Notizie » Società Civile Successo per l'incontro con Gianna Fracassi alle Fiere di Umbertide

Riceviamo e pubblichiamo Si è parlato di donne e diritti nel corso della 32esima edizione delle Fiere di Settembre che, oltre all'aspetto più prettamente ludico e commerciale, sono state un'occasione di riflessione e dibattito su temi di forte attualità. L'assessore al Commercio Maria Chiara Ferrazzano, che ha anche la delega alle Pari Opportunità, ha infatti voluto dedicare questa edizione delle Fiere alle donne, rendendo omaggio alle tabacchine e promuovendo momenti di riflessione su diritti e violenza di genere. Il clou del ricco programma si è svolto sabato mattina quando all'ingresso delle Fiere è stata intervistata Gianna Fracassi, della segreteria confederale della Cgil Nazionale che, di fronte ad un numeroso pubblico, ha parlato di diritti della donna, con particolare attenzione al lavoro. L'incontro è stato aperto da un omaggio alle tabacchine, donne che hanno contribuito all'emancipazione femminile ed hanno svolto un ruolo di primo piano per il tessuto economico e sociale dell'Altotevere, con alcune bambine che hanno indossato gli abiti che vestivano le tabacchine raccontando la loro affascinante storia. In programma anche una mostra sul tabacco e le tabacchine, promossa in collaborazione con la Fondazione museo storico scientifico del tabacco, e dimostrazioni della lavorazione tabacco e degustazione di sigari in collaborazione con la Compagnia toscana sigari.  Il programma delle Fiere è stato poi completato da spettacoli teatrali, letture e tanta musica che hanno accompagnato i visitatori nella oramai storica tradizione umbertidese.    

15/09/2017 17:24:52 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Umbertide Cambia: ‘’Calzolaro, tutto a posto per la scuola?’’

Riceviamo e pubblichiamo «Non sappiamo sei sia negligenza oppure volontà politica, ma di certo la mancata istruttoria e i necessari sopralluoghi da parte dell’Amministrazione sulla condizione ambientale di Calzolaro hanno prodotto un vuoto, pagato dai cittadini della frazione. E adesso riapre anche la scuola per l’infanzia». Umbertide cambia rilancia la questione Calzolaro puntando «ora su un’inadempienza da parte delle istituzioni riguardante un tema specifico e urgente: la condizione della scuola di Calzolaro. Da quanto ci risulta non vi è stata alcuna verifica sulla compatibilità ambientale della scuola di Infanzia con l’attuale stato dei luoghi (odori nauseabondi, polveri, traffico pesante maleodorante, ecc.). Quello che è grave da parte dell’Amministrazione che non si è proceduto ad alcun accertamento tecnico e controllo preventivo, nemmeno coordinato con le Autorità preposte alla tutela della salute. E pensare che di mezzo ci sono i minori. Noi non conosciamo - e vorremmo conoscerla - alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’Amministrazione alle famiglie dei minori, alla dirigenza scolastica e ai cittadini di Calzolaro sull’assenza di potenziali rischi. Il nostro appello alle verifiche rigorose non è una polemica, ma attenzione ai diritti delle persone e dell’ambiente. Su questi temi non si deve fare sconto a nessuno, meno che mai quando di mezzo ci sono le tutele minorili. Comunque c’è ancora margine per disporre accertamenti e controlli. Che disattenzione sul caso ci sia stata e c’è ancor oggi, lo dimostra il fatto che il Sindaco e la maggioranza non abbiano avanzato una tale richiesta nemmeno alla Conferenza dei servizi, tanto che le autorità scolastiche non sono state chiamate come portatori di interessi diffusi, a meno che l’Usl abbia già, prima dell’apertura dell’anno scolastico, effettuato le dovute verifiche. Basta saperlo: è una questione di trasparenza. Umbertide cambia

15/09/2017 12:11:33 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Nota congiunta del centro destra sulle nomine della Fondazione Burri

