Attualità » Primo piano Coronavirus, Umbria: test rapidi in parallelo ai tamponi. Ecco come funziona la strategia messa in atto

In un mese verranno controllati 25mila umbri. E' questo l'obiettivo dichiarato ieri a Palazzo Donini dalla task force regionale per la gestione del contagio da Covid-19. Tra le strategie presentate per la ricerca della positività al virus c'è l'utilizzo di test rapidi, utilizzati in parallelo al "classico" tampone impiegato fino ad ora. Una metodologia spiegata molto bene dal Direttore di Malattie Infettive dell'Ospedale di Perugia Daniela Francisci: "è stato discusso un doppio approccio. Fino ad ora la diagnostica si è basata fondamentalmente sul prelievo del tampone naso-faringeo e sulla ricerca diretta del virus, con una metodologia molto sofisticata che presuppone un tempo di saggio attorno alle 5/6 ore e processazione massima di campioni intorno ai 400 al giorno.  Ci sono due novità, un test molecolare, ma più rapido, che va sempre a cercare la presenza del virus nelle vie aeree. L'altra novità è un test rapido che con una semplice goccia di sangue ci dice se il paziente ha prodotto anticorpi nei confronti del virus. Quindi queste due strategie, da una parte la ricerca del virus in modo tradizionale e con test rapido e dall'altra parte la ricerca di anticorpi, opportunamente combinate ci potranno aiutare molto a prendere decisioni rapide, soprattutto in casi di incertezza, quando al situazione clinica del paziente merita un approfondimento" La strategia regionalein primis punta ad individuare, rapidamente e correttamente, i pazienti COVID-19 che necessitano di assistenza sanitaria, nonché ad attuare una sorveglianza allargata della popolazione, con particolare attenzione alle categorie a rischio, in modo da intercettare rapidamente i casi asintomatici o con pochi sintomi che possono diffondere il virus, in modo da contenere efficacemente il contagio attraverso il loro isolamento.  

28/03/2020 12:19:17 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Coronavirus: dalla Regione strategie per test Covid-19 rapidi

