Notizie » Politica Il PD umbertidese è pronto per una nuova fase

Riceviamo e pubblichiamo “a non sbagliare quasi mai. Ritardi e incertezze nell’azione di Governo verranno ancora tutti evidenziati e non bisogna mai dimenticarsi che ci troviamo in un quadro sociale ed economico difficile, il quale condiziona fortemente l’opinione pubblica. Nel già faticoso lavoro dei Consiglieri comunali e della Giunta, chi ha le responsabilità amministrative maggiori dovrà lavorare sempre più e sempre meglio“. “In un momento in cui le forze politiche a noi antagoniste si stanno preparando in anticipo alle elezioni del 2019,  abbiamo il dovere di cominciare a costruire un cantiere. Se vogliamo giocare la partita, se non vogliamo consegnare la città a quella variegata coalizione che abbiamo visto lavorare insieme sul tema del centro culturale islamico (rancorosi ex PD, grillini, umbertidesi che cambiano con la Lega Nord e la destra) non possiamo vivere di rendita. E non possiamo neanche arrivare al giorno prima delle prossime elezioni amministrative senza le idee chiare e con improvvisazione”. “Il Partito Democratico si rimbocca dunque le maniche per ricostruire, da subito, un clima positivo e di fiducia, consapevole, rispetto alle altre forze politiche, che non esistono formule magiche per risolvere in un batter di ciglio problemi molto complessi”. “D’ora in poi, tutti dovremo cercare con entusiasmo di investire nella crescita di un gruppo di persone che, nei prossimi anni, sia attivo e protagonista della vita politica umbertidese. Dobbiamo stimolare la crescita di questo gruppo attraverso valori come il senso di appartenenza a una storia e a una comunità, lo spirito di servizio nei confronti degli altri (in particolare i più soli e deboli) e il rispetto nei confronti dei compagni di strada: tutte cose in netta discontinuità con quanto abbiamo visto negli ultimi tempi, anche dentro il nostro partito, anche ad Umbertide”.  

21/04/2016 20:04:08

Notizie » Politica PD Umbertide su fuga renziani

Riceviamo e pubblichiamo “I dimissionari facevano parte del gruppo di 15 persone che nel 2014 era stato chiamato ad entrare nell’unione comunale del PD di Umbertide, anche nel giusto tentativo di ricomporre le diverse ‘correnti’ nell’anno delle elezioni amministrative; quindi i dimissionari non sono stati eletti nei congressi di circolo ma erano lo stesso membri a pieno titolo di questa assemblea”. “Nella sostanza questa scelta non determinerà grandi cambiamenti nel lavoro che siamo chiamati a svolgere in quanto, purtroppo, quasi nessuno degli 11 dimissionari ha in questi anni partecipato all’attività ordinaria del nostro partito. Tornando sui presunti “nodi irrisolti” (il centro culturale islamico tanto criticato da Guasticchi, l’ex fornace e l’impianto a biomasse), che sarebbero stati alla base della decisione dei dimissionari, e sull’ “abusata” autoqualifica di “renziani”, il Partito Democratico sottolinea nuovamente il concetto espresso nell’ultima occasione, ribadendo Come PD di Umbertide, stante il lamentato disaccordo sulle ‘grandi scelte politico-amministrative’, riterremmo coerenti e politicamente consequenziali le dimissioni di chi, tra coloro che sono usciti dalla nostra unione comunale, ricopre cariche istituzionali con retribuzione (tra cui il presidente del Consiglio Comunale e l’assessore al Commercio)". La segreteria, infine, ha rinnovato il proprio apprezzamento per l’impegno dei tre assessori del PD, membri del coordinamento comunale (Montanucci, Tosti e Violini), chiamati a continuare con dedizione il  lavoro svolto almeno fino a quando le condizioni lo renderanno possibile. “Anzi, – conclude il Pd – sarebbe opportuno che i tre assessori sopracitati fossero messi dal Sindaco nelle condizioni di fornire un contributo ancora più utile, assumendo, come già da tempo auspicato da molti di noi, alcune deleghe (servizi sociali, lavori pubblici e sanità) sulle quali è necessario che l’amministrazione dimostri maggiore cura e spirito di iniziativa”.    

