alle autorizzazioni rilasciate alla Splendorini, l'Amministrazione comunale tifernate dovrebbe ben sapere che non spetta ai Comuni rilasciare tali autorizzazioni, che erano prima di competenza della Provincia e ora della Regione; se così fosse significherebbe che il Comune di Città di Castello avrebbe rilasciato l'autorizzazione per l'analogo impianto di Bonsciano! In definitiva viene da porsi una domanda: il Comune di Città di Castello, invece di fare confronti sulle tariffe ed innescare partnership industriali che creano enormi criticità alla popolazione di Calzolaro e delle aree vicine, ha realmente intenzione di percorrere gli obiettivi fissati dalla DGR 34/2016 ed aumentare la propria percentuale di raccolta differenziata, oppure al contrario non è interessato in quanto ospita nel proprio territorio la discarica più grande dell’Umbria? Credo sia questo il tema centrale, al di là di qualsiasi sterile polemica.    

03/08/2017 11:36:34 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA:’’MOSCHEA, SULLA TRACCIABILITA’ DEI FINANZIAMENTI INDAGHI LA GUARDIA DI FINANZA’’

Riceviamo e pubblichiamo «Sulla Moschea sta diventando stucchevole se non pericoloso l’atteggiamento dell’Amministrazione che cerca di mascherare le responsabilità e soprattutto le sue inadempienze». Umbertide cambia, con il presidente Gianni Codovini e i tre consiglieri comunali, sottolinea «le gravi omissioni e gli atteggiamenti del Sindaco che mostra una totale mancanza di cultura amministrativa e politica. Ora si è persino assunto il ruolo investigativo di un Pubblico Ministero o della polizia tributaria, chiedendo all’associazione islamica - peraltro non rappresentata dai vertici nell’incontro svolto - una documentazione dei versamenti e della tracciabilità del denaro per la costruzione della Moschea, che è semplicemente carta straccia, costruita a posteriori e non riguardante tutta la somma versata. Qui va chiarito un punto dirimente, come abbiamo chiesto in Consiglio comunale, naturalmente inascoltati: il Sindaco deve solo presentarsi alla Guardia di Finanza e avanzare un esposto per un’indagine seria e rigorosa. È la magistratura poi che ha il compito di verificare e perseguire i reati, non il capo di una amministrazione. Se pensa di usare il niente per una manovra diversiva e camuffante delle sue responsabilità non fa che aggravare gli errori commessi. Poi perché - questo sì di sua competenza - non ha chiesto una verifica della provenienza del denaro al momento della firma del contratto di compravendita dei terreni e del pagamento, peraltro ritardato? D’altra parte, il Centro culturale islamico, quale associazione di promozione sociale, deve ricordare che ha dei precisi obblighi di trasparenza. Le omissioni amministrative e politiche – continua Umbertide cambia - riguardano inoltre la totale assenza di comunicazione nei confronti della cittadinanza e delle forze politiche in Consiglio comunale sul cosiddetto patto di cittadinanza con il Centro islamico, che nessuno conosce. La Moschea ormai è diventata una questione nazionale e non attiene più ad una persona; va gestita in modo trasparente e comune, anche perché l’imperizia amministrativa e politica dimostrata è fonte di nuovi danni.»                                                                                                                                  Umbertide cambia

02/08/2017 16:36:40 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S Umbertide:''Caro Sindaco le scriviamo''

Riceviamo e pubblichiamo Caro Sindaco le scriviamo. Le scriviamo per dirle che ormai la gente ha aperto gli occhi e vede le clamorose bugie che vengono dette. Innanzitutto dobbiamo dire che lei, signor sindaco, vede non doppio, non triplo, ma con un moltiplicatore di almeno cinque volte. A Calzolaro le persone presenti potevano essere una quarantina, al massimo cinquanta e quasi tutte inviperite per come è stato gestito il paese dalla sua e dalle amministrazioni precedenti, tutte del PD. Ha ragione, invece quando dice che la soluzione del problema creato dalle amministrazioni umbertidesi non è di facile soluzione anche perché nel 2015, dopo aver fatto votare al Consiglio Comunale un Ordine del giorno contro l’ampliamento dell’impianto, in conferenza dei servizi, accompagnato da tre assessori, ha dato parere favorevole all’ampliamento. Inoltre se la Polizia Municipale ha fatto delle relazioni che rivelano delle irregolarità dell’azienda, perché lei non ha fatto nessuna ordinanza per cercare di risolvere il problema? Ora ci dice che la Regione ha avviato un nuovo procedimento di modifica dell’Aua e non vorremmo che alla fine voterà a favore anche questa volta o, peggio, che mandi in ritardo le osservazioni sugli aspetti negativi che il trattamento dei rifiuti crea alla frazione di Calzolaro. E’ ora di farla finita con i giochetti politici, la gente di Calzolaro ha il diritto di vivere, sì di vivere perché dover stare rinchiusi in casa non è vita.