Io resto a casa" non è uno slogan, ma un modo di pensare fondamentale per interrompere la catena di trasmissione del virus responsabile di COVID – 19 e rappresenta la base per qualsiasi intervento che la Regione attua per fronteggiare l'emergenza: è il messaggio che arriva agli umbri - unito al ringraziamento per il comportamento virtuoso - dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, dall'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, e dal direttore regionale alla Sanità, Claudio Dario, nel corso della videoconferenza che si è tenuta stamani a Palazzo Donini a Perugia, per illustrare le strategie della Regione per la ricerca della positività Covid-19, grazie anche all'acquisizione dei nuovi test rapidi. All'incontro erano presenti le prof. Daniela Francisci e Antonella Mencacci, il direttore regionale, Stefano Nodessi Proietti. La Regione, dopo una breve fase di sperimentazione – è stato detto in videoconferenza – da subito inizierà ad effettuare dei test rapidi che, in 15 minuti, potranno rivelare nel sangue la presenza di anticorpi specifici verso il virus, in modo da isolare da subito un soggetto positivo. A questi si affiancheranno test molecolari, che rilevano la presenza di virus delle vie aeree, sempre in maniera rapida, con risposta in un'ora. Ovviamente, la rilevazione attraverso il test rapido andrà in parallelo con il test utilizzato sinora (tampone) che richiede una metodica laboriosa con un grande impegno di strumentazione e tempi lunghi di attesa che portano a refertare in Umbria al massimo 500 tamponi al giorno. Attraverso l'utilizzo dei test rapidi, al contrario, si stima di poter effettuare all'incirca 1.500 test al giorno, privilegiando le aree geografiche dove il virus è più diffuso. L'obiettivo è di avere nell'arco di una settimana, una quantità significativa di dati per ottimizzare la strategia dell'utilizzo dei test rapidi da implementare poi su tutto il territorio regionale. La strategia regionale, di cui ha parlato l'assessore alla Sanità Luca Coletto,  in primis punta ad individuare, rapidamente e correttamente, i pazienti COVID-19 che necessitano di assistenza sanitaria, nonché ad attuare una sorveglianza allargata della popolazione, con particolare attenzione alle categorie a rischio, in modo da intercettare rapidamente i casi asintomatici o con pochi sintomi che possono diffondere il virus, in modo da contenere efficacemente il contagio attraverso il loro isolamento. Di primaria importanza per contenere l'infezione è difendere la comunità e le famiglie, individuando i soggetti potenzialmente positivi, ma anche le comunità residenziali sanitarie, sociali e religiose, le case di riposo per difendere le persone anziane, indentificando ed isolando gli individui positivi fin dal loro ingresso.  "Questa strategia – dice Coletto - a tutela del personale sanitario e di tutto quello in prima linea, nonché dell'intera salute pubblica, è possibile anche grazie all'impegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha investito per questo scopo 750 mila euro". "Andranno difesi gli ospedali – ha detto il direttore Dario - indentificando ed isolando gli individui positivi fin dal loro ingresso, e va garantita la sorveglianza attiva ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai medici di continuità assistenziale, agli specializzandi  e ai farmacisti, nonché agli operatori delle strutture sanitarie e sociosanitarie, alle categorie di lavoratori dei servizi essenziali e di lavoratori che sono sottoposti ad elevato rischio di contagio o di diffusione della malattia". In parallelo è previsto il potenziamento della sorveglianza sanitaria e delle inchieste epidemiologiche per intervenire con le disposizioni di isolamento domiciliare fiduciario e quarantena partendo dall'individuazione del maggior numero di soggetti positivi attraverso test diagnostici.   La strategia adottata è per cerchi concentrici: l'indagine parte dal nucleo centrale (quello con più alta concentrazione di positivi) e si allarga verso quei gruppi di cittadini e professionisti che possono rappresentare un pericolo per la collettività  (sintomatici portatori del virus). Al variare dello scenario epidemiologico la strategia regionale potrà contemplare un ampliamento del campo di indagine effettuando il test a tutti i pazienti sintomatici attualmente ricoverati presso i presidi ospedalieri della regione, che non siano stati già testati, a tutti i soggetti sintomatici potenzialmente collegati ad un cluster o comunque esposti a contagio che sono stati o possono essere stati a contatto con un caso confermato o probabile di COVID–19, ai dipendenti del sistema sanitario regionale che lavorano in strutture ospedaliere dedicate totalmente o parzialmente alla gestione dei casi COVID, a coloro che lavorano nelle strutture di Pronto Soccorso o di 118, nelle strutture territoriali, nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, ai medici, farmacisti, operatori sintomatici che operano nelle strutture socio-sanitarie e sociali, lavoratori sintomatici dei "Servizi Essenziali", con priorità verso quelli con maggiore contatto con la popolazione generale: tra questi Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine, Agenti di polizia penitenziaria, volontari della Protezione civile,  addetti alle casse dei centri commerciali. Le professoresse Mencacci e Francisci hanno sottolineato le tempistiche degli attuali test che cozzano con la necessità di rapidità e di ampliamento del controllo dei potenziali soggetti affetti da Covid-19. Da qui la necessità di avere test sia immunologici che molecolari che siano più rapidi e che possano essere effettuati in numerosi laboratori, già attrezzati.  "Abbiamo fatto uno studio – ha sottolineato la prof. Mencacci - e abbiamo scelto di implementare le due tipologie di test rapidi citati, in maniera complementare al metodo utilizzato oggi. Sempre sotto l'egida del test di riferimento". "Inoltre abbiamo notato – ha affermato la prof Francisci – che in un paziente che ha sintomi da molti giorni il virus può trasferirsi dalla alte vie respiratorie al polmone. Il tampone nasofaringeo può risultate dunque negativo. Prima di procedere ad altri esami di radiologia, tac del torace, la ricerca della presenza dell'anticorpo attraverso il test rapido ci può indirizzare ed aiutarci velocemente sul da farsi. Per cui questi tipi di test possono essere di aiuto anche in questa fase, se correttamente affiancati a quelli tradizionali sin qui utilizzati".  A chiudere la conferenza è stata la presidente Donatella Tesei: "Stiamo lavorando a tutto campo per rispondere al meglio all'emergenza di questo periodo – ha affermato - . Sono presente in maniera costante e quotidiana, a volte diplomatica a volte meno, nei vari tavoli con gli interlocutori nazionali. A volte emergono delle difficoltà nelle consegne del materiale, ma voglio lanciare un messaggio ottimista perché sono certa che a breve riusciremo ad avere le strumentazioni necessarie a coprire i posti di terapia intensiva che necessitano nella nostra regione". "Permettetemi dei ringraziamenti, a tutto il reparto sanità per il lavoro che stanno svolgendo anche per allestire nuove spazi, ma anche a coloro a che in questo momento difficile si occupano delle persone più deboli, dei nostri anziani, dei detenuti. Un grazie va alla Protezione civile, ai volontari, alle Forze dell'ordine, ai lavoratori dei servizi essenziali, agli operatori della comunicazione e tutti coloro che quotidianamente si impegnano nello svolgimento del loro ruolo in un momento estremamente complesso". "E un ringraziamento sincero lo voglio esprimere anche nei confronti di tutti i cittadini per l'attenzione che stanno mettendo nel rispettare le misure di prevenzione di diffusione del contagio. So che è un sacrificio che stiamo facendo, ma voglio invitare ancora una volta ad avere pazienza, perché il grande senso di responsabilità degli umbri può fare la differenza e permetterci di riuscire a tornare alla normalità il prima possibile".      

