Attualità » Primo piano Da Pietralunga la bella storia di Giuliano Martinelli: il cavaliere della “trifola”

Il cavaliere della “trifola”: dal motorino con una casetta di legno con la cagnolina e vanghino in giro per i boschi dell’Alta Umbria alla testa di una azienda, fra le più quotate del settore della lavorazione del tartufo, con oltre 60 dipendenti, ottimi fatturati, presente in tutti i mercati internazionali. Tanta fatica, determinazione, professionalità che sono stati premiati due giorni fa con il conferimento della prestigiosa onoroficenza di cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.   A Giuliano Martinelli, classe ’64 (è nato a Milano il 27 Marzo 1964 dove ha trascorso l’infanzia con i genitori saliti in Lombardia e la sorella Matilde per trovare un lavoro per poi far ritorno a Pietralunga dove risiede con la famiglia e l’azienda), il Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia, nel corso di una cerimonia ufficiale presso la sala del Consiglio Provinciale, ha consegnato con tanto di motivazione, l’agognata pergamena con il marchio della Presidenza della Repubblica. “Un’emozione unica, una giornata memorabile che rimarrà nella mia mente e nel mio cuore per tutta la vita. Un sogno diventato realtà che voglio condividere con tutti coloro, in primo luogo i cavatori, che a vari livelli si occupano di questo straordinario prodotto della terra che è il tartufo, la sua storia, le tradizioni secolari”, ha precisato con la voce rotta dall’emozione il neo-cavaliere prima di mettersi in posa per le foto di rito accanto al Presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta e al sindaco di Pietralunga, Mirko Ceci, primo cittadino di un comune di 2000 “anime” che con oltre 400 cavatori e 120 addetti alla trasformazione del prodotto ad oggi la città più tartuficola d’Italia in rapporto al numero degli abitanti: in piazza c’è anche una statua dedicata al “cavatore”.   Un sogno, un premio per tanta tenacia e determinazione che gli hanno consentito di raggiungere obiettivi importanti a livello professionale da quando con i calzoni corti ha iniziato ad occuparsi di tartufi. “Sono diventato tartufaio a 16 anni, nel 1980 – dice Martinelli - prima di andare a lavorare come operaio, partivo con il mio motorino, legavo dietro una piccola cassetta di legno e portavo con me la mia cagnolina e il vanghino che mi regalato mio nonno. Sono cresciuto così, nella consapevolezza che la ricerca del tartufo è una vera e propria arte, che si apprende poco a poco e si impara con costanza, dedizione e tanta perseveranza.” Allora però cercare tartufi per i boschi non era ancora un lavoro vero. “Dal 1980 al 1984 sono stato infatti un dipendente apprendista in un’azienda privata e poi lavoratore dipendente con il ruolo di direttore di camping presso la C.A.T. Cooperativa Attività turistiche Candeleto.” La vita ha riservato poi a Martinelli, quello che in tanti definiscono come un “terno al lotto” il mitico posto fisso, miraggio di tanti giovani di allora e purtroppo anche di oggi troppo spesso senza successo. “Nel 1988 sono stato assunto come operaio generico dalla Comunità Montana Alta Valle del Tevere: durante tutto questo periodo, non ho mai smesso di pensare al mio sogno, fino a quando nel 1994 mi sono licenziato per seguire la mia strada.” Giuliano Martinelli ha preferito l’incertezza di avviare un’attività privata, sua, alla certezza del “27” di ogni mese garantito. “I primi anni di lavoro come tartufaio sono passati velocemente, fino a quando il mio istinto mi ha detto che era il momento di dare un’ulteriore svolta alla mia professione: ho deciso di smettere di essere “solo un tartufaio” e ho iniziato a fare delle piccole compra – vendite.” Infatti nel 1991, ho aperto la mia ditta individuale, col progetto di dedicarmi proprio al commercio di tartufi e funghi.”   “Nel 1999 la mia idea subisce un’evoluzione: la ditta individuale diventa società, la Giuliano Tartufi s.a.s. (in cui io ovviamente ero socio) e al solo commercio di Tartufi e funghi viene affiancata la fondamentale attività della trasformazione del prodotto fresco in conserva. La mia azienda Giuliano Tartufi Srl è nata così: con il tartufo fresco, con tanti piccoli vasetti ed anche grazie a tanti uomini e donne che ci hanno creduto insieme a me, coraggiosi e un po’ “matti” che in questi anni mi hanno seguito, aiutato e sostenuto: è anche grazie a loro che la Giuliano Tartufi è arrivata dove è adesso”. Caparbietà e determinazione che, assieme alla compagna Elisa Ioni (manager di punta in azienda e tartufaia esperta) e al figlio Giulio, gli hanno consentito di superare il periodo buio e drammatico del Covid-19. “La mia azienda – dichiara Martinelli- nonostante le difficoltà generate dall’importante calo di fatturato e di incassi, non ha utilizzato alcun aiuto di stato (compresa la cassa integrazione ed altre agevolazioni, anche impegnando i dipendenti in attività non necessarie – da qui la battuta di falciare l’erba sul tetto!) proprio per una scelta etica personale”. “Mai mi non mi è mai venuto il dubbio se mollare o continuare perché questo non è un romanzo ma è la mia vita: io sono rimasto lo stesso di 40 anni fa quando avevo solo un cane, un motorino e un vanghino perché la passione o c’è o non c’è non la si può creare”. “Negli anni – conclude il cavalier Martinelli- mi sono confrontato con molti professionisti del settore che mi hanno permesso di accrescere sempre di più le mie competenze e anche di diventare un esperto conoscitore dei cani da tartufo: nella mia vita ne ho cresciuti più di 120 esemplari”. L’ultima in ordine di tempo è “birba” una simpatica cagnolina “meticcia” capace di scovare tartufi di ogni pezzatura e qualità anche a diversi metri di profondità nel terreno.   A proposito il cavaliere della “trifola” ha ancora un sogno nel cassetto, un desiderio da dover esaudire. “Devo tutto al tartufo, a questo straordinario prodotto della terra, il migliore in circolazione quello  che si trova da Città di Castello a Pietralunga, in altotevere Umbro. Vorrei proprio che da questa zona magnifica, suggestiva, unica nel suo genere partisse la spinta definitiva al progetto di candidare il tartufo come bene immateriale dell’Unesco. Anche questa è una storia iniziata nel mio paese nel 2013 insieme al Sindaco di Pietralunga Ceci Mirko, e l’ex sindaco di Norcia Giampaolo Stefanelli insieme al nostro caro amico ed all’epoca Ambasciatore del Tartufo, Onorevole Massimo D’Alema.”, parola di cavaliere.