01/08/2017 18:59:33 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Moschea Umbertide, Monni (Centrodestra):'' Scoprire anche che la comunità islamica locale ha una disponibilità economica così rilevante non può che suscitare nuovi dubbi''

Riceviamo e pubblichiamo L’associazione islamica ha impiegato più tempo a mostrare all’Amministrazione comunale la lista dei finanziatori che a gettare le fondamenta della sua moschea e tirarne su le mura. La pervicace ostinazione con la quale sino a oggi l’Associazione ha inteso celare ogni informazione al riguardo non lascia presagire nulla di buono. Il tempo trascorso è stato necessario per creare documenti “giustificativi” che al tempo in cui fu acquistato il terreno forse non c’erano o era opportuno non esibire? Perché tanta reticenza nel mostrare una lista nella quale dovrebbero semplicemente comparire i nomi di persone che hanno scelto di privarsi di qualcosa per metterlo a disposizione della propria comunità religiosa? Il peso di questi interrogativi è evidente e si riverbera nel rapporto con la comunità straniera residente a Umbertide. I gravi fatti di sangue a firma islamica e l’assistenzialismo che il nostro Paese adotta in favore dei migranti economici sono già validi motivi per coltivare un sentimento di diffidenza. Scoprire anche che la comunità islamica locale ha una disponibilità economica così rilevante non può che suscitare nuovi dubbi. Ora, è corretto che la Prefettura valuti i dati forniti dall’Associazione, così come annunciato dall’Amministrazione Comunale, ma è opportuno che quest’ultima faccia un’altra e diversa operazione: raffrontare i nomi di chi ha contributo al raggiungimento di una tale somma di denaro e coloro che sono destinatari di sussidi economici e sostegni di vario genere. Basti pensare all’assegnazione di case popolari o all’esenzione o riduzione nel pagamento delle tariffe per i servizi scolastici. Se vi fosse una tale corrispondenza, e la ritrosia manifestata nel consegnare la lista la lascia intendere, non solo si allargherebbe la frattura nei rapporti sociali tra Umbertidesi e comunità islamica ma si evidenzierebbe una grave ingiustizia sociale nei confronti dei cittadini realmente bisognosi. Chiedo, dunque, all’Amministrazione di procedere immediatamente all’operazione di raffronto dei dati oggi in suo possesso auspicando, all’esito, che il Consiglio Comunale venga opportunamente informato.

01/08/2017 18:13:12 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S Umbertide:''Umbertide cambia parlando di politiche territoriali tira in ballo il Movimento 5 Stelle''

Riceviamo e pubblichiamo Umbertide cambia parlando di politiche territoriali tira in ballo il Movimento 5 Stelle, nello specifico sulla questione rifiuti. Non ha ancora ben chiara qual è la nostra posizione nella gestione dei rifiuti? Molto probabilmente il presidente Codovini è stato poco attento a quelle che sono le problematiche affrontate in Consiglio comunale. Infatti è dall'inizio della legislatura che il Movimento 5 Stelle ha continuamente presentato interrogazioni ed ordini del giorno relativi al problema, non è un caso che i primi due atti presentati in questa consiliatura erano entrambi del M5S ed entrambi riguardavano i rifiuti. Dovrebbe essere chiaro a tutti, al presidente Codovini compreso, che il Movimento 5 Stelle è a favore di una gestione pubblica dei rifiuti dove venga adoperata ed attivata una raccolta differenziata VERA, dove si agevoli chi produce meno rifiuti e dove si faccia pagare chi produce più rifiuti indifferenziati. Nel Consiglio comunale del 11 novembre 2014, quando si affrontò la questione sull'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, il M5S espresse chiaramente la sua posizione a favore di un affidamento diretto del servizio ad una società in house, cioè gestita dagli stessi Comuni. Non è chiaro dove il presidente Codovini intenda avere un confronto non essendo presente alcun tavolo dove poter di fatto avere un dibattito costruttivo. Si vuole confrontare a mezzo stampa? La situazione è purtroppo in mano al Partito democratico che governa a tutti i livelli su tutta la regione, questo onestamente ci preoccupa molto visto come ha gestito la situazione fino ad oggi e non ultimo come sta gestendo la questione di Calzolaro. Noi abbiamo idee e proposte concrete, immediate, serve chiaramente capire come poterle di fatto attuare da forza di opposizione. Umbertide cambia dice di essere estranea ai vecchi partiti, ma di fatto è pregna di componenti ed esponenti della vecchia politica che avrebbero dovuto in passato cercare di influenzare in maniera positiva le scelte politiche di scellerate amministrazioni susseguitesi ad Umbertide, perché, vogliamo ricordare, che mentre venivano prese decisioni sbagliate, come quella della moschea o degli ampliamenti della Splendorini Molini Ecopartner, qualcuno di Umbertide Cambia faceva parte della maggioranza. Il dialogo deve quindi cercarlo maggiormente con il Partito democratico, con il quale non dovrebbe avere problemi a dialogare visto che alcuni suoi esponenti parlano perfettamente la stessa lingua. Il Movimento 5 Stelle è una porta aperta con le sue idee chiare e ben definite. Pronti al dialogo, solo se costruttivo e non fatto di chiacchiere propagandistiche in cerca di voti.

01/08/2017 18:02:37 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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