27/03/2020 18:07:58 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano San Giustino: Coronavirus, polizia locale in azione per contrastare la diffusione del virus

Oltre quaranta posti di controllo, più di cento persone identificate con l’acquisizione delle relative autocertificazioni e tre soggetti segnalati all’autorità giudiziaria, perchè in circolazione senza un giustificato motivo, ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. Sono solo alcuni dei dati rilevati dall’attività operativa del comando di polizia locale di San Giustino, che dall’inizio dell’emergenza coronavirus ha intensificato i controlli su tutto il territorio comunale, al fine di dare piena attuazione alle direttive per contrastare la diffusione del virus. Ai fatti sopra citati, si aggiungono dieci autocertificazioni ancora in corso di verifica e la presenza di oltre trenta servizi automontati di pattugliamento del territorio con l’ausilio di personale in borghese. Tali servizi sono stati predisposti ed eseguiti anche nelle giornate festive e nelle ore serali fino alle 22, come da direttive impartite dall’amministrazione comunale. Insieme ai controlli, in questo periodo la polizia locale ha provveduto alla diffusione di audiomessaggi per informare e sensibilizzare i cittadini e ha fornito il proprio supporto ai mezzi preposti alla sanificazione delle strade, il tutto in piena sinergia con l’amministrazione comunale, la locale stazione carabinieri e tutte le autorità preposte. Particolare attenzione sarà dedicata, nei prossimi giorni, alla vigilanza sul rispetto dell’ordinanza sindacale sull’utilizzo dei dispositivi di protezione, all’interno delle attività commerciali.  “I controlli da parte della polizia locale di San Giustino e di tutte le forze a presidio del territorio – spiega l’assessore comunale Andrea Guerrieri -  sono atti ad assicurare il rispetto delle disposizioni ministeriali adottate a tutela dell'incolumità e della salute della nostra intera comunità. Tali attività proseguiranno costanti nei prossimi giorni. Particolare attenzione sarà prestata all'obbligo di indossare guanti e mascherina per le persone che accedono in tutti gli esercizi commerciali aperti al pubblico, compresi uffici e banche. Per chi fosse sprovvisto di mascherina, è comunque obbligatorio coprirsi naso e bocca prima dell'ingresso in questi locali".  

27/03/2020 16:41:05 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Donazioni di materiale sanitario all'ospedale di Umbertide, avvenuta questa mattina la consegna

Numerose sono state in questi giorni le donazioni di materiale sanitario all'ospedale di Umbertide da parte di istituzioni, imprese e cittadini. Per questo, nella mattinata di venerdì 27 marzo, alla presenza del sindaco Luca Carizia, della vicesindaco Annalisa Mierla, del presidente del Gruppo Comunale di Protezione Civile Gabriele Lisetti, del dirigente medico della Usl Umbria 1, Gioia Calagreti, del responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia a ciclo breve, Marino Cordellini e dei coordinatori infermieristici Gilberto Baracchini e Fabio Falcini, alcuni volontari della ProCiv cittadina hanno consegnato al locale nosocomio i proventi della generosità degli umbertidesi. Nello specifico sono stati donati 200 tute in tyvek con cappuccio, 10 tute in polipropilene (Plp), 20 caschi con visiera, 6 scatole di guanti in in nitrile, una scatola di mascherine, 5 scatole di copriscarpe in plp, 25 occhiali protettivi con valvole per la circolazione dell'aria. “Anche in questo frangente il grande cuore dei nostri concittadini non ha tardato ad attivarsi verso un punto di riferimento come è il nostro ospedale – afferma il sindaco Carizia - Un ringraziamento sincero va a tutti coloro che si sono attivati in questa gara di solidarietà. Un profondo e sentito grazie va al Gruppo Comunale di Protezione Civile e soprattutto agli operatori sanitari del nostro ospedale, che stanno svolgendo un lavoro straordinario per contenere il virus”. Nei prossimi giorni, come informa la ProCiv umbertidese, seguiranno ulteriori donazioni sempre rivolte al locale ospedale.                  

27/03/2020 13:28:54 Scritto da: Eva Giacchè

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