Attualità » Primo piano Assisi: viola le prescrizioni imposte dal Tribunale, arrestato

Aveva violato decine e decine di volte la misura di prevenzione della sorveglianza speciale irrogatagli dal Tribunale di Perugia nel dicembre del 2013. L’uomo, un trentaduenne residente in una frazione di Assisi, si era guadagnato la misura grazie ai suoi numerosi pregiudizi per reati contro il patrimonio (furto, danneggiamento, appropriazione indebita, riciclaggio) nonché evasione, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, rissa, guida senza patente, guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e alcoliche, era stato più volte arrestato e sottoposto sia alla misura cautelare degli arresti domiciliari che della custodia in carcere. In ragione del proprio curriculum criminale era stato colpito da divieto di espatrio ed avviso orale nonché, da ultimo, gli era stata applicata la misura della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di Assisi per la durata di 3 anni unitamente all’obbligo di firma e con restrizioni circa la permanenza nella propria abitazione ad orari stabiliti. Una prescrizione, quest’ultima, che l’assisano più volte aveva violato facendosi sorprendere dalle Forze di Polizia intento a consumare bevande alcoliche all’interno di un bar. La reiterazione delle violazioni alle prescrizioni imposte, gli è valsa una serie di denunce all’Autorità Giudiziaria che, unitamente ai procedimenti penali già pendenti a suo carico, hanno condotto alla condanna del 32enne, ad un anno e dieci mesi di reclusione. La sentenza era stata sospesa dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia per permettere al condannato di seguire un percorso di riabilitazione e di reinserimento lavorativo. Ma la sua condotta, in palese contrasto con il progetto rieducativo, ha ampiamente dimostrato l’inefficacia delle misure adottate nei suoi confronti ed ha condotto, infine, il Tribunale a revocargli i benefici concessi e ad emanare nei suoi confronti un provvedimento di carcerazione. Rintracciato dai poliziotti del Commissariato di Assisi, l’uomo è stato arrestato e condotto nel carcere di Capanne.

09/11/2017 09:34:54 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Società Civile RARO: Giovani umbri in fuga, critica ad una critica poco critica