17/07/2020 12:23:12 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Umbertide: semina il panico in un bar e aggredisce ragazza, denunciato 28enne

Al termine di una rapida indagine, personale del Commissariato di Polizia di Città di Castello è stato individuato e deferito all’Autorità Giudiziaria un uomo che, qualche notte fa, si è reso responsabile, nel centro storico di Umbertide, di un’aggressione nei confronti di una donna e del danneggiamento di un bar locale. L’aggressore, un cittadino straniero di 28 anni, da tempo residente in zona, è stato visto aggredire una ragazza che non è riuscita a sottrarsi alla violenza dell’uomo, tanto che gli avventori di un bar delle vicinanze, notata la scena, sono accorsi in aiuto e hanno richiesto, attraverso il 113, l’intervento di una pattuglia della Polizia di Stato. L’uomo si è avventato anche contro le persone intervenute in difesa della ragazza, minacciandole brandendo un pezzo di vetro quindi, dirigendosi verso il vicino bar, creando paura e scompiglio fra i clienti scaraventando un tavolo in strada e lanciando una sedia contro la vetrata dell’esercizio commerciale infrangendola. Le persone all’interno del bar hanno cercato in ogni modo di serrare l’ingresso chiudendo la porta principale ma il cittadino straniero è riuscito lo stesso ad entrare con violenza, scatenando la sua furia all'interno del locale, rovesciando piatti e bicchieri, cercando di scagliare un grosso vaso in vetro contro le persone presenti, aggredendo una barista che con coraggio è riuscita a strappargli di mano l’oggetto contundente e per questo motivo fatta bersaglio di botte, offese e sputi. L’immediata indagine ha permesso di identificare l’uomo e deferirlo all’Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni dolose, danneggiamento aggravato, minaccia aggravata e ubriachezza manifesta. Inoltre, in ragione del comportamento tenuto, veniva sanzionato per aver violato le norme comportamentali relative alla diffusione Covid-19.

16/07/2020 13:06:08 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Visita dell'assessore Melasecche all'officina ex-Fcu di Umbertide. “Grandi professionalità ma anche tanti problemi da risolvere”