20/04/2016 19:36:09

Notizie » Politica Umbertide Cambia: i tribunali bocciano le scelte del Comune

Riceviamo e pubblichiamo La chiara sentenza del Tar dell’Umbria, che ha bloccato l’autorizzazione a costruire l’impianto per la produzione di energia elettrica alimentato a biomasse in località Pian d’Assino, è la prova provata della fragilità amministrativa e politica di questa Giunta, che continua sugli errori della precedente e non sa liberarsi da questa ipoteca. Grazie alla controversia giudiziaria, messa in atto dalla competenza e tenacia del Comitato Verde di Pian d’Assino e da Francesco Cancian, al quale è stato riconosciuto l’interesse ad agire, si è potuti giungere alla bocciatura della procedura di autorizzazione dell’impianto, che fa emergere l’ennesima stroncatura di scelte politiche e progetti impropri, lontani dagli interessi dei cittadini e della collettività. Le prove? Mettiamo in fila i fallimenti dei progetti amministrativi, che avrebbero dovuto cambiare il volto della città, e le relative controversie giudiziarie che li hanno bloccati. Per primo, la madre di tutte le sconfitte: la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che annulla l’affidamento della gestione dei rifiuti alla società Gesenu, restituendola legittimamente a Sogepu. La sentenza è una pietra tombale sulla isolata politica dei rifiuti voluta dall’Amministrazione. Secondo: il fallimento (giuridico e reale) del comparto ex Fornace. Costruttori e proprietari di fondi immobiliari che avrebbero dovuto portare a compimento il comparto sono finiti agli arresti e in fallimento in punto di sentenza. Ora davanti agli occhi degli umbertidesi c’è solo quella bruttura dell’ecomostro ex Fornace. Terzo: la recente sentenza del Tar che boccia, ribadendo la forza primaria delle direttive europee, la politica ambientale della Regione e dell’Amministrazione, che avrebbe dovuto comunque opporsi a progetti impattanti del genere. Per intenderci: non è Umbertide cambia che critica, sono i tribunali della Repubblica che dispongono.  Forse non è tempo di cambiare governo ad Umbertide Gruppo consiliare e Associazione Umbertide cambia

19/04/2016 09:21:35

Notizie » Politica Umbertide Cambia: PD dice no a commissione di inchiesta sui rifiuti

  Riceviamo e pubblichiamo “Fossi stato il Sindaco – afferma Claudio Faloci, capogruppo di Umbertide Cambia in Consiglio Comunale – non avendo nulla da temere non solo avrei costituito la commissione,  ma l’avrei fatta presiedere dalla opposizione, garantendo il massimo della trasparenza”. “Umbertide sta pienamente dentro la generale questione rifiuti che in Umbria ha già segnato sei interdittive antimafia e varie indagini giudiziarie. La discarica di Pietramelina impatta con il nostro territorio, Gesenu è il gestore del servizio di nettezza urbana. Ricordiamo come l’originario affidamento sia stato ritenuto irregolare dal Consiglio di Stato e solo dopo la rinuncia di Sogepu, Gesenu ha di nuovo ottenuto il contratto, ora in scadenza. Ma nulla si sa della gara d’ambito che dovrebbe individuare il nuovo gestore del servizio. Forse dovremo prendere una decisione in merito alla proroga dello stesso contratto di servizio, ma non sappiamo se anche il nostro comune sia stato oggetto di indagini. Altra motivazione sta nel fatto che la stessa Amministrazione continua a non fornire, perché non li possiede, dati certi in merito all’intero ciclo che riguarda la raccolta, lo smaltimento ed il riutilizzo del materiale differenziato. Per questo la commissione d’inchiesta, prevista dal regolamento del Consiglio Comunale, rappresenta il luogo adeguato dove approfondire in maniera chiara e responsabile la materia”.. “Sono due cose diverse, l’audizione potrebbe integrare l’azione che autonomamente la commissione comunale dovrebbe svolgere, anche al fine di valutare le scelte politiche compiute in materia dalle nostre amministrazioni, scelte che noi abbiamo da sempre contestato ritenendole non coerenti con l’interesse della comunità locale”.