di Alessandro Billi Tra le notizie più virali del passato ottobre vi è stata sicuramente l’indagine ISTAT riguardo i giovani emigranti dall’Italia. Problema che ormai perdura dall’inizio della recessione, tema discusso in tutte le salse possibili, ma mai toccato a fondo a livello locale, per non dire cittadino. Dai dati snocciolati e spacchettati per regione e vari comuni si desume un dato tanto chiaro quanto angosciante: l’Umbria sta stretta ai giovani. Le perdite in termini di unità sono a dir poco preoccupanti, indice di un futuro non propriamente roseo per il cuore verde d’Italia. Giuseppe Castellini A onor del vero, i dati citati non sono quelli ufficiali, bensì tratti dall’indagine Mediacom043, diretta da Giuseppe Castellini che li ha elaborati ed organizzati. Quello che interessa maggiormente in questa analisi è la reazione che si è avuta post-pubblicazione dell’indagine sia da parte delle istituzioni che da parte dei vari media, sia tradizionali che web. La sensazione è che nella fretta di andare a controllare i meri numeri, si sia persa un po’ di prospettiva e di profondità rispetto quello che emerge dalla ricerca. Per iniziare, poche, anzi pochissime testate hanno riportato le metodologie secondo le quali è stata effettuata la rilevazione. L’indagine prende come riferimento il periodo gennaio 2012 – gennaio 2017, fin qui nessun problema, l’ampia forbice dà una buona indicazione di quella che è stata la tendenza dei giovani umbri in anni nei quali la crisi era già matura. Per la verità però si parla di generici ‘’cali’’ numerici riguardanti appartenenti ad una determinata fascia di età e quindi insieme ben più ampio rispetto a chi si trasferisce all’estero (che comunque rappresenta una bella fetta). L’aspetto che però molti hanno più gravemente omesso è cosa si intenda con la dicitura ‘’giovani’’. La ricerca è chiara nello specificare che si intende la fascia d’età che va dai 25 ai 40 anni, categoria di giovani lavoratori e persone ritenute ‘’al massimo in termini di potenzialità’’. Tutto perfetto, se non fosse per il fatto che sono forse quelli ancora più giovani i primi ad andarsene Sono tantissimi infatti i ragazzi che in ‘’età universitaria’’ se ne vanno per andare a studiare o a lavorare all’estero (in misura verosimilmente maggiore rispetto ai sopracitati), ma che non sono enumerati in questa ricerca, e che quindi devono essere aggiunti nella conta di chi fa fagotto e se ne va dalla nostra regione. Dopo questa precisazione ‘’metodologica’’ è il momento di tuffarsi nei dati. I comuni che hanno visto il calo più drastico sono quelli più piccoli, presi in esame dell’indagine sono quelli tra i 3mila e i 15mila abitanti, dei quali fanalini di coda si attestano: Acquasparta, Castel Ritardi, Piegaro ed altri, tutti con il 16% o più di ‘’giovani’’ emigranti. La situazione non è di certo idilliaca, ma è ancor più drammatica se si pensa che la nostra regione è costellata di comuni ancora più piccoli, alcuni abitati da poche centinaia di anime, e che forse è proprio in questi che si è registrata la perdita maggiore viste le scarse possibilità offerte. Il rischio è che quindi, a lungo andare ma nemmeno troppo, molte piccole realtà potrebbero scomparire del tutto, diventando a tutti gli effetti città fantasma modello film western. A riportarci tristemente alla realtà ci pensano infatti intere zone d’Italia, ad esempio Puglia o entroterra sardo, nelle quali addirittura sindaci arrivano a ‘’pagare’’ chi decida di stabilirsi nei loro comuni. Tabella relativa ai dati riguardo la fascia 25-40 Nella smania di andare a vedere chi è messo meglio e chi peggio, si finisce poi per sottovalutare tra i vari dati proprio la fotografia globale, che forse è l’aspetto che intristisce maggiormente: NESSUN COMUNE UMBRO MOSTRA IL SEGNO +. Chiaro dunque che il problema inerisce l’intera regione e non solo alcune tra le sue zone più depresse. Si arriva così al dato che ha occupato interi titoli di varie testate e che però è proprio uno di quelli più enigmatici: la situazione umbertidese. Occorre innanzitutto evidenziare, e qui si tratta di un dato obiettivo difficilmente equivocabile, che la fascia 25-40 anni rappresenta il 20% (19,9% ad essere super puntigliosi)dell’intera popolazione cittadina. Numero certamente positivo in una realtà come quella italiana nella quale la popolazione è sempre in età più avanzata, che rappresenta sicuramente un buon plus per la Fratta. Veniamo però alla vera e propria pietra dello scandalo. ‘’Dai dati emerge che dal 2012 al 2017 ad Umbertide si è registrato un calo di giovani pari all’8,2%, percentuale migliore di quella della regione Umbria che si attesta invece al 10,4%.’’ Questa è la frase clou ‘’copiaeincollata’’ dal report sui vari media, unitamente ad affermazioni incensate su quanto la situazione sia rosea grazie ‘’alla numerosa presenza di aziende di rilievo nazionale ed internazionale’’. I commenti appaiono chiaramente un tantino troppo trionfalistici, quasi dipingendo la cittadina come la Silicon Valley de noaltri. Se è vero che Umbertide si trova sotto la media regionale, il che è insindacabilmente positivo, vero è anche che negli anni in questione poco meno di 300 ‘’giovani’’ hanno lasciato la città in cerca di fortuna, dato che non può e non deve fare contento nessuno, istituzioni in primis, ma nemmeno i media, che di fronte alla realtà dovrebbero essere sempre tra i più critici (costruttivamente s’intende). Quella che infastidisce maggiormente è quindi questa ‘’schizofrenia’’ per la quale si passa nel giro di pochi giorni dal piagnisteo su carta all’omaggio più spinto. A confermare il tutto ci sono anche le dichiarazioni di Castellini: ‘’Il sistema Umbria non ha retto ai cambiamenti che ci sono stati.’’, passando per “Strano che per 30 anni nessuno si sia accorto del declino della regione”, fino ad arrivare a divinatori ‘’Temo che questa crisi sarà ancora lunga.’’, o malinconici ‘’Adesso si galleggia soltanto.’’. Detto ciò, la situazione è di certo difficile, ma non irreversibile, in casi del genere è importante mantenere la lucidità, aguzzare l’ingegno per uscirne con idee originali ed affrontare la realtà consapevoli dei propri limiti, ma anche dei propri punti di forza (come ad esempio la situazione leggerissimamente più stabile di Umbertide). Ma no, di certo non è utile bypassare di netto il problema, cullandosi del fatto che c’è chi già annaspa, mentre l’acqua inesorabilmente, sale.    

