Attualità » Primo piano L’Amministrazione Comunale replica a Umbertide cambia in merito alla convocazione del Consiglio comunale

Riceviamo e pubblichiamo In merito alle dichiarazioni di Umbertide Cambia apparse in questi giorni sulla stampa, l'Amministrazione Comunale precisa quanto segue:  Le convocazioni e lo svolgimento dei Consigli comunali avvengono nel rispetto dei modi e dei tempi previsti dalla legge e le sedute consentono di approvare atti e documenti fondamentali per la città di Umbertide e di discutere di temi di primaria importanza, proposti sia dalla maggioranza che dalle opposizioni. A dimostrazione di ciò, si riportano alcuni dati oggetti: nel corso del 2016 si sono svolte 11 sedute di Consiglio comunale, con una media di circa un consiglio al mese, tra sessioni ordinarie e straordinarie, a cui si aggiungono le 16 sedute di commissione convocate dai rispettivi presidenti. Per quanto riguarda il 2017, ad oggi si sono tenute cinque sedute di Consiglio comunale, di cui una nel mese di gennaio dedicata al question time, ovvero alla discussione di interrogazioni ed interpellanze. A questo proposito, dall'inizio dell'anno ad oggi sono stati portati all'attenzione del consiglio comunale ben 28 tra interrogazioni, interpellanze ed ordini del giorno che hanno consentito di discutere dei temi di maggior interesse per la comunità umbertidese, dai rifiuti ai trasporti, dalla sanità al sociale, etc etc.   Le ennesime critiche rivolte da Umbertide Cambia nei confronti dell'Amministrazione comunale quindi non fanno altro che evidenziare l'inadeguatezza di certa opposizione che, non sapendo più su quale fronte attaccare chi oggi ha l'onore e l'onere di amministrare Umbertide, polemizza a prescindere su qualsiasi tema, ripetendo all'infinito le stesse argomentazioni, a nostro avviso incomprensibili e prive di fondamento.  L'Amministrazione comunale ha sempre affrontato e continuerà ad affrontare con serietà, correttezza e trasparenza tutte le questioni che riguardano la città, in sede di consiglio comunale e non solo, mettendo al centro l'interesse di Umbertide e degli umbertidesi che, ne siamo sicuri, non hanno certo bisogno di polemiche sterili e fini a se stesse. 

04/08/2017 11:46:24 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S UMBERTIDE:''MAGO MERLINO, I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA E IL REGNO DI CAMELOT''

Riceviamo e pubblichiamo Il 31 luglio si è svolto a Città di Castello un Consiglio Comunale dove si è parlato, tra le altre cose, della questione ambientale di Calzolaro. A nostro avviso durante il Consiglio il Sindaco Bacchetta ha detto cose di una certa gravità. Ad esempio quando quasi all’inizio del suo discorso dice che “le autorizzazioni sono state rilasciate per intero dal comune di Umbertide e da altri soggetti”. Allora avevamo ragione noi quando dicevamo che la colpa della situazione di Calzolaro è in buona parte del comune di Umbertide? Bacchetta continua dicendo che “Il partito che governa Umbertide ha tutti i poteri e tutte le facoltà per poter impedire a quella attività di continuare a esistere”. E qui siamo ad un altro punto su cui avevamo insistito anche all’assemblea svoltasi prima dell’ampliamento: La situazione di quel paese è tremenda, perché il sindaco Locchi non si decide a fare un’ordinanza per risolvere il problema? Ma quello che le nostre orecchie non avrebbero mai voluto sentire è quando il sindaco di Città di Castello dice “Dico anche che per quanto mi riguarda non faremo sconti a nessuno, i furbi non sono accettabili tanto meno quando hanno vesti istituzionali” come a lasciare intendere che ci sarebbero speculazioni dietro alle proteste del nostro Comune. Non avremmo mai voluto sentire perché sulla salubrità dell’ambiente non si specula. Non avremmo mai voluto sentire perché sulla salute non si specula. Non avremmo mai voluto sentire perché significherebbe che si sta prendendo in giro la gente di Calzolaro. Infine vorremmo citare il Sindaco Bacchetta quando dice che i problemi di Umbertide vengono dalla “mentalità che ha fatto uscire da Sogepu, contro gli interessi di quella città” e “Avete visto le bollette? Io le ho date in pasto eh! Pagano il doppio di noi, oggi. A settembre vi faccio una previsione, come mago Merlino, pagheranno anche di più”. Assolutamente vero le bollette di Umbertide sono più alte di quelle di Città di Castello e, aggiungiamo noi, sono aumentate notevolmente dopo la gara di appalto assegnata a Gesenu. Inoltre le attività divinatorie di mago Merlino risulteranno esatte perché le nostre bollette aumenteranno dato che dovremo pagare per gli errori fatti da altri. Infatti ci saranno aumenti visto che alcuni impianti umbri sono stati chiusi perché gestiti male. Allora perché dovremmo pagare noi? Tutti gli altri comuni umbri si stanno ribellando, ma il nostro comune ha già firmato il nuovo contratto e quindi saremo noi a pagare per errori non nostri. Ma mago Merlino Bacchetta non si ferma e dice anche che siccome l’amministrazione comunale di Camelot sta passando un brutto periodo e si prospetta un nero futuro si è inscenata questa protesta solo per “pura e mera propaganda finalizzata a dare la colpa di proprie scelte a qualcun altro. “  I cavalieri della tavola rotonda che si sono ricongiunti domenica all’inaugurazione di una cantina umbertidese sono avvisati: il regno di Camelot sta per cadere. Tornando alla questione Calzolaro le cose sono due: o il sindaco Bacchetta ha ragione ed allora il sindaco Locchi e i suoi predecessori devono chiedere scusa agli abitanti di Calzolaro o il sindaco Bacchetta ha dichiarato un sacco di fesserie ed allora deve essere querelato dall’amministrazione umbertidese se non altro per l’illazione che dietro a questa protesta ci sarebbero altri interessi.  