09/04/2016 14:31:48

Notizie » Politica Coordinamento comunale del PD di Umbertide: 12 membri si dimettono

Riceviamo e pubblichiamo   Apprendiamo ancora una volta solo dalla carta stampata e dai social media (come già successo per le dimissioni di alcuni componenti della segreteria) delle dimissioni di 12 membri dal Coordinamento comunale del PD di Umbertide. Nessuna comunicazione agli altri membri, al segretario, alla segreteria. Niente. In linea, del resto, con l’impegno che i dimissionari hanno profuso nell’organismo del quale facevano parte.  Apprendiamo inoltre che ci sarebbero alcuni “nodi irrisolti” alla base di questa scelta: il centro culturale islamico (in relazione al quale c’è stata una variante approvata all'unanimità dal consiglio comunale nel 2010, anche con la finalità di realizzare il centro per ragazzi disabili e un’asta pubblica per la vendita del terreno; il progetto è stato presentato nell'aprile 2015 e approvato nel luglio dello stesso anno), l’area ex fornace (progetto risalente alla legislatura 1999-2004), la centrale a biomasse di Pian d’Assino (progetto presentato nell’aprile 2013). Ora, sui primi due argomenti nessuno dei dimissionari ha mai proferito verbo nelle occasioni in cui se ne è parlato nel coordinamento comunale, mentre con riferimento al terzo - la centrale a biomasse – la questione diventa davvero imperscrutabile, visto che la posizione di contrarietà del PD di Umbertide era stata chiarissima ed unanime al riguardo e si era altresì formalizzata in un ordine del giorno votato all’unanimità in consiglio comunale: però si può anche smentire sé stessi pur di trovare una giustificazione alle cose. Perfettamente legittimo.  Non apprendiamo invece con il comunicato, visto che la definizione è stata utilizzata varie volte come un mantra, che i dodici dimissionari – numero che evoca vicende di tutt’altro lignaggio, lontanissime dalla presente! – continuano ad autodefinirsi i “renziani” di Umbertide, dimenticandosi peraltro come sia stato lo stesso Renzi (dopo la sua elezione a segretario ed anche nell’ultima direzione nazionale) ad affermare che definirsi renziani non ha alcun senso - definendo addirittura delirante che qualcuno si arroghi il diritto di definire chi può esserlo e chi no - e che esiste solo il PD, unito nelle sue diverse sensibilità, come un’unica compagine politica. Molto più prosaicamente, i dimissionari sembrano in realtà legati a doppio filo non tanto a Renzi, bensì al consigliere regionale Guasticchi, che non più tardi di qualche giorno fa ha preso una posizione nettamente in contrasto – e sostanzialmente sovrapponibile a quella delle forze politiche di opposizione - con l’amministrazione comunale sul tema del centro culturale islamico. Considerando ciò, più che dimissioni legate a grandi “nodi irrisolti”, quelle di cui parliamo sembrano molto più semplicemente dimissioni ad orologeria, dal sapore molto opportunistico. Anche perché, se effettivamente ci fosse disaccordo sulle “grandi scelte politico-amministrative” (così letteralmente nel comunicato), chi dei 12 dimissionari ricopre ruoli amministrativi in Giunta e nel consiglio comunale dovrebbe trarne immediatamente le conseguenze e dimettersi anche da questi ultimi incarichi, anticipando così la conclusione di un’esperienza amministrativa - quali che siano poi gli sviluppi politici - che vedrebbe invece la sua naturale conclusione nel 2019. Se questo non avvenisse, il carattere opportunistico e strumentale di queste dimissioni acquisterebbe una solare evidenza.    LA SEGRETERIA DEL PD DI UMBERTIDE

07/04/2016 16:59:10 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile Ad Assisi con Giulio Regeni