08/11/2017 21:06:10 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Sprechi alimentari, Casciari e Rometti:''Con legge approvata oggi l'Umbria è una Regione più etica e civilmente impegnata''

Riceviamo e pubblichiamo I consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (SeR) esprimono soddisfazione per l'approvazione in Aula della legge della quale sono stati promotori che promuove le attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici. Per Casciari e Rometti “l'Umbria con oggi è una regione più etica e civilmente impegnata”. (Acs) Perugia, 7 novembre 2017 – “L'Umbria con la legge approvata oggi è una regione più etica e civilmente impegnata”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (SeR) commentando il via libera dell'Aula al provvedimento del quale sono stati promotori insieme a Marco Squarta (FdI). “La legge che promuove le attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici – proseguono Casciari e Rometti - è una norma giusta e necessaria che, infatti, ha trovato l'approvazione unanime da parte dell'Assemblea Legislativa. Lo spreco ai giorni nostri non è più tollerabile, anche in considerazione delle gravi situazioni di povertà e disagio che il prolungarsi della crisi ha determinato in tanta parte della popolazione. Analisi e studi di settore ci dicono che la strada da seguire è quella del recupero e del riuso in un'ottica di economia circolare che con l'atto approvato trova sostanza e certezze anche in Umbria”. “Con questa legge – concludono – ci siamo dotati di uno strumento che, ad ampio raggio, coinvolge istituzioni locali, imprese, organizzazioni e associazioni di volontariato e singoli cittadini nella costruzione di un modello virtuoso di consumo, dove le azioni responsabili di ciascuno sposano valori ambientali e sociali sostenibili”.

08/11/2017 10:34:30 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Mancini e Fiorini (Lega Nord):''Strade altotiberine ancora non in sicurezza'', Chianella:''Già investiti 550mila euro per la viabilità in quella zona''

Riceviamo e pubblichiamo  Nel corso della seduta dell'Assemblea legislativa dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, i consiglieri Valerio Mancini e Emanuele Fiorini (Lega nord) hanno presentato il proprio atto ispettivo per “conoscere le tempistiche di attuazione dell'ordine del giorno riguardante la messa in sicurezza delle principali strade altotiberine dello scorso anno”. Illustrando l'interrogazione in Aula, Valerio Mancini ha ricordato come “sia passato quasi un anno da quando l’Assemblea legislativa approvò il mio ordine del giorno per la messa in sicurezza delle principali vie di comunicazione altotiberine. Ma ad oggi non sono stati registrati interventi di rilievo. È inqualificabile il comportamento degli esponenti politici regionali e parlamentari del PD che continuano a lasciare abbandonato il territorio altotiberino per ricordarsene solo in vista di appuntamenti elettorali. Sono anni che non si vedono cantieri stradali degni di tale nome e il risultato è lo scenario indecoroso che si presenta sotto gli occhi di tutti: segnaletica orizzontale assente, alberi che invadono la carreggiata e mancato rispetto dei criteri minimi di sicurezza in materia di viabilità. Con l’arrivo della stagione autunnale non possiamo lasciare il territorio nelle condizioni attuali e un occhio di riguardo dovremmo averlo anche per le zone montane come Pietralunga, Montone o Monte Santa Maria Tiberina, dove si tengono anche eventi turistici importanti che accolgono i visitatori con strade in pessime condizioni”. L'assessore Giuseppe Chianella ha risposto spiegando che “la Regione ha trasferito alle Province circa 10milioni di euro in due trance per la gestione delle strade. Tutta l'Umbria è stata interessata alle manutenzioni stradali. Ci è stato fornito un quadro degli interventi effettuati e in via di realizzazione: sulla strada provinciale 100 e la regionale 121 nella primavera 2017 sono stati investiti 71mila euro; nel territorio di Città di Castello ci sono stati interventi (in parte terminati) su varie strade regionali e provinciali per un totale di 357mila euro; nel comune di Monte Santa Maria Tiberina sono stati eseguiti interventi per circa 100mila euro. C'è dunque un investimento complessivo che supera i 550mila euro. Siamo in fase di approvazione del bilancio di previsione e stiamo lavorando per trovare altre risorse per la viabilità da destinare alle due Province”. Mancini ha replicato dicendosi “totalmente insoddisfatto della risposta. La mozione prevedeva interventi straordinari e non ordinari. Le cifre messe a bilancio erano già previste. Peraltro il piano straordinario sulla viabilità non sarebbe neppure necessario se venissero stanziate risorse adeguate ogni anno. Da parte di questa Giunta c'è totale disattenzione all'azione propositiva di questa Assemblea”. 