03/08/2017 11:59:28 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Black out all’ospedale di Città di Castello: il consigliere della Lega Nord Valerio Mancini porta la questione in Regione

Riceviamo e pubblichiamo Nella sessione dedicata al Question time della seduta odierna dell'Assemblea legislativa, il consigliere regionale della Lega Nord, Valerio Mancini ha interrogato l'assessore Luca Barberini per conoscere “Le cause del mancato funzionamento dei gruppi elettrogeni di emergenza dell'ospedale di Città di Castello e le azioni che la Regione Umbria intende adottare per scongiurare il ripetersi di tali evenienze”. Illustrando l'atto ispettivo, Mancini ha spiegato che l'interrogazione si riferisce a quanto successo il 17 gennaio, quando “all'incirca dalle ore 11,30 alle ore 12,15 si è verificata l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica nel nosocomio tifernate. A quanto consta, i gruppi elettrogeni di emergenza dell'ospedale non sono entrati in funzione. Secondo le informazioni acquisite direttamente dai pazienti presenti durante il blackout, si sarebbero verificati disservizi nell'erogazione delle normali prestazioni sanitarie, compresa, a quanto pare, la programmazione delle sedute operatorie con l'interruzione ed iI rinvio delle stesse”. L'assessore Luca Barberini ha risposto che “quel giorno non ci sono state interruzioni o danni all'attività medica e chirurgica che si stava svolgendo nell'ospedale di Città di Castello. Il 17 gennaio in tutta quella zona c'è stato un black out elettrico, si è trattato quindi di un fenomeno che deriva dal distributore di energia elettrica. Il personale dell'ufficio tecnico dell'Asl e quello medico sono subito intervenuti. Tutti le cure per i pazienti che si trovavano nel presidio, compresi quelli nelle aree critiche, sono stati portati avanti e realizzati senza alcuna interruzione. E non si sono verificati danni. Il black out ha comportato un'interruzione nella linea elettrica a cui è collegato il presidio ospedaliero. Sono subito entrati in funzione i gruppi elettrogeni della struttura, che hanno funzionato regolarmente. Nel momento in cui è tornata l'energia elettrica, lo switch off non ha funzionato. Poi si è scoperto che il problema era dovuto a delle batterie non perfettamente funzionanti. Quindi sono state sostituite, acquistandole anche di nuove. Tutto l'ospedale di Città di Castello è quindi al sicuro dal ripetersi di fenomeni di questo tipo”. Nella sua replica Mancini ha spiegato che “la mancanza è stata di coloro che avrebbero dovuto fare il controllo e la manutenzione degli impianti, che ha fallito ancora una volta. A me risulta che non era stata fatta recentemente la prova di tenuta degli impianti. Ma l'allarme meteo era stato lanciato 2-3 giorni prima per eventi. E che è deputato alla sorveglianza e al controllo degli impianti, quando arrivano allarmi meteo, deve fare prove di emergenza, come da protocollo. Questo non è stato fatto e la direzione sanitaria non ha preso misure disciplinari contro chi doveva verificare”. LANCIO ACS

03/08/2017 11:44:45 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Splendorini, il sindaco di Umbertide replica alle dichiarazioni dell’Amministrazione comunale di Città di Castello