“Stiamo verificando sia con Busitalia che con RFI un recupero di decoro e di efficienza in modo tale da giungere quanto prima a miglioramenti sensibili, tali da riconquistare i molti utenti che, sfiduciati, sono oggi stati obbligati a ricorrere all’utilizzo delle auto private”.  E’ quanto ha affermato l’assessore regionale alle infrastrutture ed ai trasporti, Enrico Melasecche, al termine del suo sopralluogo ad Umbertide, in visita alla Officina della ex FCU, oggi gestita da Busitalia. “Si tratta di una struttura storica – ha spiegato l’assessore - che risale ai primi anni del secolo scorso ed in cui lavorano circa 30 maestranze con una professionalità specifica che va salvaguardata e tramandata. Provvedono alla manutenzione di 40 treni utilizzati lungo la tratta Nord da Città di Castello a Ponte San Giovanni. Tecnici che ho trovato particolarmente interessati al proprio lavoro ma anche preoccupati per una situazione che negli ultimi quindici anni ha visto l’antica MUA, Mediterranea Umbro Aretina, retrocedere nella quantità e qualità dei servizi fino a giungere alla chiusura attuale di gran parte della linea nonostante che il tratto Terni-Perugia Ponte San Giovanni sia stato dichiarato di interesse nazionale. Emerge il problema relativo ai quattro elettrotreni Minuetto, pagati dalla Regione circa 16 milioni nel lontano 2008 mai utilizzati in Umbria e fermi da troppi anni sui binari, alla mercè dei vandali che continuano a dipingerne a proprio piacimento le fiancate fin sopra i vetri dei finestrini riducendone la visibilità interna”.  “È inspiegabile – ha sottolineato Melasecche - che si continuino ad utilizzare i treni a gasolio molto più modesti e di minor qualità mentre i Minuetto, moderni e meglio arredati, firmati Giugiaro, stanno a marcire in stazione nonostante che la linea oggi in funzione sia dotata di alimentazione elettrica. Utilizzati solo parzialmente in alcune tratte nazionali, sembra addirittura che non siano mai stati collaudati e non ci sono certezze nemmeno rispetto alla loro proprietà. Chiariremo entro breve tutti i dubbi”. “Quanto al servizio attuale – ha proseguito l’assessore Melasecche - occorre riprendere in mano una situazione che negli anni è andata sfilacciandosi e che i pendolari denunciano da molto tempo come inaccettabile. Occorre soprattutto, oltre a mettere definitivamente in sicurezza la linea esistente facendo salire la velocità media dei convogli,  migliorare le prestazioni attuali, ridurre i tempi di percorrenza, introdurre i cosiddetti treni veloci che in certi orari del giorno prevedano fermate solo in alcune stazioni, far funzionare l’aria condizionata, ripulire integralmente le fiancate dei treni, vandalizzate da grafomani che, una volta per tutte, vanno individuati e puniti facendo loro rimborsare i notevoli danni che provocano con le bombolette spray. Occorre inoltre fare di tutto per chiudere alcuni passaggi a livello con la croce di S. Andrea in cui, incredibile ma vero, il treno viene fatto fermare ed i pedoni e le auto private hanno di fatto la precedenza. È necessario inoltre – ha concluso Melasecche - riportare il capolinea a Fontivegge dando così un servizio realmente utile a tutti coloro che dal Nord della regione si recano nel capoluogo per motivo di studio, di lavoro o per prestazioni sanitarie al Silvestrini e che oggi, con la rottura di carico a Ponte San Giovanni, sono costretti a prendere un altro mezzo per raggiungere Perugia”. Al termine del sopralluogo in Officina, l’assessore Melasecche si è recato in visita al sindaco di Umbertide, Luca Carizia, per uno scambio cordiale di vedute sulle necessità ed i problemi del territorio.    

16/07/2020 12:26:03 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Prorogato al 31 luglio il bando pubblico per l'assegnazione di contributi a sostegno dei canoni di locazione corrisposti nell'anno 2019

Il Comune di Umbertide ha prorogato al 31 luglio il termine di scadenza per il bando pubblico per l'assegnazione di contributi a sostegno dei canoni di locazione corrisposti nell'anno 2019. Si ricorda che la domanda di assegnazione dei contributi deve essere presentata compilando il modello appositamente predisposto e disponibile nel sito web dell'ente www.comune.umbertide.pg.it. La domanda, inoltre, dovrà essere corredata dalla documentazione indicata nel modello, compresa la copia del contratto di locazione regolarmente registrato (relativo all’anno 2019) e la documentazione non desumibile dalle banche dati delle amministrazioni certificanti. La domanda di partecipazione, redatta su apposito modulo, sul quale dovrà essere applicata una marca da bollo di 16,00 euro, può essere presentata all'Ufficio Protocollo del Comune di Umbertide (fissando appuntamento telefonico contattando i numeri 0759419243, 0759419241, 0759419262), inviata a mezzo mail a comune.umbertide@postacert.umbria.it (la casella riceve sia Pec che semplici mail, in questo caso la domanda dovrà essere inviata scansionata e completa di documentazione) o tramite il servizio postale, con raccomandata con avviso di ricevimento, indirizzata a Comune di Umbertide – Piazza Matteotti, 1 (Ufficio Servizi Sociali). La domanda dovrà pervenire al Comune entro il termine perentorio del 31 luglio 2020 alle ore 13.00 pena l’esclusione dalla graduatoria. Per le domande spedite a mezzo raccomandata A.R. farà fede il timbro postale. Si avvisa nuovamente che come requisito non è da considerarsi tra i motivi di esclusione l'esibizione delle ricevute di pagamento dell'affitto degli ultimi tre mesi del 2019.  