08/11/2017 10:25:07 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Approvata in Consiglio Regionale la programmazione 2017 sulla sicurezza urbana, astenuti i consiglieri di opposizione

Riceviamo e pubblichiamo L'Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza l'atto di programmazione 2017/2018 in materia di sicurezza urbana, previsto dalla legge '13/2008'. Hanno votato a favore i 11 consiglieri di maggioranza (PD e SER), si sono astenuti quelli di opposizione: Fiorini e Mancini (Lega), Nevi (FI), Squarta (FDI), Liberati e Carbonari (M5s) e Ricci (Rp).In sintesi (Acs) Perugia, 7 novembre 2017 – L'Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza l'atto di programmazione 2017/2018 in materia di sicurezza urbana, previsto dalla legge '13/2008'. Hanno votato a favore 11 consiglieri di maggioranza (PD e SER), si sono astenuti quelli di opposizione: Fiorini e Mancini (Lega), Nevi (FI), Squarta (FDI), Liberati e Carbonari (M5s) e Ricci (Rp). Il relatore dell'atto, Andrea Smacchi (PD-presidente Prima Commissione) ha spiegato che “con la Legge Regionale '13/2008' sono state finanziate importanti politiche di sicurezza integrata ed urbana tra cui i patti di sicurezza per le Città di Perugia e Terni. Per il 2017 è previsto uno stanziamento di 175mila euro, di cui 35mila andranno al patto 'Perugia Sicura' e 25mila a 'Terni Sicura'. I restanti 115mila euro finanzieranno i progetti presentati dai Comuni sulla sicurezza urbana. Si proseguirà nell'incentivazione della video sorveglianza delle zone industriali e si prevede anche la possibilità di finanziare progetti per le barriere anti-intrusione, come ad esempio i pilomat, soprattutto per tutelare le città durante le manifestazioni che prevedono la partecipazione di molte persone. Una esigenza, questa, emersa anche dalle Prefetture. L'obiettivo è quello di conciliare l'estetica dei centri storici con la sicurezza dei cittadini. Il contributo regionale copre il 70 per cento dell'intervento, mentre i Comuni si faranno carico del restante 30 per cento. I progetti possono arrivare al massimo ad un importo complessivo di 50mila euro”. “L'atto - è stato inoltre spiegato - contiene il rapporto di ricerca su criminalità e sicurezza in Umbria negli ultimi 7 anni elaborato analizzando fonti ufficiali dall'Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Giurisprudenza. Da tale indagine è emerso che il picco più alto in Umbria si è verificato nel 2013, con 38mila 506 reati commessi, un dato sensibilmente calato nel 2016 fino a 31mila 970. Il 46 per cento delle denunce riguarda i furti, ma la tendenza è verso una diminuzione. La cifra che in Umbria rimane più alta rispetto alla media italiana è quella relativa alle denunce per estorsione e usura e quella che si riferisce alle truffe informatiche. In conclusione è importante ricordare che la Regione Umbria è entrata a far parte del comitato esecutivo del Forum italiano ed europeo per la sicurezza urbana che riunisce oltre 40 Comuni, Province e Regioni italiane, il cui obiettivo è promuovere nuove politiche di sicurezza urbana”.  GLI INTERVENTI CLAUDIO RICCI (RP): “La sicurezza è un tema molto complesso che si configura con azioni definite, attuate, finanziate e misurate per la loro efficacia. La sicurezza necessita di una continuità di azione per risultati efficaci e efficienti, anche per aumentare la sicurezza percepita dalle persone. I COMUNI DOVREBBERO DOTARSI DI PIANI COMUNALI DI SICUREZZA INCLUSI NEI PIANI REGOLATORI GENERALI PER DARE PIANIFICAZIONE E CONTINUITÀ OPERATIVA. La legge 13/2008 necessita di un aggiornamento dopo dieci anni. Prendo atto con piacere che questo piano include la possibilità di finanziare le barriere anti-intrusione. Mi auguro che proseguano i progetti per finanziare gli impianti di videosorveglianza, anche nelle zone industriali. Considerando i 92 comuni dell'Umbria le risorse per il 2017 appaiono esigue e devono essere aumentate almeno a 500mila euro annuali”. EMANUELE FIORINI (LN): “Terni non è una città sicura, i cittadini hanno paura e serve l'esercito per pattugliare le strade. La cronaca ternana degli ultimi dieci giorni parla di risse, sequestri di droga, pistolette, degrado, rapine. I soldi per il patto 'Terni città sicura' dove sono finiti? Forse non sono stati impegnati bene. Servono azioni concrete per il territorio, soprattutto ternano. Quei SOLDI DEVONO SERVIRE PER GENTE COMPETENTE CHE CREI AZIONI MIRATE, COME UN BANDO PER GLI ISTITUTI DI VIGILANZA PRIVATA PER PATTUGLIARE IL TERRITORIO NELLE ORE E NELLE ZONE PIÙ CRITICHE. Devono essere stanziati ulteriori fondi. I dati che voi fornite non sono verosimili. Mi domando su quale pianeta vivete parlando così di sicurezza”.   