Riceviamo e pubblichiamo In riferimento alle recenti dichiarazioni del Comune di Città di Castello sul tema rifiuti, si ritiene opportuno precisare quanto segue: il Comune di Umbertide è l’unico Comune del Sub-Ambito n°1 (Alta Umbria) che dal 2013 è stabilmente sopra il valore del 65% di raccolta differenziata ed è l’unico Comune, assieme a Lisciano Niccone, ad essere conforme agli obiettivi di percentuale di raccolta differenziata fissati dalla DGR 34/2016 che prevedevano per il II semestre 2016 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2017 il raggiungimento del 65%. Tutto ciò si evince anche dalla tabella di sintesi dei dati di raccolta differenziata raggiunti nei territori dell’ATI 1 per l’anno 2016, approvati dalla Regione Umbria con DGR 446 del 21 Aprile 2017. La Regione  con  DGR n.725 del 26/06/2017, ha certificato che tra i Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, soltanto Umbertide ha superato il 50% di raccolta differenziata (72%) mentre alcuni comuni tra cui Città di Castello, hanno conseguito incrementi di 2/3 punti percentuali, ben al di sotto degli obbiettivi fissati. Alla luce di ciò, non risulta valido come pretesto il ritardo nella pubblicazione della nuova gara d’Ambito sui servizi di igiene urbana, in quanto in assenza di ciò, la DGR 34/2016, indica chiaramente che l’obbligo del raggiungimento degli obiettivi percentuali di raccolta differenziata fissati rimane comunque in capo ai singoli Comuni; pertanto ci auspichiamo che il Comune di Città di Castello, in qualità di Comune capofila d’Ambito, programmi celeri interventi di riorganizzazione dei servizi resi ai cittadini affinché si raggiungano al più presto gli obiettivi fissati dalla normativa regionale. Per quanto riguarda la questione Calzolaro, come confermato anche dalle dichiarazioni dell'Amministrazione comunale di Città di Castello, Gesenu ha trattato presso l’impianto della ditta Splendorini Molini Ecopartner Srl di Calzolaro circa 2.220 tonnellate/anno (per due anni) di rifiuto organico raccolto nel territorio comunale, quantitativo che costituisce circa 1/6 del totale dei rifiuti trattati presso l’impianto. Di contro, nel Piano Industriale presentato recentemente da Sogepu e deliberato dall’Amministrazione Comunale di Città di Castello, nello scenario aziendale per l’anno 2018, sono garantite all’impianto di Splendorini, da parte di Sogepu, ben 19.000 tonnellate/anno di rifiuto organico proveniente da territori extra ATI n.1. Una quantità inaccettabile per una realtà industriale inserita in quel contesto urbano! Inoltre, in merito alle affermazioni relative alle autorizzazioni rilasciate alla Splendorini, l'Amministrazione comunale tifernate dovrebbe ben sapere che non spetta ai Comuni rilasciare tali autorizzazioni, che erano prima di competenza della Provincia e ora della Regione; se così fosse significherebbe che il Comune di Città di Castello avrebbe rilasciato l'autorizzazione per l'analogo impianto di Bonsciano! In definitiva viene da porsi una domanda: il Comune di Città di Castello, invece di fare confronti sulle tariffe ed innescare partnership industriali che creano enormi criticità alla popolazione di Calzolaro e delle aree vicine, ha realmente intenzione di percorrere gli obiettivi fissati dalla DGR 34/2016 ed aumentare la propria percentuale di raccolta differenziata, oppure al contrario non è interessato in quanto ospita nel proprio territorio la discarica più grande dell’Umbria? Credo sia questo il tema centrale, al di là di qualsiasi sterile polemica.    

03/08/2017 11:36:34 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA:’’MOSCHEA, SULLA TRACCIABILITA’ DEI FINANZIAMENTI INDAGHI LA GUARDIA DI FINANZA’’

Riceviamo e pubblichiamo «Sulla Moschea sta diventando stucchevole se non pericoloso l’atteggiamento dell’Amministrazione che cerca di mascherare le responsabilità e soprattutto le sue inadempienze». Umbertide cambia, con il presidente Gianni Codovini e i tre consiglieri comunali, sottolinea «le gravi omissioni e gli atteggiamenti del Sindaco che mostra una totale mancanza di cultura amministrativa e politica. Ora si è persino assunto il ruolo investigativo di un Pubblico Ministero o della polizia tributaria, chiedendo all’associazione islamica - peraltro non rappresentata dai vertici nell’incontro svolto - una documentazione dei versamenti e della tracciabilità del denaro per la costruzione della Moschea, che è semplicemente carta straccia, costruita a posteriori e non riguardante tutta la somma versata. Qui va chiarito un punto dirimente, come abbiamo chiesto in Consiglio comunale, naturalmente inascoltati: il Sindaco deve solo presentarsi alla Guardia di Finanza e avanzare un esposto per un’indagine seria e rigorosa. È la magistratura poi che ha il compito di verificare e perseguire i reati, non il capo di una amministrazione. Se pensa di usare il niente per una manovra diversiva e camuffante delle sue responsabilità non fa che aggravare gli errori commessi. Poi perché - questo sì di sua competenza - non ha chiesto una verifica della provenienza del denaro al momento della firma del contratto di compravendita dei terreni e del pagamento, peraltro ritardato? D’altra parte, il Centro culturale islamico, quale associazione di promozione sociale, deve ricordare che ha dei precisi obblighi di trasparenza. Le omissioni amministrative e politiche – continua Umbertide cambia - riguardano inoltre la totale assenza di comunicazione nei confronti della cittadinanza e delle forze politiche in Consiglio comunale sul cosiddetto patto di cittadinanza con il Centro islamico, che nessuno conosce. La Moschea ormai è diventata una questione nazionale e non attiene più ad una persona; va gestita in modo trasparente e comune, anche perché l’imperizia amministrativa e politica dimostrata è fonte di nuovi danni.»                                                                                                                                  Umbertide cambia

02/08/2017 16:36:40 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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