Riceviamo e pubblichiamo NOTA CONGIUNTA DELLE FORZE DEL CENTRO DESTRA IN RISPOSTA AL COMUNICATO DI TIFERNO INSIEME E CASTELLO CAMBIA SULLE NOMINE DELLE FONDAZIONE BURRI “Le "buone battaglie" si condividono: nessuno ci ha informato su nominativi alternativi”. Esordiscono così i capigruppo delle forze politiche di Centro Destra a Città di Castello, a seguito della nota diffusa da Tiferno Insieme e Castello Cambia e relativa alle nomine della Fondazione Burri. “ Stupisce e addolora il comportamento del Consigliere Morini – si legge nella nota - che da tempo preferisce rapportarsi con un'estrema sinistra oggi molto lontana dall'essere alternativa al potere e che brama per reinserirsi nelle stanze che contano senza peraltro riuscirci. Per quale motivo il collega Morini preferisca condividere nomi con quella parte politica invece di rapportarsi con chi lo ha lealmente sostenuto non è dato saperlo. Giova ricordare che non solo Nicola Morini sta occupando in Consiglio un seggio della Lega ma che anche il suo mancato appoggio in Provincia ha determinato l'esclusione della Lega dal Consiglio provinciale. Nel merito diciamo al professor Morini che non occorre una cattedra per affermare che sarebbe stato meglio avere un nome espressione dell'opposizione già da questa consiliatura. Ma sia chiaro che la nomina della Melandri non è dipesa assolutamente da noi, come abbiamo avuto modo di spiegare chiaramente durante il dibattito, perché se fossimo andati allo scontro frontale non avremmo ottenuto alcunché. Il risultato lo rivendichiamo ed è concreto. Lui se vuole continui a fare il Don Chisciotte con i suoi compagni anche se contiamo su un ripensamento. Quanto alle "buone battaglie", come i ricorsi al TAR, costano. Facile appropriarsene senza aver messo un euro”.   Riccardo Augusto Marchetti (Capogruppo Lega Nord) Andrea Lignani (Capogruppo FdI) Cesare Sassolini (Capogruppo FI)  

14/09/2017 19:07:13 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Perugia: rumeno arrestato per sequestro di persona e tentata violenza sessuale

A dare l’allarme è stato il marito che si è presentato alle tre del mattino del 12 settembre scorso in Questura a Perugia e ancora sotto shock, ha riferito ai poliziotti che la moglie era stata rapita. Un romeno del 1991, raccontava che mentre si trovava nel parco Chico Mendez, nel capoluogo umbro, con la coniuge, un parente, unitamente ai suoi due figli di 22 e 14 anni, aveva afferrato la donna costringendola con la forza a salire su un’auto. Il 40enne infatti, guadagnatosi con la forza il ruolo di capofamiglia, già da tempo aveva obbligato il 26enne e la moglie a prestargli dei servigi tra cui la consegna di danaro. Da ultimo voleva che il 26enne apponesse delle firme per avviare una pratica di sinistro stradale con feriti relativo ad una vettura intestata alla moglie del 40enne, facendo dichiarare falsamente a quest’ultimo di essere stato alla guida del mezzo coinvolto nell’incidente per ottenere la liquidazione di un indennizzo dall’assicurazione. Ciò anche perché tale dichiarazione non sarebbe potuta essere fatta dallo stesso rapitore poiché privo di patente di guida. Data la situazione e ricevute indicazioni dall’uomo sul luogo nel quale si sarebbe potuta trovare la moglie, i poliziotti si recavano immediatamente nell’appartamento ove risiede il 40enne in zona strada Eugubina. Dopo aver più volte intimato di aprire la porta, i poliziotti riuscivano ad accedere all’abitazione ove identificavano altri soggetti, tutti romeni, appartenenti al nucleo familiare del 40enne. In cucina, isolata dal gruppo, gli agenti trovavano la donna visibilmente terrorizzata e che, a stento, riusciva a spiegare agli operatori l’accaduto, confermando la versione del marito e la partecipazione al rapimento anche dei due figli dell’uomo. La donna, però, raccontava altresì che nel momento in cui era stata afferrata dal 40enne, prima di essere costretta a salire in macchina, quest’ultimo aveva tentato di costringerla ad un rapporto orale picchiandola per vincere la sua resistenza. Per le percosse subite veniva condotta in ospedale dal quale, ricevute le cure del caso, veniva dimessa con prognosi di 5 giorni. Il 40enne ed i due figli venivano condotti in Questura e compiutamente identificati: a carico di tutti emergevano reati contro il patrimonio e la persona. Padre e figlio maggiore risultavano, altresì gravati da numerosi fogli di via da altrettanti comuni sparsi su ampia parte del territorio nazionale. Gli approfondimenti investigativi confermavano la sussistenza di una pratica di sinistro per la quale era stato indicato quale conducente del veicolo proprio il marito della rapita e che risultava in attesa di essere trattata, verosimilmente, proprio per la mancanza della firma di quest’ultimo. Per il 40enne ed il 22enne è scattato l’arresto: per entrambi il reato contestato è concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione e, per il solo padre, anche tentata violenza sessuale. Il figlio 14enne, invece, è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione ed affidato alla madre.

14/09/2017 19:01:20 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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