Valerio MANCINI (Lega): “Non saranno questi pochi denari a risolvere il problema della sicurezza, ma è comunque qualcosa. IL PROBLEMA DA RISOLVERE È IL COORDINAMENTO TRA SINDACI E FORZE DELL'ORDINE. DEVONO ESSERE I SINDACI AD OCCUPARSI DELLA SICUREZZA DEI CITTADINI E NON I PREFETTI. In Umbria abbiamo un sindaco e un prefetto che fanno accordi con un imam sulla apertura di una moschea ma lo stesso sindaco non consulta i cittadini per sapere se sono d'accordo. In Alta Valle del Tevere avevamo proposto di realizzare un coordinamento unico delle polizie municipali ma non abbiamo ottenuto una risposta. Il ruolo dei politici viene a volte visto come ingombrante da certe altre autorità che dovrebbero garantire la sicurezza. La sproporzione tra quanto spendiamo per l'accoglienza di cittadini stranieri e quanto viene investito per la sicurezza dei cittadini è notevole. Esprimo un giudizio negativo sull'incapacità di alcune autorità di pubbliche sicurezza che non riescono a coordinarsi neppure sugli orari di apertura delle Caserme dei Carabinieri, che in alcune zone chiudono alle ore 14, lasciando delle zone senza sorveglianza. La sicurezza si fa anche con la concessione della residenza, che in certi Comuni è eccessivamente facile, senza verificare se certe persone hanno un lavoro”.  Andrea LIBERATI (M5S) “SITUAZIONE UMBRA GRAVE. ANCHE A CAUSA DELL'INEFFICACIA DELLE POLITICHE DI ACCOGLIENZA FINORA ATTUATE. Nell'audizione dello scorso anno a Palazzo Cesaroni i  prefetti di Perugia e Terni riferendosi alla situazione umbra affermarono che si era vicini “a una situazione di territorio fuori controllo ed ora tutto ciò si è aggravato, anche a causa dell'inefficacia delle politiche di accoglienza finora attuate, anche per la difficoltà di accertare l'identità delle persone che arrivano. Ricordo che il giovane David Raggi di Terni fu ucciso da un persona arrivata con i barconi, espulso e poi tornato da clandestino. Le questioni in campo oggi determinano situazioni di paura e insicurezza, occorre perciò che le istituzioni sia a livello nazionale, sia regionale diano l'esempio: facciano leggi e ne impongano il rispetto, a differenza di ciò che accade ora in cui sembriamo essere il Paese di Pulcinella. Occorre riconoscere la pluralità e la complessità dei problemi, sia quelli riguardanti la sicurezza dei cittadini umbri, ma anche quelli più generali  riguardanti chi viene a vivere nel nostro paese. I progetti di integrazione finora attivati sono risultati inefficaci, a volte hanno determinato anche situazioni sociali critiche: vedi ad esempio la questione delle graduatorie delle case popolari e la relativa lotta tra poveri che si è prodotta. Sono necessari interventi di carattere culturale ed anche economico. Per difendere davvero tutti quelli che qui abitano e vivono qui e chi sceglie di viverci  provenendo da altri Paesi occorre superare il concetto di puro 'business' che istituzioni laiche e anche religiose hanno impresso alle attività in questo ambito”. CATIUSCIA MARINI (presidente Regione): “La Regione ha mostrato capacità e lungimiranza visto che i provvedimenti assunti dal Governo fanno perno proprio sulla sicurezza integrata, fulcro della nostra legge del 2008. LA SICUREZZA ATTIENE COME È NOTO AL MINISTERO E ALLE FORZE DELL'ORDINE, MENTRE COMPETE ALLA REGIONE CONCORRERE ALL'IDEA DELLA SICUREZZA INTEGRATA, QUINDI CON AZIONI DI PREVENZIONE, CHE NON È QUELLO CHE FANNO LE FORZE DI POLIZIA. Negli anni è emersa la necessità di un supporto da parte delle istituzioni. Abbiamo concorso con il Comune di Perugia anche per realizzare il posto di polizia nel centro storico, che non sarebbe stata proprio una nostra spettanza. Il meccanismo dell'atto estende in maniera molto più diffusa azioni come la videosorveglianza su parti estese della città e non solo i punti più critici, perché dove ci sono le telecamere le zone diventano meno a rischio. Si tratta di una strumentazione importante di cui si avvalgono forze di polizia e autorità giudiziaria. Questo atto conferma le risorse economico-finanziarie e concorre con una residua parte in risorse per i Comuni di medie e piccole dimensioni della regione. Di sicuro questa maggioranza di centrosinistra non ha paura dei poveri e affronta questi temi sul piano sociale, non dell'ordine pubblico ma dell'educazione, informazione e supporto, affinché le persone dipendano meno possibile dalla condizione di bisogno. Più è forte il senso di esclusione che genera insicurezza sociale, più spesso diventa insicurezza di ordine pubblico. Questo è il nostro approccio, lavoriamo su questo e non su questioni di ordine pubblico”.