15/07/2020 12:16:48 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Esami di Stato conclusi al “Campus da Vinci”: 29 i ragazzi da 100 di cui 7 con lode

  Malgrado la modalità particolare con cui è stato sostenuto l’Esame, a seguito dell’emergenza sanitaria, il Campus "Leonardo Da Vinci" di Umbertide continua a sfornare eccellenze, confermando risultati da record agli Esami di Stato 2020: 29 studenti, sul totale di 145, hanno raggiunto il massimo dei voti e 7 hanno ottenuto anche la lode.   Esami che difficilmente verranno dimenticati da alunni, docenti e Dirigenti Scolastici per le dinamiche che lo hanno completamente stravolto e snaturato a causa della pandemia che, dal 05 marzo scorso, ha annullato ogni interazione, rimosso la vita di classe tradizionale e costretto alla didattica a distanza, unica modalità che ha consentito di portare a termine i programmi e preparare studentesse e studenti del quinto anno all’ appuntamento più temuto ed importante di fine corso.   Didattica a distanza, che è stata affrontata con serietà e impegno e forte motivazione dai ragazzi delle quinte; durante i mesi di sospensione delle lezioni in presenza gli alunni, sostenuti da un corpo insegnante che non ha mai cessato di mantenere i contatti con le classi, ha profuso un encomiabile impegno e una costante partecipazione alle attività proposte, che ha reso possibile il conseguimento di ottimi risultati in sede di Esame.   La media di chi si è diplomato col massimo è altissima (20%) con punte massime del 29,2% nell’indirizzo Scientifico International Cambridge che fa incetta di 100/100 (6 in totale) e di lodi (2 in totale). Anche la media dei voti massimi (20,3%) per gli indirizzi Scienze Umane, Economico Sociale, Scienze Applicate e Linguistico è decisamente alta. Molto significativo è anche il numero, ben 25, di ragazzi, distribuiti su tutti gli indirizzi che hanno avuto una valutazione compresa tra 90 e 99 centesimi e 33 quelli nella fascia 80-89. Gli studenti del Liceo Linguistico hanno affrontato anche un’impegnativa prova d’Esame aggiuntiva in storia e letteratura francese: 26 alunni su 30 l’hanno superata ottenendo il prestigioso Baccalaureat francese e quindi il Doppio Diploma di Stato, quello italiano e quello francese   “Un vero orgoglio per noi”, ha dichiarato la preside Franca Burzigotti: “E' stato un anno difficile per tutti che, però, siamo riusciti a concludere nel migliore dei modi sia in termini di voti e doppi diplomi conseguiti dagli studenti, tra i quali figurano numerose eccellenze, sia per la serietà con la quale i ragazzi hanno affrontato la prova dopo un periodo di isolamento sociale non certo facile per loro. Mi complimento con gli studenti e ringrazio i docenti dei consigli di classe, tutti i membri interni delle sezioni, i presidenti di commissione degli esami di stato, i volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa che hanno contribuito al controllo del rispetto delle rigide norme di sicurezza anticovid organizzate dalla scuola”.   Tutti i 145 maturandi hanno superato l’esame di stato e questi sono i magnifici ragazzi da cento e lode:  Riccardo Rosini e Giulia Gamboni per lo Scientifico Cambridge,  Sofia Schiavolini per il Linguistico,  Anna Monini per le Scienze Umane, Matteo Mambrini per le Scienze Applicate,  Francesco Mauro e Michele Rosini per l’ITI Meccanica-Meccatronica ed Energia, mentre gli studenti che hanno ottenuto la votazione massima di 100/100 sono:  Giacomo Barzi, Andrea Caporali Bianca Rondoni Antonio Avorio Arianna Caporali Agnese Panichi per lo Scientifico Cambridge;  ​ Elena Burini,  Angelica Cinquilli,  Elisa Sabatini,  Gianmarco Polito per le Scienze Umane;  ​ Martina Carubini e Samuele Polenzani per l’Economico Sociale;  Samuele Cacciamani,  Marta Migliorati,  Matteo Norgiolini,  Riccardo Peli,  Gabrio Torpei per le ScienzeApplicate;    Martina Martinelli,  Claudia Miti,  Alessia Pannacci,  Linda Tarli per il Linguistico;  Alessandro Ciuchi per l’ITI Meccanica-Meccatronica ed Energia.            

14/07/2020 12:24:08 Scritto da: Eva Giacchè

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