Riceviamo e pubblichiamo La dedicheremo a Giulio Regeni, giovane ricercatore seviziato e assassinato in Egitto da mani impunite che continuano a spargere terrore e morte. Non solo per alimentare l'’inestinguibile domanda di “verità e giustizia” ma per illuminare la storia di una persona impegnata a conoscere e migliorare questo nostro mondo. Giulio non era un eroe. Era semplicemente “speciale”. Come lo sono tutte le ragazze e i ragazzi che hanno voglia di conoscere, di capire, di pensare in grande, di andare sino in fondo nelle cose, di essere parte attiva della società, una società ormai senza confini. I suoi amici ce lo hanno raccontato così. Un ragazzo cresciuto in un piccolo paese dal nome dolce (Fiumicello), amato dalla famiglia ma anche dalla scuola, una piccola scuola di paese, che si prende cura di ciascuno dei propri figli. La storia di Giulio è cominciata lì a scuola, a 10, 11 anni, nel “Governo dei giovani” un progetto realizzato assieme al Comune che in ogni altra parte d’Italia si chiama “consiglio comunale dei ragazzi”, e con la “splendida scoperta” dell’impegno, del servizio, dell’ascolto, del “dare voce” e di un mondo più grande di cui si è parte. Mentre si continua a parlare della sua fine atroce, noi vogliamo accendere i riflettori su tutto il resto della sua storia. Una storia bella, positiva, carica di passione, partecipazione, responsabilità e tenacia. Tutti ingredienti indispensabili per resistere alla piena di odio, violenza, cinismo, indifferenza e ipocrisia che rischia di travolgerci. Il 15 e 16 aprile ci incontreremo ad Assisi per vivere una nuova straordinaria, intensissima, esperienza di pace. Assieme a Giulio ci saranno cinquemila bambini e bambine, ragazze e ragazzi, giovani studenti di ogni parte d’Italia. Ciascuno di loro porterà i risultati di un anno di scuola in cui l’educazione alla cittadinanza glo-cale ha voluto fare i conti con alcune delle sfide cruciali del nostro tempo come le guerre e le migrazioni e con i grandi temi dell’informazione, dell’ambiente, dell’economia, dei diritti umani, dei giovani, dell’Europa e del Mediterraneo. Alcuni ci diranno dell’'impegno che hanno profuso per pensare e progettare la “pace a km 0”, nella propria scuola, quartiere, città. E sarà una grande lezione per tutti quelli che non sanno mai cosa fare per la pace. Molti altri, che sono andati alla ricerca del significato autentico delle parole, ci aiuteranno a riscoprire il valore di termini svalutati come fraternità, dialogo, diritti umani, solidarietà, uguaglianza, nonviolenza, legalità, democrazia, partecipazione, dignità, giustizia, libertà, fiducia, rispetto, umiltà, equità, inclusione, accoglienza. Assisi sarà l'’approdo di centinaia di percorsi didattici, ricerche, dibattiti e attività. Dalla loro condivisione scaturirà un dialogo fecondo di idee, progetti e proposte capaci di cambiare le cose. E sarà un gigantesco laboratorio di civiltà, di cultura e di umanità. Chissà se la stampa e le televisioni, così attente a enfatizzare gli episodi negativi della scuola, vorranno dedicargli un po’ d'’attenzione!? La storia di Giulio Regeni è anche la storia di tanti ragazzi e ragazze a cui non diamo mai la giusta attenzione, il giusto rispetto e rilievo, il meritato ascolto e riconoscimento. Studenti che rimbalzano alle cronache solo dopo un fatto spiacevole. Il Meeting di Assisi del prossimo 15 e 16 aprile è una grande opportunità per tutti quelli che, al contrario, credono nei giovani, in questi giovani e, per questo, investono sul loro ascolto e sul loro protagonismo. Gli insegnanti, i dirigenti scolastici ma anche i sindaci, gli assessori, i funzionari e i volontari della società civile che li accompagnano ad Assisi e nel resto dell’anno non vanno lasciati soli. Ad Assisi gli diremo: Grazie! Sulla vostra passione educativa cresce un mondo e una speranza nuova. Flavio Lotti Coordinatore della Tavola della pace

06/04/2016 10:04:06 Scritto da: Eva Giacchè

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