08/11/2017 09:55:52 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Accattonaggio molesto e venditori abusivi, Marchetti e Mancini (Lega Nord):''Persa un’occasione di risolvere un problema molto sentito''

Riceviamo e pubblichiamo Accattonaggio molesto e venditori abusivi: Basta fare gli struzzi, per il Pd il problema non esiste. Il Psi vota contro un suo emendamento Marchetti e Mancini: “Persa un’occasione di risolvere un problema molto sentito” Un regolamento serrato e concreto contro l’accattonaggio molesto e i venditori abusivi, questa la richiesta della Lega Nord Città di Castello, con i consiglieri comunali Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini, che chiedevano misure restrittive per arginare un fenomeno in costante crescita. “La nostra mozione – spiegano i due esponenti del carroccio – intendeva affrontare un problema concreto segnalato continuamente da tantissimi cittadini, tangibile e documentabile. i centri commerciali tifernati e della Alta Valle del Tevere, sono assiduamente frequentati da extra comunitari ben vestiti ed accessoriati, che, con insistenza e in maniera del tutto inopportuna chiedono denaro ai passanti. Solo nel mondo fatato del Pd non esiste questo fenomeno poiché, a detta loro, si tratta di  “persone bisognose di cure che con molta probabilità scappano dalla guerra”. E’ chiaro che il Pd è oramai un partito lontano dagli italiani e lo dimostra anche il magro 13% registrato alle recenti elezioni in Sicilia, il referendum dello scorso Dicembre e le amministrative dello scorso Giugno. Crediamo che dimenticarsi delle reali esigenze dei cittadini a vantaggio degli extra comunitari solo perché politicamente corretto e perché a lungo andare, possono rappresentare un proficuo bacino di voti sia irrispettoso e deleterio per la storia italiana, per la nostra cultura e tradizione. In questo scenario politico oramai ben definito era chiara la bocciatura della nostra mozione, da parte del Pd, meno chiaro è stato, invece, l’atteggiamento promiscuo del Partito Socialista che prima chiede di portare in commissione la nostra proposta per approfondirla, poi torna sui suoi passi al momento del voto, nonostante l'emendamento della Lega asseriva quanto dal consigliere Masciarri richiesto. Solo il Psi riesce a votare contro ad una sua proposta. Diatribe politiche a parte – concludono i due leghisti – da tutta questa vicenda sono 3 le certezze emerse: il Pd sempre più vicino agli immigrati, il Psi che si rimangia le parole e la Lega che vuole contrastare un fenomeno preoccupante attraverso un regolamento serio, stilato assieme alle Forze dell’ordine e, invece, trova il muro della sinistra. E’ ora che gli struzzi comincino a tirare fuori la testa da sottoterra e affrontare il mondo reale, purtroppo, però, l’attenzione che un’amministrazione ha nei confronti dei suoi cittadini lo si vede anche dal come affronta certe criticità. Persa un'occasione per risolvere un problema, ma purtroppo si sa che la sinistra i problemi li crea e non li risolve"  

07/11/2017 18:41:57 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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